AMORE AMORE AMORE  

 (Francesco De Gregori)

 

 

SOL DO RE SOL - DO RE SOL - DO RE SOL - DO RE SOL  

 

        DO RE SOL                           DO RE SOL

Amore amore amore amore amore

 

        DO RE SOL                           DO RE SOL

tutto quello che posso dirti è amore

 

        DO RE SOL                                   DO RE SOL

amore amore amore amore amore eh-eh

 

        DO RE SOL

è che mi eccita chiamarti amore

 

RE                                              DO               SOL

nella schiuma dei tuoi occhi vorrei morire invano e continuare…

 

        DO RE SOL

amore amore amore amore

 

        DO RE SOL

amore amore amore amore

 

        DO RE SOL

amore amore amore amore

 

        DO RE SOL                              DO RE SOL    DO RE SOL   

amore amore amore amore amore ah

 

        DO RE SOL                           DO RE SOL

Amore amore amore amore amore

 

        DO RE SOL                           DO RE SOL

tutto quello che posso darti è amore

 

        DO RE SOL                                   DO RE SOL

amore amore amore amore amore eh-eh

 

        DO RE SOL

leccami ogni volta che ti chiamo amore

 

RE                                 DO               SOL

nel tuo ultimo gioco vorrei arrivare primo e disarmarti…

 

        DO RE SOL

amore amore amore amore

 

        DO RE SOL                            DO RE SOL

amore amore amore amore amore eh-eh

 

        DO RE SOL                       DO RE SOL            DO RE SOL

amore amore amore amore eh-eh-eh-eh-eh-eh-ah-ah-ah-ah

 

        DO RE SOL                             DO RE SOL

Amore amore amore amoreee-eh-eh

 

        DO RE SOL                      DO RE SOL

troppa gente ha parlato d’amore

 

        DO RE SOL                                    DO RE SOL

Amore amore amore amore amore eh-eh-eh

 

        DO RE SOL

ora anch’io voglio essere il tuo amore

 

RE                                             DO             SOL

e non prendermi in giro se non sono così bello e non buttarmi via…

 

       DO RE SOL

amore amore amore

 

       DO RE SOL                                  DO RE SOL

amore amore amore amore amore eh-eh

 

       DO RE SOL

amore amore amore amore

 

       DO RE SOL

amore amore amore amore amore

 

       DO RE SOL      DO RE SOL             DO RE SOL     DO SOL

amore amore amore amore amore amore amore ah-ah mmm…

 

 

 

 

MIELE DI ROSE PER GIORGIO LO CASCIO

(ballata di Francesco De Gregori)

 

 

Io chiedo solo di camminare per strade pulite.

Da Istanbul a Roma le ore di treno sono cinquanta. Per le prime trentuno me ne stavo comodissimo, spaparacchiato come un creso tra un portacenere, ma la trentaduesima già cominciava a diventare un bagaglio, ero stanco di tutta quella gente scortese che continuava a spengermi le sigarette proprio là, dove si nota che sono un maschietto.
Così striscio come un verme verso il vagone postale e dico "Non occupo più spazio di una valigia, ve lo giuro!"
E loro "Ok! ragazzo, ma prima dobbiamo perquisirti per bene di dentro, è il regolamento". E allora dico "No grazie, non mi lascio fottere così".
E lascio quattro ferrovieri turchi delusi corrermi dietro e gridando loro "Andate ad impalare qualcun altro, io porto del MIELE DI ROSE PER GIORGIO LO CASCIO".
In un certo senso io sono ancora vergine. Se la verginità in quel senso lì vi pesa molto, andatevene alla Rai Tv di Torino, in Via Verdi o giù di lì. E' un ambiente così Vittoriano che ti guardano male se ti piacciono le donne. Il costumista fa "Sei carino travestito da autista primo '900" e il regista "Attento! Hai esattemente un minuto e mezzo per esternare la tua anima" e se tu gli rispondi che la tua anima dura almeno tre minuti lui ti guarda storto, ti fa rapporto e ti prende per comunista.
Non andate alla Rai Tv di Torino. Io ci sono stato, come dice Paul Simon, sono stato vomitato, inghiottito, deglutito e inglutito, minoreitanizzato, claudiovillato, littletonyzzato e… credo proprio che mi sia bastato.
Alla fine mi hanno vergognosamente messo in mano centomila lire ed io sono scappato come un razzo giù per i portici e, proprio dietro il cartellino del dentifricio Close-Up, incontro la Signora Aquilone e le faccio "Scusi tanto Signora, dov'è il cielo più vicino? Che ci vado a comprare del MIELE DI ROSE PER GIORGIO LO CASCIO!".
Se cercate un bel posto per perderci la pazienza dovete andarvene giù nella verde Bulgaria.
Potrete incontrare un sacco di maiali che grugniscono festosi e un sacco di poliziotti travestiti da ladri che ti chiedono quattro dollari per passare sulla loro terra socializzata.
Così loro ti tengono a bada con i baffi, la saliva e il manganello e con l'altra mano palpeggiano il tuo amore troppo biondo, mentre ti mettono un bel timbro sul tuo bel passaporto, con la scusa che stai passando sulla loro terra socializzata.
E mentre Stalin se la ride, accovacciato sulla sua nuvoletta d'oppio, tutto quanto intorno gira vorticosamente.
E se voi siete internazionalisti e diarroici, credo proprio che la verde Bulgaria sia un bel posto per cagarci dentro; ma se siete un po' meno spirituali e incoscienti, prendete un'altra pasticca di vitamina B… e affrettatevi.
Se volete trovare ancora un po' di MIELE DI ROSE PER GIORGIO LO CASCIO.
Una mattina mi sono alzato con l'esaurimento nervoso.
Ero convinto di essere uno scrittore di canzoni e di portare quarantaquattro di piede. Non riuscivo a far niente, neanche a cantare le canzoni di De Andrè.
Così esco a prendere un caffè e incontro Edmonda, appena uscita allo zoo, che mi fa "mi hanno appena detto che hai fatto un disco…"
E io "te l'ha detto il più falso dei Giuda, è il disco che ha appena fatto me, non lo dire a nessuno altrimenti ti sgozzo!".
Giro l'angolo e sbatto contro Luca Ronconi, che suona la balalaika a tempo di Can Can e dico "Ecco, ci siamo, l'imbuto comincia esattamente da qui!"
E provo a far gli scongiuri con gli alluci e gli indici, già cominciavo a sentirmi risucchiare ma, comunque, chi ti sbuca fuori? Un socio del Club Mediterranèe da una nuvoletta celeste, tutto abbronzato, che mi fa "Amico, tutta una fregatura qui, stanno alzando i prezzi, nessun sogna più.
Ma mi hanno detto che è rimasto a casa ancora un po' di MIELE DI ROSE PER GIORGIO LO CASCIO.

 

QUALCOSA DA DICHIARARE

(Francesco De Gregori)

 


Cosa vuoi dalla mia vita, chiedimi e ce l'avrai
Dimmi solo una parola, provami e vedrai
Ti servo giardiniere per coltivare una rosa
O un bellissimo cameriere, vuoi, mangiare qualcosa
O preferisci un agente segreto disposto a tradire
O un amante discreto che ti lasci dormire
Che ti lasci dormire

Portami, e prendimi, e comprami, e vendimi
Risparmiami
E spendimi, c'è tanta strada da fare,
hai qualcosa da dichiarare?

Cosa vuoi dalla mia vita, sono pronto a tutto ormai
non son buono a nascondermi
cercami e troverai
Vuoi parlarmi d'amore, ti starò a sentire
puoi giocare al dottore, ti farò guarire

Sognami, e svegliami, e giurami, e credimi
E guardami
E vedimi, vedi che tocca fare per provarti ad amare
Portami, e prendimi, e comprami, e vendimi
Risparmiami
E svendimi, c'è tanta strada da fare,
hai qualcosa da dichiarare?

