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MIRAMARE |
LETTERA DA UN COSMODROMO MESSICANO |
BAMBINI VENITE PARVULOS |
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VENTO DAL NULLA |
COSE |
300.000.000 DI TOPI |
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CARNE DI PAPPAGALLO |
DR. DOBERMANN |
PENTATHLON |

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Prodotto da Fio
Zanotti
Produzione esecutiva Filippo Bruni
Fotografie: Peppe D'Arvia
Artwork Studio Vertigo
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Francesco De Gregori VOCE, CHITARRA |
Registrato allo studio UMBI di Modena da Maurio Maggi
Mixato allo studio Morning
di Milano da Renato Cantele
Mastering effettuato allo studio IDEA TRANSFER di Milano da Daniele
Delfitto
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Vincenzo Mancuso CHITARRE |
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Elio Rivagli BATTERIA |
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Gilberto Martellieri TASTIERE |
Amedeo Bianchi SAX SOPRANO |
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Guido Guglielminetti BASSO |
Fio Zanotti HAMMOND |
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Lola Feghali CORO |
Lalla Francia CORO |
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Nei tempi del look esasperato, del consumismo sfrenato e degli acquisti grandi firme, arriva questo disco che, nella migliore tradizione dylaniana, insieme alle sue note lancia sassi pesanti come macigni. E’ un disco denuncia contro gli anni Novanta. Si presenta come una lettera di protesta con luogo, data e mittente: “Miramare, 19.4.1989. Francesco De Gregori” e con un P.S.: “Ecco, fare canzoni allarmanti, dare ai ragazzi qualcosa di cui discutere, fare in modo che le canzoni siano la risposta ad uno stimolo che i ragazzi di oggi hanno, questo mi piace e credo sia molto importante, oggi.”. “Credo che parlare con maggior chiarezza, in maniera più diretta, abbia innanzitutto bisogno di un'operazione su se stessi; devi cercare di superare il naturale pudore di dire una parola come ladro, come succede per esempio in una canzone come Dottor Doberman, riferita ad uno che non paga le tasse e fa aborti clandestini. Dipende dalla propria sensibilità, comunque; io ad esempio trovo immorale un medico, obiettore di comodo, che poi pratica gli aborti clandestinamente nella sua clinica privata, trovo che sia grave quanto la distruzione della foresta amazzonica o come altri temi più grandi per i quali ci si è mobilitati in questi anni. Voglio dire, insomma che non esiste solo la grande politica, esiste una politica di tutti i giorni, fatta di cose piccole e riconoscibili, per le quali la gente si indigna. Scegliere le parole. (F. De Gregori)
In
questa società che manda musica da mangiare attraverso una radio
manipolata da Mastro Lindo, ci sono sterminate e refrattarie distese di
topi che Ma
com’è la luce nell’immenso mondo? George Bush padre è il
Presidente USA. Premio Oscar a Gabriele Salvatores per Mediterraneo; il
giorno di Natale, in Albania, il dittatore Nicolae Ceausescu e la moglie
Elena vengono condannati a morte; ci governa De Mita e poi Andreotti con
una coalizione politica DC, PSI, PSDI, PRI, PLI.; il 4 giugno studenti
cinesi vengono massacrati a Pechino in Piazza Tienanmen, dopo aver
lanciato slogan a favore della democrazia e della libertà di parola;
viene eletto a Mosca Boris Eltsin; il primo ministro Li Peng annuncia
l'intervento delle forze armate per ristabilire l'ordine pubblico, ma la
popolazione impedisce all'esercito di entrare a Pechino. Finisce in un
bagno di sangue tra i contestatori; il 9 novembre cade il Muro di
Berlino, la Germania non è più divisa; la petroliera Valdez causa una
strage ambientale in Alaska, perdendo oltre 250.000 barili di olio
greggio dalla propria stiva; gli USA invadono Panama per catturare il
generale Noriega, accusato di spaccio di droga nel territorio americano;
un tremendo terremoto causa miliardi di dollari (ma poche
I fratelli Abbagnale sono ancora campioni del mondo di canottaggio; Alain Prost vince il suo terzo titolo di campione del mondo di formula uno; l'americano Greg Lemond vince il suo secondo Tour de France e il campionato del mondo di ciclismo; Joe Montana conduce i San Francisco al loro 3° Superbowl; Marco Van Basten vince il Pallone d’Oro, il Napoli vince la Coppa Uefa, il Milan vince la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale e l’Inter vince lo scudetto con Zenga, Bergomi, Brheme, Baresi, Ferri, Mandorlini, Bianchi, Berti, Serena, Matthaus, Diaz. (All. Trapattoni) In un effimero benessere (i conti arriveranno dopo) ci vestiamo come se fossimo a Via Montenapoleone. Tutto dev’essere firmato, anche i calzini. Di moda vanno anche la pochette per signora, lo stile Made in Italy, l’enorme cellulare Motorola, il Rolex, il cocker Inglese, il colletto bianco della camicia celeste e le bretelle, il loden, la pipa e il Sole24 ore fatto volutamente intravedere dalla borsa Samsonite. Ma a “Piazza Affari” si legge anche Millionaire, Affari & Finanza, Il Denaro, Affari Italiani, Il Mondo, Soloimpresa, Salute & Benessere, Casa & Cucina, Ville e giardini, Vivere da yuppi senza rimanere fregati e ….Come diventare ricchi senza essere iscritti al PSI. L’uomo
