De Gregori e Dalla insieme trent'anni dopo Banana Republic
... naturalmente, anche questa pagina è ... work in progress!
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Le due generazioni di Dalla & De Gregori - Torino - Piazza Castello
paola italiano: Ero al concerto del tour Banana Republic anche trent’anni fa. Le differenze sono molte: prima di tutto, allora non c’era la security che tentava di impedirti di scattare una foto». A due ore dall’inizio dell’esibizione di Lucio Dalla e Francesco De Gregori, Luciano Pizzata era già in prima fila, seduto contro le transenne, in attesa di fare il suo viaggio sentimentale che lo avrebbe riportato indietro nel tempo ai suoi vent’anni. A sorpresa, gli artisti escono sul palco per una prova: sono le 19,30 quando in piazza Castello tutti, che siano lì per il concerto o semplici passanti, iniziano a cantare: «Generale dietro la collina...». De Gregori alla chitarra e voce, Lucio Dalla al piano: mentre il sole è ancora alto, i due cantautori si regalano generosamente anche agli scatti di macchine fotografiche e telefonini spuntati fuori a decine, mentre la security tenta - inspiegabilmente - di impedire al pubblico di catturare immagini, intimando di non fare foto («non durante le prove, solo a inizio concerto»), con tanto di mani a coprire gli obiettivi. E la gente si lamenta: «Ma non vi vergognate?». «Ma cosa volete?». «Ma non era una festa “democratica”?». Eccole, spuntano fuori anche qui le accuse di snobismo, di non essere abbastanza «di sinistra», che perseguitano i nipotini del vecchio Pci e riemergono anche sotto un palco a due passi dai banchi con le popolarissime e rossissime salamelle. Molti di quelli che hanno già un posto in prima fila c’erano anche nel 1979, ai tempi di Banana Republic. Che erano poi anche i tempi del compianto Enrico Berlinguer, gli anni 70, le lotte: e allora non stupisce sentire che alcuni di questi fans militanti dicano ancora Festa dell’Unità invece di «kermesse democratica»; né stupisce che si indignino perché si vorrebbe loro impedire di fare foto su una pubblica piazza durante un pubblico evento a pubblici personaggi. «Quello del 1979 è stato il primo concerto della mia vita - racconta Lucio Bovo -. Sono qui soprattutto perché sono un amante della musica, in particolare quella dal vivo. Sì, sono di sinistra, ma trovo il Pd... come dire? Troppo tranquillo. D’altronde, a quei tempi la nostra era una presenza più militante, ora molta genete viene solo per il concerto». Mario Mascarino, elettricista, è uno dei più furiosi contro chi vorrebbe impedirgli di fotografare: «Sono venuto per il concerto, non per la politica. Non mi impegno più, per questo Pd». Seduti ad aspettare ci sono anche dei giovanissimi. Marta Febbo, classe 1987, ha ereditato dai genitori la passione per i cantautori: «Sono di sinistra , anche se il Pd non mi convince tanto. Sono qui soprattutto per il concerto a dire il vero, la festa non mi interessa particolarmente». «Li seguo da 30 anni - confessa la sua passione Antonella Calzavara -. Ero minorenne quando vidi Dalla dal vivo al Palasport di Torino nel 1980, ma non era con De Gregori, in quel concerto c’era Ron». E la politica? «Negli anni 80 non ci impegnava più, prevaleva l’ edonismo reaganiano. Solo più tardi ho iniziato a essere consapevole e a impegnarmi. Peccato che poi, il terzo stadio, sia stato la disillusione. Ma - lascia accesa la speranza - se ci fosse un progetto politico serio sarei pronta a rimettermi in gioco». Antonello Gastaldo invece non fa discorsi nostalgici. Aveva appena 15 anni nel 1979 e Dalla e De Gregori li ha visti per la prima volta solo due mesi fa a Venaria: «Un concerto bellissimo, sono tornato perché sono bravissimi. Però è stato poco pubblicizzato». E se gli si chiede se è qui solo per la musica o anche per affezione politica, si limita a indicare il suo cuore e l’adesivo tricolore che ha appena apposto sulla maglia: «Partito Democratico».
