LA DONNA CANNONE

LA RAGAZZA E LA MINIERA

CANTA CANTA

FLIRT 1 (strumentale)

FLIRT 1 (strumentale)

 

 

Prodotto da Luciano Torani

 

 


Arrangiamenti e direzione d'orchesta di Renato Serio

 

 

Registrato e mixato da Luciano Torani nel sett. 83 presso gli studi QUATTRO in Roma

 

 

Archi registrati da Sergio Marcotulli

Francesco De Gregori

VOCE, CHITARRA

 

 

 

Ed BMG Ariola/Serraglio

 

 

 

Assistente alla produzione: Filippo Bruni

 

 

Studi RCA Roma

 

 

Disegno in copertina: Francesco De Gregori

 

Renato Serio

PIANOFORTE

 

 

 

Marco Manusso

CHITARRE

Luciano Torani

TASTIERE

 

Mimmo Locasciulli

PIANO

Luciano Forgini

CHITARRA CLASS.

Massimo Aureli

CHITARRA CLASS.

 

Massimo Buzzi

BATTERIA

Mario Scotti

BASSO

 

 

 

 

E’ il Q-Disc famoso perchè contiene, come una reliquia, una delle più belle canzoni del secolo: “La donna cannone”, ma anche altri capolavori come La ragazza e la miniera, Canta canta e un pezzo strumentale che Francesco riprende da una vecchia canzone scartata negli anni Settanta. La donna cannone è la canzone perfetta, la canzone per eccellenza, senza pecche: un’opera d’arte da esporre in museo. Si dice che sarebbe stata ispirata da un fatto vero: un circo stava per fallire dopo che la sua attrazione principale, la donna cannone, era fuggita per seguire un grande amore. E’ la canzone dedicata a tutte le donne cannone di qualsiasi peso, aspetto ed età, che vogliono fuggire da ogni circo (od oppressione) della loro esistenza gridando a tutti la ricerca di amore, serenità e normalità. E lo fanno liberandosi dal loro corpo, volando leggere come la donnona che ha disegnato Francesco in copertina, che vola, vola via dal quel maledetto tendone, senza preoccuparsi se sotto ci sia la rete o no.

 

Vola anche qualcun altro, ma invece della rete c’è un’autobomba: a Palermo la mafia fa saltare in aria il giudice Rocco Chinnici ed altre tre persone; un Boeing 747 delle linee coreane viene abbattuto senza preavviso da due caccia sovietici perché finito fuori rotta; viene avviata in Sicilia l’istallazione degli euromissili “Pershing 2” e “Cruise”; ci governa Fanfani con una coalizione politica DC, PSI, PSDI, PLI; il capo della P2 Licio Gelli evade dal carcere; viene arrestato Enzo Tortora, accusato ingiustamente per associazione mafiosa e per spaccio di droga. Dopo la scarcerazione, morirà di cancro il 19 maggio del 1988; viene rapita Emanuela Orlandi: non verrà più ritrovata; la tensione internazionale tra USA e URSS raggiunge nell'anno nuovi vertici: Reagan annuncia il varo del piano di difesa "scudo stellare" e in ottobre ordina un invasione lampo nella piccola isola di Granada per debellare le forze cubane che l'avevano occupata; un tremendo attentato uccide più di 240 soldati americani in Libano; viene assegnato il Nobel per la pace a Lech Walesa; la Thatcher rivince le elezioni in Inghilterra; l'ennesima crisi di governo ci porta ad elezioni anticipate con l vittoria del PSI di Bettino Craxi, che diventa nuovo presidente del Consiglio con una coalizione politica: DC, PSI, PSDI, PRI, PLI. Il suo governo durerà 1.058 giorni; finisce in manette uno degli uomini di mafia più potenti: Tommaso Buscetta. Insieme a lui catturati anche Tano Badalamenti e altre otto persone; numerose manifestazioni contro l'installazione dei missili a Comiso; una compagnia svizzera di orologi lancia sul mercato una nuova linea di prodotti, a basso costo e coloratissimi: è l'inizio della mania Swatch; i ragazzini adorano i Culture Club e i Duran Duran; arrivano i figli del panino e del metallo: paninari, metallari, dark, new romantic, punk: esemplari di fauna metropolitana con un solo grido: Wild boys! Wild boys!

