|
|
![]() |
|
|
BATTERE E LEVARE (track 29) |

|
Prodotto e arrangiato da Corrado Rustici
Registrato e missato da Matt Rohr negli Studi Fantasy (Berkeley) dal 2 giugno al 24 luglio 1996.
|
Francesco De Gregori VOCE, CHITARRA |
Assistente: Fanrk Rinella
Progettazione grafica: Achilli Ghizzardi Associati
Fotografie: Jack Mc Donald e Francesca Gobbi
|
|||
|
David Sancious PIANO E TASTIERE |
|
Ambrogio Sparagna ORGANETTO |
|||
|
Steve Smith BATTERIA |
Bruce Kaphan PEDAL STEEL GUITAR |
||||
|
Benny Rietveld BASSO |
Corrado Rustici CHITARRE ELETT. |
||||
TANKS
a Mimmo Locasciulli e allo Studio Hobo Recording, a Tiberio Pandimiglio, Paolo Giovenchi, Luca Bulgarelli, Adriano Lo Giudice, Stefano Parenti, Max Klinger, Ganni Pierabella, Greg Cohen, Mauro Chiari, Mark Ribot, Barbara e Pier Forlani.

|
Il titolo dell'album doveva essere Rosa rosae. “Ma risultava quasi minaccioso, per le reminiscenze scolastiche. Ho preferito "Prendere e Lasciare" più dentro al cuore del disco. Le rose sono rimaste in copertina. La rosa è un simbolo. Significa la passione, la tenerezza. Non c'è molto da spiegare. E' come un cristallo di neve che si posa sulla mano e subito si scioglie. E la passione, come la rosa della declinazione latina, è singolare, plurale, dativo, genitivo, accusativo, vocativo. Si adegua ad ogni variante”. Francesco
si avvale degli arrangiamenti di una persona che vive in California da
molti anni ed è diventato un grosso suonatore di chitarra: Corrado
Rustici. Cambia anche band: nel disco sono presenti David Sancious,
Steve Smith, Benny Rietvel e Ambrogio Sparagna. I musicisti americani
non si comportano con lui come dei semplici turnisti ma voglio essere
informati, si fanno tradurre i testi "Lui ha dei suoi filoni che continuano, degli stili che continuano ad andare avanti, delle evocazioni che comunque continuano ad esserci. Per esempio, quella canzone bellissima, “Compagni di viaggio”, è un’atmosfera assolutamente alla Dylan, una canzone dylaniana al massimo. Però è bellissima, una delle più belle, secondo me. Poi ci sono delle cose completemente nuove, come “Il guanto”. Quindi, continua ad inventare cose nuove e continua a consolidare quelle vecchie. E' un processo che ci dà da pensare. Comunque, devo dire che questo è un periodo bello, un po' meno schiacciato da cose in alcuni dischi precedenti. Ci sono stati dei momenti pesanti, lui ha fatto dei dischi molto più pesanti, anche se sempre importanti e belli. Però sono stati dei periodi più cupi. Adesso, invece, comincia ad essere di nuovo lirico, e quindi, va bene cosi. E' anche un buon segno perché, come abbiamo visto, precorre sempre le cose.” (Giorgio Lo Cascio)
All’inizio
dell’anno c’è Dini al Governo; Clinton è il Presidente U.S.A;
impazza la mucca pazza; In Afghanistan il regime dei talebani riporta
indietro il paese di mille anni; Giovanni Paolo II esorta i vescovi e i
sacerdoti a diffondere il vangelo attraverso Internet;
Gianni Agnelli si dimette dalla carica di presidente del gruppo Fiat.
Gli subentra Cesare Romiti; a Bologna, si conclude il processo ai killer
della Uno bianca, con la condanna all’ergastolo di Roberto, Fabio e
Alberto Savi; Elezioni politiche anticipate. Vittoria della coalizione
formata dal centrosinistra e da Rifondazione comunista; al via il
Governo Prodi; ad Agrigento, è arrestato il latitante Giovanni Brusca;
Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema si accordano per creare la
Commissione bicamerale, destinata a riscrivere parzialmente la
Costituzione; cessa le pubblicazioni la "Pravda", quotidiano
fondato Il telefono, al quale tutti hanno sempre riservato poca importanza definendolo soltanto un necessario pseudo-elettrodomestico, diventa il protagonista degli anni Novanta. Grazie al telefono il mondo diventa ancora più piccolo, le reti informatiche collegano il pianeta in un baleno, con i suoi fili si può far di tutto: inviare messaggi visivi e vocali, documenti, ecc.. Proprio alla fine del secolo, quando la sua storia stava per andare in cantina, è tornato prepotentemente alla ribalta cambiando totalmente la nostra vita. Con cellulari che diventano sempre più piccoli, indossiamo mini t-shirt & maxi pantaloni Onix. Fornarina e Phard. Nello
sport Sammer vince il Pallone d’Oro, la Juve vince la Coppa dei
Campioni e la Coppa Intercontinentale con Peruzzi, Ferrara, Jugovic, De
Chapms, Juliano, Carrera, Di Livio, Marocchi, Vialli, Del Piero,
Ravanelli, e la domenica sera Paola Ferrari ci racconta che il Milan
vince lo scudetto con Rossi, Panucci, Maldini, Desahilly, Costacurta,
Baresi, Donadoni, Albertini, Weah, Baggio, Savicevic. (All. Capello).