 

 


 

 

GIOVANNA D'ARCO
(De Gregori - Cohen)

"Voglio un vestito che non sia di maglia
che non ricordi quello da battaglia
qualunque cosa, basta che sia bianca
per indossarla sulla mia verginità troppo stanca"
"Sono contento che tu dica questo
io fino a ieri ti ho spiato spesso
e c'è qualcosa che ha spiato me
il desiderio di conquistare te"
"Ma tu chi sei, perché mi vuoi?
non ho mai visto gli occhi tuoi"
"io sono il fuoco e so la tua canzone
ed amo i tuoi capelli e la tua disperazione"
"Allora, fuoco, spegni il tuo calore
ti do il mio corpo, sì, ti do il mio amore"
e detto questo come fosse ghiaccio
si sciolse nella stretta del suo abbraccio
E con amore dolce, senza rabbia
Giovanna d'Arco diventava sabbia
quando capì alle porte del suo regno:
se lui era fuoco, oh, lei doveva esser legno
E con amore dolce, senza rabbia
Giovanna d'Arco diventava sabbia
e quelli che piangevano al suo fianco
raccolsero la polvere del suo vestito bianco

 

CUORE DI CANE

(Francesco De Gregori)

Il ragazzo a un fucile di legno e ci tira alle stelle
com'è dritta la schiena, che bianchi i suoi denti
e gli occhi sono due caramelle
e se provi a sentire stanotte puoi sentire abbaiare
è il suo cuore di cane che corre e non si vuole fermare.
Il ragazzo a trovargli un difetto, non gli piace studiare
preferisce le stelle e quel pezzo di legno, preferisce aspettare
che capire c'è tempo e capire certe volte non vale
che capire c'è tempo e capire certe volte fa male.

Ma il ragazzo una notte si perde, il ragazzo è perduto
ha lasciato la casa del padre e della madre e nemmeno un saluto
e se provi a cercarlo stanotte puoi trovarlo che dorme seduto
addormantato in una stazione
sotto le stelle dentro un vagone
con un amore di fortuna
sotto l'ombrello della luna
ma il ragazzo anche senza divisa è comunque un soldato
c'è una guerra che brucia quà fuori e il ragazzo può morire bruciato
o tornare sconfitto una sera che nessuno lo vuole
senza nemmeno un dolore da dividere in due
e tornare che è finita la notte non c'è più compagnia
e abbaiare al mattino e vedere il mattino piano piano andare via

imparare le lingue del mondo imparare a parlare
a passare tra la pioggia e la polvere tra la terra ed il mare
che viaggiare non è solamente partire, partire e tornare
ma è imparare le lingue degli altri, imparare ad amare
il ragazzo ha da vendere fiato e muscoli buoni
e cervello veloce e paura di poco e capelli a milioni
mentre scende le scale è già fuori già la notte è finita
mentre scende le scale è già fuori già comincia la vita.

Ma il ragazzo una notte si perde, il ragazzo è perduto
ha lasciato la casa del padre e della madre
è volato e nemmeno ha lasciato un saluto
e se provi a cercarlo stanotte puoi trovarlo che dorme seduto
abbandonato in una stazione
con gli occhi chiusi dentro un vagone
sotto le stelle della luna
con un amore di fortuna

ma il ragazzo anche senza divisa è comunque un soldato
c'è una guerra che brucia quà fuori e il ragazzo può morire bruciato
o tornare sconfitto una sera che nessuno lo vuole
senza nemmeno un dolore da dividere in due
e tornare che è finita la notte non c'è più compagnia
e abbaiare al mattino e vedere il mattino
piano piano andar via


Accordi di una misura ciascuno. Accordi tra []: durano la meta'.

Intro  Mi Fa#m7/Si Mi Fa#m7/Si

Strofa
Mi Fa#m7 Si7 Mi Do#7 [Lam] Do [Mi Si7]
Mi Fa#m7/Si Mi Fa#m7/Si Mi Fa#m7/Si
Si7 Mi [Do#4 Do#7] [Lam Do] [Mi Si7] Mi Mi
Mi7 La Mi7 La [Lam Dom] Sol
Re7 [Re7] Sol [Sol] Re7 [Re7] Sol Sol
Sol7 Do Sol7 Do La7 [Rem Mi7] [Lam Sol4] Do
La7 Rem [Sol4 Sol7] Do Do Do

Ripetere Strofa, poi: [Do Sol] Fa Do Do Do

 

Solo con De Gregori sono stata 'sfacciata'. Dopo un suo concerto sono andata da lui direttamente e gli ho chiesto una canzone. Lui ha detto di sì e ci siamo salutati. Non mi aspettavo che mi avesse preso sul serio e invece dopo qualche giorno mi ha chiamato personalmente e mi ha detto che aveva la canzone per me registrata su una cassetta. Era Cuore di cane. A volte più semplicemente sento una canzone che mi emoziona e la punto. Mi dico: Questa prima o poi sarà mia…".


 

MANNAGGIA ALLA MUSICA

(Francesco De Gregori)


RE  LA-  SOL  RE  LA-  SOL

RE                  LA-        SOL              RE
Suona da quindici anni dove lo pagano per suonare

                     LA-             SOL
una vecchia fisarmonica gli può bastare.

    RE                         LA-    SOL               RE
Ha gli occhi sempre troppo gentili di uno che beve parecchio

                            LA-             SOL
e non si guarda mai alle spalle nè allo specchio

  FA#-                     SI-        MI7              LA
E vive in qualche seminterrato con un gatto per compagno

  SOL                   LA7                    RE    LA- SOL RE LA- SOL
saranno quasi diecimila anni che non fa il bagno.

RE                          LA-          SOL              RE
Non ha diritto a nessuna pensione perchè non ha lavorato mai

                        LA-             SOL
ha la faccia da mascalzone e non vuole guai

   RE                            LA-         SOL                   RE
Fischia quando deve chiamare un amico chiede scusa prima di andare via

                               LA-         SOL
e scappa sempre quando vede in giro la polizia.

    FA#-                 SI-            MI7             LA
I turisti lo chiamano Ulisse ma il vero nome chissà qual è

     SOL                        LA7                      RE LA- SOL RE LA-SOL
ma a lui gli va benissimo anche quello e se lo tiene per sè

         RE                        LA-             SOL                    RE
Gli piacerebbe avere un figlio in America pieno di dollari e di tranquillità

                           LA-                 SOL
sistemato nel quartiere italiano di una grande città.

       RE                 LA-                   SOL           RE
così potrebbe scrivergli spesso e poi magari un giorno chi lo sa

                           LA-       SOL
montare sull'aeroplano e andare fino là.

           FA#-                SI-           MI7                 LA
Poi quando torna inventarsi di tutto e raccontare quello che gli va

  SOL               LA7                       RE  LA- SOL RE LA- SOL
però l'America è lontana e un figlio non ce l'ha.

   RE                        LA-           SOL             RE
La sera quando smette di faticare si sente libero come una piuma

                          LA-                 SOL
chiude nel fodero la fisarmonica e ne accende una

       FA#-               SI-            MI7             LA
Ma poi pensa mannaggia la musica fino a domani gli dice addio

            SOL                LA                 RE   LA- SOL RE LA- SOL
si siede in faccia al golfo di Napoli e ringrazia Dio.