L’idealismo degli anni ’60 lascia il posto al carrierismo e alla filosofia del self made man. È un nuovo stile di vita; i giovani, abbronzati, capelli corti, giacca e cravatta e occhiali da sole, sono i figli dei figli dei fiori. Dai genitori hanno ereditato un gesto: l’indice e il medio allargati, non più simbolo di pace, ma di vittoria. Competizione è la parola d’ordine. Grazie all’ex pacifista e casinista Jane Fonda, esplode la moda del fitness e il videoregistratore lega sempre di più le famiglie al teleschermo.

La nuova classe sociale, abbandonate le velleità di amore e pace, si dedica alla carriera, ai consumismi più sfrenati, mentre per i figli cresce la mania per i vidogiochi e i cartoni giapponesi incollano i bambini davanti allo schermo per pomeriggi interi. Nascono i grandi circuiti commerciali a diffusione nazionale e la Rai si sveglia con dei compagni di etere. Si diffonde l'uso del telecomando, che diventa il vero scettro del potere nelle famiglie italiane. Va ora in onda la concorrenza, con le tv commerciali l'offerta si moltiplica dalla prima mattina alla seconda serata, anche in orari mai utilizzati in passato: all'ora di pranzo si scopre che è bello contar fagioli e al tardo pomeriggio si indovina il prezzo giusto.

Il Premio Strega va a Mario Pomilio con Il Natale del 1833 e il Campiello va a Carlo Sgorlon con La conchiglia di Anataj.

Mentre Gerry Scotti era ancora un dj e le ragazzine ballavano la prima volta con Reality, in tv c’è Al Paradise, Be bop a lula, Big!, Bis, Buonasera con, Caccia al 13, Ciao ciao, Doc, Fantastico, Festival, Doppio slalom, Il gioco dei 9, Il sistemone, Italia sera, Jeans, Loretta Goggi in quiz, Odiens, Dj television con Cecchetto, Linus, Scotti, Amadeus e Panicucci, Holly & Benji che non si capiva se giocavano al calcio, al salto con l’asta o erano maratoneti visto che il campo non finiva mai; Topazio, Kojak, La casa nella prateria, I Jefferson, Superflash, Pentathlon, Telemike, La ruota della fortuna, Pronto, Raffaella?, Casa Vianello, Maurizio Costanzo Show, Anche i ricchi piangono.

Sì, anche i ricchi piangono. Negli Stati Uniti impazzano le soap opera (Beatiful, Dinasty, Capital, Febbre d’amore, Falcon Crest, Santa Barbara, Flamingo Road) che riguardano le storie di ricchissime famiglie americane alle quali capita di tutto. Nella migliore tradizione americana sono tutti bellissimi, ricchissimi e dotati di uffici megagalattici che non servono a niente. Ogni volta che parlano fra di loro si esibiscono in tremila espressioni prima di dare una risposta; se capita qualcosa di spiacevole in famiglia, il patriarca di turno versa il whisky nel bicchiere (i bicchieri e gli alcolici sono sempre in primo piano), prende il telefono e comincia a dire “Domani sul mio tavolo voglio un rapporto completo!”. Ma il rapporto di che? Non te l’hanno detto qual è la situazione di tuo figlio? Lo vuoi sapere pure per iscritto? Ma lui beve, anche quando il figlio è grave all’ospedale (pardon, Medical Center) e il sottofondo è sempre quel “tu… tu…. tu… tu…. tu” dell’apparecchiatura che fa vedere i battiti del cuore. Tanto, anche se muore i produttori lo faranno risuscitare con una plastica facciale. Ma intanto il padre (sarà il padre? boh!) beve sempre, anche quando un civettuolo sax di sottofondo gli fa intuire che una tresca sta per cominciare anche per lui, magari con quella che poi scoprirà essere una sua lontana nipote, nata da chissà quali intrecci. Alla fine la scappatella è perdonata dall’anziana moglie che dopo la ramanzina, salendo le scale che portano alle camere da letto e sorseggiando l’inevitabile tazzona di caffè (ma quanto ne bevono?), si sente dire “Mary?”. E lei “Sì, Jim?”. E lui, con un sorriso a sessantaquattro denti: “Grazie”. E lei: “Caro, voglio che tu sappia che io sono molto fiera di te”. E vanno a dormire felici in camere separate, in attesa che si faccia mattino per preparare insieme il tacchino nel giorno del Ringraziamento.