Europei di calcio in Inghilterra: l’Italia viene eliminata ai quarti
con Peruzzi, Carbone, Mussi, Di Matteo, Apolloni, Maldini, Di Livio, Leggiamo L’Unità, Panorama, i calendari delle nostre dive, Va dove ti porta il cuore, Viaggiamo con l’Opel Astra station wagon, l’Alfa Romeo 164, la Citroen Picasso, Fiat Brava, Renault Scénic, Alfa Romeo 156, Ford Ka, Toyota Yaris, Peugeot 206, Skoda Octavia, Opel Vectra e le Fiat che ti piantano in asso, Il Premio Strega va ad Alessandro Barbero con Bella vita e guerre altrui di Mr Pyle, gentiluomo e il Campiello va a Enzo Bettiza con Esilio Dopo il grande sonno degli anni Ottanta il cinema italiano attraversa un buon momento con giovani registi di tutto rispetto: Soldini, Mazzacurati, Martone, Archibugi, Rubini, Amelio e i premi Oscar Tornatore e Salvatores. Al cinema vediamo Mission Impossible, L'uomo delle stelle, Ritratto di signora, Jurassic Park, Palermo Milano sola andata, Al di là delle nuvole, Shine, Il grande cocomero, Toy Story il mondo dei giocattoli, Ferie d’agosto. Nella
pubblicità degli anni Novanta la donna è determinata, indipendente,
evoluta, vendicativa con l’uomo, stressata dagli impegni d'ufficio,
presidente di consigli di amministrazione che votano unanimi non appena
stordisce i presenti con la sola giravolta dei capelli lavati con l’ultimo
balsamo; veste in doppiopetto grigio o gira per casa seminuda. Rispetto
al passato è sempre più il soggetto e non l'oggetto, non avendo più
soltanto un ruolo passivo nell'immagine pubblicitaria. Si disfa del
rapporto opprimente Spot da ricordare sono “Di chi è questo? E’ mio, è mio..è mio, è mio; Driiiiiiiin!! Pronto, c'è Gigi? e se non c’è fammi salire lo stesso perché voglio la Cremeria Motta!; “toglietemi tutto, ma non il mio Breil”; "Cosa vuoi di piu' dalla vita? Un Lucano!". Si accresce la consapevolezza dei consumatori sulla qualità dei prodotti alimentari e sui criteri da seguire per un’alimentazione sana e corretta, comprensiva anche di carboidrati, proteine, vitamine, grassi e zuccheri. Viene meno anche il pregiudizio che la pasta faccia ingrassare. Ci intossichiamo con i bastoncini di Capitan Findus, il passato Pummarò, il futuro Pomì e il tonno con sorpresa Consorcio (ma chi lo va a comprare un tonno che si chiama così?). Giochiamo con Megalomen, la Playstation. Di moda vanno Naomi Campbell, internet, l’e-mail, il Labrador e il Siberian Husky, lo zaino Invicta, i viaggi in Mar Rosso, Caraibi, Santo Domingo, Messico e quelli dell’ultima ora, il piercing, il giaccone Barbour. Fumiamo Kent, Kim, Memphis, Merit, Pall Mall, R1. In televisione prende più consistenza l’Eldorado delle fiction televisive, che con pochi soldi produce tanta pubblicità e tante storie di avvocati col faccione di Frizzi, storie che sono ben altra cosa rispetto ai capolavori della letteratura trasmessi dalla Rai nei primi anni Settanta. Quasi più nessuno va al cinema o al teatro. Quando nei talk-shows si chiede all’attore di turno “come mai non ti sei più fatto vedere in televisione?” questi si nasconde in frasi del tipo “sono tornato alla mia vecchia passione: il teatro. Adesso sono impegnato in “Tristezza e solitudine”, da una commedia di Sempronio, per la regia di Tal dei tali, scene di Tizio e coreografia di Caio e vi invito tutti a teatro domenica pomeriggio”. In realtà avrebbe voluto dire “Sono venuto qui per farmi vedere ed ottenere un piccola particina. Aiutatemi, non mi ha chiamato nessuno, nemmeno per un ruolo di maresciallo, brigadiere, appuntato o, al limite, dattilografo dell’Avv. Frizzi. Per non morire di fame sono costretto a fare teatro in sale semivuote. Vi prego, non ci sono più abituato, recito da solo e si guadagna poco! Mi andrebbe bene anche la parte di sagrestano di Don Matteo!” In
televisione c’è Vivere, Incantesimo, X-Files, Baywatch, Melevisione,
i Simpson, Blob, Striscia la notizia, Stranamore, Carràmba che
sorpresa, Scommettiamo che?, Il rosso e il nero e tanti telequiz
controllati da un notaio Con il diffondersi di internet e delle chat, i giovani si incrociano per poi prendere strade diverse, si aggregano per interessi momentanei e per finalità decise di volta in volta. L'anonimato della rete garantisce a tutti di poter cambiare “pelle” più facilmente. A Sanremo vincono Ron e Tosca con Vorrei incontrarti fra cent’anni, il Premio Tenco lo vince Ligabue con Certe notti, allo Zecchino d’oro vince "È Meglio Mario" e al Festivalbar Eros Ramazzotti con “Più bella cosa”. Boom delle cantautrici negli Stati Uniti (Tori Amos, Sheryl Crow, Ani Di Franco, Fiona Apple, Sarah Mc Lachlan, ecc.); L'avvento del digitale rimodella e ridefinisce la progettualità stessa del fare musica, come accadde con il passaggio dal 78 al 45 giri e al long playing e con la diffusione della stereofonia. Nel nuovo millenio è difficile immaginare i Pink Floyd in mono. Il digitale è il compact disc. Il dio denaro ha