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De
Gregori: si può vivere anche senza avere una casa discografica In tour con l'amico Dalla il cantautore non disdegna un po' di karaoke e racconta come è cambiato il business della musica negli ultimi 35 anni
Sandra Cesarale - Corriere della Sera. |
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Palermo: musica vera, per canzoni vere La Sicilia.1.8.2010 - Leonardo Lodato Palermo.
Se pensavate di trovare la folla dei grandi eventi, beh, avete
sbagliato. Il concerto è di quelli che meriterebbero il pienone, ma
complici le ferie che hanno svuotato la città, e la crisi economica che
colpisce le famiglie, al cospetto di Lucio Dalla e Francesco De Gregori,
ci sono proprio i fedelissimi, soprattutto attempati quarantenni e
cinquantenni con stampato sul volto quel sorriso che dice tutto: io
c'ero, quasi trent'anni fa, al concerto del Banana Republic Tour. Già,
loro c'erano, e di anni ne sono passati, per l'appunto, quasi trenta.
Trent'anni in cui Lucio & Ciccio si saranno pure imbolsiti, avranno
perso qualche capello, avranno messo su un po' di pancia, ma non hanno
certo perso la |
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Era
dal febbraio 1993, quando, con dieci minuti di tube mi recavo dal mio
albergo per sedermi al mio posto numerato dell'Hammersmith Theatre di
Londra, che non facevo un'esperienza similare. Lo feci per tre sere di
fila, allora. Oggi, invece della tube, sono salito in macchina, dieci
minuti di strada e sono approdato per due sere (non consecutive) al
teatro Arcimboldi. Allora era Bob Dylan, oggi Dalla & De Gregori. In
entrambi un gran bel modo di vivere la musica e i concerti. Ed è
interessante andare a vedere gli stessi artisti per più sere
consecutive, in quelle che nel gergo musicale si chiamano
"residenze", quando cioè piantano le tende per più
spettacoli nella stessa città e nella stessa location. Puoi cogliere,
in quelle che sono serate dall'ossatura praticamente identica, le
diversità, le sfumature, i colori differenti, sia negli artisti che nel
pubblico. La
sera del 5 maggio, prima ufficiale del Dalla & De Gregori Work in
Progress 2010 Tour - dopo la serata clandestina e garage del gennaio
scorso a Nonantola - i due erano freddini, a tratti insicuri, molto
professionali. Il pubblico pure. Raramente si è scaldato. E il sound,
specie nella prima parte, tenendo conto che eravamo alla seconda Scala
di Milano, era missato decisamente male. Ottimo concerto, per carità:
con due artisti del genere non poteva essere altrimenti, ma sembrava che
le grandi emozioni e le passioni fossero rimaste a Nonantola. Ieri sera,
invece, quarta serata di una residenza che arriverà a contarne sette,
tutta altra musica. Dalla & De Gregori sciolti, divertiti e
divertenti. Sound perfettissimo, degno degli Arcimboldi (tenendo conto
che oltre ai due sul palco ci sono quindici musicisti compreso un
quartetto d'archi). Cambiamenti di scaletta: invertito l'ordine di
alcuni brani per rendere la prima parte più densa e tirata, che la
prima sera era stata un po' moscia, e via Pezzi dal finale (peccato
perché era una versione rock'n'roll da paura) per inserire nella prima
parte la sempre bellissima La storia siamo noi. Si scherza ovviamente, che in serate come queste l'unico vincitore è la musica. "E' bello cantare" dice a un certo punto uno stupito Lucio Dalla. Stupito che a quasi settant'anni sia ancora possibile scoprire la bellezza del canto e della canzone. Ma una canzone non basta, e non basta saper cantare, come dice il pezzo che conclude delle serate memorabili. "Però serve", aggiunge ridacchiando Lucio. E a noi servono le canzoni. Canzoni come queste. Post scriptum: in entrambe le serate grande sfilata di vip(s). Si sono notati in sala: Giorgio Armani, Ornella Vanoni, Paola Turci, Enrico Ruggeri, Linus, la famiglia Bisio al completo. E il vostro good Doctor, ovviamente. (Paolo Vites) |
