COL 465172 2 - 19 APRILE 1989

 

 

 

 

 

 

 

MIRAMARE

LETTERA DA UN COSMODROMO MESSICANO

BAMBINI VENITE PARVULOS

VENTO DAL NULLA

COSE

300.000.000 DI TOPI

CARNE DI PAPPAGALLO

DR. DOBERMANN

PENTATHLON

 

Prodotto da Fio Zanotti

 

 

Produzione esecutiva Filippo Bruni

 

 

Fotografie: Peppe D'Arvia

 

 

Artwork Studio Vertigo

 

 

 

Francesco De Gregori

VOCE, CHITARRA

Registrato allo studio UMBI di Modena da Maurio Maggi

 

 

 

 Mixato allo studio Morning di Milano da Renato Cantele

 

 

Mastering effettuato allo studio IDEA TRANSFER di Milano da Daniele Delfitto

Vincenzo Mancuso

CHITARRE

Elio Rivagli

BATTERIA

Gilberto Martellieri

TASTIERE

Amedeo Bianchi

SAX SOPRANO

Guido Guglielminetti

BASSO

Fio Zanotti

HAMMOND

Lola Feghali

CORO

Lalla Francia

CORO

 

 

Nei tempi del look esasperato, del consumismo sfrenato e degli acquisti grandi firme, arriva questo disco che, nella migliore tradizione dylaniana, insieme alle sue note lancia sassi pesanti come macigni. E’ un disco denuncia contro gli anni Novanta. Si presenta come una lettera di protesta con luogo, data e mittente: “Miramare, 19.4.1989. Francesco De Gregori” e con un P.S.: “Ecco, fare canzoni allarmanti, dare ai ragazzi qualcosa di cui discutere, fare in modo che le canzoni siano la risposta ad uno stimolo che i ragazzi di oggi hanno, questo mi piace e credo sia molto importante, oggi.”.

“Credo che parlare con maggior chiarezza, in maniera più diretta, abbia innanzitutto bisogno di un'operazione su se stessi; devi cercare di superare il naturale pudore di dire una parola come ladro, come succede per esempio in una canzone come Dottor Doberman, riferita ad uno che non paga le tasse e fa aborti clandestini. Dipende dalla propria sensibilità, comunque; io ad esempio trovo immorale un medico, obiettore di comodo, che poi pratica gli aborti clandestinamente nella sua clinica privata, trovo che sia grave quanto la distruzione della foresta amazzonica o come altri temi più grandi per i quali ci si è mobilitati in questi anni. Voglio dire, insomma che non esiste solo la grande politica, esiste una politica di tutti i giorni, fatta di cose piccole e riconoscibili, per le quali la gente si indigna. Scegliere le parole. (F. De Gregori)

 

In questa società che manda musica da mangiare attraverso una radio manipolata da Mastro Lindo, ci sono sterminate e refrattarie distese di topi che giocano a nascondino e sorridono dalle finestre, aspettando che i loro loschi affari vengano legalizzati e che tutto ciò diventi una regola. Possono nascondersi fra la gente, vestire alla moda, rubare per quarant'anni, dirigere una grande azienda, ma non mi piacciono nemmeno un poco e grazie al cielo io non piaccio a loro. E’ una società in cui, l’indomani, ritroviamo la cena della sera precedente nella spazzatura che è nelle reti dei pescatori e non vogliamo più mangiare la carne di pappagallo che ci offre il venditore di perline con la sua claque. E’ una società che se ne frega, che accetta tutto con rassegnazione, che affronta con indifferenza e cecità i problemi reali, una situazione dalla quale è necessario uscire al più presto. E’ urgente passare la notte ed aspettare il mattino, sperando che tutti si sveglino e il bosco si riprenda le case. E al mattino la luce sarà immensa.

Ma com’è la luce nell’immenso mondo? George Bush padre è il Presidente USA. Premio Oscar a Gabriele Salvatores per Mediterraneo; il giorno di Natale, in Albania, il dittatore Nicolae Ceausescu e la moglie Elena vengono condannati a morte; ci governa De Mita e poi Andreotti con una coalizione politica DC, PSI, PSDI, PRI, PLI.; il 4 giugno studenti cinesi vengono massacrati a Pechino in Piazza Tienanmen, dopo aver lanciato slogan a favore della democrazia e della libertà di parola; viene eletto a Mosca Boris Eltsin; il primo ministro Li Peng annuncia l'intervento delle forze armate per ristabilire l'ordine pubblico, ma la popolazione impedisce all'esercito di entrare a Pechino. Finisce in un bagno di sangue tra i contestatori; il 9 novembre cade il Muro di Berlino, la Germania non è più divisa; la petroliera Valdez causa una strage ambientale in Alaska, perdendo oltre 250.000 barili di olio greggio dalla propria stiva; gli USA invadono Panama per catturare il generale Noriega, accusato di spaccio di droga nel territorio americano; un tremendo terremoto causa miliardi di dollari (ma poche vittime) nella zona di San Francisco; il direttore del carcere romano di Rebibbia denuncia di essere stato gambizzato da un commando delle Br. Giorni dopo viene arrestato per essersi inventato tutto; due caccia ''F-14 Tomcat'' della marina militare statunitense abbattono due ''Mig 23'' libici al largo di Tobruk; Angola: con la partenza dei primi contingenti (circa 3000 soldati) comincia il ritiro dei 50 mila militari cubani dal paese. Secondo gli accordi, il ritiro dovrà essere completato entro la metà del 1991; si conclude il ritiro delle truppe sovietiche dall’Afghanistan; nel Tibet imponenti manifestazioni anticinesi sono represse dalla polizia. Il Governo di Pechino proclama nella regione la legge marziale; al Comune di Roma scoppia lo “scandalo delle merendine”; nello stadio Sheffield 95 persone muoiono soffocate o calpestate e 180 restano ferite prima dell'inizio della partita di calcio Llverpool-Nottingham Forest; Urss: una catena umana di un milione e mezzo di persone, attraversa per 560 chilometri Lituania, Lettonia e Estonia, per denunciare il patto Molotov-Von Ribbentrop, che nel 1939 permise l'annessione all'Urss di questi paesi baltici; la sonda spaziale Voyager II giunge a 3900 chilometri da Nettuno, trasmettendo immagini del pianeta; comincia l'esodo di migliaia di persone in Germania Federale attraverso le ambasciate tedesco occidentali a Praga e Varsavia; viene eseguita la prima "Laparascopia" utilizzando una microtelecamera dentro l'addome, che permette di rimuovere con altri opportuni microscopici strumenti che appaiono su un video, delle colecisti senza dover aprire chirurgicamente l'addome; per la prima volta viene eletto un sindaco nero a New York, é David Dinkine; il segretario del Pci Occhetto a Bologna annuncia la volontà di cambiare nome al Pci dando vita ad un nuovo partito della sinistra: “Partito democratico della sinistra”, l’evento avverrà a Rimini nel 1991; a Segrate si svolge il primo congresso della Lega Lombarda. Viene eletto segretario per acclamazione Umberto Bossi; termina lo smantellamento dei 260 Km di filo spinato lungo il confine tra Austria e Cecoslovacchia. E’ la fine della “cortina di ferro” e il drammaturgo Vaclav Havel è eletto Presidente; "Time" proclama Mikhail Gorbaciov "uomo del decennio”; premio Nobel per la pace, che quest'anno va a Tenzin Gyatso, il 14° Dalai Lama; cominciano le esternazioni del picconatore Cossiga; arrivano le prime lettere del "corvo di Palermo", che dall'interno del Pool antimafia criticano l'operato del giudice Falcone; Ligato, l'ex presidente delle Ferrovie coinvolto nello scandalo delle "lenzuola d'oro" viene assassinato; impazza in tutto il mondo un nuovo ballo: la lambada; muoiono Laurence Olivier, Herbert Von Karajan, Michele Cascella, Perez Prado, Carlo Dapporto, Vittorio Caprioli, Cesare Zavattini, Benigno Zaccagnini, Leonardo Sciascia, Salvador Dalì, Sergio Leone, Gaetano Scirea, Carlo Dapporto, Khomeini, Vittorio Caprioli, Luciano Salce, Silvana Mangano.