della pubblicità è il dirigente di una finanziaria il cui capo dà
pacche sulle spalle agli scansafatiche o a quelli che sanno come
anticiparlo sul terrazzo dove c’è l’elicottero personale. Lavora
pochissimo e i suoi colleghi sono tutti modelli e top-models. Il nostro
erore è ricco, bello, atletico, sulla trentina, con Spot da ricordare sono pure Aiazzone con “provare per credere!”; l’alieno che va dal fotografo col rullino e dice "Ciripiripì Kodak"; la contessa in giallo che si fa accompagnare da un ingenuo Ambrogio che non ha mai capito cosa fossero i languorini; un pazzo che vuole restare a vivere in un supermercato e “la città dell'amaro Ramazzotti, la città di chi vive e lavora, la città della vita, di una giornata che non è mai finita, questa Milano da vivere, da sognare, da godere, questa Milano da bere!”
Il Premio Strega va a Giuseppe Pontiggia con La grande sera e il Campiello va a Francesca Duranti con Effetti personali. Oltre a Salvatores, Oscar per "Rain man", con un grande Dustin Hoffmann e per "Roger rabbit". Escono nelle sale "Batman", "Indiana Jones e l'ultima crociata" e "Nato il 4 luglio" lancia definitivamente tra le superstars di Hollywood l’attore Tom Cruise. Ma vediamo anche il nostro Oscar Nuovo Cinema Paradiso, Mery per sempre, Palombella rossa, Turner e il casinaro, Always per sempre, La voce della luna, Il mio piede sinistro, L'attimo fuggente, Il piccolo diavolo, Un pesce di nome Wanda, Sotto accusa. Ci intossichiamo con Kinder Pinguì, i tortellini Rana, Fior di Fragola, Calippo al limone fragola e Fizz, Blob, Freddolone, Cucciolone, Piedone, Cornetto Algida Classic o Super Amica Chips. E al tabaccaio chiediamo MS rosa, Cartier, Dunhill, Trussardi, Multifilter. In televisione danno La corrida, Smile, Super classifica show, Super flash, Tandem, Te la do io l'America, Telemike, Test, Tg l'una, Tra moglie e marito, Viva le donne, Zig zag, Gianfranco Funari, che fra i ricordi della coratella che gli preparava ‘su madre ogni tanto grida “Ermanno (il regista) famme n’primo piano, che vojo vede n’faccia l’amico che me chiama da Frosinone!”. A
Sanremo vincono Anna Oxa e Fausto Leali con Ti Lascerò, Il Premio Tenco
lo vince Enzo Jannacci con Se me lo dicevi prima, allo Zecchino d’oro
vince "Corri Topolino" e al Festivalbar Raf con "Ti
pretendo". "Passion" di Peter Gabriel dà il via alla riscoperta della world-music; rimpatriata dei Who, celebrata in un concerto a New York; tornano sulla scena i Jefferson Airplane. L'avvento dell'era del computer fornisce il mezzo per i nuovi artisti che trovano nel sintetizzatore e nei software specializzati lo strumento migliore per produrre la musica del “copia e incolla”, senza l’aiuto di altri musicisti in sala di registrazione. In pratica, in questo modo ognuno di noi può farsi un disco in casa propria. Sì in modo artigianale, ma senza costose attrezzature. In Italia si diffonde un nuovo fenomeno underground, non legato a nessuna casa discografica. E' il popolo di ragazzi punk e ragamuffin, collegato al fenomeno sociale dei Centri Sociali. Il nostro rock riceve un nuovo impulso grazie ai toscani Gianna Nannini e Liftiba, e a Vasco Rossi. Ascoltiamo Viva la mamma, Like a prayer, Esatto, Ti pretendo, C'è da spostare una macchina, Belfast child, Personal Jesus, I want it all, Ti lascerò, Almeno tu nell'universo, Lullaby, Cosa resterà degli anni 80, Angel of Harlem, She drives me crazy, La Notte vola, You on my mind, Don't ask me why, Do you believe in shame?, Partyman, I drove all night, Dr. Jazz e Mr. Funk, The Invisible man – Queen, Diavolo in me, This one. Gli album più venduti in Italia sono Oro incenso & birra, Liberi liberi, Foreign affair, Money for nothing, A new flame, Abbi dubbi, Like a prayer, Lambada, Ancient heart, Street fighting years, Sleeping with the past, Batman, The seeds of love, Crossroads, The miracle, Shooting rubberbands at the stars, Uiallalla, Reg strikes back, Flowers in the dirt, Disintegration. Tormentone dell’estate: Lambada, dei Kaoma. |

Avrebbe potuto e dovuto essere un capolavoro, questo album. Purtroppo per Francesco De Gregori, non lo è. Perché, ad una incisività nei testi che forse mai Francesco aveva toccato, si contrappone una serie di musiche non molto convincenti, con sovrabbondanza di arrangiamenti laddove la crudezza dei temi toccati avrebbero meglio funzionato con arrangiamenti più scarni e meno pomposi.