inghiottito quasi tutto ciò che questi anni hanno generato. Il rock è schiacciato da gruppi di cantanti ballerini sapientemente manovrati dagli abili manager (Take That, Spice Girls e simili). Non si sa cosa oggi sia veramente rimasto del rock, date le tante contaminazioni avvenute con altri generi, per questo motivo molte persone appassionate di rock puro continuano ad ascoltare solo dischi vecchi, o album nuovi dei gruppi che resero grandi gli anni '60 e '70, senza prestare attenzione alle nuove idee in circolazione proposte da quella miriade di band preconfezionate che invadono la scena musicale oggi. Si salva il funk-rock dei Red Hot Chili Peppers e la melodia degli Oasis, esageratamente acclamati come i nuovi Beatles. Ascoltiamo: Gangsta's Paradise, One and one, Summer is crazy, Jesus to a child, Bohemian rhapsody, Deep in you, Fastlove, Stranger in Moscow, La Terra dei cachi, California love, Make the world go round, You must love me, Lemon tree, My dimension, Whatever you want, Tranqui funky, Number one, L'ombelico del mondo, Freedom, E io penso a te. I 10 album più venduti in Italia sono Dove c'è musica, Canzoni, Buon compleanno Elvis, Jagged little pill, Così com'è, Older, Nessun pericolo per te, Festivalbar 1996, L'imboscata, The score Fugees, Anime salve, Cremona, The ghost of Tom Joad, Mercury falling, The memory of trees, PRENDERE E LASCIARE, Greatest hits Simply Red, What's the story morning glory?, To the faithful departed, Falling into you, Tormentone dell’estate: Canzone, di Lucio Dalla. |


|
PRENDERE E LASCIARE
Francesco De Gregori: per il lavoro, molto bene... è stata un'esperienza piacevole... fare dischi è comunque divertente, anche se non l'avessi fatto in America mi sarei divertito perchè, lo sai, è il momento in cui si mette nero su bianco tutto ciò per cui si è lavorato magari per un anno, due anni, a livello di scrittura. Quindi è sempre un momento eccitante, stimolante, di tensione sana e positiva. In America in più c'è la novità di lavorare con musicisti diversi da quelli che ci stanno qua, e soprattutto, direi, con un produttore, in questo caso Corrado Rustici, e lavorare con i produttori per me è sempre stata un po' un'anomalia. Io mi sono sempre più o meno autoprodotto, magari cercando qualche sponda, qualche amico che mi faceva da produttore, ma insomma, il vero produttore di me stesso tutto sommato sono quasi sempre stato io, invece in questo caso c'era un vero e proprio produttore. Anche quest'esperienza è stata piacevole, nuova... mi sono divertito! poi io sono anche un innamorato dell'America da sempre, ci sono andato varie volte, tantissime volte come turista o come viaggiatore, in questo caso ci sono andato come lavoratore, come emigrante musicale e quindi è stato un modo diverso di conoscerla, di vederla un po' più in profondità, di vederla non da turista EDP: volevo chiederti... con l'uscita di questo album
si è parlato molto... l'assenza da tanti anni dalle scene discografiche,
probabilmente tu hai vissuto tutto questo in maniera completamente diversa
rispetto a quello che poi dopo si dice o si racconta, ma hai trovato un
periodo diverso della musica italiana? trovi qualcosa di differente
rispetto all'ultima volta? FDG: mah, certo tre anni sono tanti. La musica italiana cambia, cambia la musica del mondo, cambia la musica italiana... io non sono un osservatore così attento di quello che succede intorno a me, ti dico la verità... tre anni fa non cera... che ne so?! si, Jovanotti.. Jovanotti è uno di quelli che a me piace.. piace molto.. non era forse così... come dire.. non aveva cambiato pelle in maniera così decisa come l'ha cambiata oggi rispetto al Jovanotti degli inizi. Questa è forse la prima novità che mi viene in mente. Una volta tanto ho fatto il nome di un collega, di solito non li faccio ma questa volta lo faccio volentieri, perchè Jovanotti mi piace molto. E poi, insomma.. la musica cambia.. io spero, anzi sono sicuro di far parte di questo cambiamento, di stare nell'onda di questo cambiamento EDP: ...non ti pare che accada frequentemente che poi qualsiasi tuo gesto musicale, qualsiasi tua scrittura venga presa e, diciamo, troppo sezionata?non ti pare che ogni volta ci sia sempre questo lavoro di bisturi da parte degli altri? cioè, come ci si sente poi come autore a... FDG: mah, io direi che ci si sente bene, perchè vuol dire comunque - questo bisturi che tu dici - vuol dire attenzione verso il tuo lavoro, e quindi questo fa piacere, è segno comunque di stima, di considerazione insomma... il peggio sarebbe invece passare inosservati, o che la gente non si accorgesse nemmeno che hai fatto un disco, o lo ascoltasse e lo recensisse in maniera superficiale, insomma, quindi... ben venga questa attenzione a volte, si, molto capillare, molto.. esagerata EDP: ecco, si, anche sa va fuori poi da quelle che sono le reali intenzioni di chi scrive?