Gli italiani scoprono di essere un popolo di antiquari, vanno in giro a cercare arredamenti d’epoca con scrupolosa e appena acquisita competenza, dal mobile in stile Napoleone Bonaparte a quello in stile Napoleone Terzaparte, tanto decantato da un convinto venditore forte di aver letto da qualche parte le gesta di un certo Napoleone III (giuro che mi è capitato davvero!).

I fratelli Abbagnale sono ancora campioni del mondo di canottaggio; Alain Prost vince il suo terzo titolo di campione del mondo di formula uno; l'americano Greg Lemond vince il suo secondo Tour de France e il campionato del mondo di ciclismo; Joe Montana conduce i San Francisco al loro 3° Superbowl; Marco Van Basten vince il Pallone d’Oro, il Napoli vince la Coppa Uefa, il Milan vince la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale e l’Inter vince lo scudetto con Zenga, Bergomi, Brheme, Baresi, Ferri, Mandorlini, Bianchi, Berti, Serena, Matthaus, Diaz. (All. Trapattoni)

In un effimero benessere (i conti arriveranno dopo) ci vestiamo come se fossimo a Via Montenapoleone. Tutto dev’essere firmato, anche i calzini. Di moda vanno anche la pochette per signora, lo stile Made in Italy, l’enorme cellulare Motorola, il Rolex, il cocker Inglese, il colletto bianco della camicia celeste e le bretelle, il loden, la pipa e il Sole24 ore fatto volutamente intravedere dalla borsa Samsonite.

Ma a “Piazza Affari” si legge anche Millionaire, Affari & Finanza, Il Denaro, Affari Italiani, Il Mondo, Soloimpresa, Salute & Benessere, Casa & Cucina, Ville e giardini, Vivere da yuppi senza rimanere fregati e ….Come diventare ricchi senza essere iscritti al PSI.

L’uomo della pubblicità è il dirigente di una finanziaria il cui capo dà pacche sulle spalle agli scansafatiche o a quelli che sanno come anticiparlo sul terrazzo dove c’è l’elicottero personale. Lavora pochissimo e i suoi colleghi sono tutti modelli e top-models. Il nostro erore è ricco, bello, atletico, sulla trentina, con giovane moglie e figli ovviamente tutti sani, biondissimi e con gli occhi azzurri. Fa colazione con la famiglia al casolare quando saranno già le undici del mattino, senza chiedersi se la Direzione stia già organizzando la più grande caccia all’assenteista degli ultimi vent’anni. Con la ventiquattrore (vuota) si infila nella sua nuova Saab (alla quale, se monta un tetto apribile, è probabile che un caccia si accosti a testa in giù) e se ne va tranquillo che sarà già mezzogiorno. Dopo aver fatto spiaccicare il caccia all’ingresso di una galleria, si lecca i baffi pensando al minestrone surgelato che troverà per cena. Nelle vicinanze del casello infila la mano in tasca per prendere il portafogli e pagare il pedaggio ma al posto del portafogli c’è un fusillo Barilla! Non si è mai capito se lo volesse annusare o bestemmiasse! Dopo aver pagato una multa corrispondente al tragitto Bressanone-Lampedusa il suo percorso continua per vallate sconfinate in splendide giornate di sole e in cui non esiste traffico perché c’è solo lui. Dopo non aver fatto niente tutto il giorno, la sera ritorna stanco, fa un po’ di battute idiote alla moglie, sprofonda sul divano di casa e con grande faccia tosta si chiede: “Marco, 32 anni, reddito mensile 3.600.000 lire, ma il mio futuro sarà sempre così? Ci vuole una pensione alternativa!” E se lo chiede, poveretto, quando un operaio guadagna molto meno della metà del suo stipendio e al 21 di ogni mese non sa dove sbattere la testa!

Spot da ricordare sono pure Aiazzone con “provare per credere!”; l’alieno che va dal fotografo col rullino e dice "Ciripiripì Kodak"; la contessa in giallo che si fa accompagnare da un ingenuo Ambrogio che non ha mai capito cosa fossero i languorini; un pazzo che vuole restare a vivere in un supermercato e “la città dell'amaro Ramazzotti, la città di chi vive e lavora, la città della vita, di una giornata che non è mai finita, questa Milano da vivere, da sognare, da godere, questa Milano da bere!”

Giochiamo con i Tottles, Teddy Ruxpini, Paciocchini, Mio MiniPony, La Baby Sirenella, Baby Bua, BebiMia.

Il Premio Strega va a Giuseppe Pontiggia con La grande sera e il Campiello va a Francesca Duranti con Effetti personali.