 

 

 

 

TUTTI CERCANO QUALCOSA

(di De Gregori - Fiorella Mannoia - Treni a vapore)

 

Tutti cercano qualcosa, magari per vie infinite, magari per vie difficili e misteriose.

 mi-                                             la                          mi-

 

A volte con arroganza e a volte senza pudore, a volte senza speranza e ormai nemmeno più                                                 la

dolore.

 mi-

 

Soltanto per un pò di tempo o per la vita intera, nel sole di mezzogiorno o nella

sol                                la-                re

 

polvere di questa lunga sera. Tutti cercano qualcosa che non sanno più ma io di più.

sol                                                                do     sol    re

 

Mi manchi che fuori è freddo, mi manchi che fuori piove, che fuori c'è quest'aria scura

 mi-                                                      la

 

che non si muove. E manchi a tutta quanta la terra, a tutta la gente del mondo, mi

            mi-

 

manchi da tutto il tempo, nel tempo di questo secondo.

la                                              mi-

 

E mancano le parole e manca il fiato e la voce diventa di vetro in questo tempo

sol                   la-                 re                               sol

 

affilato. Tempo che prende fuoco se manchi tu.. ma io di più.

                                          do      sol    re     do re

 

E sarà fuoco e sarà amore, oppure non sarà. E sarà amore da guardare finchè non ci

la                    sol  re         la           do        sol      fa

 

vedrà. E sarà amore da pregare finchè non tornerà, sarà ricordo da bruciare finchè non

do                     sib     mi             la                   sol      re

 

scalderà. Sarà ricordo da portare finchè non peserà.

la                        sol     re         la

 

Tutti cercano qualcosa, la verità che non ha confini, il nome della rosa e il nome degli mi-                                                      la

 

assassini, la verità che non ha colore  e dorme sepolta dalle stagioni e come questo

 mi-                                            la

 

povero cuore non ha padroni.

                     mi-

 

E manca a tutta quanta la terra, a tutta la gente del mondo e manca da tanto tempo in

  sol                               la-                       re

 

questo tempo di piombo. E tutti vogliono qualcosa che non hanno più. Ma io di più...

                sol                                             do      sol     re

 

E sarà fuoco e sarà amore, oppure non sarà. E sarà amore da guardare finchè non ci

la                    sol  re         la           do        sol      fa

 

vedrà. E sarà amore da pregare finchè non tornerà, sarà ricordo da bruciare finchè non

do                     sib     mi             la                   sol      re

 

scalderà. Sarà ricordo da portare finchè non peserà.

la                        sol     re         la

 

 

GIOVANNA D'ARCO

(di De Gregori - Fiorella Mannoia - Gente comune)

 

Tutto questo campo di grano, non ancora maturato, tutto questo bel campo non ancora

re                           sol                   la                    sol

 

tagliato, e questo sole che splende sulla mia testa di soldato, tutto questo bel sole

re             si-                   mi                               sol

 

che scende non è ancora passato. Ah, se ti avessi trovato, ah se ti avessi cercato.

    la            sol    re       si-    mi               sol  la        sol     re

 

Quelle belle scatole cinesi che chiamano cuore, e negli sguardi accesi che si

re                           sol                 la                     sol

 

chiamano amore, in questa notte infinita, ma che sta per finire, in quest'acqua da

         re     si-                                      mi

 

bere che ho chiesto in ginocchio ma che tarda a venire. Ah, se piovesse un poco,

sol                              la     sol     re       si-     mi

 

solamente un poco.

sol   la  sol  re

 

Perchè ho visto la Francia, dalla terra al mare, e sulla punta della mia lancia un

fa                             do                   sol

 

uomo impallidire e tremare, e le colombe e i serpenti e gli sciocchi ed il rosso ed

re                             do                            do7           fa

 

il nero, e questo l'ho cantato con la voce che avevo. Perchè ho visto il mio

                      mi7              la4    la7      re

 

destino, la mia stella di ragazza, sanguinare e bagnarsi, sotto la mia corazza e

                fa#-               si-          sol        re

 

dicono che una notte abbia sentito una canzone, una voce che mi chiamava, e sapeva il

                 mi                       re                       mi

 

mio nome, e sapeva il mio nome.

   re                     re

 

Tutto questo campo di grano non ancora maturato, tutto questo bel campo non ancora

re                          sol                  la                     sol

 

attraversato, e questa luna che muore, sulla mia testa di soldato, questo cielo che

 re            si-                     mi                                sol

 

cambia colore, questo cammino segnato. Ah, se ti avessi guardato.

       la      sol              re    si-        mi         re   la sol re

 

Perchè ho visto la Francia, dalla neve al mare, e sul piatto della bilancia la mia

fa                          do                    sol                          

 

vita pesare e le colombe i serpenti e gli sciocchi ed il rosso ed il nero e questo

re               do                         do7            fa               mi7

 

l'ho cantato con la voce che avevo. Perchè ho visto il mio destino, la mia stella di

                    la4      la7    re                                     fa#-

 

ragazza, sanguinare e bagnarsi sotto la mia corazza e dicono che una notte abbia

         si-          sol      re                                    mi        

 

sentito una canzone, una voce che chiamava e che diceva il mio nome.

            re                    mi                          re

 

 

 

CENERENTOLA  

(De Gregori-De Angelis  - RAFFAELLA PERRUZZI - Cenerentola / Primo giorno di giugno - IT ZT 7033 (1972)


Un uomo di mare vestito di stelle

mi chiese una sera di andare con lui
mi disse che il mondo è una mela matura
ma avevo paura e gli dissi di no
un uomo d'affari malato di sogni
mi chiese una sera di andare con lui
mi disse che il cuore è una stanza in affitto
ma avevo paura e gli dissi di no
Cenerentola dormiva dentro il suo giardino
ed il principe cantando le passò vicino
ma lei non sentì
un uomo del circo vendeva palloni
mi chiese una sera di andare con lui
mi disse che il cielo è molto lontano
ma avevo paura e gli dissi di no
verrà Casanova su una sedia a rotelle
vorrà darmi un bacio e portarmi con sé
ma un raggio di luna giocando tra i rami
lo prenderà in giro e lui fuggirà
Cenerentola dormiva dentro il suo giardino
ed il principe cantando le passò vicino
ma lei non sentì  

 

 

 

 

 

LITTLE APPLE (PICCOLA MELA)

 

I got a little apple inside my pocket

A very very little apple

I want you to be jail

In chains and tears

If you’re going to be insensible

 

The doctor’s daughter, she’s a gentle teacher

The doctor’s daughter is a gentle one

She spends all over night

In a marrow’s delight

In a morning she kills her candle light

 

I got a little flower inside my pocket

I got a very pretty flower

May you live in the sky

And be near to a star

If you really despair my heart

 

The doctor’s daughter sings a song of love

The doctor’s daughter sings a lovely song

And I’ve liked her behaviour

Since the first time I met her

Maybe someday we sleep at night together

 

 

 

ATLANTIS (ATLANTIDE)

 

Now he lives in Atlantis

with a hat full of memories and souvenirs

he got the smile of a wise man

and a little’s blink inside his soul

He drinks 24 beers a day and at night

he feels like a lonesome hero someway

 

Now he lives in California

29 years waiting for a hurricane

he came to be a very special guitar man

thinking hard of a woman named Lillian

when he says “you’re the one I’d love to live with”

you see a sudden flash in his eyelids

 

Now he lives in some kind of jail

where he learned not to ask about that girl anymore

the famous girl who came from Rome

whose tender eyes where harder than stone

ah, once you know, we’ve been lovers for a little while

when I had oceans to explore and mountains to climb

 

And so was thinking that passing man

while cruising over all the Europe ’s land

I say you can steal her money and privacy

but please let her keep her fancy and curiosity

send her my forgiveness for what I have done

tell her I’m sorry but I have to go on

 

 

 

FIELD COMMANDER (GENERALE)

 