EDP: coinvolgiamo anche Ambrogio (Sparagna), che partecipa nell'album in un solo brano. Invece in concerto che cosa succede? Ambrogio Sparagna: ..succede che suono in più occasioni, perchè, devo dire, non è che è stata voluta questa cosa, è stata anche abbastanza fortuita, o meglio, molto naturale: abbiamo provato, abbiamo visto che la cosa funzionava, la cosa ci piaceva, e quindi da uno siamo andati... FDG: vogliamo fare brevemente la storia dall'inizio
dei nostri rapporti? dunque abbiamo cominciato a suonare insieme la prima
volta tipo due anni e mezzo fa, tre anni fa, per uno spettacolo fatto in
radio, in Rai, dedicato al problema dell'intolleranza, e io ero stato
invitato, e era stato invitato anche lui insieme ad altri artisti. Sapendo
che lui ci sarebbe stato, io desideravo molto avere un contatto con lui, e
allora ci siamo sentiti, l'ho chiamato e gli ho chiesto: "senti perchè
non facciamo una cosa diversa da quella che la gente si aspetterebbe da
me? a me non mi va di andare a cantare due canzoni di De Gregori, in
questo contesto. Prendiamo due canzoni popolari relative al tema
dell'immigrazione, che è un tema molto controverso". Detto fatto,
abbiamo provato brevemente un pomeriggio e poi la sera siamo andati a fare
questo spettacolo, che secondo me, e anche secondo Ambrogio, è venuto
bene insomma. E quindi da li sono nate poi altre collaborazioni, altri
contatti, e quando io ho scritto questa canzone, che poi sta nel disco,
"Fine di un killer", mi sembrava normale che dovesse suonarla
anche Ambrogio, perchè è molto sui temi popolari. E' una canzone che
ricalca molto i moduli della canzone popolare. E infatti così è stato,
lui è stato molto buono, è venuto fino a San Francisco a suonarla, ha
preso l'aereo e ha fatto un'andata-ritorno di 3 giorni, cosa abbastanza
faticosa, ma comunque di questo non finirò mai di ringraziarlo, e poi
adesso è anche abbastanza normale che lui mi segua in tournée. Cioè,
normale: sempre bontà sua.. però ci divertiamo, e il repertorio che
facciamo insieme sta crescendo di sera in sera, capito? all'inizio
facevamo solo un pezzo, poi abbiamo cominciato a farne 2, 3, stasera ne
faremo 5, poi probabilmente ne faremo 7, 8, abbiamo un progetto di fare un
vero mini-concerto insieme a Torino, al Lingotto quando ci sarà il salone
del disco il 10 ottobre e divideremo proprio soltanto io e lui il EDP: stavi aggiungendo qualche cosa? (a Ambrogio) AS: no, dico che... la sensazione immediata è quella di trovarmi molto molto a mio agio, quindi di conseguenza tutto avviene con molta naturalezza, scioltezza e franchezza. Questa credo sia la cosa più importante, suoniamo.. io suono in questi pezzi di Francesco come se suonassi nei pezzi miei, e lui altrettanto fa... FDG: si sembra un po' come se avessimo suonato insieme da un sacco di tempo, questa è l'impressione che viene fuori EDP: sul tema della musica e della canzone popolare, magari vi potete incrociare, probabilmente le generazioni più giovani, i ragazzi più giovani hanno saputo in una maniera o in un'altra riscoprirla, anche se indirettamente, attraverso dei punti di partenza diversi. Ma vi pare che si stia comunque ritornando a una valutazione sana, anche a una conoscenza, rispetto a un periodo in cui probabilmente era un po' depositata a lato del percorso musicale cantautorale? AS: senza dubbio quest'ultima parte degli anni '90
sta diventando più ricettiva per il recupero della memoria musicale
tradizionale, di quella che io chiamo la "musica contadina", i
canti popolari che comunemente vengono definiti. E certo però il problema
del rapporto con la musica popolare, con la tradizione contadina, è un
rapporto molto complesso, non è facile da risolvere. Ci vuole un'adeguata
struttura dietro per poter affrontare comunque questo confronto. Intanto,
il problema fondamentale bisogna conoscerlo, e le generazioni credo che lo
conoscano poco questo repertorio. E poi comunque bisogna affrontarlo
sempre con una certa dose di affetto nei confronti di questo materiale.