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Le foto di Milano del 5 maggio 2010 - dall'inviata speciale Valeria Bissacco, per il Titanic |
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ESCLUSIVA/ Francesco De Gregori si racconta: La gioia di suonare con Lucio Dalla dopo tanti anni - Paolo Vites Francesco De Gregori è al telefono. Interrompe per una mezz'ora le prove in cui è impegnatissimo. Qualche colpo di tosse nella voce, segno dell’intensità con cui si sta preparando all’attesa e lunga serie di concerti insieme al vecchio amico Lucio Dalla, trentuno anni dopo la storica tournée di "Banana Republic". Questa nuova serie di concerti si chiama invece "Work in Progress", ed è stata una successione di lavori in corso durata diversi mesi, qualche apparizione a sorpresa in piccoli club e uno spettacolo televisivo che li porterà agli Arcimboldi di Milano (già tutto esaurito per il primo di sette concerti, poi Roma e un tour in Italia e all’estero). Ne
è passata di acqua sotto i ponti da quando si ironizzava sui “cantautori”,
bravi magari a scrivere testi di canzone che sembravano poesie, ma
considerati musicisti di serie B. Dalla e De Gregori sono la
dimostrazione invece che quel mondo di cantautori portava in grembo
alcuni dei migliori musicisti italiani di sempre. Magari non tutti, i
cantautori, ma quello che Francesco e Lucio stanno per portare sui
palchi è senz’altro grandissima musica. Totale. È un po’ una rivincita, questa, del mondo antico dei cantautori, spesso presi in giro perché poco “musicisti”. Voi state dimostrando esattamente il contrario. In realtà il cantautore sono io. Lucio è sempre stato un signor musicista, sin da giovanissimo quando suonava il clarino in gruppi jazz. Ha suonato anche con Chet Baker, figurati. Ha partecipato ai Cantagiro… Dalla ha fatto di tutto ed è sopravissuto a tutto. Io invece ero senz’altro inseribile in quella che era l’iconografia del cantautore tipico. Poi col tempo le cose sono cambiate, quello che stiamo facendo è uno spettacolo dove c’è innegabilmente una grandissima forza testuale, lirica, ma c’è anche una grandissima forza musicale. Per far ciò, avete fatto un esperimento interessante. Avete unito le vostre rispettive band, prendendo alcuni musicisti dell’una e dell’altra.. Come vi siete accordati? A dire la verità ci siamo detti mezza parola. Allora io ho ragionato non in termini di qualità perché i musicisti che ho lasciato fuori sono bravissimi, ma in termini di funzionalità. Ho scelto chi suona la pedal steel, il bassista, il fido Guglielminetti, e il tastierista. Dalla ha detto, benissimo allora io porto gli altri. Una discussione di trenta secondi. Se le cose non fossero andate bene avremmo dovuto ritoccare la composizione della band e invece sono andate benissimo sin dall’inizio. Tenendo conto che abbiamo fatto delle prove stranissime, tipo sette gironi poi fermi un mese e mezzo poi altri cinque giorni… Prove diluite insomma e scaglionate nel tempo. Facemmo le prime nell’ottobre dell’anno scorso per verificare con largo anticipo che questo innesto di band funzionasse e così è stato. Abbiamo potuto osservarvi in anteprima lo scorso mese di marzo in un bellissimo concerto trasmesso televisivamente. Quello che colpiva era vedere nei vostri volti lo stupore per canzoni cantante magari centinaia di volte e che sembra voi stiate riscoprendo con passione per la prima volta. È così? Lo spettacolo televisivo, quello insomma fa testo fino a un certo punto perché la televisione dà sempre un altro tono alle cose e alle persone. Però è vero, sta continuando a essere una esperienza di stupore, un'esperienza in cui sta crescendo una consapevolezza e uno stupore visto che abbiamo continuato a fare modifiche in corso. Work in progress… Esatto.