Oltre a Salvatores, Oscar per "Rain man", con un grande Dustin Hoffmann e per "Roger rabbit". Escono nelle sale "Batman", "Indiana Jones e l'ultima crociata" e "Nato il 4 luglio" lancia definitivamente tra le superstars di Hollywood l’attore Tom Cruise. Ma vediamo anche il nostro Oscar Nuovo Cinema Paradiso, Mery per sempre, Palombella rossa, Turner e il casinaro, Always per sempre, La voce della luna, Il mio piede sinistro, L'attimo fuggente, Il piccolo diavolo, Un pesce di nome Wanda, Sotto accusa.

Ci intossichiamo con Kinder Pinguì, i tortellini Rana, Fior di Fragola, Calippo al limone fragola e Fizz, Blob, Freddolone, Cucciolone, Piedone, Cornetto Algida Classic o Super Amica Chips. E al tabaccaio chiediamo MS rosa, Cartier, Dunhill, Trussardi, Multifilter.

In televisione danno La corrida, Smile, Super classifica show, Super flash, Tandem, Te la do io l'America, Telemike, Test, Tg l'una, Tra moglie e marito, Viva le donne, Zig zag, Gianfranco Funari, che fra i ricordi della coratella che gli preparava ‘su madre ogni tanto grida “Ermanno (il regista) famme n’primo piano, che vojo vede n’faccia l’amico che me chiama da Frosinone!”.

A Sanremo vincono Anna Oxa e Fausto Leali con Ti Lascerò, Il Premio Tenco lo vince Enzo Jannacci con Se me lo dicevi prima, allo Zecchino d’oro vince "Corri Topolino" e al Festivalbar Raf con "Ti pretendo".

"Passion" di Peter Gabriel dà il via alla riscoperta della world-music; rimpatriata dei Who, celebrata in un concerto a New York; tornano sulla scena i Jefferson Airplane.

L'avvento dell'era del computer fornisce il mezzo per i nuovi artisti che trovano nel sintetizzatore e nei software specializzati lo strumento migliore per produrre la musica del “copia e incolla”, senza l’aiuto di altri musicisti in sala di registrazione. In pratica, in questo modo ognuno di noi può farsi un disco in casa propria. Sì in modo artigianale, ma senza costose attrezzature.

In Italia si diffonde un nuovo fenomeno underground, non legato a nessuna casa discografica. E' il popolo di ragazzi punk e ragamuffin, collegato al fenomeno sociale dei Centri Sociali. Il nostro rock riceve un nuovo impulso grazie ai toscani Gianna Nannini e Liftiba, e a Vasco Rossi.

Ascoltiamo Viva la mamma, Like a prayer, Esatto, Ti pretendo, C'è da spostare una macchina, Belfast child, Personal Jesus, I want it all, Ti lascerò, Almeno tu nell'universo, Lullaby, Cosa resterà degli anni 80, Angel of Harlem, She drives me crazy, La Notte vola, You on my mind, Don't ask me why, Do you believe in shame?, Partyman, I drove all night, Dr. Jazz e Mr. Funk, The Invisible man – Queen, Diavolo in me, This one.

Gli album più venduti in Italia sono Oro incenso & birra, Liberi liberi, Foreign affair, Money for nothing, A new flame, Abbi dubbi, Like a prayer, Lambada, Ancient heart, Street fighting years, Sleeping with the past, Batman, The seeds of love, Crossroads, The miracle, Shooting rubberbands at the stars, Uiallalla, Reg strikes back, Flowers in the dirt, Disintegration.

Tormentone dell’estate: Lambada, dei Kaoma.

 

 

Avrebbe potuto e dovuto essere un capolavoro, questo album. Purtroppo per Francesco De Gregori, non lo è. Perché, ad una incisività nei testi che forse mai Francesco aveva toccato, si contrappone una serie di musiche non molto convincenti, con sovrabbondanza di arrangiamenti laddove la crudezza dei temi toccati avrebbero meglio funzionato con arrangiamenti più scarni e meno pomposi.

Non che le canzoni non siano belle, anzi, ma è stato dimostrato nelle esibizioni dal vivo, spesso con meno abbellimenti e meno fronzoli, come queste canzoni siano pezzi dal taglio decisamente rock, cosa che sul disco non è stata rimarcata a sufficienza.
Ad esempio "Bambini Venite Parvulos" che apre il disco, è stata riproposta live in "Fuoco Amico" e il risultato è decisamente superiore, un potentissimo attacco al consumismo che non ha certo bisogno di arrangiamenti laccati.
Su "Miramare", altro pezzo, in sé, bellissimo, non so fino a che punto ci fosse bisogno di quella tastiera appicicosa. Fortunatamente Francesco salva il pezzo con una splendida armonica.
"Dottor Dobermann" è un brano in levare che parla di quei simpaticoni di medici che in privato praticano l'aborto clandestino e in pubblico fanno gli obiettori di coscienza. Anche qui però l'arrangiamento è poco convincente e anche lui canta versi molto pesanti e diretti con l'aria di stare scherzando.
A salvare l'album ci pensa "Cose", probabilmente l'unica vera perla del disco con una musica che fila via che è un piacere, con una grande interpretazione di Francesco, attento a cogliere le sfumature e i chiaroscuri del testo.
Un altro pezzo con molta "vis" polemica è "Pentathlon", io mi sentirei uno schifo se fossi colui al quale il pezzo è diretto, tanto è carico di astio e di livore ("Tu non mi piaci nemmeno un poco e grazie al cielo io non piaccio a te"), ma anche qui se l'arrangiamento fosse stato un po' più duro non ci sarebbe stato nulla di male.

Non male, invece, "300.000.000 Milioni di Topi", una ballata leggera, un pezzo che parla dei topi come simbolo del marcio della società odierna, oppure che, visto che ci tocca avere a che fare con certi loschi personaggi, a questo punto, tanto vale fare la conoscenza di questi animali.
"Vento dal Nulla" parla di paura e speranze, di tramontane che passano e travolgono tutto. Bellissimo il lavoro di Elio Rivagli alla batteria.
"Carne di Pappagallo" risente del difetto di gran parte del disco, ovvero laddove il testo parla di fatica, sudore e sacrificio, la musica è patinata oltre ogni dire, peccato.
Chiude il disco una canzone sullo stile de "La Storia", avrebbe dovuto essere solo voce e piano "Lettera da un Cosmodromo Messicano", ma il tutto viene rovinato da una pioggia di tastiere davvero inutili.

Peccato, poteva davvero essere un grande disco.
   