Non che le canzoni non siano belle, anzi, ma è stato dimostrato nelle
esibizioni dal vivo, spesso con meno abbellimenti e meno fronzoli, come queste
canzoni siano pezzi dal taglio decisamente rock, cosa che sul disco non è stata
rimarcata a sufficienza.
Ad esempio "Bambini Venite Parvulos" che apre il disco, è stata
riproposta live in "Fuoco Amico" e il risultato è decisamente
superiore, un potentissimo attacco al consumismo che non ha certo bisogno di
arrangiamenti laccati.
Su "Miramare", altro pezzo, in sé, bellissimo, non so fino a che
punto ci fosse bisogno di quella tastiera appicicosa. Fortunatamente Francesco
salva il pezzo con una splendida armonica.
"Dottor Dobermann" è un brano in levare che parla di quei simpaticoni
di medici che in privato praticano l'aborto clandestino e in pubblico fanno gli
obiettori di coscienza. Anche qui però l'arrangiamento è poco convincente e
anche lui canta versi molto pesanti e diretti con l'aria di stare scherzando.
A salvare l'album ci pensa "Cose", probabilmente l'unica vera perla
del disco con una musica che fila via che è un piacere, con una grande
interpretazione di Francesco, attento a cogliere le sfumature e i chiaroscuri
del testo.
Un altro pezzo con molta "vis" polemica è "Pentathlon", io
mi sentirei uno schifo se fossi colui al quale il pezzo è diretto, tanto è
carico di astio e di livore ("Tu non mi piaci nemmeno un poco e grazie al
cielo io non piaccio a te"), ma anche qui se l'arrangiamento fosse stato un
po' più duro non ci sarebbe stato nulla di male.
Non male, invece, "300.000.000 Milioni di Topi", una ballata leggera,
un pezzo che parla dei topi come simbolo del marcio della società odierna,
oppure che, visto che ci tocca avere a che fare con certi loschi personaggi, a
questo punto, tanto vale fare la conoscenza di questi animali.
"Vento dal Nulla" parla di paura e speranze, di tramontane che passano
e travolgono tutto. Bellissimo il lavoro di Elio Rivagli alla batteria.
"Carne di Pappagallo" risente del difetto di gran parte del disco,
ovvero laddove il testo parla di fatica, sudore e sacrificio, la musica è
patinata oltre ogni dire, peccato.
Chiude il disco una canzone sullo stile de "La Storia", avrebbe dovuto
essere solo voce e piano "Lettera da un Cosmodromo Messicano", ma il
tutto viene rovinato da una pioggia di tastiere davvero inutili.
Peccato, poteva davvero essere un grande disco.
MIRAMARE
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
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Recuperarono
le reti i pescatori, piene di spazzatura, e umiliati si ritirarono, alla mi
si
mi
si
la montagna
dal mare, alla montagna dal mare. E avvicinarono la fiamma alla foresta, fino
mi
si
mi a
vederla bruciare. Così ho visto altri uomini fare e fare segno di tacere, fino
a
si
la vederla
bruciare. Ma io sì che mi sono tuffato, in un campo di pallone, da un palo
mi
fa#-
re all'altro
ho volato, per afferrare un pallone. E le ginocchia di rosso ho colorato. E
la
sol
fa#-
fa do quanto
al mio povero nome, in quali alberghi l'ho lasciato, e quante notti l'ho sentito
re-
fa
do chiamare.