Bisogna affrontarlo con l'idea che non è un materiale... non sono canzoni
come le altre canzoni, pensate per esser prodotte per esempio
discograficamente, pensate per essere scritte su un pentagramma, su dei
canzonieri. E' materiale spesso di tradizione orale, quindi come tale è
molto debole sul piano della comunicazione continuativa, secondo i
parametri che sono quelli più comuni. Di EDP: Francesco, volevo tornare un attimo alle
canzoni. Quando le canzoni sono terminate, depositate sui dischi, sui
dischetti o sui cd o quello che è, poi appartengono realmente alla gente?
l'autore che cosa sente andando avanti nel tempo? anche quando le
ripropone, o si trova davanti a dire "adesso devo organizzare la
scaletta di una serata, e ho alle spalle un numero alto di dischi, devo
cominciare a scegliere"... FDG: beh, l'organizzazione della scaletta è il momento in cui queste canzoni ritornano veramente ad essere vive nella mente di chi le ha scritte, perchè il disco in effetti una volta messo nei negozi, una volta licenziato diventa improvvisamente meno tuo. Intanto perchè tu l'hai dovuto ascoltare talmente tanto nelle fasi della lavorazione che quando finalmente è finito ormai lo conosci perfettamente, conosci tutti i suoi segreti, non lo riascolti più. Materialmente non ti ricapita più di rimettere il disco per ascoltarlo, no? e questo vale per tutti i dischi. Per quelli più vecchi come anche in questo caso per quest'ultimo disco. Dov'è che invece uno riascolta le canzoni che ha scritto, le riascolta, le ricanta, le rifà sue? è proprio quando decide di sceglierle tra le tante che ha scritto per metterle in quelle due ore di musica che si fanno sul palco. Qui scatta un meccanismo di scelta, a volte anche dolorosa, no? ma anche però piacevole. Intanto perchè puoi riarrangiare, puoi rivedere, magari cambiare anche un po' il testo, puoi dare una sequenza che ha un senso per te, per quello che vuoi dire. Il momento del concerto è un momento di resurrezione del repertorio EDP: tu hai composto ultimamente anche in coppia con qualcuno?Ho letto di un pezzo sul disco di un'artista, Bracco di Graci la domanda è uno spunto poi per parlare della collaborazione, di come si può scrivere o non scrivere, collaborare o non collaborare FDG: è casuale la condizione indispensabile è che mi piaccia il materiale sul quale devo intervenire, però sicuramente non c'è che è un momento della mia giornata in cui mi dico "adesso mi metto a fare metodicamente qualcosa per altri". Però sono un autore, quindiperchè no? l'ho fatto sempre, ho cominciato a farlo con De Andrè, e poi.. tantissimi anni fa.. l'ho fatto con Dalla, l'ho fatto con Fossati, insomma abbiamo collaborato sempre.. ho sempre collaborato con tutti. Non in maniera continuativa EDP: senti, ti faccio un ultima domanda, questa vale per tutti e due. Domanda da radio: vi chiedo di fare una piccola scaletta, 3 canzoni. Una tua nel mezzo, una prima e una dopo. FDG: una scaletta radiofonica?
FDG: mah... è una domanda molto difficile, perché ... sai, io non sono un uomo di radio, cioè, non sto dalla parte tua della radio EDP: a tuo, proprio, completo piacimento: sei in radio e ti dico metti una tua canzone, ma prima e dopo quello che ti pare FDG: mah, guarda, io metterei una canzone di Vasco Rossi come inizio. metterei "Vita Spericolata" di Vasco Rossi, poi metterei "Generale" mia perché c'è un legame, perché io ho fatto "Vita Spericolata" in un mio disco e Vasco Rossi ha fatto "Generale" in un concerto. Poi, non saprei che fare... metterei... EDP: anche roba che non c'entra nulla FDGD: metterei... un pezzo di Lou Reed, che mi è sempre piaciuto tanto. Un pezzo qualsiasi di Lou Reed EDP: sentiamo Ambrogio, sempre un pezzo suo e... AS: beh.. metterei un pezzo che facciamo nello spettacolo: "L'abbigliamento del fuochista" certamente. Aprirei non con quello però. Aprirei con un canto popolare, proprio per rimanere nel tema. Aprirei con un canto popolare, forse uno del repertorio delle mondine anzi no: "Venezia", o "Gorizia", canti di questo genere, di grande respiro melodico. Poi, se c'è da mettere un pezzo mio, non lo so.. un pezzo del mio ultimo disco. E poi finirei col pezzo di Francesco. Tre pezzi li abbiamo fatti." |
|
L'AGNELLO
DI DIO Ecco l'agnello di Dio, chi
toglie i peccati del mondo. venuta
allo sprofondo che
viene a pascolare per
contrattare. _______________________________________________ David Sancious (tastiere) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione)
|
|

A
ricomporre la frattura è stato l'incontro di lunedì
(21.10.96) tra il cardinale E. Tonini e FDG al Roxybar. Alla fine di un lungo
faccia a faccia il cardinale e il cantautore si sono abbracciati, tra l'altro
dopo che Tonini aveva esclamato: "Posso ringraziare Dio di aver fatto uno
come te". Lo storico faccia a faccia è servito per toccare alcuni
argomenti "scottanti" di cui si discute in questi giorni. Ad esempio
"Può un ateo usare il nome di Dio, senza passare per blasfemo?" ha
chiesto DG a Tonini, mentre il cardinale tentava di spiegare al antautore che