MIRAMARE

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

 

Recuperarono le reti i pescatori, piene di spazzatura, e umiliati si ritirarono, alla

mi              si        mi                                si             la

 

montagna dal mare, alla montagna dal mare. E avvicinarono la fiamma alla foresta, fino

                    mi                                       si         mi   

 

a vederla bruciare. Così ho visto altri uomini fare e fare segno di tacere, fino a

                             si                            la

 

vederla bruciare. Ma io sì che mi sono tuffato, in un campo di pallone, da un palo

          mi            fa#-                            re

 

all'altro ho volato, per afferrare un pallone. E le ginocchia di rosso ho colorato. E

    la                     sol                      fa#-           fa      do

 

quanto al mio povero nome, in quali alberghi l'ho lasciato, e quante notti l'ho sentito

   re-                              fa                                do

 

chiamare. Prima ancora che il vento cominciasse a soffiare, prima ancora che il vento

sib               si-                    la         si-     si-7

 

cominciasse a soffiare.

  re              mi7

 

Recuperavano le reti i pescatori e si sentiva cantare un canto, ma erano acqua le

mi               si        mi                                             si

 

parole, ed era triste quel canto. E ritornavano dal centro della terra ed io così ho

                 la         mi                       si            mi

 

sognato di loro, portatori di luce ed inventori, e cercatori d'oro. Ma io sì che mi sono                    

 si                  la                    mi        fa#-   

 

lanciato, da un punto all'altro di un amore, più di una volta ho volato per inseguire

                           re                           la               sol

 

un amore. E le mie notti di bianco ho colorato. E quanto al mio povero cuore, in quali

                   fa#-     fa           do        re-

 

alberghi l'ho portato e quante notti l'ho sentito gridare, prima ancora che il vento

fa                             do                 sib              si-

 

cominciasse a soffiare, prima ancora che il vento cominciasse a soffiare. Recuperarono

  la          si-       si-7                         re              mi7   mi

 

le reti i pescatori, dal profondo del mare.

si          mi                            

 

 

“L’ecologia oggi è contemporaneamente un’emergenza e una moda. Non è stato facile perciò scrivere questa canzone: sono stato combattuto fra l’urgenza di parlare di queste cose (anzi ho provato addirittura un certo imbarazzo per non averlo fatto prima) e la sensazione sgradevole di muovermi comunque su un terreno scivoloso, minato da banalità di ogni genere e catastrofismi a buon mercato. E’ venuta fuori una canzone senza aggettivi, piena di dolore e di rimpianto per un mondo collettivo e personale ormai tramontato: una canzone pre-politica o post-politica, se vi piace scherzare con le parole, ma non una vera canzone ecologica perché oggi, credo, l’ecologia è più che mai politica”

 

 

 

 

 

 

  

Sarebbe andata meglio se fossi andato a "Fantastico". Vedi, al punto in cui siamo, una canzone come "Dottor Doberman" vive di diversi elementi: la musica, il testo, la mia voce ed il fatto che vado a cantarla in TV, nello show del sabato sera, tra Montesano, Baudo e la Cuccarini. Solo in questa maniera si crea l’evento, ma soprattutto solo in questa maniera il "cazzotto" arriva anche a chi non se lo aspetta. È dura ma è così: non ci si può più tirare indietro. PdP – È il vecchio discorso dei tuoi rapporti con i media, con la televisione in particolare…FDG – Lo so, ma per la gioia dei miei discografici, sono costretto a cambiare idea: sono sempre stato critico nei confronti della promozione e soprattutto di quella televisiva, ma oggi mi accorgo che non se ne può più fare a meno. O così o pomì: per la gente se non vai in televisione, non è perché non ci vuoi andare, ma perché non hai successo e neppure ti chiamano. Sembra che ormai sia la televisione ciò che legittima e completa il nostro lavoro; pare che alle soglie del duemila questo mestiere non si possa più limitare a scrivere una canzone ed a cantarla: bisogna forzatamente farla vedere in televisione, sennò non esiste. (FRANCESCO DE GREGORI – (DALLA RIVISTA BLU)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

300.000.000 DI TOPI

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

Ci sono topi tutti in giro, topi tutti intorno, topi mattina e sera, topi mattina e

re                               sol            la4           la7    re

 

giorno. Sudici topi lucidi, giocano a nascondino, fanno tana nel tronco degli alberi,

                                      sol          la4                    la7

 

dentro al nostro giardino.

          re

 

Ci sono topi sui tuoi capelli,         dei lunghi topi chiari,topi sui tuoi capelli.

        si-                  sol la re do         si-                        

 

  sol la re

 

Ed io ti ho veduto salire sopra un altare e dire una messa da topi e per i topi pregare,

do                 sol             do sol                                 do sol

 

e cucire ho veduto vestiti da sposa, per nozze di piombo, e topi gridare e ballare sulla

 fa                                                 do       fa

 

cima del mondo.

         do        sol do re sol

 

Ci sono topi tutti intorno, topi in Via Frattina, traversavano la strada tranquillamente

sol                                 do                             re

 

alle undici di mattina. Sterminate distese di topi, refrattarie ad ogni sterminio,

     sol                                            do                 

 

sorridevano dalle finestre tutte d'oro e d'alluminio.

  re                             sol

 

Erano i topi del magro cuore,       seduti ad aspettare, il nostro magro cuore.

     mi-                    do re sol fa              mi-                  

 

   do re sol

 

Così ti ho veduto dividere e moltiplicare, con trecento milioni di topi da calcolare,

 fa                 do              fa do                                      

 

  fa do

 

e trascorrere ho visto fanciulle, con le guance di pesca, e pescatori pescare, usare

   sib                                              fa      sib

 

occhi per esca.

          fa      do fa sol do

 

 

C’è veramente poco da dire su questa canzone se non che la cifra non l’ho inventata io, ma è quella che viene da una stima ufficiale più che attendibile circa il numero dei topi residenti in Italia nell’agosto del 1988, che è il periodo in cui ho scritto questa canzone. Immagino che da allora siano aumentati, ma non è colpa mia. Le “fanciulle dalle guance di pesca” le ho rubate a una vecchia canzone di Italo Calvino e Liberovici, che si chiamava, credo ‘Oltre il Ponte’. Se avete tempo andate a risentirvela.

 

Beh. non mi esprimo mai dicendo: "Vorrei un certo tipo di atmosfera". Generalmente si fanno dei tentativi, suonando. Per esempio nell'album Miramare 19.4.89, ad un certo punto della canzone che si intitola "300.000.000 di topi", volevo un intervento di pianoforte di un certo sapore; non sapevo come spiegarlo ed allora ho detto: "Vorrei qualcosa che ricordi il fraseggio di Elton John su quel dato pezzo". Gilberto Martellieri allora mi ha capito, anche se ciò che cercavo era poi completamente diverso dal brano di Elton John in se stesso. Cerco di fare delle citazioni, che possano dare un'idea di quello che desidero.