Field commander behind the hill

the night is waiting for us to kill

a peasant woman is standing still

between the sundown and the window’s sill

she’s fifty already and she doesn’t know

exactly wherever the season’s gone

and her seven soldiers the way they left

and didn’t come back

 

Field commander behind the station

you see that old rusted red cross the wagon

there’s something laughter, you can hear the sound

of the winning victims homeward bound,

you can hear the roaring of my memories

… sweetly through this winter breeze

and all these clouds and nightgale that fell

in love with me

 

Field commander the thing is done

our enemy’s rushing, our enemy’s gone,

behind the hill there is just the moon

and needles of pine and silence and mushrooms

good even (?) mushrooms to pick and dry

for the Christmas gravy when it’s Christmas time

when children laugh and cry and don’t want to go to bed,

they want to play

 

Field commander these seven stars

these seven tears, these seven scars,

really don’t mean nothing to me, I’m alone,

on this rusty wagon running through the dome (?),

my companion’s face so skinny and cold,

reflects the colour of the sky at home (?),

it’s nearly day and nearly romance

it’s nearly home

 

 

CHRISTMAS (NATALE)

 

There’s a moon on the roof tops

And a man on the street walks

Young girls go dancing downtown

Snow sure is coming and Christmas is ?ing

I can tell but the cold breeze around

 

And I hear someone’s climbing

The stairs of my planes

But he stops a couple of floors below

I am sorry I…

… Couldn’t be you

 

Will you write me a letter,

please write me a letter

and tell me the places you’ve been

If you’re walking in the morning

And sleeping at night time,

Send me the dreams that you dream

 

Please write me a letter

You know, I won’t matter

‘bout grammar and calligraphy

Just tell me if you’re lonely

Or else if you’re still loving me

 

Running crazy…

And the time passes by

 

 

RENOIR

 

Planes in the sky are drift

Boats in the mirror of the sea

And a man in a lonely room

And that man is me

For all the times that I’ve been forsaken

For all the times that I’ve been unkind

Trying to make sense of my puzzle living

With a glass of Italian wine

 

That morning she took her train

You may really say she was a drunk

With a smile inside her handbag

And some tears into her hands

In that morning she looked much better

Than she ever did before

Exact the night that I told her

“Baby, I really love you, but I’m not sure”

 

Now you know years they run so fast

Life is a blast that you can’t control

Somewhere else there’s a warmer room

And not jealous after all

In the mean while I wrote down my couple of songs

They don’t talk about her, that’s true

And this one may not be the best one

But is the best all I can do.

 

 

 

RIMMEL

 

And something is shining still

through sunny pages and the shady ones

while I sweep away your name from a brand-new life

makes in your reasons and my alibis

makes in your good reasons and my alibis

 

And an old showy gipsy woman

told my fortunes and I’m bound to win

But I’d better be on my way

don’t trust this kind of things

But I had been just a little younger

I’d have destroyed them with my fantasy

 

Now I know you got somebody else to kiss your famous lips

You will just blend his face with mine

But now you’ve got five aces,

you must deal, you can’t await,

because you’re tired and it’s getting late

because you’re lonely and it’s getting very late

 

Sweet virgin angel

Sweet rimmel Venus on your way

I remember well that night I needed for you to stay

Just like a photograph

The way you smiled and didn’t say

 

And those days have gone

winter time is knocking at my door

I still can make up

while you played and played that craft

All that I wanted was to held some more

Oh, I get nothing, that’s enough

 

Now you need somebody else to kiss your fancy lips

You’re gonna blend his face with mine, but I don’t mind

But now you’ve got five aces,

you must deal, you can’t waste your time,

Because you’re tired and it’s your last dine

Because you’re lonely and that’s your last dine   

 

 

 

 

Fabrizio ha un merito storico nei confronti della canzone italiana: quello di averle dato per primo dei contenuti non soltanto e non necessariamente "amorosi".

Intendiamoci, non che Fabrizio non abbia scritto straordinarie canzoni d'amore in senso classico (valgano come esempio, lontanissime tra loro, La canzone dell'amore perduto e Jamin-a), ma fatto sta che furono La guerra di Piero, La città vecchia, Delitto di paese e via dicendo a spalancare davanti agli occhi di molti giovani, verso la metà degli anni sessanta, un nuovo universo nel panorama della musica leggera di allora. Fabrizio era la dimostrazione vivente che una canzone poteva, se lo voleva, essere anche corrosiva e impervia, realistica e poetica; musicalissima sì, ma anche narrativa e perché no? politica.

Era possibile, in parole povere, buttare a mare il linguaggio patinato e gli arrangiamenti pacchiani della musica leggera dominante e scrivere invece canzoni diverse, che parlavano con semplicità alla testa e al cuore.

C'era poi dell'altro, che affascinava. Fabrizio rifiutava in blocco le moine dell'industria discografica, i suoi passaggi obbligati, le regole non scritte dello show-business. Non andava in televisione, si faceva fotografare con evidente malavoglia; addirittura (ma questo, a dire il vero, un po' ci dispiaceva) non faceva concerti.

L'Italia era ricca di grandi autori di canzoni, naturalmente. Da Gino Paoli a Luigi Tenco, a Bindi, a Gaber; tutta gente antagonista nei confronti delle insulsaggini musicali correnti ma che partecipava comunque spesso ai rituali a volte sconfortanti del  "professionismo" canoro (e Tenco probabilmente fu immolato proprio sull'altare  si questa scomoda e dolorosa contraddizione, per lui più che per altri insopportabile). In Italia insomma non mancavano davvero le belle canzoni, in omaggio a quel filone "diverso" che ha sempre percorso in parallelo, da Spadaro a Buscaglione, il cammino ufficiale della "canzonetta"; ma Fabrizio fu in questo contesto  il primo e l'unico ad essere, prima che il termine diventasse di moda, "underground".

Scomode e rimosse e spesso vietate sul piatto benpensante del giradischi di famiglia le sue canzoni finirono per essere come quei film che, "sconsigliati" ufficialmente dal parroco, costituirono poi le tappe più importanti della nostra crescita culturale e morale.

Quando poi un giorno ho conosciuto Fabrizio De Andrè e siamo diventati amici non ho trovato scollature fra l'uomo e lo scrittore di quelle canzoni.

E in tutti questi anni non ho mai visto Fabrizio affrontare la vita ipocritamente come non l'ho mai sentito mettere in musica una bugia.

 Francesco De Gregori (da "La cattiva strada" 1996)

 

 

 

 

OCEANO

(De Gregori-De Andrè)

Quanti cavalli hai tu ceduto alla porta
tu che sfiori il cielo col tuo dito più corto
la notte non ha bisogno
la notte fa benissimo a meno del tuo concerto
ti offenderesti se qualcuno ti chiamasse un tentativo.

Ed arrivò un bambino con le mani in tasca
ed un oceano verde dietro le spalle
disse "Vorrei sapere, quanto è grande il verde
come è bello il mare, quanto dura una stanza
è troppo tempo che guardo il sole, mi ha fatto male

Prova a lasciare le campane al loro cerchio di rondini
e non ficcare il naso negli affari miei
e non venirmi a dire "Preferisco un poeta,
preferisco un poeta ad un poeta sconfitto"
Ma se ci tieni tanto poi baciarmi ogni volta che vuoi.

 

Penso che in pochissimi erano a conoscenza del vero destinatario di Oceano, di Cristiano che, a otto anni, chiedeva continuamente a Francesco "Ma perché Alice guarda i gatti e i gatti, invece, guardano nel sole?". Ha raccontato poi che un giorno i due cantautori si chiusero in una stanza e tirarono fuori quel capolavoro per dargli tutte le risposte. Io, per esempio, ero convinto che fosse dedicata a una donna.
Nel suo forum, Fegiz risponde così a qualcuno che era contrario all'intervento di Cristiano: "A me è sembrato un intervento carino e lui sincero. Ha raccontato un aneddoto che molti non sanno. Anche la memoria storica fa cultura... ".
Vedete che avendo la giusta chiave di lettura, le canzoni di Ciccio sono di una chiarezza cristallina?
Ora che tutti sappiamo la storia di questa canzone, rileggetene il testo e scoprite quanta poesia c'è dentro
.