"la voce poetica" e "le mani che scrivono canzoni" sono un
autentico dono. Un punto di vista non compreso da chi "Non ha fede",
ha osservato DG. E mentre Red e DG lo incalzavano Tonini ha specificato
"Posso ringraziare Dio di aver fatto uno come te" frase alla quale ha
fatto seguito l'abbraccio. L'Osservatore Romano alcuni giorni fa aveva criticato
l'utilizzazione che alcuni autori (Venditti De Andrè e altri) fanno di Dio nei
loro testi pur essendo dichiaratamente atei. Lo stesso Dg aveva attirato su di sè
qualche critica per "Agnello di Dio". "A fine trasmissione hanno
chiacchierato a lungo racconta" R. Ronnie. Non è quindi molto difficile
intuire il punto d'incontro tra Tonini e DG : "Ognuno è alla ricerca del
perchè della vita. ognuno cerca di capire, chi nella fede chi no, ma tutti
cercano un confronto. (PACE FATTA TRA CHIESA E CANTAUTORI – 23.10.96)
|
BACI
DA POMPEI Non
fu il coltello che tagliò, non fu la Luna, David Sancious (tastiere) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione) Bruce Kaphan (chitarra dobro) Francesco De Gregori (chitarra acustica)
|
Un ricordo delle gite scolastiche che si facevano alle medie. I ragazzi in visita a Pompei vanno a cercare gli elementi più conturbanti, come il calco dei due innamorati colti dall'eruzione del Vesuvio durante un amplesso. Lo spunto è questo calco, ma non ne ho voluto fare una canzone archeologica e il brano prende tutta un'altra direzione.
|

|
BATTERE
E LEVARE Lo
vedi tu com'è,
David Sancious (tastiere) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (tamburello) Francesco De Gregori (chitarra acustica)
|
E' la vita stessa, più che un termine musicale.
Anche il respiro è un battere e levare. Anche la creazione artistica. Si
prende e si lascia. Questo è l'uomo e il suo destino.
|
|
COMPAGNI
DI VIAGGIO Avevano
parlato a lungo, di passione e spiritualità. David Sancious (tastiere) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica), tastiere e programmazione Francesco De Gregori (chitarra acustica)
|
|

|
da TV Sorrisi e Canzoni 1996 - di Gherardo Gentili
Se i testi dell'album hanno incuriosito i musicisti americani, figurati i nostri lettori. Non occorre tradurli, ma interpretarli. Ok. Da dove vuoi iniziare Seguo l'ordine delle canzoni che tu non stabilisci mai a caso. "Compagni di viaggio" sembra un invito rivolto agli ascoltatori. In realtà ha come protagonisti un uomo e una donna degni di un film di Antonioni. Se intendi che la canzone ha un ritmo cinematografico mi sta bene. Ma Antonioni è più cerebrale e i miei personaggi non ragionano troppo. Vivono, parlano di "passione e spiritualità", scoprendo quanto sia provvisorio il loro rapporto e provvisoria la vita stessa. Due buoni compagni di viaggio non avrebbero mai dovuto lasciarsi. Perché hai tirato in ballo la prima declinazione latina in "Rosa rosae"? Un ricordo ginnasiale? Il titolo dell'album doveva essere questo. Ma risultava quasi minaccioso, per le reminiscenza scolastiche. E ho preferito "Prendere e Lasciare" più dentro al cuore del disco. Le rose sono rimaste in copertina. La rosa è un simbolo. Significa la passione, la tenerezza. Non c'è molto da spiegare. E' come un cristallo di neve che si posa sulla mano e subito si scioglie. E la passione, come la rosa della declinazione latina, è singolare, plurale, dativo, genitivo, accusativo, vocativo. Si adegua a ogni variante. A chi dedichi "Tutti hanno un cuore"? Ai vagabondi di ogni età, a quelli che appartengono alle cosiddette "sacche di disagio". E in particolare ai giovanissimi che, come dico nel testo "hanno la musica nella testa ma non gliene frega niente delle parole". Credono di essere cinici, ma sono soltanto dei perdenti. "Un guanto" uno dei brani più difficili, va spiegato... L'ispirazione mi è venuta da una serie di incisioni del pittore tedesco Max Klinger. Un guanto perduto su una pista di pattinaggio si trasforma in un simbolo della femminilità e si moltiplica all'infinito finchè finisce su un tavolo accanto a una statuetta di Cupido. Qual é stato lo spunto di "Jazz"? Sembra dedicata a Paolo Conte... Effettivamente anche lui a scritto una canzone intitolata "Sotto le stelle del Jazz". Il mio l'ho dedicato a tutti i musicisti che fanno del jazz un miraggio. Per loro il jazz è danza tribale, erotismo, improvvisazione, libertà assoluta. "L'agnello di Dio" è l'uomo nel bene e nel male? Proprio così. E' una delle canzoni più chiare e comprensibili dell'album. E anche se è scritta da un non credente, è piena di fede. Chi parla in prima persona in "Stelutis Alpinis"? Un partigiano caduto in un'azione di guerra o una vittima della montagna? No, il brano originale di Zardini è precedente alla seconda guerra mondiale. Forse è un soldato caduto nella guerra del '15/'18. Mi è piaciuto perché è un canto alpino senza essere corale e per il senso di mistero che lo pervade. Qual è stato lo spunto per "Baci da