Prima ancora che il vento cominciasse a soffiare, prima ancora che il vento sib
si-
la
si- si-7 cominciasse
a soffiare.
re
mi7 Recuperavano
le reti i pescatori e si sentiva cantare un canto, ma erano acqua le mi
si
mi
si parole,
ed era triste quel canto. E ritornavano dal centro della terra ed io così ho
la
mi
si
mi sognato
di loro, portatori di luce ed inventori, e cercatori d'oro. Ma io sì che mi
sono si
la
mi
fa#- lanciato,
da un punto all'altro di un amore, più di una volta ho volato per inseguire
re
la sol un
amore. E
le mie notti di bianco ho colorato. E quanto al mio povero cuore, in quali
fa#- fa
do
re- alberghi
l'ho portato e quante notti l'ho sentito gridare, prima ancora che il vento fa
do
sib
si- cominciasse
a soffiare, prima ancora che il vento cominciasse a soffiare. Recuperarono
la
si- si-7
re
mi7 mi le
reti i pescatori, dal profondo del mare. si
mi
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“L’ecologia oggi è contemporaneamente un’emergenza e una moda. Non è stato facile perciò scrivere questa canzone: sono stato combattuto fra l’urgenza di parlare di queste cose (anzi ho provato addirittura un certo imbarazzo per non averlo fatto prima) e la sensazione sgradevole di muovermi comunque su un terreno scivoloso, minato da banalità di ogni genere e catastrofismi a buon mercato. E’ venuta fuori una canzone senza aggettivi, piena di dolore e di rimpianto per un mondo collettivo e personale ormai tramontato: una canzone pre-politica o post-politica, se vi piace scherzare con le parole, ma non una vera canzone ecologica perché oggi, credo, l’ecologia è più che mai politica”
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Sarebbe andata meglio se fossi andato a "Fantastico".
Vedi, al punto in cui siamo, una canzone come "Dottor Doberman" vive
di diversi elementi: la musica, il testo, la mia voce ed il fatto che vado a
cantarla in TV, nello show del sabato sera, tra Montesano, Baudo e la Cuccarini.
Solo in questa maniera si crea l’evento, ma soprattutto solo in questa maniera
il "cazzotto" arriva anche a chi non se lo aspetta. È dura ma è così:
non ci si può più tirare indietro. PdP – È il vecchio discorso dei tuoi
rapporti con i media, con la televisione in particolare…FDG – Lo so, ma per
la gioia dei miei discografici, sono costretto a cambiare idea: sono sempre
stato critico nei confronti della promozione e soprattutto di quella televisiva,
ma oggi mi accorgo che non se ne può più fare a meno. O così o pomì: per la
gente se non vai in televisione, non è perché non ci vuoi andare, ma perché
non hai successo e neppure ti chiamano. Sembra che ormai sia la televisione ciò
che legittima e completa il nostro lavoro; pare che alle soglie del duemila
questo mestiere non si possa più limitare a scrivere una canzone ed a cantarla:
bisogna forzatamente farla vedere in televisione, sennò non esiste. (FRANCESCO DE GREGORI – (DALLA
RIVISTA BLU)

300.000.000
DI TOPI
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
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Ci
sono topi tutti in giro, topi tutti intorno, topi mattina e sera, topi mattina e
re
sol
la4
la7 re giorno.
Sudici topi lucidi, giocano a nascondino, fanno tana nel tronco degli alberi,
sol
la4
la7 dentro
al nostro giardino.
re Ci
sono topi sui tuoi capelli,
dei lunghi topi chiari,topi sui tuoi capelli. si- sol la re do si-
sol la re Ed
io ti ho veduto salire sopra un altare e dire una messa da topi e per i topi
pregare, do
sol
do sol
do sol e
cucire ho veduto vestiti da sposa, per nozze di piombo, e topi gridare e ballare
sulla fa
do
fa cima
del mondo.
do
sol do re sol Ci
sono topi tutti intorno, topi in Via Frattina, traversavano la strada
tranquillamente sol
do
re alle
undici di mattina. Sterminate distese di topi, refrattarie ad ogni sterminio,
sol
do
sorridevano
dalle finestre tutte d'oro e d'alluminio.
re
sol Erano
i topi del magro cuore,
seduti ad aspettare, il nostro magro cuore. mi- do re sol fa mi-
do re sol Così
ti ho veduto dividere e moltiplicare, con trecento milioni di topi da calcolare,
fa do fa do
fa do e
trascorrere ho visto fanciulle, con le guance di pesca, e pescatori pescare,
usare
sib
fa sib occhi
per esca.
fa
do fa sol do
|
C’è veramente poco da dire su questa canzone se non che la cifra non l’ho inventata io, ma è quella che viene da una stima ufficiale più che attendibile circa il numero dei topi residenti in Italia nell’agosto del 1988, che è il periodo in cui ho scritto questa canzone. Immagino che da allora siano aumentati, ma non è colpa mia. Le “fanciulle dalle guance di pesca” le ho rubate a una vecchia canzone di Italo Calvino e Liberovici, che si chiamava, credo ‘Oltre il Ponte’. Se avete tempo andate a risentirvela.