E poi c’è il mitico Drive In, una mezza rivoluzione: Vito Catozzo, il paninaro di “Tranquiiilli, son sempre io”, Sergio Vastano il manager rampante, Zuzzurro e Gaspare “Ce l'ho qui la brioche”, Gianfranco D'Angelo con il Tenerone e il suo cane Has Fidanken.

Nello sport Alberto Cova è campione europeo nei 200 metri; Michel Platini vince il Pallone d’Oro ma non la Coppa dei Campioni, lasciata ad Atene con l’Amburgo. La domenica sera Adriano De Zan ci racconta che la Roma vince lo scudetto con Tancredi, Nela, Maldera, Falcao, Werchewood, Di Bartolomei, Conti, Proaska, Pruzzo, Ancelotti, Iorio. (All. Liedholm)

E’ di moda dire troppo giusto e tipo tosto; cuccare, tacchinare o grippare le sfitinzie a scuola, ruotare in moto, fiocinare qualcosa da mangiare, e poi i viaggi alle Baleari, le scarpe Nike, l’aerobica e passeggiare con il Bobtail o il Border Terrier.

Giochiamo mitiche partite col Commodore 64 dopo un interminabile caricamento del videogioco che stava in una musicassetta, le macchinine della Hotwheels, Sega Tiger, Soccer & space war, Pac-Man, i Puffi, gli Snorkies, lo Spinball, i giochi in scatola Hotel, Crack, ecc.

Spot da ricordare sono il siciliano che dice: " Io ce l'ho profumato... l'alito"; la famiglia scema del Mulino Bianco, quella composta da marito, moglie, figlioletti e nonno rincoglionito, che vanno a prendere alla stazione la cuginetta stremata dal viaggio. Dopo averle fatto fare chilometri per i campi, invece di un bel pranzetto la rifocillano con Spighe di grano, oppure Miccole (?), Tenerezze, Mugnai, Mulini, Spicchi di Sole, Granetti, Treccine, Saccottini, Soldini, Tegolini, i Bomboloni, Biricche, Campanelle e Camille.

Lo stipendio medio di un operaio arriva a 350.000 lire, un litro di benzina costa 850 lire e un chilo di pasta 725. Comincia la voglia di prodotti genuini, le nuove tecnologie cominciano ad entrare nelle fabbriche, si sviluppa il terziario avanzato e, per la prima volta in Italia, gli addetti del settore dei servizi superano quelli di agricoltura e industria insieme. Però consumiamo lo Squizz il gelato sporca-magliette, le caramelle Polo al limone o all'arancia, i biscotti Talmone alla minerale Lora, la Fiesta al Limone.

Leggiamo L'insostenibile leggerezza dell'essere, Le pietre nere, Quattroruote, Motocross, Stadio, La Cucina Italiana, Tuttoturismo, Rockstar.

Al cinema vediamo Voglia di tenerezza, Re per una notte, Kaos, Flashdance, Il ritorno dello Jedi, Io Chiara e lo scuro, Scusate il ritardo, Victor Victoria, Il Verdetto, C'era una volta in America

Viaggiamo con Ford Orion, Ford Sierra, Lancia Prisma Lancia Trevi. Volkswagen Jetta, Talbot Solara

Nella moda si assiste alla nascita del total look, del lusso, delle griffe ma anche allo strutturarsi di un sistema che la porterà ad essere il motore dell'economia italiana. Creatività e novità sono le parole chiave di questo periodo. C'è il ritorno alla professionalità, all'ufficialità dopo la contestazione, al culto delle celebrities, alla celebrazione dell'io rispetto al sociale, alla ricerca esasperata del look giusto. La moda non è più unicamente un insieme di vestiti e accessori, ma lo specchio di una società in rapido e continuo cambiamento.

Anche la fruizione della musica cambia inevitabilmente, ma anche gli stessi artisti capiscono il loro nuovo ruolo. Avere un “buon look” giova alle vendite, alla fama, e un buon video musicale si riflette positivamente sulle vendite dei dischi. Infine, come dimostra Michael Jackson, produrre al meglio il video musicale rende una rock star anche una tv star, consentendo di triplicare i guadagni.