 

 

 

 

 

DOLCE LUNA

(Fabrizio De Andrè - Francesco De Gregori)


Cammina come un vecchio marinaio
non ha più un posto dove andare
la terra sotto i piedi non lo aspetta
strano modo di ballare
sua moglie ha un altro uomo e un'altra donna,
è proprio un uomo da buttare
e nelle tasche gli è rimasta solo un po' di polvere di mare
e non può testimoniare
Si muove sopra i sassi
come un leone invernale
ti può parlare ore ed ore
della sua quarta guerra mondiale
conserva la sua cena dentro un foglio di giornale
la sua ragazza "esca dalle lunghe gambe" fa all'amore niente male
e non può testimoniare
Lui vide il marinaio indiano
alzarsi in piedi e barcollare
con un coltello nella schiena
tra la schiuma e la stella polare
e il timoniere di Sciangai
tornò tranquillo a pilotare
e lui lo vide con l'anello al dito e un altro anello da rubare
ma non può testimoniare.
Dal buio delle notti "Balla Linda"
alla paralisi di un porto
la luce delle stelle chiare
come un rifugio capovolto,
la sua balena "Dolce Luna" che lo aspetta in alto mare,
gli ha detto molte volte "Dimmi amore, con chi mi vuoi dimenticare"
e non può testimoniare
e non può testimoniare
E tu mi vieni a dire voglio un figlio
su cui potermi regolare
con due occhi qualunque e il terzo occhio inconfondibile e speciale
che non ti importa niente
se non riuscirà a nuotare
l'importante è che abbia sulla guancia destra
quella mia voglia di mare
e mi dici ancora che il mio nome
glielo devo proprio dare
ma non so testimoniare
io non so testimoniare.

...Una volta avevo ascoltato in una discoteca una canzone che mi era rimasta in testa, mi era piaciuta tantissimo, ed era "Alice" di Francesco De Gregori. Nello stesso tempo mi era rimasta in testa una domanda: ma perché Alice guarda i gatti e non può guardare quel lampione là o non può guardare qualsiasi altra cosa, un sasso piuttosto che un cespuglio, un albero? E volevo chiederglielo, però non sapevo come, non lo conoscevo e avevo questa domanda da fargli... L'estate successiva scopro che sta iniziando a lavorare con mio padre ad un album che era "Volume ottavo". Figurati, impazzisco, vado in Sardegna e me lo trovo lì, a casa. In pigiama. Che lavora con mio padre, seduto sul mio divano, con la chitarra, giovane, con la barba rossa, un po' fricchettone, era un grande e lo è tuttora, è una persona che stimo moltissimo, non soltanto a livello artistico, ma anche umano... E allora io prendo coraggio e vado da lui. Questo è il figlio di Fabrizio, Cristiano; piacere Francesco. Comincio alla larga, poi piano piano mi convinco e un giorno: Francesco, perché Alice guarda i gatti? Lui mi guarda con un occhio aperto e l'altro chiuso... Non mi risponde. E non mi ha mai risposto. Anzi mi ha risposto, però in un modo abbastanza inconsueto: cioè scrivendo una canzone, con mio padre. Si chiama "Oceano", e devo dire che io sono orgoglioso di questa canzone perché è stata dedicata a me. E' la risposta di perché Alice guarda i gatti. Al che non mi sono più sognato di fargli domande di questo genere.

Cristiano De André (1995)"

 

 

 

 

LA CATTIVA STRADA

De Gregori - De Andrè)

 

Alla parata militare
sputò negli occhi a un innocente
e quando lui chiese "perché"
lui gli rispose questo è niente

e adesso è ora che io vada
e l'innocente lo seguì
senza le armi lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Nei viali dietro la stazione
rubò l'incasso a una regina
e quando lei gli disse "come"
lui le rispose "forse è meglio è come prima
forse è ora che io vada"

e la regina lo seguì
col suo dolore lo seguì
sulla sua cattiva strada.

E in una notte senza luna
truccò le stelle ad un pilota

quando l'aeroplano cadde
lui disse "è colpa di chi muore
comunque è meglio che io vada"

ed il pilota lo seguì
senza le stelle lo seguì
sulla sua cattiva strada.

A un diciottenne alcolizzato
versò da bere ancora un poco
e mentre quello lo guardava
lui disse "Amico ci scommetto stai per dirmi
adesso è ora che io vada"

l'alcolizzato lo capì
non disse niente e lo seguì
sulla sua cattiva strada.

Ad un processo per amore
baciò le bocche dei giurati
e ai loro sguardi imbarazzati
rispose "Adesso è più normale
adesso è meglio, adesso è giusto, giusto,
è giusto che io vada

ed i giurati lo seguirono
a bocca aperta lo seguirono
sulla sua cattiva strada
sulla sua cattiva strada.

E quando poi sparì del tutto
a chi diceva "è stato un male"
a chi diceva "è stato un bene"
raccomandò "non vi conviene
venir con me dovunque vada,
ma c'è amore un po' per tutti
e tutti quanti hanno un amore
sulla cattiva strada

 

 

 

 

"A parte gli album di Bob Dylan, direi "Trasformer" di Lou Reed, "Tubular bells" di Mike Oldfield, "Creuza de' ma" di De Andrè. E poi "Anima latina" di Lucio Battisti e "Fleurs" di Franco Battiato. L'ultimo disco che ho comprato è la raccolta dei Rolling Stones, "Forty Licks". I loro pezzi appartengono alla mia generazione".

Tra i nomi nuovi della musica italiana, c'è chi l'ha colpita?

"Mah... A pelle, mi è simpatico Cesare Cremonini. Però non è un giudizio artistico. Davvero, non vedo in giro voci davvero interessanti. C'è Erykah Badu, di sicuro; degli italiani, Dalla resta tra i miei preferiti. In realtà non ascolto tantissimi dischi. La radio sì, come tutti: e sento cose che non sopporto, mi rendono furioso. La maggior parte della musica italiana mi sembra una musica per bambini, fatta da bambini con dietro produttori furbacchioni che riescono anche a mettere la sordina sui talenti che sicuramente ci sono. Fanno tutti lo stesso suono, imitano, copiano. Per carità, io ho copiato Dylan: ma le copiature che sento in giro negli arrangiamenti, nei suoni, sono molto più colpevoli...".

"Augusto Daolio mi piaceva tantissimo, come cantante. Una volta, ero proprio agli esordi, andai a fare un concerto a Novellara: ero raffreddato, avevo la febbre, il pomeriggio entrai in un bar e dentro ci trovai Augusto e io, non dico che mi prostrai ai suoi piedi, ma insomma... Non ci potevo credere: ero lì, un signor nessuno, e il grande Augusto Daolio, che probabilmente manco mi conosceva, parlava con me ... I Nomadi sono stati importantissimi per me e credo che continuino il loro discorso con dignità. Però sento molto la mancanza di Augusto".

