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Formato: CD Anno: 2008 Label: Caravan / Columbia 88697321982 Formato: LP Anno: 2008 Label: Caravan / Columbia 88697321981
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Prodotto da Francesco De Gregori e Guido Guglielminetti
Fonico Gianmario Lussana Assistente tecnico: Dario Arianti
Foto di copertina e del libretto di Alessandro Arianti e Marco Anelli
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Guido Guglielminetti BASSO E CONTRABBASSO
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Francesco De Gregori VOCE, CHITARRA, ARMONICA |
Alessandro Arianti PIANO E TASTIERE
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Registrato e missato da Gianmario Lussana
(Forward Studios - Grottaferrata)
Mastering di Fabrizio De Carolis (Reference Studios Mastering - Roma)
Progetto grafico di Spazio360
Grazie a Dario Arianti
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Stefano Parenti BATTERIA |
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Paolo Giovenchi CHITARRE |
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Alessandro Valle DOBRO E PEDAL STEEL GUITAR |
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Lucio Bardi CHITARRE |
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Cristiana Polegri CORI |
Antonella De Grossi CORI |
Chiara Quaglia VOCE SOLISTA |
Elena Cirillo VIOLINO E CORI
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dal forum del www.rimmelclub.it 21 luglio 2008
Ormeggio
qui, accanto alla barca di Caucaso, perché trovo il suo post l’imbarcazione
più bella, più commovente, più coerente e più sincera che sia
attraccata a questo molo. Ho cercato negli altri pontili, ma li ho
tovati abbastanza “intasati”. Sarà il periodo..... Al
contrario di Emule (che lo lasciamo tutta la notte acceso e al mattino
dopo troviamo le sorprese nella calza della Befana), in passato dovevamo
essere presenti, costretti ad ascoltare il disco dalla prima all’ultima
nota. Ad ascoltarlo come si deve, e ci faceva pure bene. Una volta con
Francesco abbiamo parlato proprio di questo. Mimmo
Rapisarda P.S.
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Parla Francesco De Gregori: «Le mie canzoni appartengono a tutti»
TORINO
16/07/2008 - Il titolo dell’ultimo album “Per brevità chiamato
artista”, si attaglia bene allo stile di Francesco De Gregori che
questa sera sarà al teatro della Concordia di Venaria (corso Puccini
1), per la tappa torinese del suo tour. Trentatrè dischi realizzati,
tra album inediti, live e raccolte. Insomma, una bella fetta della
canzone italiana d’autore. Una storia personale fatta di successi da
“Alice (1972) a “Rimmel” (1975) a “Generale” (1978), passando
per “La donna cannone” (1983) e la più recente “Per brevità
chiamato artista” che dà il titolo all’ultimo cd. Brani entrati
nella leggenda che sono diventati patrimonio comune per almeno tre
generazioni. Vincendo la sua abituale ritrosia De Gregori si racconta in
questa intervista. «Ho inserito canzoni che non facevo da tempo come “Capo d’Africa” del 1979 e devo dire che sono riuscito a fare un bel mix tra brani vecchi e nuovi, come dovrebbe essere ogni concerto. Altrimenti se fosse solo una raccolta di successi non avrebbe molto senso». Come si è trovato a ripescare questi brani poco noti? «Il fatto stesso di poter rimettere mano alle tue composizioni è sempre emozionante. La musica non è mai qualcosa di definitivo». È in tour ormai da molti anni. Perché questa scelta? «Sento che non ne posso fare a meno. Ormai è come se fossi il cantante di un gruppo. Finché il fisico me lo permetterà voglio continuare a suonare dal vivo». Molti suoi fan nel corso del tempo hanno cercato di interpretare il significato dei suoi testi. Che effetto le fa? «Mi piace lasciare libertà d’interpretazione. In alcune, come ad esempio “La leva calcistica della classe 68”, il testo è talmente chiaro che non dovrebbero esserci dubbi». C’ è una canzone che rappresenta lo stato d’animo attuale di Francesco De Gregori? «È impossibile scegliere, sono legato a tutte le mie canzoni allo stesso modo. Il fatto stesso di portale con me in tour e cantarle ogni sera in modo diverso mi aiuta a vederle crescerle». Il suo collega Antonello Venditti minaccia le vie legali per l’uso improprio delle sue canzoni. Condivide questa scelta? «Non sono d’accordo è successo anche a me con “La storia”, ma credo che le canzoni una volta scritte appartengano a tutti». È più difficile scrivere canzoni adesso o quando era giovane? «Non è una questione di età. In passato sono stato anche tre anni senza scrivere. Quando arriva l’ispirazione bisogna essere pronti a coglierla». In una sua canzone dice: “Quello che non so lo so cantare”... «Fare musica è una condizione privilegiata e ti permette di vedere aspetti della realtà che altri non possono cogliere». Dunque non c’è niente da capire? «Quella canzone era un paradosso per dire a chi mi ascolta di non cercare significati nascosti nelle mie canzoni oltre al testo». A questo punto della carriera c’è un’esperienza che le manca e che vorrebbe fare? «No, la musica è il mio mondo. Un’arte che mi completa, lasciandomi il tempo per il mio hobby preferito che è la lettura». Un autore da portare in tournée? «Adesso sto leggendo i romanzi di Simenon». Francesco De Gregori e Torino... «È
una città che mi ha sempre incuriosito per la sua vivacità culturale.