Pompei"? Un ricordo delle gite scolastiche che si facevano alle medie. I ragazzi in visita a Pompei vanno a cercare gli elementi più conturbanti, come il calco dei due innamorati colti dall'eruzione del Vesuvio durante un amplesso. Lo spunto è questo calco, ma non ne ho voluto fare una canzone archeologica e il brano prende tutta un'altra direzione. "Prendi questa mano zingara" cita la vecchia canzone con la quale Iva Zanicchi e Bobby Solo vinsero a Sanremo nel 1969. Perché? E' il ricordo affettuoso di quei lontani festival. Tra l'altro i due versi iniziali erano bellissimi. Io poi l'ho trasformata rendendola più scura e inquietante. Anche in "Fine di un Killer" si intravede un mondo di vagabondi e barboni. Si riallaccia a "Tutti hanno un cuore"? Più che altro si tratta di un piccolo manovale del crimine. Anche musicalmente è diversa. E nella su agonia dentro al fosso, il giovane sbandato trasfigura le cose. Concludi con "Battere e levare". Si tratta di una professione di fede artistica e morale? E' la vita stessa, più che un termine musicale. Anche il respiro è un battere e levare. Anche la creazione artistica. Si prende e si lascia. Questo è l'uomo e il suo destino. Torniamo all'America, dove questo album tecnicamente è nato. Come hai trovato l'ambiente musicale californiano? Pochi fronzoli e tante concretezza. Una grande facilità di rapporti, molta semplicità, capacità di concentrazione e anche voglia di divertirsi. A Berkeley, dove era lo studio, abitavamo tutti allo stesso albergo. Abbiamo trascorso tante sere insieme, parlando di tutto. Vero è che la musica fa parte della cultura americana molto più che da noi. E' per così dire..."in the air", nell'aria. I giovani imparano quasi tutti a suonare uno strumento, come succedeva nelle famiglie borghesi in Italia all'inizio del secolo. Solo che là è un fenomeno generale. Ti sei concesso anche un po' di vacanza? In due mesi di permanenza mi sono scarrozzato in macchina, lungo la mitica Statale n.1 quella di tanti libri e tanti film.
|
|
FINE
DI UN KILLER Ci
vediamo domattina giù nel fosso, giù nel fosso.
David Sancious (tastiere) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione) Ambrogio Sparagna (organetto) Francesco De Gregori (chitarra acustica, banjo)
|
|
|
JAZZ Qualcuno
avrebbe voluto occuparsi di Jazz, _________________________________________ David Sancious (tastiere, sax solo) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica)
|
|
Albanese: Come caratterizzerebbe gli ultimi dischi di De
Gregori, quelli degli anni Novanta: Canzoni d'amore e Prendere e lasciare?
Lo Cascio: Lui ha dei suoi filoni che continuano, degli stili che continuano ad
andare avanti, delle evocazioni che comunque continuano ad esserci. Quella
bellissima... Per esempio, Compagni di viaggio è un atmosfera assolutamente
alla Dylan. E' una canzone proprio dylaniana al massimo. Però è bellissima. E'
una delle più belle, secondo me. Poi ci sono delle cose completemente nuove,
come Il guanto. Quindi, continua ad inventare cose nuove e continua a
consolidare quelle vecchie. E' un processo che ci dà da pensare. Comunque, devo
dire che questo è un periodo più bello. E' un po' meno schiacciato dalle cose
come erano per esempio in alcuni dischi precedenti. Ci sono stati dei momenti più
pesanti. Lui ha fatto dei dischi molto più pesanti, anche se sempre importanti
e belli. Però sono stati dei periodi più cupi. Adesso, invece, comincia ad
essere di nuovo lirico, e quindi, va bene cosi. E' anche un po' segno perché
siccome poi comunque l'abbiamo visto precorre sempre le cose. Quindi questo può
essere un buon segno. (NICHOLAS ALBANESE INTERVISTA
GIORGIO LO CASCIO – 1998)
|
PRENDI
QUESTA MANO, ZINGARA Prendi
questa mano, zingara David Sancious (tastiere) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione) Francesco De Gregori (chitarra acustica)
|
![]() |
|
Roma,
9.1.1997 - Come forse
saprete, il Tribunale di Roma ha dato ragione agli autori dei brano
"Zingara", che vinse nel '69 il Festival di Subito certi "soloni" dei giornalismo hanno titoloato a caratteri cubitali che il nuovo album di De Gregori "è stato sequestrato". A parte il fatto che il disco non è stato (almeno per ora sequestrato), temiano che dietro alla vicenda - per cui sono stati tirati in ballo i diritti dell'arte e persino dell'espressione - si nascondano motivazioni molto meno nobili o drammatiche. La prima, l'ha formulata anche il TG5 delle 20 di oggi. E cioè che Gianni Morandi (indicato dal giornalista dei Tg5 come il vero autore di "Zingara", "all'epoca non la firmò perché non era iscritto alla SIAE") si sia vendicato dello scherzo tiratogli qualche anno fa da De Gregori. Il quale aveva chiesto e ottenuto di bloccare un disco di Morandi solo perché conteneva una versione della sua "Buonanotte Fiorellino" che non gli piaceva. La seconda: gli autori dei pezzo hano citato in giudizio De Gregori perché, dopo averglielo promesso, si è dimenticato di citare nel suo disco i crediti del brano ispiratore. La terza: che la minaccia dei sequestro del disco di De Gregori serva soprattutto a fargli vendere qualche copia in più, dopo che da settimane è praticamente fermo. Insomma, ce n'è abbastanza per far cadere le braccia (e forse anche qualcosa d'altro) a chiunque. Tranne che ai "soloni".