 

 

 

 

 

 

 

POWDERFINGER

(Testo e Musica di Neil Young - Testo italiano di M. Locasciulli)

 

Mamma guarda c'è un battello
Che risale lungo il fiume
Ha un lampeggiante rosso e una bandiera
E un uomo pronto a saltare
È chiaro che non vengono mica
Per la posta da consegnare
Ed è a meno di un miglio da qua
Mi chiedo dove si fermerà
Guarda che fucili che hanno
E che onde che fa
Mio padre se n'è andato
E mio fratello è a caccia su in montagna
Da quando ha perso la moglie
Il guardiano non ragiona più
Ed io sono rimasto solo
A pensare a che fare
E ventuno anni ancora non ce l'ho
Dove andare proprio non lo so
E più la barca si avvicina
Più mi manca il coraggio che ho
Col fucile di mio padre tra le mani
Mi sentivo sicuro
Diceva sempre "Quando vedi rosso
Scappa lontano"
E allora ho visto il primo colpo partire
E ho spianato il mirino
E tutto è diventato nero
La faccia mi è scoppiata nel cielo
E non ho avuto nemmeno un minuto
Per capire perché
Guardami dalla polvere e dal fuoco
Salvami con la forza del pensiero
Ricordati di me per il ragazzo che ero
Che non doveva finire qua
Con tante cose lasciate a metà
Raccontalo al mio amore
Ogni giorno che mi mancherà


BALLANDO

(Testo di F. De Gregori - Musica di M. Locasciulli)

 

Metti sul conto, chiudi la porta e vai,
Va' tranquillo che è tutto facile
E andrà sempre alla grande dovunque vai
Vai, vai, vai,
Segna una tacca sopra il tuo cuore e vai,
Dietro l'angolo stanno ballando
E ti stanno aspettando e tu che fai
No, non ti ci mettere,
No, non è un gioco per te
No, non ti stare ad illudere
Che non si vince così
Passeranno gli anni e i giorni
E altri giorni andranno via
E dietro a quell'angolo
Ballano ancora
E tu che fai
Vai, vai, vai,
Butta la vita dietro le spalle e vai
Senza bussola e senza stelle
Quante strade più belle troverai
Ma non ti ci perdere
No, non è un gioco per te
No, non ti stare ad illudere
Che non si vince così
Passeranno gli anni e i giorni
E altri giorni se ne andranno via
E dietro a quell'angolo
Ballano ancora
E tu ci stai
Passeranno gli anni e i giorni
Altri giorni se ne andranno via
Ma dietro a quell'angolo
Ti aspettano ancora
E allora, allora vai


DELITTI PERFETTI

(Testo di M. Locasciulli / F. De Gregori - Musica di M. Locasciulli)

 

È più di un attimo fuggente
Più di tutta un'eternità
Più di un ricordo che non è niente
Più del niente che se ne va
È più del vivere come vivi
E del nascondere quel che fai
Più dell'amore senza aggettivi
Più di quello che non sai
È più quello che tu ci metti
E più ci metti e meglio va
La tinta forte dei sospetti
E dei delitti veniali di questa età
È più di un attimo fuggente
E del sapore della realtà
Più dell'odore di certa gente
E dei pericoli di una città
È più dei balli che abbiamo dato
Ballando solo per noi
È più del latte che abbiam versato
Che abbiamo asciugato tutto noi
Più del tempo che abbiamo preso
E della sabbia caduta già
Più della gente che abbiamo offeso
E che forse mai perdonerà
È più di tutto quello che ci metti
E più ci metti e meglio va
La tinta forte dei sospetti
E dei delitti perfetti di questa età
È più di tutto quello che ci metti
E più ci metti e meglio va
La tinta forte dei sospetti
E dei delitti perfetti di questa età

 

 

 

 

 

 

 

HIROSHIMA

 

La-

“Questo qui è soltanto un trucco”, disse il sogno al musicante. “Qui le scelte sono poche,

              sol

e le strade sono tante”.

 

La-

Ogni volta che mi volto, la mia ombra è una conferma.I miei passi che camminano

 

                     sol

e la terra che sta ferma.

 

La-

Le modelle di Hiroshima, nude per il troppo vento,  camminavano nel vuoto.

 

                       Sol

L’imbarazzo ormai era spento.

 

La-

E il pilota era tranquillo: la virata era riuscita e il torero sorrideva

 

                    sol

e l’arena era infinita.

 

         Do          sol        

Ed il fiume cresceva

 

         Do          sol        

e le facce dei pesci

 

         Do          sol        

venivano a galla.

 

         Do          sol        

Ed il fiume cresceva

 

         Do          sol        

ed il sole scherzava

 

         Do          sol        

sull’acqua tranquilla.

 

La-

Camminavo sopra il ponte.

Camminavo sopra il ponte.

Camminavo sopra il ponte

 

                       sol

con le mani in mano e i sogni.

 

La-

Camminavo sopra il ponte.

Camminavo sopra il ponte…

 

 

 

MERCATO DEI FIORI

 

 

DO-

Cammino col mattino negli occhi,

 

FA- 

e gli occhi nel mattino.

 

DO- 

Una donna che passa m’incrocia lo sguardo

 

SOL

e mi dice: “E’ l’amore, è l’amore, è l’amore…”

 

DO                

“E’ l’amore che fa campare le donne

 

FA                 RE-

al mercato dei fiori,

 

         SOL

non nascondere il cuore…

 

DO                

E’ l’amore che fa campare le donne

 

FA                 RE-

al mercato dei fiori.”

 

LA-

Tu mi hai seguito come un bimbo

 

FA

con pochi soldi in tasca

 

LA-

e tutto un mondo da comprare.

 

FA

Che voglia di perdere la testa

 

LA-

nel profumo dei garofani,

 

FA

di risponderti al sorriso,

 

SOL

farti un segno con le mani sopra agli occhi…

 

E il mattino ha seguito l’usanza,

era già mezzogiorno al caffè.

Caffèllatte, Campari e una rosa per lei

poi se vuoi ti presento ai miei gatti…

 

“E’ l’amore che fa campare le donne

al mercato dei fiori,

non nascondere il cuore…

E’ l’amore che fa campare le donne

al mercato dei fiori.”

 

Vorrei essere una che dipinge le strade

marciapiedi celeste e portoni rosari.

Aspettare il tramonto per tentare una gara

vorrei essere una, vorrei essere quella, la sola che ti sveglia alle dieci…

 

“E’ l’amore che fa campare le donne

al mercato dei fiori,

non nascondere il cuore…

E’ l’amore che fa campare le donne

al mercato dei fiori.”

 

 

 

 

PRESO UN TRENO

 

SOL                                                  DO

Nata un giorno senza pioggia o sole, in un segno d’aprile

 

SI-                                                 RE

Vista l’Africa attraverso un libro, poi dal vero

 

SOL                                     DO                       

Delusione forse fu la prima, da bambina seria sul divano

 

SI-                                       RE             RE7

fare anelli con la carta dei cioccolatini

 

SOL                                    DO  DO7+  LA-  SOL

Preso un treno che portava via

                                                  DO

Voglia strana di capricci pazzi, di cambiare i capelli

 

SI-                                          RE

Anelli sempre nuovi alle mie dita

 

SOL                                  DO                       SI-

È finita per caso e per caso comincia e per caso finisce

 

                RE                               RE7

Amore amore è una parola usata

 

SOL                                    DO  DO7+  LA-  SOL

Preso un treno che portava via

 

                                         DO

Catturato un sogno al volo in un supermercato

 

SI-                                          RE

Incontrato tre randagi da cui prendere lezione

 

SOL                                                  DO

Intravista una lacrima sotto il trucco di un indossatrice bionda

 

SI-                                                 RE           RE7

L’onda di una sensazione nuova a spasso per la strada

 

SOL                                    DO  DO7+  LA-  SOL

Preso un treno che portava via.

 

   

 

    

TI LEGGO NEL PENSIERO  

 

 

Faccio a pugni con te,

poi ti vengo a chiamare.

Benedico e ringrazio

e maledico il mondo, com'è.

E mi domando perché,

ti dovrei cercare?