Abbiamo inserito nuove canzoni nel repertorio, abbiamo modificato
qualche arrangiamento e abbiamo addirittura inserito un quartetto d’archi
che debutterà proprio agli Arcimboldi. È una grande gioia fare quello
che stiamo facendo. Dalla dice speso, sono felice perché finalmente
posso cantare canzoni di un altro artista cosa che non ho mai fatto
prima. Puoi regalarci un'anticipazione rispetto alle novità che ascolteremo a Milano? Te ne dico una. Farò la canzone Due zingari che non faccio da trent’anni in concerto… Qual è la canzone di Dalla che più ti piace cantare? Mah... direi tutte. All’inizio era Come è profondo il mare, che mi era sempre piaciuta da ascoltatore. Altre mi sembrava impossibile poterle cantare, dicevo, questa la faccio solo per far piacere a Dalla, invece poi mi sono divertito moltissimo. Però, come dice il pezzo nuovo che avete fatto insieme e di cui hai scritto tu il testo, “non basta neanche una canzone”… Insomma, la vita è più grande anche di una canzone… Volevo semplicemente dire che una canzone può essere consolatoria, ma poi neanche tanto. Volevo parlare dei limiti che ci sono in qualunque forma artistica. La vita è più complessa, l’arte per quanto sublime non arriva a toccare i vertici di ambiguità e di bellezza che sono propri della vita stessa. Chi
ha avuto l’idea di cominciare i concerti con la ripresa di Over the
Raibow, il famoso pezzo tratto dal film Il mago di Oz? Ci speravamo. Ci sarà un disco dal vivo o magari un dvd a fine tour? Abbiamo le idee molto confuse. Oggi la discografia è uno sparo nel buio, i dischi hanno la vita e il peso ridotto. Sicuramente faremo qualcosa, non possiamo certo non registrare quello che faremo, ma adesso ci dà fastidio parlarne. Adesso pensiamo solo al pubblico, all’incontro con loro e alla gratificazione nobile che ci dà questa cosa, che è quella che ci piace di più. Suonare. |
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Lucio e Francesco dalle sette vite di
Antonio Lodetti C’è il rock, i suoni folk acustici, il possente tocco sinfonico del Nu Ork Quartet diretto da Beppe D’Onghia. Da questi incroci misteriosi nasce un suono a tutto campo che media violenza e relax. Una tavolozza che non ha confini in brani come Titanic dove si fondono suoni caraibici, country, classici, pop e molto altro ancora; nel rombo tonante di L’agnello di Dio; o nella rotondità e ampiezza melodica di Canzone o L’anno che verrà; nel raccoglimento di Henna che Lucio canta contro la guerra. Il pubblico - si notano Ornella Vanoni, Giorgio Armani, Bobo Craxi, Linus, Paola Turci - è con loro dall’inizio alla fine. Li applaude fragorosamente; l’applauso più lungo e fragoroso va a Rimmel ma è solo un dato di cronaca. Non è una sfida, anche i fan son lì per ascoltarli entrambi, per scoprire come quei due sian riusciti a fermare il tempo facendoci scoprire nuove sfumature anche in 4 marzo ’43. Ecco come far toccare palpabilmente il passato senza nostalgia. Poi, non bastasse, ci sono i brani nuovi come Gran turismo, o la gigionesca versione di Just a Gigolo (classico interpretato da gente come Nat King Cole, Buster Poindexter o il genio del jazz Thelonius Monk)a tracciare la strada che dall’attualità porta al futuro. |
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Teatro "La Fenice" - Senigallia domenica 2 maggio 2010