 

 

 

 

 

 

SULL'ALBUM MIRAMARE
Daniele Di Grazia - RIMMELCLUB
Ricevo da Dario queste "chicche" e cosi vi riporto alcune frasi di Francesco riguardanti i pezzi contenuti su "MiraMare". Il tutto è contenuto su un promo uscito in occasione del disco in questione. Eccole:
300.000.000 di topi:
"C'è veramente poco da dire su questa canzone, se non che la cifra non l'ho inventata io, ma è quella che viene fuori da una stima ufficiale più che attendibile circa il numero dei topi residenti in Italia nell'Agosto del 1988, che è il periodo in cui ho scritto questa canzone. Immagino che da allora siano aumentati, ma non è colpa mia.
Le "fanciulle con le guance di pesca" le ho rubate a una vecchia canzone di Italo Calvino e Liberovici, che si chiamava, credo "Oltre il ponte".
Se avete tempo andatevela a risentire."
Bambini venite parvulos:
"Credo che sia una delle canzoni più chiare e dirette che io abbia mai scritto. Erano da un po' di anni che avevo nella testa questo rifacimento maccheronico della frase evangelica (a causa della quale, credo non mi daranno mai una laurea ad honorem in Lettere Classiche), poi ho scritto tutta la canzone quasi di getto durante una passeggiata in montagna, senza nemmeno avere una chitarra tra le mani.
E' una canzone sull'abbassamento progressivo dell'età media dei killers e delle vittime nel mondo di oggi, e sul fatto che tutti e due portano la stessa marca di scarpe.
E' una canzone d'amore per i giovani."
Carne di pappagallo:
"Uno si potrebbe domandare: "ma perché proprio di pappagallo"?
Perché è variopinta e dura da mangiare."
Cose:
"E' un elenco, un indice: potrebbe anche essere l'indice di tutto questo disco. E' una canzone scritta da un uomo molto nervoso che sta aspettando qualcosa, o peggio qualcuno, o peggio ancora, qualcuno che potrebbe essere qualcosa. E quest'uomo non conosce niente e nessuno e non sente niente se non dei piccoli rumori familiari e inquietanti, tipo dei colpetti dati dalla coda di un cane sulla parete dell'ingresso di casa (e l'ingresso è in fondo a un lunghissimo corridoio); oppure dei piccoli infarti, dei minuscoli allarmi, come dei trascurabili ma inspiegabili cortocircuiti.
Per quanto riguarda i versi finali (ndr: troppe volte zero baby, non vuol dire uno…), vi devo dire che mi fanno pensare a due cose molto diverse tra loro e cioè a una rosticceria in Via Jenner a Roma durante gli anni '60 e a Giovanna D'Arco."
Dr. Dobermann:
"Se dovessi fare un video di questa canzone sarebbe certamente un video di animazione; immaginate un grosso dobermann con uno stetoscopio a posto del collare che si aggira per i corridoi di una clinica privata con un camice immacolato e un enorme cucchiaio tra le mani."
Lettera da un cosmodromo messicano:
"Forse l'ho scritta solo perché trovo affascinante la parola "cosmodromo", dal significato così moderno (meglio sarebbe dire forse "contemporaneo") e dal suono così antico.
E' la canzone più direttamente fantascientifica di tutto il disco e la fantascienza, come dice Kurt Vonnegut Jr. è una scienza che si occupa soprattutto del passato.
Ho immaginato una persona molto sola sull'orlo del duemila che scrive questa lettera con un'enorme penna d'oca in una grande sala piena di spine staccate"

 

Miramare:
"L'ecologia oggi è contemporaneamente un'emergenza e una moda.
Non è stato facile perciò scrivere questa canzone: sono stato combattuto fra l'urgenza di parlare di queste cose (anzi ho provato addirittura un certo imbarazzo per non averlo fatto prima) e la sensazione sgradevole di muovermi comunque su un terreno scivoloso, minato da banalità di ogni genere e catastrofismi a buon mercato.
E' venuta fuori una canzone senza aggettivi, piena di dolore e di rimpianto per un mondo collettivo e personale ormai tramontato: una canzone pre-politica o post-politica, se vi piace scherzare con le parole, ma non una vera canzone ecologica perché oggi, credo, l'ecologia è più che mai politica"
Pentathlon:
"Questa canzone non è dedicata a nessuno in particolare, non conosco nessuno che somigli alla persona (o alle persone) che fanno tutte queste cose, tipo vestirsi alla moda e farsi portare al guinzaglio e veramente non trovo nulla di criticabile nel comportamento degli altri, qualunque esso sia.
Trovo che facciamo parte tutti quanti di un bel Presepe, di quelli che ogni tanto la vigilia di Natale prendono fuoco perché qualcuno ha voluto esagerare con le luci.
E non ho nulla contro la musica che passano alla radio, né contro l'ossido di carbonio, né contro il pentathlon inteso come sport."

 

BAMBINI VENITE PARVULOS

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

Nessun calcolo ha nessun senso dietro questa paralisi. Gli elementi a disposizione non

do                                              sol          do

 

consentono analisi, e i professori dell'altro ieri stanno affrettandosi a cambiare

             sol            mi                 fa              re

 

altare. Hanno indossato le nuove maschere e ricominciano a respirare. Bambini venite

 fa7+          do                                             sol        re-

 

parvulos, c'è un'ancora da tirare, issa dal nero del mare, dal profondo del nero del

  fa               re         fa      re              fa          re

 

mare. Che nessun calcolo ha nessun senso e poi nessuno sa più contare.

 fa          re                  fa7+      fa              do     fa do fa

 

Legalizzare la mafia sarà la regola del duemila, sarà il carisma di Mastro Lindo a

  do                                       sol              do

 

regolare la fila e non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già. Qualsiasi tipo

             sol          re-            fa             re       fa7+      do

 

di fallimento ha bisogno della sua claque. Bambini venite parvulos, c'è un applauso da

                                   sol       mi              fa              re

 

fare al Bau Bau, si avvicina sorridendo, l'arrotino col suo Know-How, venuto a prendere

           fa         re        fa             re             fa        re

 

perline e a regalare crack.

  fa7+     fa         do

 

Sabbia sulle autostrade, ruggine sulle unghie, e limatura di ferro negli occhi, terra

do                                      sol         do

 

fra le nostre lingue. Avrei voluto baciarti amore, ancora un poco prima di andare via.

              sol           re-               fa               re        fa7+

 