Intanto Robert Smith dei Cure interpreta in pieno la filosofia dei giovani di quegli anni. Gli anni ‘80 sono anche trasgressione riflessa nelle movenze e nel look di Boy George, truccatissimo leader dei Culture Club, che non fa mistero della sua omosessualità; il concerto a Red Rocks, registrato in "Under A Blood Red Sky", lancia gli U2; esordio dei Rem con "Murmur"; "Kill 'Em All" dei Metallica inventa lo speed-metal.

Nel panorama italiano il Festivalbar cambia volto: nel 1983 viene trasmesso per la prima volta da Canale 5, fa registrare ascolti record e lancia artisti che, senza aver calpestato la pedana di Sanremo, raggiungeranno un grande successo. Diventeranno protagonisti della futura scena musicale personaggi come Zucchero, Ligabue, i Litfiba e gli 883.

A Sanremo vince Tiziana Rivale con “Sarà quel che sarà”, allo Zecchino d’oro vince "Evviva Noi" e al Festivalbar Vasco Rossi con “Bollicine”.

Ascoltiamo: Flashdance, I like Chopin, Vacanze romane, Do you really want to hurt me, Moonlight shadow, Every breath you take, Rocking rolling, Karma chamaleon, Ballo ballo, L'Italiano, Shock the monkey, Vita spericolata, You don't have to say you love me, Tropicana, Nell'aria, Non siamo in pericolo, Sarà quel che sarà, Ceralacca, Acquarello, La mia nemica amatissima, Eterna malattia, Union of the snake, Africa.

Gli album più venduti in Italia sono Thriller, L'arca di Noe', 1983, Flashdance, Bollicine, Synchronicity, John Lennon Collection, Tutto Sanremo '83, Crises, Mixage, The final cut, Ale' o o', Tropico del Nord, Calore, Stayin' Alive, Fragole infinite, Mamma Maria, Tre, E' arrivato un bastimento, Famous last words.

Ma le puntine non le poggiamo più. Si guastano facilmente e diventano sempre più introvabili. Gli LP non vengono più prodotti. Quindi nei lettori infiliamo comodi CD come Texas Twister, Road Games, Jaco Pastorius Invitatio, Infidels, Future Shock, War, Synchronicity, Hearts and Bones, Swordfishtrombone. 

Tormentone dell’estate: Vamos a La Playa, dei Righeira

http://www.rimmelclub.it/storia/storia.htm

 

 


 

 

 

 

Nel 1983 è grazie a un giovane regista romano, Roberto Russo, che abbiamo la prima collaborazione di De Gregori con il cinema. "Flirt" è la pellicola di Russo completamente musicata da De Gregori; la disponibilità del cantautore è totale, tanto da regalare a Russo e al pubblico un capolavoro di poesia e musica quale La donna cannone. Il film nasce su precisa idea di Russo e di Monica Vitti, che fra l'altro collabora pure alla sceneggiatura, e si basa su una singolare presenza in spirito di Veronica che si frappone nella coppia Laura e Giovanni (…) Al regista abbiamo chiesto come è nata la collaborazione con De Gregori: "De Gregori è un cantautore che io ho sempre amato da tempo l'avrei voluto in un mio film. Poi con "Flirt" è nata la collaborazione: io lo chiamai; lui non mi dette subito una risposta; poi una sera ne riparlammo e Francesco accettò la proposta. La donna cannone nacque in uno degli incontri: una sera Francesco ci chiese di andarlo ad ascoltare e ci fece trovare una canzone alla quale stava già lavorando, era bellissima e si adattava benissimo alla storia; così fu inserita nel film". Nel suo terzo film, "Marrakech Express", Salvatores ha usato due canzoni, oltre alle musiche originali di Roberto Ciotti: si tratta di L'anno che verrà di Lucio Dalla e di La leva calcistica della classe '68 di Francesco De Gregori. La canzone di de Gregori sembra veramente scritta apposta per il film del regista milanese, dato che entrambi gli artisti parlano di una generazione che guarda in faccia se stessa ripercorrendo ciò che è stato e ciò che è. Gabriele Salvatores ci ha spiegato il motivo per il quale ha scelto proprio la canzone di De Gregori: "Marrakech Express sostanzialmente parla di generazioni sessantottine per le quali Dalla e De Gregori sono stati a un certo punto una vera e propria colonna sonora. E' stato Abatantuono a caldeggiare molto la canzone di Francesco, dato che a lui piaceva molto, ed effettivamente parla quasi della stessa storia del film e calzava a pennello". Altri film: Il grande cocomero con la canzone La donna cannone, Muro di gomma con l'intera colonna sonora. DE GREGORI E IL CINEMA - DI MARCO RANALDI)