Senigallia (Ancona), 3 maggio 2010 - "Ci ritroviamo dopo trent’anni, ma non sarà una celebrazione. Questa è roba forte che provoca sudore e lacrime". La dichiarazione d’intenti di Francesco De Gregori non tradisce le aspettative. Sono
lì, lui e Lucio Dalla, sul palco del teatro La Fenice per la data zero,
l’anteprima, di '2010 Work in progress'. A trentun anni di distanza da
'Banana Republic'. Non è una celebrazione di quel tour ed entrambi lo
dimostrano subito. Ognuno cantava le proprie canzoni all’epoca, qui
duettano che è un piacere. Anche su 'Anna e Marco'. Il Principe intona
"Anna come ce ne sono tante" e scattano gli applausi. Lucio è lì che l’aspetta per entrare anche lui nella canzone. Il pubblico gradisce. Anche per l’ouverture, un avvio d’eccezione. Scelgono 'Over the rainbow': De Gregori accompagna con l’armonica, Dalla con il clarinetto. E’ l’inizio. Atteso, attesissimo dalla gente che si è sistemata già da un po’ sulle poltroncine del teatro. E aspetta soltanto la prima nota. Intanto si gode la scenografia. E’ firmata Mimmo Paladino. Sullo schermo spicca un profilo astratto simile a un’opera di Modigliani, in calce ci sono le firme dei due cantautori e nel corso del concerto scorrono anche le parole delle canzoni. Ma non è un karaoke, anche se si scorge fra il pubblico chi prova a non perdere il ritmo seguendo i due che se ne vanno e si scambiano strofe con disinvoltura. L’intesa è buona come trent’anni fa. Affinata da una settimana di prove all’interno del teatro senigalliese. La scaletta non fa torto a nessuno dei due. Ci sono tutti i classici. E anche i tre pezzi nuovi che invitano a pensare a un disco che racchiuda questa esperienza. Anche i due confermano. Intanto regalano 'Gran turismo' e 'Gigolo', una versione italiana di 'Just a gigolo'. Chiudono con 'Non basta saper cantare'. "Questa canzone - dice De Gregori - è più figlia mia che di Dalla (e si sente chiaramente anche dal testo, ndr). L’ho fatta riflettendo sulla mia vita di artista. Ma il brano nasce anche dalla gioia di volersi riproporre e di non accettare la sconfitta". Il bis regala '4 marzo 1943' e 'Celestino'. Non si risparmiano. La scaletta è un lungo attraversamento, senza tentennamenti, della storia artistica dei due. Destini che si incrociano nella notte di Senigallia e che lo faranno per un tour che annuncia già i primi sold out. 'Titanic', 'La leva calcistica del ‘68' e poi tocca ai brani di Lucio da 'Canzone' a 'Domani', un vero e proprio climax. Il pubblico non si stanca di applaudire.
Matteo Massi
Lucio Dalla e Francesco De Gregori si ritrovano dopo 31 anni dal trionfale Tour "Banana Republic" e, dopo il successo al Vox Club di Nonantola (Modena) del 22 gennaio 2010, scelgono Senigallia (AN) come base operativa per la preparazione dello spettacolo che li vedrà protagonisti della prossima estate in giro per l'Italia. Quello
di Senigallia è stata una data "numero zero" davvero
emozionante: molto di più di un semplice concerto, ma un tuffo nel
passato attraverso brani che hanno segnato una pietra miliare nella
musica italiana e che, personalmente, mi hanno accompagnato durante
tutta la mia vita. Vai alla galleria completa del concerto (foto di Libero Api):.
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Verona.
