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COMPAGNI DI VIAGGIO

BACI DA POMPEI

STELUTIS ALPINIS

ROSA ROSAE

JAZZ

TUTTI HANNO UN CUORE

BATTERE E LEVARE

L'AGNELLO DI DIO

UN GUANTO

PRENDI QUESTA MANO, ZINGARA

FINE DI UN KILLER

BATTERE E LEVARE (track 29)

 

 

 

 

 

 

 

 

Prodotto e arrangiato da Corrado Rustici

 

 

 

Registrato e missato da Matt Rohr negli Studi Fantasy (Berkeley) dal 2 giugno al 24 luglio 1996.

 

 

 

Francesco De Gregori

VOCE, CHITARRA

 

 

 

 

 

Assistente: Fanrk Rinella

 

 

 

Progettazione grafica: Achilli Ghizzardi Associati

 

 

 

Fotografie: Jack Mc Donald e Francesca Gobbi

 

David Sancious

PIANO E TASTIERE

Ambrogio Sparagna

ORGANETTO

Steve Smith

BATTERIA

Bruce Kaphan

PEDAL STEEL GUITAR

Benny Rietveld

BASSO

Corrado Rustici

CHITARRE ELETT.

 

 

TANKS

a Mimmo Locasciulli e allo Studio Hobo Recording, a Tiberio Pandimiglio, Paolo Giovenchi, Luca Bulgarelli, Adriano Lo Giudice, Stefano Parenti, Max Klinger, Ganni Pierabella, Greg Cohen, Mauro Chiari, Mark Ribot, Barbara e Pier Forlani.

 

 

Il titolo dell'album doveva essere Rosa rosae. “Ma risultava quasi minaccioso, per le reminiscenze scolastiche. Ho preferito "Prendere e Lasciare" più dentro al cuore del disco. Le rose sono rimaste in copertina. La rosa è un simbolo. Significa la passione, la tenerezza. Non c'è molto da spiegare. E' come un cristallo di neve che si posa sulla mano e subito si scioglie. E la passione, come la rosa della declinazione latina, è singolare, plurale, dativo, genitivo, accusativo, vocativo. Si adegua ad ogni variante”.

Francesco si avvale degli arrangiamenti di una persona che vive in California da molti anni ed è diventato un grosso suonatore di chitarra: Corrado Rustici. Cambia anche band: nel disco sono presenti David Sancious, Steve Smith, Benny Rietvel e Ambrogio Sparagna. I musicisti americani non si comportano con lui come dei semplici turnisti ma voglio essere informati, si fanno tradurre i testi dall’italiano all’inglese e da veri professionisti sono curiosissimi su tutto ciò che riguarda questo cantautore europeo, proprio per calarsi nella parte. Entrano prepotentemente nel suo mondo e alla fine, come i compatrioti di qualche anno fa, si degregorianizzano anche loro, e si sente! Nel successivo tour si farà accompagnare da un gruppo di ragazzi scovati dal pastore maremmano Guido.

"Lui ha dei suoi filoni che continuano, degli stili che continuano ad andare avanti, delle evocazioni che comunque continuano ad esserci. Per esempio, quella canzone bellissima, “Compagni di viaggio”, è un’atmosfera assolutamente alla Dylan, una canzone dylaniana al massimo. Però è bellissima, una delle più belle, secondo me. Poi ci sono delle cose completemente nuove, come “Il guanto”. Quindi, continua ad inventare cose nuove e continua a consolidare quelle vecchie. E' un processo che ci dà da pensare. Comunque, devo dire che questo è un periodo bello, un po' meno schiacciato da cose in alcuni dischi precedenti. Ci sono stati dei momenti pesanti, lui ha fatto dei dischi molto più pesanti, anche se sempre importanti e belli. Però sono stati dei periodi più cupi. Adesso, invece, comincia ad essere di nuovo lirico, e quindi, va bene cosi. E' anche un buon segno perché, come abbiamo visto, precorre sempre le cose.”