Prima di essere scaraventati dentro questo tipo di pornografia. Bambini venite parvulos,

         do                                sol                  mi        fa

 

vale un occhio il vostro cuore, mille dollari i vostri occhi, i vostri occhi senza

           re             fa             re             fa        re     fa

 

dolore. Bambini venite parvulos, sangue sotto al sole.

           re             fa7+    fa              do    do fa do

 

Credo che sia una delle canzoni più chiare e dirette che io abbia mai scritto. Erano da un po’ di anni che avevo nella testa questo rifacimento maccheronico della frase evangelica (a causa della quale, credo non mi daranno mai una laurea ad honorem in Lettere Classiche), poi ho scritto tutta la canzone quasi di getto durante una passeggiata in montagna, senza nemmeno avere una chitarra tra le mani. E’ una canzone sull’abbassamento progressivo dell’età media dei killers e delle vittime nel mondo di oggi, e sul fatto che tutti e due portano la stessa marca di scarpe. E’ una canzone d’amore per i giovani.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CARNE DI PAPPAGALLO

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

Carne di pappagallo non vogliamo mangiarne più, signor padrone signor padrone. Quando

fa        do                sol           do                              sol

 

il giallo di questo sole, di questa festa di melone, quando il giallo di questo sole

   fa               do              sol       do               fa          do

 

diventerà arancione. Quando arriverà la sera dietro ai tuoi tacchi di padrone, signor

          sol               fa           mi-                re-        do

 

padrone, signor padrone non ne vogliamo mangiare più, signor padrone signor padrone non

fa              do             sol               do            fa            do

 

ne vogliamo mangiare più. Tutta la vita lasciata andare, tutta la vita signor padrone,

   sol              do              fa           do               sol    do

 

dietro a queste traversine, da non vederne più l'inizio ma non ancora la fine, tutta la

                 sol               fa           do            sol        do

 

vita senza nessuna destinazione. Quando la rabbia e la preghiera diventeranno ragione,

fa          do       sol                   fa          mi-          fa    do

 

signor padrone signor padrone non ne vogliamo mangiare più.

       fa               do            sol            do

 

L'ho visto bene con i miei occhi venire giù dal cielo, un angelo di metallo che pareva

            fa            sol           do      fa         la-      do      sib

 

vero. E una ragazza con il guinzaglio e un collare d'argento e ho sentito con le mie

sol          fa             sol             do        fa         la-

 

orecchie contare fino a cento.

do       sib            sol

 

E allora signor padrone non ne vogliamo mangiare più, signor padrone, signor padrone non

fa              do              sol             do           fa              do

 

ne vogliamo mangiare più. Carne di pappagallo non vogliamo mangiarne più, signor

   sol               do   fa         do           sol               do

 

padrone, signor padrone. Quando il rosso di questo sole, di questa scheggia di mattone,

                sol                fa              do                sol       do

 

quando il rosso di questo sole diventerà marrone. Quando il legno di questa foresta

          fa              do              sol                fa             mi-

 

diventerà carbone, signor padrone, signor padrone, non ne vogliamo mangiare più.

  re-      do             fa              do              sol               do

 

L'ho visto bene con i miei occhi scendere giù dal cielo ed esplodere senza suono come

          fa               sol             do       fa       la-           do    sib

 

se fosse vero. E dividersi questa pianura, fra stelle e scintille, e l'ho sentita con

         sol        fa             sol           do      fa               la-

 

le mie orecchie, contare fino a mille.

      do        sib             sol

 

E allora signor padrone non ne vogliamo mangiare più, signor padrone, signor padrone non

   fa            do            sol                 do          fa             do

 

ne vogliamo mangiare più.

   sol               do

 

 

“Uno si potrebbe domandare: “ma perché proprio di pappagallo”? Perché è variopinta e dura da mangiare.”

 

 

 

 

 

    

 

 

COSE

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

E' come il giorno che cammina, come la notte che si avvicina, come due occhi che stanno

do                    fa 7/9              do           fa 7/9          do

 

a guardare, da dietro una tenda e non si fanno notare.

  fa 7/9                  do   fa  7/9

 

E' come un albero nel deserto, come un trucco non ancora scoperto, come una cosa che era

            do        fa 7/9            do              fa 7/9            do

 

meglio non fare, come il cadavere di una stella, sulla schiuma del mare.

           fa 7/9        do              fa 7/9                    do

 

E' fulmine, è grandine, è polvere, è siccità, acqua che rompe l'argine e lascia una riga

   do       fa7/9      do           fa7/9     do             fa 7/9

 

nera, al primo piano della città.

do       fa7/9             do

 

C'è qualcuno che bussa, baby, aspettavi qualcuno? Hai guardato di fuori, baby? E non ho

                 sol                    fa    do                   sol

 

visto nessuno. C'è qualcuno che bussa, baby, e muove la coda, c'è qualcosa che passa in

      fa   do                   mi-                    fa  do               mi-

 

questa stanza vuota.

           fa  do    sol

 

Come una sagoma sul pavimento, come sabbia sotto il cemento, come una magra malattia,

(continuare come sopra)

 

come il passato, in una fotografia. Come una terra che diventa straniera, come un

 

mattino che diventa sera, sera di un giorno di festa, che diventa tempesta.

 

Come un lungo saluto, come un sorriso che dura un minuto, come uno squarcio buttato al

 

futuro, come un'occhiata, al di là del muro. E' venuto qualcuno, baby, che non si è

 

presentato. E' venuto lo stesso, baby, ma non era invitato. E' venuto qualcuno, baby,

 

che ci guarda e sta zitto, e c'è qualcosa che cambia sotto questo soffitto.

 

E' come un giorno che cammina, anzi è come la notte che si trascina, come una nuvola

 

sulla coscienza, come l'apocalisse, in un racconto di fantascienza. Come dal nocciolo

 

di un'esplosione, come dal chiuso di una nazione, come dal coro di una cattedrale o

 

dalla tana di un animale. Come dal buco di una chiave, come dal ponte di un'astronave,

 

come io e te che stiamo a guardare tutte queste cose, passare. C'è qualcuno che bussa,

 

baby, aspettavi qualcuno? Ho guardato nel buio, baby, e non ho visto nessuno. Troppe

 

volte zero, baby, non vuol dire uno, c'è qualcosa che brucia in tutto questo fumo.