 

 

 

Nel Q-Disc Francesco incluse anche una canzone che avevo già ascoltato in abbozzo in quel famoso programma televisivo autoprodotto di cui vi ho già parlato, e un brano che echeggia le atmosfere del TITANIC e contiene diversi richiami esoterici: La ragazza e la miniera. Infine vi era il tema utilizzato per Flirt; si trattava di una musica che Francesco aveva composto anni addietro per il testo che avevo scritto per l'amatissimo maestro Archie Savage. DE GREGORI – LO CASCIO – MUZZIO 1990)

 

 

A proposito della melodia ariosa de "La donna cannone", ti capita di pensare in privato a delle melodie tipicamente verdiane, all'italiana, che in seguito rifiuti? Scrivendo canzoni, ogni tanto mi vengono delle arie molto melodiche. Però sono estremamente critico su questo punto, e la maggior parte delle volte finisce tutto nel cestino. De "La donna cannone", ad esempio, non ero affatto soddisfatto e convinto della parte iniziale: mi sembrava veramente operistica. Poi la canzone si sviluppava in una maniera così complessa ed elegante, che ci ho fatto la pace. Ed ho fatto bene, perché mi ha dato molte soddisfazioni. Tuttavia questo afflato verdiano, che un po' tutti gli autori conoscono e che ti porta a sbavare nel sanremese, bisogna assolutamente controllarlo.  "CHITARRE" - INTERVISTA A FRANCESCO DE GREGORI (DICEMBRE 1990) - DI GIUSEPPE BARBIERI E ANDREA CARPI)

 

  

 

 

LA DONNA CANNONE

Butterò questo mio enorme cuore
tra le stelle un giorno,
giurò che lo farò.
E oltre l'azzurro della tenda,
nell'azzurro, io volerò.
Quando la donna cannone,
d'oro e d'argento diventerà.
Senza passare per la stazione l'ultimo treno prenderà
In faccia ai maligni e ai superbi,
il mio nome scintillerà.
Dalle porte della notte, il giorno si bloccherà.
Un applauso del pubblico pagante, lo sottolineerà
E dalla bocca del cannone,
una canzone suonerà.
E con le mani amore, per le mani ti prenderò
e senza dire parole, nel mio cuore ti porterò,
e non avrò paura se non sarò bella come dici tu,
ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più.
E senza fame e senza sete,
e senza aria e senza rete, voleremo via.
Così la donna cannone,
quell'enorme mistero volò.
Tutta sola verso un cielo nero, nero s'incamminò.
Tutti chiusero gli occhi,
nell'attimo esatto in cui sparì.
Altri giurarono e spergiurarono,
che non erano mai stati li.
E con le mani amore, con le mani ti prenderò
e senza dire parole, nel mio cuore ti porterò,
e non avrò paura se non sarò bella come vuoi tu.
Ma voleremo in cielo in carne ed ossa,
non torneremo più.
E senza fame, senza sete,
e senza aria e senza rete, voleremo via.


 

Avevo trovato questo riff sul pianoforte, come dei grappoli di note a cascata verso l'alto, e me lo andavo suonando senza riuscire a farne una vera canzone. Ma non provavo nessun tipo di ansiosa ricerca dell'ispirazione: questa cosa stava lì, dentro la testa, sul pianoforte; ogni volta che ci passavo davanti la suonavo per un po' e tutto finiva lì. Poi mi capitò di leggere su un giornale un articolo di questi a metà fra la sociologia e il folklore: l'occhiello diceva più o meno "NEI GUAI IL CI RC O DI…" e il titolo era "LA DONNA CANNONE PIANTA TUTTI E SE NE VA". Pensai che questa cosa potesse diventare una canzone, ci attaccai quel riff che mi perseguitava e tutto filò liscio. E' sicuramente una bella canzone, ma non è la mia preferita: la melodia dell'inciso, per esempio, la trovo un po' troppo romantica. E poi è un po' alta la mia voce."