Dopo le Olimpiadi l’ho vista trasformata». Gerardo Mirarchi
di
Federico Resta Rispescia:
Spesso "Festambiente" appare come una tranquilla festa invasa
da tante persone desiderose di divertimento. Il concerto, le bancarelle,
gli stage, sembrerebbe un modo per passare il tempo molto controllato ed
ordinario. Ma quello che la gente ha vissuto ieri sera, durante
l'esibizione magnifica di Francesco De Gregori, è di sicuro un momento
che verrà ricordato nella storia di tutto il festival maremmano. Per
due ore intere (grandi artisti musicali dovrebbero imparare...) il
maestro romano è riuscito ad intrattenere il pubblico con canzoni piene
di attualità e sincerità. Vedere ragazzi di 14 anni cantare brani come
"Il bandito e il Campione" , "Rimmel" o "La
donna cannone" è una sensazione veramente strana.
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"Il
Tempo" - 22.5.2008 È
un De Gregori «classic», quello che torna in questo «Per brevità
chiamato artista», titolo scaturito non da una sorta di indomabile
spocchia, bensì ispirato alla formula che identifica i cantanti in
margine al contratto discografico. Con un occhio, spiega lo stesso
Francesco, al concetto nobile e volatile dell'"arte", «per
lasciare con questa frase un segno poetico e letterario». Stefano Mannucci
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Francesco de Gregori per la prima volta apre una finestra sul suo panorama artistico offrendo al suo pubblico un canale diretto ed ufficiale on line in cui trovare informazioni riguardanti il nuovo album, in uscita il 23 maggio, Per brevità chiamato artista e la registrazione di due video live, contenenti due tracce inedite del nuovo disco, registrati durante il tour 2008. Consultando la sezione foto, è possibile condividere con l’artista momenti catturati durante la registrazione del nuovo video a Roma ed accompagnati da materiale inedito. La prossima tournée deI cantautore è prevista in estate per promuovere il nuovo album. |
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De Gregori: il '68 in Italia non ha creato classe dirigente. Importante e' modernizzare l'Italia, se lo fa Berlusconi.. La scure del Principe sui sessantottini. "Ci sono cose della mia vita che io rifiuto. E insieme a queste rifiuto anche alcune cose del '68 che invece vengono celebrate". Francesco De Gregori, ospite questa mattina a 'Omnibus' su La7, ribadisce la sua visione critica di alcuni retaggi del movimento del '68, una presa di posizione che nel recente passato ha irritato molti simpatizzanti di sinistra innamorati del cantautore romano.