(Giorgio Lo Cascio)

 

All’inizio dell’anno c’è Dini al Governo; Clinton è il Presidente U.S.A; impazza la mucca pazza; In Afghanistan il regime dei talebani riporta indietro il paese di mille anni; Giovanni Paolo II esorta i vescovi e i sacerdoti a diffondere il vangelo attraverso Internet; Gianni Agnelli si dimette dalla carica di presidente del gruppo Fiat. Gli subentra Cesare Romiti; a Bologna, si conclude il processo ai killer della Uno bianca, con la condanna all’ergastolo di Roberto, Fabio e Alberto Savi; Elezioni politiche anticipate. Vittoria della coalizione formata dal centrosinistra e da Rifondazione comunista; al via il Governo Prodi; ad Agrigento, è arrestato il latitante Giovanni Brusca; Silvio Berlusconi e Massimo D’Alema si accordano per creare la Commissione bicamerale, destinata a riscrivere parzialmente la Costituzione; cessa le pubblicazioni la "Pravda", quotidiano fondato da Lenin; secondo un’indagine dell’Eurispes, in collaborazione con la Gdf, Napoli si colloca al primo posto nella classifica della criminalità in Europa e, per quanto riguarda i furti di auto, batte perfino New York; Bill Clinton è rieletto presidente degli Stati Uniti; a Brescia, la Procura della repubblica fa perquisire abitazioni ed uffici di Antonio Di Pietro nell’ambito dell’inchiesta sul presunto trattamento di favore al banchiere Francesco Pacini Battaglia; nasce il DVD; il governo vara il cosiddetto ‘decretone’ di fine anno che prevede come aiuto all’industria automobilistica incentivi alla rottamazione delle macchine usate e all’acquisto di nuove vetture, la cosidetta Rottamazione; muoiono Luciano Lama, Marcella Mastroianni, Giuseppe Dossetti, Francois Mitterand.

Il telefono, al quale tutti hanno sempre riservato poca importanza definendolo soltanto un necessario pseudo-elettrodomestico, diventa il protagonista degli anni Novanta. Grazie al telefono il mondo diventa ancora più piccolo, le reti informatiche collegano il pianeta in un baleno, con i suoi fili si può far di tutto: inviare messaggi visivi e vocali, documenti, ecc.. Proprio alla fine del secolo, quando la sua storia stava per andare in cantina, è tornato prepotentemente alla ribalta cambiando totalmente la nostra vita.

Con cellulari che diventano sempre più piccoli, indossiamo mini t-shirt & maxi pantaloni Onix. Fornarina e Phard.

Nello sport Sammer vince il Pallone d’Oro, la Juve vince la Coppa dei Campioni e la Coppa Intercontinentale con Peruzzi, Ferrara, Jugovic, De Chapms, Juliano, Carrera, Di Livio, Marocchi, Vialli, Del Piero, Ravanelli, e la domenica sera Paola Ferrari ci racconta che il Milan vince lo scudetto con Rossi, Panucci, Maldini, Desahilly, Costacurta, Baresi, Donadoni, Albertini, Weah, Baggio, Savicevic. (All. Capello). Europei di calcio in Inghilterra: l’Italia viene eliminata ai quarti con Peruzzi, Carbone, Mussi, Di Matteo, Apolloni, Maldini, Di Livio, Albertini, Casiraghi, Zola, Chiesa. (All. Sacchi). Vincerà il titolo la Germania.

Leggiamo L’Unità, Panorama, i calendari delle nostre dive, Va dove ti porta il cuore,

Viaggiamo con l’Opel Astra station wagon, l’Alfa Romeo 164, la Citroen Picasso, Fiat Brava, Renault Scénic, Alfa Romeo 156, Ford Ka, Toyota Yaris, Peugeot 206, Skoda Octavia, Opel Vectra e le Fiat che ti piantano in asso,

Il Premio Strega va ad Alessandro Barbero con Bella vita e guerre altrui di Mr Pyle, gentiluomo e il Campiello va a Enzo Bettiza con Esilio

Dopo il grande sonno degli anni Ottanta il cinema italiano attraversa un buon momento con giovani registi di tutto rispetto: Soldini, Mazzacurati, Martone, Archibugi, Rubini, Amelio e i premi Oscar Tornatore e Salvatores. Al cinema vediamo Mission Impossible, L'uomo delle stelle, Ritratto di signora, Jurassic Park, Palermo Milano sola andata, Al di là delle nuvole, Shine, Il grande cocomero, Toy Story il mondo dei giocattoli, Ferie d’agosto.