Due D per un teatro. D & D, Dalla & De Gregori, la «premiata
ditta» dello storico album «Banana Republic», è tornata insieme e
oggi, dalle 20 in poi, al teatro Camploy, realizzerà la nuova puntata
di «Due», la fortunata serie televisiva inaugurata su RaiDue dallo
spettacolo con Laura Pausini e Tiziano Ferro. Alla regia, il veronese
Gaetano Morbioli, per una produzione di decisa impronta locale, a
partire dall'ideatore del format, il manager Gianmarco Mazzi che ha
fortemente voluto il programma insieme al direttore di RaiDue, Massimo
Liofredi. Oltre a puntare sulla musica con i Wind Music Award (in Arena
il giugno prossimo), la seconda rete pubblica rinforza il suo legame con
la nostra città, una scelta che, a livello di audience e di critica, si
è rivelata vincente, visto che, anche grazie a «Due» (e ad altri
programmi di punta come «Annozero») mantiene la posizione di terza
rete televisiva più vista dopo RaiUno e Canale 5. |
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Dalla e De Gregori inediti: Non basta saper cantare
NONANTOLA
(Modena) Trent’anni fa, D&D avevano riaperto la stagione dei concerti di massa con Banana Republic, dopo gli assalti ai palchi per la musica gratuita che avevano fatto mortaretti, feriti e petardi. Quella stagione è rimasta nella memoria di chi della memoria conserva il vizio: gli altri, niente. Infatti è una serata non proprio popolata di ragazzetti, malgrado Banana Republic appaia ancora, almeno a interrogare i più consapevoli, un marchio fortissimo. L’inedito, è come lo sfizioso dessert dopo un pranzo di poche ma eccellenti portate. Grandi hit rivisitati, rock tirato, ballate: vetrina di una magnifica stagione della canzone d’autore italiana ancora imprescindibile. Ma è dessert senza zucchero, venato di sarcasmo, Non basta saper cantare. Ecco «Un orso che balla e una scimmia che suona/ e c’è sempre uno stupido che si ferma ad ascoltare/ma una canzone non basta/e non basta saper cantare». Sembra il requiem definitivo alle speranze della musica popolare, quella che voleva cambiare il mondo, o almeno ambiva a far cultura: stagione finita infatti nei libri di scuola (ma il mondo ha smesso di studiare).
Eppure c’è forte vitalità, sul palco del ruspante Vox. De Gregori con la papalina di lana, Lucio in completo, con la band per metà di musicisti di Dalla, e per metà di quelli di De Gregori (Iskra Menarini è lì). Malgrado l’amarognolo, si vede la voglia di rimettersi in gioco; si mescolano repertori orgogliosi, l’atmosfera è di raro amalgama e carisma. Il mix, va detto, è di quelli che capitano una volta ogni tanto (e infatti...). In trent’anni di separazione, uno è per così dire diventato biondo, l’altro un po’ calvo. Aprono con Over the Rainbow, Dalla al clarinetto e De Gregori all’armonica; e poi s’infilano in Ma come fanno i marinai, deliziosa e autobiografica canzone, unico accenno a Banana Republic. Finita lì, e poi Ron non c’è mica più. Si alternano i brani, li scambiano. E’ una sfida di numeri uno. Di Dalla Canzone, Anna e Marco, L’anno che verrà, Com’è profondo il mare, Piazza Grande; di De Gregori la meno frequentata I Matti (1987), una tiratissima Agnello di Dio, una scarnificata I Muscoli del Capitano, dall’immenso Titanic, Buonanotte Fiorellino in