 

 

 

Mario Scotti (basso)
Massimo Buzzi (batteria)
Mimmo Locasciulli (pianoforte)
Marco Manusso (chitarra)
Francesco De Gregori (chitarra)
Renato Serio (arrangiamenti)

 

 

A COLLOQUIO CON LUCIANO TORANI. "Si, era l'inizio dell'estate 1983 e con De Gregori stavamo lavorando all'album di Mimmo Locasciulli "Sogna d'oro" allo studio Quattrouno di Claudio Mattone. Una mattina stavamo aspettando che arrivasse Mimmo e Francesco mi chiese se mi fossi mai occupato di colonne sonore, perché la sera prima lo aveva chiamato Monica Vitti per proporgli di comporre le musiche per il film "Flirt" diretto da Roberto Russo, da lei interpretato. Io gli dissi che anni prima avevo fatto alcuni lavori del genere per il maestro Enrico Simonetti. De Gregori disse che aveva un paio di brani musicali e una canzone pronti. Si mise al pianoforte e mi fece ascoltare il brano. Io lì per lì fui catturato dall'introduzione di pianoforte che è parte integrante della composizione. Glielo dissi e espressi il parere che fosse un peccato relegarla a essere colonna sonora e basta. Alla mia frase "Io ne farei un disco" lui mi disse che ne avrebbe parlato con i dirigenti della RCA con cui doveva pranzare. Tornato dall'incontro mi comunicò che "La donna cannone" sarebbe stato un Q-disc che mi avrebbe visto produttore artistico. Praticamente avevo carta bianca e un'estate per lavorarci su. L'idea era di registrare gli archi a Vienna con la Filarmonica. Ci informammo della disponibilità e ci venne detto che avremmo dovuto aspettare più di due anni! Francesco commentò così: "Sicuramente per quel periodo avrò scritto qualcosa da far fare agli archi". Io poi mi rivolsi al Maestro Renato Serio, con cui avevo lavorato alla Titania. Al di là di quello che è stato il successo del pezzo, sono stato profondamente gratificato dall'aver preso parte a questo progetto".

 

 

 

LA RAGAZZA E LA MINIERA
Mamma chissà se valeva la pena,
fare tanta strada e arrivare qua.
La gente è la solita non cambia scena,
la stessa che ho lasciato tanto tempo fa.
Hanno fame di soldi
e hanno fame d'amore
e corrono a cento all'ora.
I loro figli non somigliano a niente,
l'adolescenza subito li divora.
Se potessi tornare indietro,
indietro io ci tornerei.
Se potessi cominciare d'accapo,
quello che ho fatto non lo rifarei.
Ed ora c'è una ragazza di vent'anni che vive qua,
con lei dormo la notte e divido la notte,
e una notte forse lei mi sposerà.
Ora c'è una miniera che ci danno mille lire l'ora per andare giù,
e quando usciamo, inciampiamo nelle stelle
perché le stelle ormai, quasi non le vediamo più.
E meno male, che c'è sempre qualcuno che canta
e la tristezza ce la fa passare,
se no la nostra vita, sarebbe una barchetta in mezzo al mare.
Dove tra la ragazza e la miniera
apparentemente non c'è confine,
dove la vita è un lavoro a cottimo
e il cuore, un cespuglio di spine.
E meno male, che c'è sempre qualcuno che canta
e la tristezza ce la fa passare,
se no la nostra vita, sarebbe una barchetta in mezzo al mare.
Dove tra la ragazza e la miniera
apparentemente non c'è confine,
dove la vita è un lavoro a cottimo
e il cuore, un cespuglio di spine.