Nella pubblicità degli anni Novanta la donna è determinata, indipendente, evoluta, vendicativa con l’uomo, stressata dagli impegni d'ufficio, presidente di consigli di amministrazione che votano unanimi non appena stordisce i presenti con la sola giravolta dei capelli lavati con l’ultimo balsamo; veste in doppiopetto grigio o gira per casa seminuda. Rispetto al passato è sempre più il soggetto e non l'oggetto, non avendo più soltanto un ruolo passivo nell'immagine pubblicitaria. Si disfa del rapporto opprimente con l’uomo, simboleggiato da gioielli e pelliccia dono di lui, e fa dell’auto il mezzo della sua libertà. All'uomo non resta che arrendersi; ma per quello che riguarda l'abbigliamento, la cosmesi, la cura del corpo, diventa un concorrente della donna: infatti sono sempre più frequenti gli spot che al posto del corpo femminile presentano quello maschile come oggetto del desiderio.

Spot da ricordare sono “Di chi è questo? E’ mio, è mio..è mio, è mio; Driiiiiiiin!! Pronto, c'è Gigi? e se non c’è fammi salire lo stesso perché voglio la Cremeria Motta!; “toglietemi tutto, ma non il mio Breil”; "Cosa vuoi di piu' dalla vita? Un Lucano!".

Si accresce la consapevolezza dei consumatori sulla qualità dei prodotti alimentari e sui criteri da seguire per un’alimentazione sana e corretta, comprensiva anche di carboidrati, proteine, vitamine, grassi e zuccheri. Viene meno anche il pregiudizio che la pasta faccia ingrassare. Ci intossichiamo con i bastoncini di Capitan Findus, il passato Pummarò, il futuro Pomì e il tonno con sorpresa Consorcio (ma chi lo va a comprare un tonno che si chiama così?).

Giochiamo con Megalomen, la Playstation.

Di moda vanno Naomi Campbell, internet, l’e-mail, il Labrador e il Siberian Husky, lo zaino Invicta, i viaggi in Mar Rosso, Caraibi, Santo Domingo, Messico e quelli dell’ultima ora, il piercing, il giaccone Barbour. Fumiamo Kent, Kim, Memphis, Merit, Pall Mall, R1.

In televisione prende più consistenza l’Eldorado delle fiction televisive, che con pochi soldi produce tanta pubblicità e tante storie di avvocati col faccione di Frizzi, storie che sono ben altra cosa rispetto ai capolavori della letteratura trasmessi dalla Rai nei primi anni Settanta. Quasi più nessuno va al cinema o al teatro. Quando nei talk-shows si chiede all’attore di turno “come mai non ti sei più fatto vedere in televisione?” questi si nasconde in frasi del tipo “sono tornato alla mia vecchia passione: il teatro. Adesso sono impegnato in “Tristezza e solitudine”, da una commedia di Sempronio, per la regia di Tal dei tali, scene di Tizio e coreografia di Caio e vi invito tutti a teatro domenica pomeriggio”. In realtà avrebbe voluto dire “Sono venuto qui per farmi vedere ed ottenere un piccola particina. Aiutatemi, non mi ha chiamato nessuno, nemmeno per un ruolo di maresciallo, brigadiere, appuntato o, al limite, dattilografo dell’Avv. Frizzi. Per non morire di fame sono costretto a fare teatro in sale semivuote. Vi prego, non ci sono più abituato, recito da solo e si guadagna poco! Mi andrebbe bene anche la parte di sagrestano di Don Matteo!”