Beh. non mi esprimo mai dicendo: "Vorrei un certo tipo di atmosfera". Generalmente si fanno dei tentativi, suonando. Per esempio nell'album Miramare 19.4.89, ad un certo punto della canzone che si intitola "300.000.000 di topi", volevo un intervento di pianoforte di un certo sapore; non sapevo come spiegarlo ed allora ho detto: "Vorrei qualcosa che ricordi il fraseggio di Elton John su quel dato pezzo". Gilberto Martellieri allora mi ha capito, anche se ciò che cercavo era poi completamente diverso dal brano di Elton John in se stesso. Cerco di fare delle citazioni, che possano dare un'idea di quello che desidero.
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SULL'ALBUM
MIRAMARE
Miramare: |
BAMBINI
VENITE
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
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Nessun
calcolo ha nessun senso dietro questa paralisi. Gli elementi a disposizione non do
sol
do consentono
analisi, e i professori dell'altro ieri stanno affrettandosi a cambiare
sol
mi
fa
re altare.
Hanno indossato le nuove maschere e ricominciano a respirare. Bambini venite fa7+
do
sol
re- parvulos,
c'è un'ancora da tirare, issa dal nero del mare, dal profondo del nero del
fa
re
fa re
fa
re mare.
Che nessun calcolo ha nessun senso e poi nessuno sa più contare. fa
re
fa7+ fa do fa do fa Legalizzare
la mafia sarà la regola del duemila, sarà il carisma di Mastro Lindo a
do
sol
do regolare
la fila e non dovremo vedere niente che non abbiamo veduto già. Qualsiasi tipo
sol
re-
fa
re fa7+
do di
fallimento ha bisogno della sua claque. Bambini venite parvulos, c'è un
applauso da
sol
mi
fa
re fare
al Bau Bau, si avvicina sorridendo, l'arrotino col suo Know-How, venuto a
prendere
fa
re
fa
re
fa
re perline
e a regalare crack.
fa7+ fa
do Sabbia
sulle autostrade, ruggine sulle unghie, e limatura di ferro negli occhi, terra do
sol
do fra
le nostre lingue. Avrei voluto baciarti amore, ancora un poco prima di andare
via.
sol
re-
fa
re
fa7+ Prima
di essere scaraventati dentro questo tipo di pornografia. Bambini venite
parvulos,
do
sol
mi fa vale
un occhio il vostro cuore, mille dollari i vostri occhi, i vostri occhi senza
re
fa
re
fa
re fa dolore.
Bambini venite parvulos, sangue sotto al sole.
re
fa7+ fa
do do fa do
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Credo che sia una delle canzoni più chiare e dirette che io abbia mai scritto. Erano da un po’ di anni che avevo nella testa questo rifacimento maccheronico della frase evangelica (a causa della quale, credo non mi daranno mai una laurea ad honorem in Lettere Classiche), poi ho scritto tutta la canzone quasi di getto durante una passeggiata in montagna, senza nemmeno avere una chitarra tra le mani. E’ una canzone sull’abbassamento progressivo dell’età media dei killers e delle vittime nel mondo di oggi, e sul fatto che tutti e due portano la stessa marca di scarpe. E’ una canzone d’amore per i giovani.
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CARNE
DI
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
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Carne
di pappagallo non vogliamo mangiarne più, signor padrone signor padrone. Quando fa
do
sol
do
sol il
giallo di questo sole, di questa festa di melone, quando il giallo di questo
sole
fa
do
sol do
fa
do diventerà
arancione. Quando arriverà la sera dietro ai tuoi tacchi di padrone, signor
sol
fa
mi-
re-
do padrone,
signor padrone non ne vogliamo mangiare più, signor padrone signor padrone non fa
do
sol
do
fa
do ne
vogliamo mangiare più. Tutta la vita lasciata andare, tutta la vita signor
padrone,
sol
do
fa
do
sol do dietro
a queste traversine, da non vederne più l'inizio ma non ancora la fine, tutta
la
sol
fa
do
sol
do vita
senza nessuna destinazione. Quando la rabbia e la preghiera diventeranno
ragione, fa
do sol
fa
mi-
fa do signor
padrone signor padrone non ne vogliamo mangiare più.
fa
do
sol
do L'ho
visto bene con i miei occhi venire giù dal cielo, un angelo di metallo che
pareva
fa
sol
do fa
la- do
sib vero.