|

E' vietato citare volutamente una canzone in un'altra
canzone. E così Francesco De Gregori viene costretto da una
sentenza del
Tribunale di Roma a "tagliare" dall'ultimo cd Prendere e lasciare la
canzone Zingara che nell'incipit cita la famosa canzone che, con la voce di Iva
Zanicchi, vinse il Festival di Sanremo del '69. Ricordate? "Prendi questa
mano, zingara, dimmi che destino avrò" ... Al cantautore romano è vietato
anche cantare in pubblico il brano. Una sentenza singolare, presa dal giudice
dopo il ricorso presentato dagli autori del pezzo, Riccardi,
Albertelli e Del
Turco, e dall'editrice Bmg, infastiditi dal fatto che non sia stato chiesto il
permesso di fare quell'innocente citazione. "Sono allibito", dice De
Gregori. "La musica, al pari di altre forme d'arte, è un continuo gioco di
citazioni e recuperi. Sarebbe come se la Campbell's avesse impedito a Andy
Warhol di riprodurre la famosa lattina della minestra nelle sue celebri e
straordinarie opere". Il cantautore insieme con la Sony ha annunciato che
ricorrerà in appello. In attesa, niente Zingara nei concerti e soprattutto il
brano dovrà essere eliminato dai cd messi in conunercio. Iva Zanicchi
solidarizza con De Gregori: "A me sembrava una cosa carina, ero contenta di
sapere che il poeta De Gregori avesse preso spunto da una canzone popolare come
zingara". (DE GREGORI, NIENTE
"ZINGARA" DI D. PERUGIM)
|
ROSA
ROSAE Rosa
che rosa non sei, David Sancious (tastiere) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione)
|
|
(Zardini-De Gregori
-
Prendere e lasciare)
|
STELUTIS
ALPINIS Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione) Bruce Kaphan (pedal steel guitar)
|
|
UN
GUANTO Un
guanto precipitò, da una mano desiderata.
__________________________________________ David Sancious (tastiere) Steve Smith (batteria) Benny Rietvel (basso) Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione) Bruce Kaphan (pedal steel guitar) Francesco De Gregori (chitarra acustica)
|
L'ispirazione mi è venuta da una serie di incisioni del pittore tedesco Max Klinger. Un guanto perduto su una pista di pattinaggio si trasforma in un simbolo della femminilità e si moltiplica all'infinito finchè finisce su un tavolo accanto a una statuetta di Cupido.
|

|
Ho sbagliato alcuni dischi". Tipo. "Prendere E Lasciare, prodotto da Corrado Rustici, è venuto proprio male. Ho sbagliato a dargli carta bianca. Anche Scacchi E Tarocchi, prodotto da Ivano Fossati. Gli avevo detto: "Fammi un suono povero, scarno, essenziale, che suoni male, che faccia venir voglia alla gente, quando lo ascolta, di alzare il volume". Ha seguito le istruzioni alla lettera". Come ti vedi, oggi? "Come il cantante di una band e non più solo un cantautore". Come vorresti che le gente ti vedesse? "Non come un portavoce. Non come una guida. Führer significa guida. Non scherziamo. Vorrei che la gente mi riconoscesse non tanto di aver scritto qualche bella canzone, ma di aver viaggiato sempre con rigore, anche a costo di essere scomodo. Con rigore. E dalla stessa parte". Sempre e per sempre. "Mi ritroverai". |
|
TUTTI
HANNO UN CUORE Vivono
di vera luce come stelle,
|
Ai vagabondi di ogni età, a quelli che appartengono alle cosiddette "sacche di disagio". E in particolare ai giovanissimi che, come dico nel testo "hanno la musica nella testa ma non gliene frega niente delle parole". Credono di essere cinici, ma sono soltanto dei perdenti. |
David Sancious (tastiere)
Steve Smith (batteria)
Benny Rietvel (basso)
Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione)

|
LA VIA DEI ROMEI Cari amici, Scrivo stavolta un’ opinione musicale, la
prima credo e parlando di un cd molto particolare e di musica molto
particolare, |
![]()
|
|
|
![]() |