 

 

E’ un elenco, un indice: potrebbe anche essere l’indice di tutto questo disco. E’ una canzone scritta da un uomo molto nervoso che sta aspettando qualcosa, o peggio qualcuno, o peggio ancora, qualcuno che potrebbe essere qualcosa. E quest’uomo non conosce niente e nessuno e non sente niente se non dei piccoli rumori familiari e inquietanti, tipo dei colpetti dati dalla coda di un cane sulla parete dell’ingresso di casa (e l’ingresso è in fondo a un lunghissimo corridoio); oppure dei piccoli infarti, dei minuscoli allarmi, come dei trascurabili ma inspiegabili cortocircuiti. Per quanto riguarda i versi finali (ndr: troppe volte zero baby, non vuol dire uno…), vi devo dire che mi fanno pensare a due cose molto diverse tra loro e cioè a una rosticceria in Via Jenner a Roma durante gli anni ’60 e a Giovanna D’Arco.

 

 

 

 

 

 

 

"Si' , ora canto la mia opposizione"

la Repubblica - 9 maggio 1989 - di Ernesto Assante

Francesco De Gregori ci parla del suo concerto di piazza del Popolo alla manifestazione del Pci

ROMA Si è trattato di un concerto politico, perché la collocazione era indubbiamente politica, perché le canzoni che ho cantato erano politiche. E' Francesco De Gregori che parla, all'indomani del suo grande concerto di Piazza del Popolo, sabato, che ha concluso la manifestazione del Pci dedicata al Coraggio di essere giovani. Mi piace sottolineare che il concerto non era un'aggiunta alla manifestazione, non era una sorta di gadget che il Pci offriva a chi partecipava alla giornata, ma una cosa completamente fusa con la manifestazione, con i temi che hanno chiamato i giovani in piazza e le canzoni che ho cantato erano nella manifestazione stessa. Ecologia e disoccupazione. Insomma una chiara scelta di campo. Sì, perché, ad esempio, non si può essere a favore dell'ecologia e non sapere chi è stato responsabile della politica ambientale in questi anni, non si può essere contro la disoccupazione ed approvare una politica che ha creato disoccupazione. Essere d'opposizione, in Italia, vuol dire essere schierati da una parte ben precisa, ed oltretutto io credo che il Pci oggi voglia essere un punto di riferimento per tutta la sinistra. Le mie nuove canzoni, il mio nuovo disco, sono lavori di opposizione, si collocano naturalmente in quell' area. Eppure l' impegno politico sembrava finito... C' è stato un lungo periodo, più di dieci anni forse, in cui la moda o il look sono diventati più importanti dell'impegno. Oggi è già una situazione molto diversa, chi ha venti anni la pensa diversamente da chi ne ha venticinque, ha già superato l'epoca del neo-liberismo, del reaganismo, e anche le fasi goliardiche dell'edonismo reaganiano di D'Agostino e cose simili, che hanno pagato negli scorsi anni ma che oggi probabilmente non hanno più senso. Diventerà una moda anche questa nuova ondata di impegno sui temi sociali, politici ed ambientali? Per me, di certo, l'impegno non è mai stato una moda, anzi ho sempre fatto dei dischi fuori moda, perché parlavano di politica, di terrorismo, di violenza, anche quattro o cinque anni fa, e poi anche se dovesse essere così, preferisco la moda dell'impegno a quella del disimpegno, e sono convinto che i giovani che erano in piazza sabato scorso non avevano certo scelto di esserci solo per moda. Scrivere canzoni politiche, cercare di parlar chiaro, in maniera più diretta, come ha fatto lei in Miramare, il suo ultimo disco, è più difficile che in passato? Credo che parlare con maggior chiarezza, in maniera più diretta, abbia innanzitutto bisogno di un'operazione su se stessi; devi cercare di superare il naturale pudore di dire una parola come ladro, come succede per esempio in una canzone come Dottor Doberman, riferita ad uno che non paga le tasse e fa aborti clandestini. Dipende dalla propria sensibilità, comunque; io ad esempio trovo immorale un medico, obiettore di comodo, che poi pratica gli aborti clandestinamente nella sua clinica privata, trovo che sia grave quanto la distruzione della foresta amazzonica o come altri temi più grandi per i quali ci si è mobilitati in questi anni. Voglio dire, insomma che non esiste solo la grande politica, esiste una politica di tutti i giorni, fatta di cose piccole e riconoscibili, per le quali la gente si indigna. Scegliere le parole. In Carne di pappagallo, torna un termine che nelle canzoni politiche è sempre stato usato, quello di padrone... Padrone non mi sembra una parola tramontata, di sicuro non lo è il concetto: sono le grandi compagnie multinazionali che distruggono la foresta amazzonica per il loro lucro, e come li vogliamo chiamare se non padroni? E ci sono anche altre parole che vengono dimenticate: in Italia, oggi, c'è chi vive con uno stipendio di un milione al mese. Non vogliamo chiamarli poveri? Insomma, scegliere le parole è sicuramente difficile, la paura che ho è sempre quella di essere frainteso, ma non ho la pretesa di insegnare qualcosa a qualcuno, di sostituirmi ad un insegnante. La canzone è uno specchio importante come un film, o un libro, però resta spettacolo, divertimento. Io scrivo le cose che penso, per comunicare un allarme, per mettere l'accento sulle cose che succedono. Ecco, fare canzoni allarmanti, dare ai ragazzi qualcosa di cui discutere, fare in modo che le canzoni siano la risposta ad uno stimolo che i ragazzi di oggi hanno, questo mi piace e credo sia molto importante, oggi.

 

  

 

 

DR. DOBERMANN

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

La tua casa sta in collina Dr. Dobermann, sei milioni al metro quadro. E tua moglie vive

sol                re            do       sol      re            do         sol

 

come una regina, anche se vi vedete di rado. Lei va a letto quasi sempre di mattina, che

re         do         sol       re      do             fa           do      re    sol

 

tu ti sei già alzato.

      re        do

 

Qual'è il prezzo, qual'è il prezzo, Dr. Dobermann, il prezzo che va pagato. Per le cose

sol                         re             do          sol    re    do             sol

 

che ti secca fare in pubblico, ma ti rendono bene in privato. Tanti soldi e poche tasse

        re              do            sol     re    do        fa                 do  

 

e non c'è scandalo, non è nemmeno peccato.

            re7       sol    re       do

 

E' la vita il tuo mestiere Dr. Dobermann, il tuo mestiere di mago.

    sol               re            do      sol       re       do

 

La tua tana sta in collina, Dr. Dobermann, sei milioni al metro quadro. E tua moglie

       sol            re            do      sol    re              do          sol

 

sembra proprio una regina, però è la moglie di un ladro. Se sei buono andrai

        re          do     sol       re            do            fa

 

all'inferno, Dr. Dobermann, ti stanno già a aspettare. C'è il tuo nome nell'elenco, puoi 

 do                 re       sol      re      do               sol           re

 

scommetterci, prova a bussare.

   do         sol   re    do

 

 

“Se dovessi fare un video di questa canzone sarebbe certamente un video di animazione; immaginate un grosso dobermann con uno stetoscopio a posto del collare che si aggira per i corridoi di una clinica privata con un camice immacolato e un enorme cucchiaio tra le mani.