E una ragazza con il guinzaglio e un collare d'argento e ho sentito con le mie sol
fa
sol
do
fa
la- orecchie
contare fino a cento. do
sib
sol E
allora signor padrone non ne vogliamo mangiare più, signor padrone, signor
padrone non fa
do
sol
do
fa
do ne
vogliamo mangiare più. Carne di pappagallo non vogliamo mangiarne più, signor
sol
do fa
do
sol
do padrone,
signor padrone. Quando il rosso di questo sole, di questa scheggia di mattone,
sol
fa
do
sol do quando
il rosso di questo sole diventerà marrone. Quando il legno di questa foresta
fa
do
sol
fa
mi- diventerà
carbone, signor padrone, signor padrone, non ne vogliamo mangiare più.
re-
do
fa
do
sol
do L'ho
visto bene con i miei occhi scendere giù dal cielo ed esplodere senza suono
come
fa
sol
do fa
la-
do sib se
fosse vero. E dividersi questa pianura, fra stelle e scintille, e l'ho sentita
con
sol
fa
sol
do fa
la- le
mie orecchie, contare fino a mille.
do
sib
sol E
allora signor padrone non ne vogliamo mangiare più, signor padrone, signor
padrone non
fa
do
sol
do
fa
do ne
vogliamo mangiare più.
sol
do
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“Uno si potrebbe domandare: “ma perché proprio di pappagallo”? Perché è variopinta e dura da mangiare.”
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COSE
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
|
E'
come il giorno che cammina, come la notte che si avvicina, come due occhi che
stanno do
fa 7/9
do
fa 7/9
do a
guardare, da dietro una tenda e non si fanno notare.
fa 7/9
do fa
7/9 E'
come un albero nel deserto, come un trucco non ancora scoperto, come una cosa
che era
do
fa 7/9
do
fa 7/9
do meglio
non fare, come il cadavere di una stella, sulla schiuma del mare.
fa 7/9
do
fa 7/9
do E'
fulmine, è grandine, è polvere, è siccità, acqua che rompe l'argine e lascia
una riga
do fa7/9
do
fa7/9 do
fa 7/9 nera,
al primo piano della città. do
fa7/9
do C'è
qualcuno che bussa, baby, aspettavi qualcuno? Hai guardato di fuori, baby? E non
ho
sol
fa do
sol visto
nessuno. C'è qualcuno che bussa, baby, e muove la coda, c'è qualcosa che passa
in
fa do
mi-
fa
do
mi- questa
stanza vuota.
fa do
sol Come
una sagoma sul pavimento, come sabbia sotto il cemento, come una magra malattia,
(continuare
come sopra) come
il passato, in una fotografia. Come una terra che diventa straniera, come un mattino
che diventa sera, sera di un giorno di festa, che diventa tempesta. Come
un lungo saluto, come un sorriso che dura un minuto, come uno squarcio buttato
al futuro,
come un'occhiata, al di là del muro. E' venuto qualcuno, baby, che non si è presentato.
E' venuto lo stesso, baby, ma non era invitato. E' venuto qualcuno, baby, che
ci guarda e sta zitto, e c'è qualcosa che cambia sotto questo soffitto. E'
come un giorno che cammina, anzi è come la notte che si trascina, come una
nuvola sulla
coscienza, come l'apocalisse, in un racconto di fantascienza. Come dal nocciolo di
un'esplosione, come dal chiuso di una nazione, come dal coro di una cattedrale o
dalla
tana di un animale. Come dal buco di una chiave, come dal ponte di un'astronave,
come
io e te che stiamo a guardare tutte queste cose, passare. C'è qualcuno che
bussa, baby,
aspettavi qualcuno? Ho guardato nel buio, baby, e non ho visto nessuno. Troppe volte
zero, baby, non vuol dire uno, c'è qualcosa che brucia in tutto questo fumo.
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E’ un elenco, un indice: potrebbe anche essere l’indice di tutto questo disco. E’ una canzone scritta da un uomo molto nervoso che sta aspettando qualcosa, o peggio qualcuno, o peggio ancora, qualcuno che potrebbe essere qualcosa. E quest’uomo non conosce niente e nessuno e non sente niente se non dei piccoli rumori familiari e inquietanti, tipo dei colpetti dati dalla coda di un cane sulla parete dell’ingresso di casa (e l’ingresso è in fondo a un lunghissimo corridoio); oppure dei piccoli infarti, dei minuscoli allarmi, come dei trascurabili ma inspiegabili cortocircuiti. Per quanto riguarda i versi finali (ndr: troppe volte zero baby, non vuol dire uno…), vi devo dire che mi fanno pensare a due cose molto diverse tra loro e cioè a una rosticceria in Via Jenner a Roma durante gli anni ’60 e a Giovanna D’Arco.
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la Repubblica - 9 maggio 1989 - di Ernesto Assante Francesco De Gregori ci parla del suo concerto di piazza del Popolo alla manifestazione del Pci ROMA Si è trattato di un concerto politico, perché la collocazione
era indubbiamente politica, perché le canzoni che ho cantato erano
politiche. E' Francesco De Gregori che parla, all'indomani del suo grande
concerto di Piazza del Popolo, sabato, che ha concluso la manifestazione
del Pci dedicata al Coraggio di essere giovani. Mi piace sottolineare che
il concerto non era un'aggiunta alla manifestazione, non era una sorta di
gadget che il Pci offriva a chi partecipava alla giornata, ma una cosa
completamente fusa con la manifestazione, con i temi che hanno chiamato i
giovani in piazza e le canzoni che ho cantato erano nella manifestazione
stessa. Ecologia e disoccupazione. Insomma una chiara scelta di campo.