Tutte le volte che passi

e ti fermi lontano, da me.

Sarà come sarà,

sarà come sarà,

se sarà vero.

E mi dirai "cammina"

e mi nasconderai,

la fine del sentiero, però

ti leggo nel pensiero.

Le mie chiavi di casa,

puoi tenertele tu.

Per trovarmi, una stanza

ed un pezzo di pane,

non mi servono più.

Sarà che mi vedrai tremare

durante il temporale

ed alzare la testa e bestemmiare

quando torna il sole.

Sarà come sarà,

sarà come sarà,

se sarà vero.

Sarà che inciamperò da qualche parte

e poi ripartirò, da zero, però

ti leggo nel pensiero.

Chiedimi perdono, per come sono

perché è così che mi hai voluto tu!

Prendimi per il collo,  prendimi per mano

che non mi trovo più...

Torno a casa la notte

e non mi lasciano entrare.

E non trovo parole,

e nemmeno ci provo a bussare.

Ma tu davvero puoi prendere il miele,

e trasformarlo in pane?

Davvero sai pescare un uomo,

perduto nel mare?

Sarà come sarà,

se sarà vero.

Sarà come sarà

e mi vedrai davvero.

Poco prima dell'alba,

quando il buio è più nero,

ti leggo nel pensiero.

Ti leggo nel pensiero

 

 

 

 

 

BUONANOTTE NINA

 

Buonanotte amore, buonanotte Nina,

ti vedrò nei miei sogni per scordarti la mattina

Se un giorno sarò triste e ti vorrò vedere

ti troverò cercandoti nel fondo di un bicchiere,

ti troverò cercandoti nel fondo di un bicchiere.

 

Tutto vestito a festa, il viso ben rasato,

ho sognato di entrare nel tuo castello alato.

Parlavo con tuo padre, giocavo coi bottoni,

rinnegavo in un momento la mia stirpe di cafoni,

rinnegavo in un momento la mia stirpe di cafoni.

 

Nina non devi piangere, ti prego, anima mia,

volere bene a me sarebbe una pazzia.

Come principe azzurro è meglio un professore,

che ti darà il suo nome con un pizzico d'amore,

che ti darà il suo nome con un pizzico d'amore.

 

Lo sai che sono solo un povero straccione,

senza dimora fissa, senza reputazione.

Un giorno verrà un altro, più giovane e più bello,

che avallerà il suo amore regalandoti un anello

che avallerà il suo amore regalandoti un anello.

 

E quando andrai all'altare, in un giorno di maggio,

avrai già ritrovato la gioia ed il coraggio.

E quando gli invitati daranno mano al riso

avrai dimenticato le mie labbra ed il mio viso

avrai dimenticato le mie labbra ed il mio viso

 

E scenderà la notte sul tuo letto di sposa,

un letto ricoperto di petali di rosa.

Ed io vestito male, io con le scarpe rotte,

starò di sotto a dirti "amore, buonanotte"

starò di sotto a dirti "amore, buonanotte"

 

Buonanotte amore, buonanotte Nina,

ti vedrò nei miei sogni per scordarti la mattina.

Se un giorno sarò triste e ti vorrò vedere

ti troverò cercandoti nel fondo di un bicchiere

ti troverò cercandoti nel fondo di un bicchiere

 

 

 

    

ROSSO CORALLO

 

 

Rosso corallo, il sangue nelle vene,

datelo, vi prego, a chi mi volle bene,

che ci sia per lei soltanto quel dolore

fino a che non trovi un altro amore.

 

Date la chitarra al mio più caro amico,

lui saprà cantarvi le cose che io non dico.

Suonerà meglio e suonerà più forte

la mia chitarra dopo la mia morte.

 

Belle le mie scarpe, belle e ancora buone,

datele ai miei amici, vi prego, a uno straccione.

Lui saprà trovare nella comodità

la vera essenza della povertà.

 

E per seppellirmi non scomodate sega,

bella o brutta la bara ben poco me ne frega.

Quando un po' di terra mi toglierà la voce

potrò fare a meno perfino della croce.

 

E voi fratelli, fratelli che restate,

vi prego non vi fate quelle facce disperate,

anche se quel prete mi maledirà in eterno

state pur tranquilli che non andrò all'inferno.

 

Rosso corallo, il sangue delle vene...

   

 

    

QUALCOSA DA DICHIARARE

 

Cosa vuoi dalla mia vita, chiedimi e ce l'avrai

Dimmi solo una parola, provami e vedrai

Ti servo giardiniere per coltivare una rosa

O un bellissimo cameriere, vuoi, mangiare qualcosa

O preferisci un agente segreto disposto a tradire

O un amante discreto che ti lasci dormire

Che ti lasci dormire

 

Portami, e prendimi, e comprami, e vendimi

Risparmiami

E spendimi, c'è tanta strada da fare,

hai qualcosa da dichiarare?

 

Cosa vuoi dalla mia vita, sono pronto a tutto ormai

non son buono a nascondermi

cercami e troverai

Vuoi parlarmi d'amore, ti starò a sentire

puoi giocare al dottore, ti farò guarire

 

Sognami, e svegliami, e giurami, e credimi

E guardami

E vedimi, vedi che tocca fare per provarti ad amare

Portami, e prendimi, e comprami, e vendimi

Risparmiami

E svendimi, c'è tanta strada da fare,

hai qualcosa da dichiarare?

 

 

    

IL MIO FRATELLO  

 

    

 Il mio fratello è l'uomo di pietra,

che ha girato il mondo su una lama,

che conosce la cima degli abeti

E l'odore del grano appena ucciso

 

Che ha combattuto diecimila guerre,

ed ha riempito diecimila fosse,

sulla cui tomba è scritto con il gesso

caduto nella polvere dell'odio

 

Il mio fratello è l'uomo di corallo

che ha parlato d'amore a mille donne

ed ha posato le sue mani forti

sulle braccia di un'unica signora

 

Che ha riscaldato il letto dell'amante

senza riuscire a riscardarle il cuore.

Sulla cui tomba è scritto con il gesso

scivolato nel silenzio vi morì

 

Il mio fratello è l'uomo di carne

che l'anima ha gettato in un canale,

che ha dormito per terra mille notti

e mille notti fra lenzuola d'oro

 

E' corso verso il monte di cristallo

per cercare un suo amore di stagnola.

Sulla cui tomba è scritto con il gesso

Qui giace il saggio dagli occhi di bambino

 

 

    

UN LETTO COME UN ALTRO

(De Gregori- Cohen)

 

    

 A volte mi ricordo quando tanto tempo fa

giurammo senza scrupoli un amore senza età.

Tu cominciasti ad amarmi ed io feci il tuo gioco

e adesso ci accorgiamo che tutto dura poco.

Ma i tuoi occhi sono allegri, tu sorridi e io lo so

questa notte sarà bello, sarà bello, sarà bello,

sarà bello, sarà bello per un po'.

Le stanze dove vivo io le scelgo attentamente,

finestre molto piccole, le pareti senza niente.

C'è solamente un letto, c'è solo una preghiera,

ed io che aspetto te che ritorni quando è sera.

E i tuoi occhi sono allegri, tu sorridi ed io lo so che stanotte sarà bello,

sarà bello, sarà bello, sarà bello, sarà bello per un po'.

A volte la rivedo che si spoglia per me,

lei è come una regina ed io sono il suo re

e lei muove le sue cosce senza troppa castità,

è davvero un bel ricordo se un ricordo resterà.

E i suoi occhi sono allegri, lei sorride ed io lo so che stanotte sarà bello,

sarà bello, sarà bello, sarà bello, sarà bello per un po'.

 

 

    

SPIRO AGNEW

 

    

Questa è una canzone dedicata a Spiro Agnew,

strenuo difensore della libertà.