shiffle, e Viva l’Italia: un manifesto d’epoca, un’Italia sognata e poi annegata nel sogno di diverso successo di uno che si chiama Berlusconi. C’è anche Santa Lucia, che i due cantarono insieme il 24 giugno a Solferino, commemorando la battaglia: tutto è ripartito da lì, «da questa canzone che gli invidio così tanto» come dice Dalla, nell’unico breve interludio non musicale. Dopo il successone e la conferma che si può ancora fare, concerti di maggio attendono il Work in progress tour (questo sarà uno dei benemeriti eventi dell’estate live 2010) e i lavori in corso porteranno «inevitabilmente a un disco» aggiungono loro. La Stampa.it - MARINELLA VENEGONI
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A parlare così con ironia di un possibile nuovo tour Dalla-De Gregori a trent'anni da 'Banana Repubblic' è Lucio Dalla, che sbarca su SkyUno con il programma 'L'angolo nel cielo'. I
due suoneranno insieme il 22 gennaio a Nonantola. "Ma tutto è nato
-spiega Dalla - quando lo scorso anno lo invitati a suonare con me a
Solferino il 24 giugno per le Celebrazioni del 150° Anniversario della
Battaglia. Qualcuno ci ricordò che erano esattamente trent'anni
dall'esordio del tour di 'Banana Republic', che fu a Savona il 24 giugno
del 1979. Tra l'altro non ho mai sentito cantare Francesco bene come
adesso. Quindi anche se non lo sopporto -conclude scherzando- è
probabile che faremo altre cose".
La storica tournée portò a un disco, a un film e al pezzo 'Ma come fanno i marinai'. I biglietti per il 22 gennaio a Nonantola sono già in vendita. Ma solo online
di GINO CASTALDO Quasi senza un vero e proprio annuncio, nel massimo riserbo, Lucio Dalla e Francesco De Gregori hanno deciso di tornare insieme in concerto, a trent'anni esatti dalla storica tournée che fu intitolata Banana Republic e che portò a un disco, a un film e a un gustoso e ironico pezzo inciso a due voci (pubblicato solo come singolo) dal titolo Ma come fanno i marinai. Per svelare la reunion basta andare sul sito di Ticketone e scoprire che sono in vendita (solo online) i biglietti per una serata al Vox club di Nonantola, con la dicitura "work in progress". Protagonisti, per l'appunto, Dalla e De Gregori, e la data: il 22 gennaio. Tutto qui. Al momento non si sa nulla della band, della scaletta, e soprattutto se la cosa finirà lì a Nonantola (provincia di Modena) o se si tratta delle prove generali per un tour. L'idea deve essere nata alcuni mesi fa quando i due sono tornati brevemente insieme su un palco, per la prima volta dal 1980.
Mai c'era stata una collaborazione a livelli così alti e oltretutto il tour servì a riavvicinare Francesco De Gregori alle performance dal vivo, visto che veniva dalla disavventura di un processo politico subìto a Milano in pieno concerto, fatto piuttosto grave che ovviamente lo aveva traumatizzato e sconcertato. Banana Republic fu un trionfo e rimane come una delle migliori pagine della storia della canzone moderna. Ora l'idea ritorna, ma con ovvie differenze: mistero, under statement, un piccolo locale nei dintorni di Modena, nulla a che vedere col gigantismo da stadio dello storico tour. E poi la dicitura "work in progress", quanto basta per incuriosire e suggerire la voglia di provare, di vedere cosa ne viene fuori e forse poi decidere se dare un seguito o no al progetto. (2.1.10)