Sì, perché, ad esempio, non si può essere a favore dell'ecologia e non
sapere chi è stato responsabile della politica ambientale in questi anni,
non si può essere contro la disoccupazione ed approvare una politica che
ha creato disoccupazione. Essere d'opposizione, in Italia, vuol dire
essere schierati da una parte ben precisa, ed oltretutto io credo che il
Pci oggi voglia essere un punto di riferimento per tutta la sinistra. Le
mie nuove canzoni, il mio nuovo disco, sono lavori di opposizione, si
collocano naturalmente in quell' area. Eppure l' impegno politico sembrava
finito... C' è stato un lungo periodo, più di dieci anni forse, in cui
la moda o il look sono diventati più importanti dell'impegno. Oggi è
già una situazione molto diversa, chi ha venti anni la pensa diversamente
da chi ne ha venticinque, ha già superato l'epoca del neo-liberismo, del
reaganismo, e anche le fasi goliardiche dell'edonismo reaganiano di
D'Agostino e cose simili, che hanno pagato negli scorsi anni ma che oggi
probabilmente non hanno più senso. Diventerà una moda anche questa nuova
ondata di impegno sui temi sociali, politici ed ambientali? Per me, di
certo, l'impegno non è mai stato una moda, anzi ho sempre fatto dei
dischi fuori moda, perché parlavano di politica, di terrorismo, di
violenza, anche quattro o cinque anni fa, e poi anche se dovesse essere
così, preferisco la moda dell'impegno a quella del disimpegno, e sono
convinto che i giovani che erano in piazza sabato scorso non avevano certo
scelto di esserci solo per moda. Scrivere canzoni politiche, cercare di
parlar chiaro, in maniera più diretta, come ha fatto lei in Miramare, il
suo ultimo disco, è più difficile che in passato? Credo che parlare con
maggior chiarezza, in maniera più diretta, abbia innanzitutto bisogno di
un'operazione su se stessi; devi cercare di superare il naturale pudore di
dire una parola come ladro, come succede per esempio in una canzone come
Dottor Doberman, riferita ad uno che non paga le tasse e fa aborti
clandestini. Dipende dalla propria sensibilità, comunque; io ad esempio
trovo immorale un medico, obiettore di comodo, che poi pratica gli aborti
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DR.
DOBERMANN
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
La
tua casa sta in collina Dr. Dobermann, sei milioni al metro quadro. E tua moglie
vive
sol
re
do sol
re
do
sol
come
una regina, anche se vi vedete di rado. Lei va a letto quasi sempre di mattina,
che
re
do
sol re
do
fa
do re sol
tu
ti sei già alzato.
re
do
Qual'è
il prezzo, qual'è il prezzo, Dr. Dobermann, il prezzo che va pagato. Per le
cose
sol
re
do
sol re
do
sol
che
ti secca fare in pubblico, ma ti rendono bene in privato. Tanti soldi e poche
tasse
re
do
sol
re do
fa
do
e
non c'è scandalo, non è nemmeno peccato.
re7 sol
re do
E'
la vita il tuo mestiere Dr. Dobermann, il tuo mestiere di mago.
sol
re
do sol
re do
La
tua tana sta in collina, Dr. Dobermann, sei milioni al metro quadro. E tua
moglie
sol
re
do sol
re
do
sol
sembra
proprio una regina, però è la moglie di un ladro. Se sei buono andrai
re
do sol
re
do
fa
all'inferno,
Dr. Dobermann, ti stanno già a aspettare. C'è il tuo nome nell'elenco, puoi
do
re sol
re do
sol
re
scommetterci,
prova a bussare.
do
sol re
do
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“Se dovessi fare un video di questa canzone sarebbe certamente un video di animazione; immaginate un grosso dobermann con uno stetoscopio a posto del collare che si aggira per i corridoi di una clinica privata con un camice immacolato e un enorme cucchiaio tra le mani.
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LETTERA
DA UN COSMODROMO MESSICANO
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
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Il
bosco piano piano, si riprende le case. Sono immobili gli aeroplani, negli
aeroporti sotto
la luna. Ammutoliscono i cani, per la groppa delle montagne, sono disperse le greggi,
abbandonati i pastori. Io vivo fuori, in questo cosmodromo messicano. Tutto è forte,
è chiaro, il cielo è un gigante, la vita è un acquario sopra di noi, la luce
è immensa.