Fiero odiatore dei capelloni tutti,

amante fino in fondo della verità.

Un giorno Spiro Agnew impazzì improvvisamente

e disse in un discorso di fronte a tanta gente

che la guerra nel Vietnam è una grossa porcheria

e chi la vuol difendere dovrebbe andare via.

"Finora coi ragazzi sono stato troppo energico,

con chi prendeva l'hashish o l'acido lisergico,

l'America è malata, i rimedi siano estremi,

o ci droghiamo tutti o diventiamo scemi"

E cominciò a fumare e a regalare fiori,

vestito con estrema abbondanza di colori,

bruciò molte bandiere con su scritto "United States"

e fece il terzo uomo nel delitto Sharon Tate.

Ma si formò un drappello dell'America pulita

per ritrovare Agnew e fargli cambiar vita.

E alla testa di tutti c'era Nixon e a lui vicino

Pietro Germi, i calabresi, Mauro Ferri e Ciancimino.

Ci fu perfino il coro del gruppo "Viva la gente"

che compose una canzone senza chieder in cambio niente

Cantavano "Spiro, Spiro, che cosa ti succede?

Da molto tempo ormai fra di noi non ti si vede"

"Torna, torna a difendere la nostra santa terra,

vieni, vieni a combattere la nostra amata guerra.

E Spiro si commosse e pianse lungamente

vedendo quanto bene gli voleva la sua gente.

E per rendere palese il cambiamento di opinioni

tagliò testa e capelli a quattro capelloni.

E qualche giorno dopo, vestito da educanda,

tornò alla Casa Bianca accolto dalla banda

guidando un grande cocchio trainato nella piazza

da cento vietnamiti  

 

 

 

 

 

 

 

 

Disco 1
1. Mannaggia alla Musica (demo 1979)
2. Signora aquilone
3. Alice
4. La casa di Hilde
5. Niente da capire
6. Cercando un altro Egitto
7. Pezzi di vetro
8. Rimmel
9. Pablo
10. Piano bar
11. Buonanotte fiorellino
12. Piccola mela
13. Quattro cani
14. Bufalo Bill
15. Santa Lucia
16. Atlantide
17. Generale
18. Natale
19. Viva l'Italia
Disco 2
1. Banana Republic (solo De Gregori)
2. Gesù bambino
3. La leva calcistica del '68
4. Titanic
5. L'abbigliamento del fuochista
6. Caterina
7. I muscoli del capitano
8. La donna cannone
9. Sotto le stelle del Messico a trapanar
10. La storia
11. A pà
12. Il canto delle sirene
13. Pilota di guerra
14. Capatàz
15. Mimì sarà
16. Bambini venite parvulos
17. Dottor Dobermann
Disco 3
1. Cose
2. Lettera di un cosmodromo messicano
3. Bellamore
4. Viaggi e Miraggi
5. Adelante Adelante
6. Il bandito e il campione
7. Vita spericolata
8. L'agnello di Dio
9. Compagni di viaggio
10. Rosa Rosae
11. La valigia dell'attore
12. Il cuoco di Salò
13. Sempre e per sempre
14. Sento il fischio del vapore
15. Ti leggo nel pensiero
16. Vai in Africa, Celestino
17. Diamante

 

11 OTTOBRE 2006: in occasione della pubblicazione della sua tripla antologia "Tra un manifesto e lo specchio" [prevista per il prossimo 3 novembre], Francesco De Gregori ha deciso di registrare per la prima volta "Diamante", la celebre canzone da lui scritta per Zucchero. Il brano era stato inserito nel disco "Oro, incenso e birra". Il triplo live conterrà tutte le più belle canzoni asoltate nei concerti e in particolare "Diamante" scritta per Zucchero. Le nuove canzoni si mescoleranno con i pezzi storici di Francesco per un risultato di forte impatto (www.ilbarbagianni.com).

 

DIAMANTE

(Fornaciari - De Gregori)

Respirerò
Fa

l'odore dei granai
Fa2

E pace per chi ci sarà
Sib

e per i fornai.
Fa Som7/Do

Pioggia sarò
Fa

e pioggia tu sarai
Fa2

i miei occhi si chiariranno
Sib

e fioriranno i nevai.
Fa

Impareremo a camminare
Do Sib Fa

per mano insieme a camminare.
Do Sib Fa

Domenica...
Sib Do7

Aspetterò
Fa

che aprano i vinai
Fa2

più grande ti sembrerò
Sib

e tu più grande sarai.
Fa Solm7/Do

Nuove distanze
Fa

ci ravvicineranno
Fa2

dall'alto di un cielo, Diamante,
Sib

nostri occhi vedranno.
Fa

Passare insieme soldati e spose
Do Sib Fa

ballare piano in controluce
Do Sib Fa

moltiplicare la nostra voce
Do Sib Fa

per mano insieme soldati e spose.
Do Sib Fa

Domenica, Domenica.
Sib Do7/ Sib

STRUM. Som7 Fa (4 volte)

Fai piano i bimbi grandi noni piangono
Do Sib Fa

fai piano i bimbi grandi non piangono.
Do Sib Fa

Passare insieme soldati e spose
Do Sib Fa

ballare piano in controluce
Do Sib Fa

moltiplicare la nostra voce
Do Sib Fa

per mano insieme soldati e spose.
Do Sib Fa

Domenica, Domenica.
Sib Do Rem Do

 

Solm7 Fa7+ Fa6 Fa Solm7 Do7 Fa (2 volte)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

De Gregori, ''Diamante'' e (tante) altre storie
Tra un manifesto e lo specchio è l'antologia in triplo CD del cantautore. Che riporta a casa il brano scritto con Zucchero

di Enrico Deregibus
Da qualche settimana in radio si sente, cantata da Francesco De Gregori, Diamante, che in origine era inserita in un vecchio album di Zucchero, Oro incenso e birra uscito nel 1989. In realtà il pezzo era stato scritto a quattro mani, testo di De Gregori, musica di Zucchero. Questa nuova versione, un po' più veloce e profumata di rock-blues, è l'antipasto di una tripla raccolta antologica del cantautore romano in uscita il 3 novembre, Tra un manifesto e lo specchio, titolo estrapolato da La valigia dell'attore, un altro suo brano che aveva avuto la ventura di essere cantato da altri (Alessandro Haber), prima che dal suo autore.

De Gregori presenterà il triplo CD con un'esibizione live a All Music, durante la puntata del 6 novembre (ore 21) di Bi.Live. Intanto si annuncia una nuova iniziativa legata al suo nome: un disco-omaggio che uscirà a metà gennaio allegato al trimestrale MucchioExtra e a cui parteciperanno anche vari artisti della scena rock alternativa italiana di oggi, da Cesare Basile a Giorgio Canali, da Bugo a Non voglio che Clara, da Paolo Benvegnu ai Mariposa. Un progetto che si preannuncia molto interessante.

Ma torniamo a Tra un manifesto e lo specchio, che arriva dopo un sorprendente uno-due di dischi inediti pubblicati da De Gregori recentemente, Pezzi del 2005 e Calypsos del 2006, usciti a meno di un anno di distanza uno dall'altro. Il cofanetto prosegue la serie di tripli editi in questo periodo da SonyBMG (da Fossati a Dalla), che ripropongono vaste selezioni dei percorsi discografici degli artisti approfittando spesso della possibilità di disporre dell'intero catalogo delle loro produzioni dopo la fusione tra Sony e BMG. Potrebbero essere, questi lavori, l'occasione per proporre materiale inedito giacente nei cassetti, piccole chicche mai pubblicate che avrebbero costo zero e che farebbero la gioia degli appassionati. E invece raramente è così. E' successo solo con Baglioni sino ad oggi.