"Non si può dire 'Berlusconi mi piace o non mi piace'. E' un atteggiamento quanto mai semplicistico e un po' rozzo", ha proseguito De Gregori nell'intervista ad Antonello Piroso, che gli ha ricordato un recente titolo di stampa che attribuiva al cantautore romano un appoggio al presidente del Consiglio. "Io argomento semplicemente il fatto che, rimanendo un uomo di sinistra ma che alla sinistra non 'appartiene' - nel senso che verifica giorno per giorno quanto questo essere di sinistra sia suffragato dai fatti, e finora non ho mai avuto smentite - dico che se il centrodestra ha vinto le elezioni con tanta larghezza di voti - ha detto ancora De Gregori -, se più di metà del Paese ha votato compatta per i suoi rappresentanti, non possiamo considerarli dei barbari che vengono e ci torchiano e quindi aspettarci cinque anni di cupa controriforma. Dobbiamo sperare e cercare di cogliere quanto piu' possibile dei lati di positività in quello che faranno". Secondo De Gregori la questione è "modernizzare il Paese: che lo faccia Berlusconi o qualcun altro... l'importante è che qualcuno lo faccia. E questo, per le persone in buona fede che sanno ascoltare quando uno parla, non vuol dire che essere diventato 'berlusconiano"'. De Gregori ha concluso: "Ma poi è così importante se io sono di sinistra o di destra? Il valore di quello che ho fatto sta nelle cose che ho scritto. Il mio problema è che quando mi chiedono come la penso io non mi sottraggo e l'ho sempre detto, da quando avevo vent'annni fino ad oggi, e continuerò a fare cosi'. Qui ci sono dei dischi che cantano. Facciamo cantare quelli"
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17/05/2008 - - "PER BREVITA' CHIAMATO ARTISTA Disponibile dal 23 maggio in CD, Digital Download e Vinile edizione limitata numerata DE GREGORI GRATIS ON LINE
Da venerdì fino a giovedì 22 maggio, su Repubblica.it si potrà
scaricare il brano di Francesco De Gregori intitolato Celebrazione, in
anteprima sull'uscita, che avverrà il 23 maggio, del suo nuovo album
Francesco De Gregori, per brevità chiamato artista. Per poter scaricare
gratuitamente il brano gli utenti di Repubblica.it dovranno registrarsi. |
L E C A N Z O N I


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Francesco De Gregori: "Non facevo una vita dissoluta" Francesco
De Gregori: "Viva l'Italia"Francesco De Gregori torna con un
disco nuovo e parole nuove. Sull'amore libero e il '68, su De André,
Grillo... E su questo governo All'appuntamento
per parlare del nuovo disco, Per brevità chiamato artista, De Gregori
arriva vestito da De Gregori: jeans chiari, Superga bianche, giaccone
scuro, maglia a righe bianche e blu e cappello da marinaio...
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De
Gregori, il sinistro dal volto umano «Sono
di sinistra, ma non le appartengo. Voglio avere la libertà di poter
verificare sempre le mie scelte e quelle degli altri. Non temo l'arrivo
dei barbari. Berlusconi ha una solida maggioranza e speriamo che la usi
per modernizzare il paese. Se ci riuscisse, non farebbe una politica di
destra o di sinistra, ma soltanto il bene di tutti. Grillo? Non lo dico
con cattiveria, ma né il comico né il banditore mi hanno mai
incuriosito. L'antipolitica ha sempre attraversato le democrazie, non
vedo niente di nuovo in quello che fa». |

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Ci
sono posti dove sono stato Ci
sono posti dove sono stato Ci
sono posti dove sono stato Ci
sono posti dove sono stato
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Vola
il pavone e vola il cardellino E
vola vola vola vola vola vola Se
risalisse il fiume alla foresta
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Vulesse
fa' 'rvenì pe' n'ora sole E
vola vola vola vola e vola lu pavone; 'Na
vote pe' spegna' lu fazzulette, E
vola vola vola vola e vola lu gallinacce; mo si ti guarde 'n facce Come
li fiure nasce a primavere, l'amore nasce da la citilanze. E
vola vola vola vola e vola lu cardille; nu vasce a pizzichille 'Na
vota 'r'na pupuccia capricciosa, E
vola vola vola vola vola la ciaramelle;
(da un canto popolare abbruzzese).
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FRANCESCO
DE GREGORI AL PREMIO MASSIMO TROISI (PRIMA)
SAN GIORGIO A CREMANO, Napoli - Sarà Francesco De Gregori il
protagonista del tradizionale concerto che caratterizza ogni anno il
Premio Massimo Troisi: un evento, quello in programma il prossimo 1
luglio alle 21 nell'Arena Viviani di Villa Bruno a San Giorgio a
Cremano, che rappresenta il coronamento di un percorso che il Consiglio
d'Amministrazione dell'Istituzione Comunale - Premio Massimo Troisi,
presieduto da Angela Viola, ha intrapreso sin dal giorno
dell'insediamento. |