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| 22 GEN | NONANTOLA (MO) | Vox Club |
| 22 MAR | VERONA | Camploy |
| 23 APR | CESENA | Vidia Rock Club |
| 02 MAG | SENIGALLIA (AN) | Teatro La Fenice |
| 05 MAG | MILANO | Teatro Arcimboldi |
| 06 MAG | MILANO | Teatro Arcimboldi |
| 07 MAG | MILANO | Teatro Arcimboldi |
| 08 MAG | MILANO | Teatro Arcimboldi |
| 09 MAG | MILANO | Teatro Arcimboldi |
| 13 MAG | MILANO | Teatro Arcimboldi |
| 14 MAG | MILANO | Teatro Arcimboldi |
| 19 MAG | ROMA | Gran Teatro |
| 20 MAG | ROMA | Gran Teatro |
| 21 MAG | ROMA | Gran Teatro |
| 22 MAG | ROMA | Gran Teatro |
| 23 MAG | ROMA | Gran Teatro |
| 30 GIU | FIRENZE | Piazza Santa Croce |
| 4 LUG | VERONA | Arena |
| 5 LUG | VENARIA (TO) | Arena della Reggia |
| 8 LUG | PARMA | Parco Ducale |
| 19 LUG | MATERA | Cava del Sole |
| 21 LUG | SPELLO (PG) | Villa Fidelia |
| 23 LUG | LORRACH (D) | Stimmen Festival |
| 24 LUG | ZURIGO (CH) | Sunset Festival |
| 27 LUG | ASCOLI PICENO | Piazza del Popolo |
| 29 LUG | NAPOLI | Arena Flegrea |
| 31 LUG | PALERMO | Velodromo Borsellino |
| 1 AGO | RAGUSA | Stadio Selvaggio |
| 3 AGO | CATANZARO | Arena Magna Grecia |
| 5 AGO | MASSA CARRARA | Festival Lunatica |
| 9 AGO | CAMPIONE D'ITALIA | Piazza Lungo Lago |
| 11 AGO | OSTUNI (BR) | Foro Boario |
| 12 AGO | BARLETTA | Fossato del Castello |
| 14 AGO | CESENATICO | Stadio Moretti |
| 16 AGO | PESCARA | Stadio |
| 17 AGO | LIONI (AV) | Piazza Vittoria |
| 18 AGO | VILLAPIANA (CS) | Anfiteatro |
| 20 AGO | CAGLIARI | Anfiteatro |
| 21 AGO | ALGHERO | Anfiteatro Maria Pia |
| 24 AGO | AGRIGENTO | Valle dei Templi |
| 25 AGO | TAORMINA (ME) | Teatro Antico |
| 27 AGO | SIENA | Piazza del Campo |
| 28 AGO | TORINO | Piazza Castello |
| 29 AGO | MACERATA | Sferisferio |
| 4 SET | UDINE | Piazza 1° maggio |
| 8 SET | BRESCIA | Piazza della Loggia |
| 10 SET | CREMONA | Festival di Mezza Estate |
| 11 SET | GENOVA | Porto Antico |
| 12 SET | CAPANNORI (LU) | Villa Reale |
| 14 SET | BOLOGNA | Area Parco Nord |
| 16 SET | MILANO | Palasharp |
| 18 SET | RIETI | Palasport |
| 25 SET | PADOVA | PalaFabris |
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seguite le tracce del mitico inviato speciale Frank Corallo (giuro che non vi troverete mai impreparati!) |
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Guido Guglielminetti basso |
Alessandro Valle pedal steel guitar |
Alessandro Arianti tastiere |
Bruno Mariani chitarre |
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Maurizio Dei Lazzaretti batteria |
Fabio Coppini tastiere |
Gionata Colaprisca percussioni |
Iskra Menarini vocalist |
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Emanuela Cortesi vocalist |
Marco Alemanno vocalist |
Per i concerti di Milano e Roma si aggiungerà il Nu-Ork quintet, quintetto d'archi diretto
da Beppe D'Onghia.
ALIBI
MUSIC SERVICE - SERVICE AUDIO E LUCI
GUIDO CARLO QUATTROCOLO - RESPONSABILE SERVICE
ROBERTO COSTA - FONICO SALA
ANDREA "OTTO" SALVATO - FONICO DI PALCO
FILIPPO RISPOLI - DATORE LUCI
MIMMO PALADINO - SCENOGRAFIA
Ufficio Stampa Midas di Michele Mondella Tel. 06/3735.1203 – 0013 www.midaspromotion.com Infoline: 02/4805731