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Forse l’ho scritta solo perché trovo affascinante la parola “cosmodromo”, dal significato così moderno (meglio sarebbe dire forse “contemporaneo”) e dal suono così antico. E’ la canzone più direttamente fantascientifica di tutto il disco e la fantascienza, come dice Kurt Vonnegut Jr. è una scienza che si occupa soprattutto del passato. Ho immaginato una persona molto sola sull’orlo del duemila che scrive questa lettera con un’enorme penna d’oca in una grande sala piena di spine staccate
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PENTATHLON
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
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Puoi
sudare sette camicie o stare steso a non fare niente, puoi nasconderti fra
quattro mi
la mura,
puoi nasconderti fra la gente. Puoi dirigere una grande azienda o farti portare
mi al
guinzaglio, puoi morire per una scommessa o vivere per uno sbaglio. Il
nodo della
mi7
la
mi
re questione
lo sai qual'è? Non cerchiamone una ragione, una ragione non c'è. Tu non mi la
mi
re
la
mi piaci
nemmeno un poco e grazie al cielo io non piaccio a te.
si Ti
puoi vestire come dice la moda a andare a spasso con chi vuoi, ti puoi inventare
una
mi
mi7 la doppia
vita per nascondere gli affari tuoi. Puoi buttarti sotto al treno, oppure puoi
mi salirci
sopra e puoi rubare per quarant'anni e fare in modo che nessuno ti scopra. Il
la
mi problema
rimane identico, il risultato lo sai qual'è? Non c'è niente da recriminare, va
re
la
mi
re
la tutto
bene così com'è. Tu non mi piaci in nessun modo e grazie al cielo io non
piaccio
mi a
te. si Vorrei
dirtelo in un orecchio cosa puoi farci con quel sorriso, con quel sorriso da sol
mi
sol passaporto,
sempre incollato sul viso. Credi davvero che ti potrà salvare, se una volta
re
fa
do sol dovessi
scegliere da che parte stare? Se una volta dovessi smettere di bluffare?
la7
si7
sol
la7
si7 E
la radio ci fa ballare, ci manda musica da mangiare, la sera scende come
un'emergenza
mi
mi7
la sulla
città. La notte promette bene, piena di ossido e di sirene. E' già pronto il
mi
mi7
domani,
lo stanno consegnando già. Io sono nato ieri, lo sai senz'altro meglio di me, la
mi re
la
mi
i
segreti per restare a galla tu li conosci meglio di me. Ed è per questo che non
mi
re
la
mi piaci
e grazie al cielo io non piaccio a te.
si7
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Questa canzone non è dedicata a nessuno in particolare, non conosco nessuno che somigli alla persona (o alle persone) che fanno tutte queste cose, tipo vestirsi alla moda e farsi portare al guinzaglio e veramente non trovo nulla di criticabile nel comportamento degli altri, qualunque esso sia. Trovo che facciamo parte tutti quanti di un bel Presepe, di quelli che ogni tanto la vigilia di Natale prendono fuoco perché qualcuno ha voluto esagerare con le luci. E non ho nulla contro la musica che passano alla radio, né contro l'ossido di carbonio, né contro il pentathlon inteso come sport." In "Bootleg", però, dice chiaramente che è dedicata ad un atleta degli anni 80. E poi più volte ha detto di non aver mai nominato l'uomo in questione nè di doverlo fare..). Alla fine si ipotizzò su Daniele Masala, olimpionico.
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VENTO
DAL NULLA
(De
Gregori-Miramare 19.4.89)
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Passa
la tramontana sotto al ponte, passa la tramontana, mi batte sulla fronte. Passa do
sol la-
fa do
la- re-
sol do
do la
tramontana, mi picchia il petto, passa la tramontana, si muore già di freddo.
sol la-
fa do
la- re-
sol do Nessuno
me lo sa spiegare da dove arriva, quando passa la tramontana non si respira. fa
do
sol do
re fa
sol do
Passa
la tramontana e canta una canzone, dentro quella canzone ci sta il tuo nome. do
sol la-
fa do
la- re-
sol do Dentro
quella canzone c'è un pò d'amore, quando passa la tramontana mi batte il
cuore. do
sol
la- fa
do la-
re- sol do Nessuno
me lo sa spiegare che cosa sia, quando passa la tramontana se lo porta via. fa
do sol
do re
fa
sol7 do Passa
la tramontana, spazza la terra, passa la tramontana, viene la guerra. Si fermano
do
sol la-
fa do
la- re- sol do do le
finestre, si parla un pò più piano, quando passa la tramontana ti prenderò la
mano.
sol
la- fa
do la-
re- sol do Quando
passa la tramontana, sotto al ponte, non c'è una nuvola in tutto il cielo, per do
sol
la- fa
do la- tutto
l'orizzonte. Si chiudono le finestre, si accende una sirena, sarà di ali di re-
do
sol
la- passerotto
la nostra cena. E insieme si farà la notte forse meno scura e leveremo dal fa
do la-
re- do fa
do sol do fondo
agli occhi un filo di paura. re
fa
sol do
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