 

 

Mario Scotti (basso)
Mimmo Locasciulli (pianoforte)
Marco Manusso (chitarra)
Francesco De Gregori (chitarra)
Luciano Torani (tastiere)
Renato Serio (arrangiamenti)

 

  

 

CANTA CANTA


Adesso finalmente è fuori,
libero come una bandiera al vento,
agli amici di un tempo,
manderà certamente una cartolina,
magari da Pisa, Torino, Milano.
Adesso, può vendere e comprare,
farsi una donna se vuole,
anche affittare una stanza
con vista sul mare,
nessuno lo può condannare,
per quel poco di voglia rimasta di fare l'amore.
Come un cane nella pioggia,
quest'uomo se ne va.
Voglia di piangere è poco,
davanti a tutta questa libertà.
Certo comprerà un autocarro,
per girare la Francia e il mondo intero,
come quel suo fratello camionista,
contento del suo lavoro.
Come un cane, nella pioggia felice
per le strade di quasi Natale,
freddo quel tanto che basta,
nessuno da salutare.
Ordina un caffè corretto,
tossisce discreto,
dentro a un palmo di mano.
Nessuno lo nota
o gli dicono grazie,
è uscito ieri ed è già lontano.
Ordina un caffè corretto....

 

 

 

 

  

Mario Scotti (basso)

Massimo Buzzi (batteria)
Mimmo Locasciulli (pianoforte)
Luciano Forgiani (chitarra classica)
Luciano Torani (tastiere)
Marco Manusso (chitarra)
Francesco De Gregori (armonica)
Renato Serio (arrangiamenti)

 

FLIRT 1 E 2

(strumentale)

Mario Scotti (basso)
Massimo Buzzi (batteria)
Massimo Aureli (chitarra classica)
Mimmo Locasciulli (hammond)
Luciano Torani (tastiere)
Luciano Forgiani (chitarra)
Francesco De Gregori (chitarra)
Renato Serio (piano arrangiamenti)

 

 

 

 

De Gregori e il cinema - di Marco Ranaldi

 

Nel 1983 è grazie a un giovane regista romano, Roberto Russo, che abbiamo la prima collaborazione di De Gregori con il cinema.
"Flirt" è la pellicola di Russo completamente musicata da De Gregori; la disponibilità del cantautore è totale, tanto da regalare a Russo e al pubblico un capolavoro di poesia e musica quale La donna cannone. Il film nasce su precisa idea di Russo e di Monica Vitti, che fra l'altro collabora pure alla sceneggiatura, e si basa su una singolare presenza in spirito di Veronica che si frappone nella coppia Laura e Giovanni; Veronica è il "flirt" che sconvolge totalmente la vita dei due, ed in particolare quella di Laura che si trova sola, come una donna cannone, e ha voglia di tornare da Giovanni anche "se non sarò bella come vuoi tu". Al regista abbiamo chiesto come è nata la collaborazione con De Gregori: "De Gregori è un cantautore che io ho sempre amato da tempo l'avrei voluto in un mio film. Poi con "Flirt" è nata la collaborazione: io lo chiamai; lui non mi dette subito una risposta; poi una sera ne riparlammo e Francesco accettò la proposta. La donna cannone nacque in uno degli incontri: una sera Francesco ci chiese di andarlo ad ascoltare e ci fece trovare una canzone alla quale stava già lavorando, era bellissima e si adattava benissimo alla storia; così fu inserita nel film".
Nel suo terzo film, "Marrakech Express", Salvatores ha usato due canzoni, oltre alle musiche originali di Roberto Ciotti: si tratta di L'anno che verrà di Lucio Dalla e di La leva calcistica della classe '68 di Francesco De Gregori. La canzone di de Gregori sembra veramente scritta apposta per il film del regista milanese, dato che entrambi gli artisti parlano di una generazione che guarda in faccia se stessa ripercorrendo ciò che è stato e ciò che è. Gabriele Salvatores ci ha spiegato il motivo per il quale ha scelto proprio la canzone di De Gregori: "Marrakech Express sostanzialmente parla di generazioni sessantottine per le quali Dalla e De Gregori sono stati a un certo punto una vera e propria colonna sonora. E' stato Abatantuono a caldeggiare molto la canzone di Francesco, dato che a lui piaceva molto, ed effettivamente parla quasi della stessa storia del film e calzava a pennello".
Altri film: Il grande cocomero con la canzone La donna cannone, Muro di gomma con l'intera colonna sonora.

 

Francesco De Gregori ha partecipato, quale attore, nel film "Prete, fai un miracolo" di Mario Chiari (1975)