 

 

 

LETTERA DA UN COSMODROMO MESSICANO

(De Gregori-Miramare 19.4.89)

 

 

 

Il bosco piano piano, si riprende le case. Sono immobili gli aeroplani, negli aeroporti

 

 

sotto la luna. Ammutoliscono i cani, per la groppa delle montagne, sono disperse le

 

 

greggi, abbandonati i pastori. Io vivo fuori, in questo cosmodromo messicano. Tutto è

 

 

forte, è chiaro, il cielo è un gigante, la vita è un acquario sopra di noi, la luce è

 

 

immensa.  

 

Forse l’ho scritta solo perché trovo affascinante la parola “cosmodromo”, dal significato così moderno (meglio sarebbe dire forse “contemporaneo”) e dal suono così antico. E’ la canzone più direttamente fantascientifica di tutto il disco e la fantascienza, come dice Kurt Vonnegut Jr. è una scienza che si occupa soprattutto del passato. Ho immaginato una persona molto sola sull’orlo del duemila che scrive questa lettera con un’enorme penna d’oca in una grande sala piena di spine staccate

 

 

 

 

PENTATHLON

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

Puoi sudare sette camicie o stare steso a non fare niente, puoi nasconderti fra quattro

mi                                                               la

 

mura, puoi nasconderti fra la gente. Puoi dirigere una grande azienda o farti portare

            mi

 

al guinzaglio, puoi morire per una scommessa o vivere per uno sbaglio. Il nodo della

     mi7            la                         mi                        re

 

questione lo sai qual'è? Non cerchiamone una ragione, una ragione non c'è. Tu non mi

la                  mi           re           la                      mi

 

piaci nemmeno un poco e grazie al cielo io non piaccio a te.

                                                        si

 

Ti puoi vestire come dice la moda a andare a spasso con chi vuoi, ti puoi inventare una

        mi                                                        mi7       la

 

doppia vita per nascondere gli affari tuoi. Puoi buttarti sotto al treno, oppure puoi

                mi

 

salirci sopra e puoi rubare per quarant'anni e fare in modo che nessuno ti scopra. Il

                     la                                mi

 

problema rimane identico, il risultato lo sai qual'è? Non c'è niente da recriminare, va

re              la                mi                          re          la

 

tutto bene così com'è. Tu non mi piaci in nessun modo e grazie al cielo io non piaccio

           mi

 

a te.

si

 

Vorrei dirtelo in un orecchio cosa puoi farci con quel sorriso, con quel sorriso da

sol                                     mi                               sol

 

passaporto, sempre incollato sul viso. Credi davvero che ti potrà salvare, se una volta

                   re                         fa                   do    sol

 

dovessi scegliere da che parte stare? Se una volta dovessi smettere di bluffare?

         la7                   si7          sol            la7          si7

 

E la radio ci fa ballare, ci manda musica da mangiare, la sera scende come un'emergenza

     mi                            mi7                          la

 

sulla città. La notte promette bene, piena di ossido e di sirene. E' già pronto il

      mi                                     mi7              

 

domani, lo stanno consegnando già. Io sono nato ieri, lo sai senz'altro meglio di me,

la                           mi    re            la                mi          

 

i segreti per restare a galla tu li conosci meglio di me. Ed è per questo che non mi

   re                  la           mi

 

piaci e grazie al cielo io non piaccio a te.

                                        si7

 

 

Questa canzone non è dedicata a nessuno in particolare, non conosco nessuno che somigli alla persona (o alle persone) che fanno tutte queste cose, tipo vestirsi alla moda e farsi portare al guinzaglio e veramente non trovo nulla di criticabile nel comportamento degli altri, qualunque esso sia. Trovo che facciamo parte tutti quanti di un bel Presepe, di quelli che ogni tanto la vigilia di Natale prendono fuoco perché qualcuno ha voluto esagerare con le luci. E non ho nulla contro la musica che passano alla radio, né contro l'ossido di carbonio, né contro il pentathlon inteso come sport." In "Bootleg", però, dice chiaramente che è dedicata ad un atleta degli anni 80. E poi più volte ha detto di non aver mai nominato l'uomo in questione nè di doverlo fare..). Alla fine si ipotizzò su Daniele Masala, olimpionico.

 

 

 

 

 

  

 

 

 

 

 

VENTO DAL NULLA

(De Gregori-Miramare 19.4.89)  

 

 

Passa la tramontana sotto al ponte, passa la tramontana, mi batte sulla fronte. Passa

do                             sol   la-     fa      do   la-     re-  sol  do   do

 

la tramontana, mi picchia il petto, passa la tramontana, si muore già di freddo.

                             sol    la-       fa     do  la-      re-   sol  do

 

Nessuno me lo sa spiegare da dove arriva, quando passa la tramontana non si respira.

fa                           do         sol      do        re     fa    sol    do   

 

Passa la tramontana e canta una canzone, dentro quella canzone ci sta il tuo nome.

do                              sol      la-    fa      do     la-       re- sol do

 

Dentro quella canzone c'è un pò d'amore, quando passa la tramontana mi batte il cuore.

do                               sol            la-      fa      do  la-   re- sol do

 

Nessuno me lo sa spiegare che cosa sia, quando passa la tramontana se lo porta via.

fa                                do    sol    do       re      fa        sol7   do

 

Passa la tramontana, spazza la terra, passa la tramontana, viene la guerra. Si fermano

do                             sol    la-      fa     do   la- re- sol do   do

 

le finestre, si parla un pò più piano, quando passa la tramontana ti prenderò la mano.

                               sol            la-      fa      do   la-   re- sol  do

 

Quando passa la tramontana, sotto al ponte, non c'è una nuvola in tutto il cielo, per

do                                  sol                 la-       fa          do  la-

 

tutto l'orizzonte. Si chiudono le finestre, si accende una sirena, sarà di ali di

re-          do                                              sol           la-

 

passerotto la nostra cena. E insieme si farà la notte forse meno scura e leveremo dal

fa     do     la-  re- do    fa                                   do sol     do

 

fondo agli occhi un filo di paura.

re         fa          sol    do

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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