In televisione c’è Vivere, Incantesimo, X-Files, Baywatch, Melevisione, i Simpson, Blob, Striscia la notizia, Stranamore, Carràmba che sorpresa, Scommettiamo che?, Il rosso e il nero e tanti telequiz controllati da un notaio che, secondo me, è il gemello nascosto di Vincenzino Mancuso.

Con il diffondersi di internet e delle chat, i giovani si incrociano per poi prendere strade diverse, si aggregano per interessi momentanei e per finalità decise di volta in volta. L'anonimato della rete garantisce a tutti di poter cambiare “pelle” più facilmente.

A Sanremo vincono Ron e Tosca con Vorrei incontrarti fra cent’anni, il Premio Tenco lo vince Ligabue con Certe notti, allo Zecchino d’oro vince "È Meglio Mario" e al Festivalbar Eros Ramazzotti con “Più bella cosa”.

Boom delle cantautrici negli Stati Uniti (Tori Amos, Sheryl Crow, Ani Di Franco, Fiona Apple, Sarah Mc Lachlan, ecc.);

L'avvento del digitale rimodella e ridefinisce la progettualità stessa del fare musica, come accadde con il passaggio dal 78 al 45 giri e al long playing e con la diffusione della stereofonia. Nel nuovo millenio è difficile immaginare i Pink Floyd in mono. Il digitale è il compact disc.

Il dio denaro ha inghiottito quasi tutto ciò che questi anni hanno generato. Il rock è schiacciato da gruppi di cantanti ballerini sapientemente manovrati dagli abili manager (Take That, Spice Girls e simili). Non si sa cosa oggi sia veramente rimasto del rock, date le tante contaminazioni avvenute con altri generi, per questo motivo molte persone appassionate di rock puro continuano ad ascoltare solo dischi vecchi, o album nuovi dei gruppi che resero grandi gli anni '60 e '70, senza prestare attenzione alle nuove idee in circolazione proposte da quella miriade di band preconfezionate che invadono la scena musicale oggi. Si salva il funk-rock dei Red Hot Chili Peppers e la melodia degli Oasis, esageratamente acclamati come i nuovi Beatles.

Ascoltiamo: Gangsta's Paradise, One and one, Summer is crazy, Jesus to a child, Bohemian rhapsody, Deep in you, Fastlove, Stranger in Moscow, La Terra dei cachi, California love, Make the world go round, You must love me, Lemon tree, My dimension, Whatever you want, Tranqui funky, Number one, L'ombelico del mondo, Freedom, E io penso a te.

I 10 album più venduti in Italia sono Dove c'è musica, Canzoni, Buon compleanno Elvis, Jagged little pill, Così com'è, Older, Nessun pericolo per te, Festivalbar 1996, L'imboscata, The score Fugees, Anime salve, Cremona, The ghost of Tom Joad, Mercury falling, The memory of trees, PRENDERE E LASCIARE, Greatest hits Simply Red, What's the story morning glory?, To the faithful departed, Falling into you,

Tormentone dell’estate: Canzone, di Lucio Dalla.

http://www.rimmelclub.it/storia/storia.htm

 

 

 

  

 

PRENDERE E LASCIARE

"Ernesto de Pascale: Come è stata l'esperienza in America? (Relativa all'albumPrendere e Lasciare (1996), registrato in America e prodotto da Corrado Rustici, n.d.r.)

Francesco De Gregori: per il lavoro, molto bene... è stata un'esperienza piacevole... fare dischi è comunque divertente, anche se non l'avessi fatto in America mi sarei divertito perchè, lo sai, è il momento in cui si mette nero su bianco tutto ciò per cui si è lavorato  magari per un anno, due anni, a livello di scrittura. Quindi è sempre un momento eccitante, stimolante, di tensione sana e positiva. In America in più c'è la novità di lavorare con musicisti diversi da quelli che ci stanno qua, e soprattutto, direi, con un produttore, in questo caso Corrado Rustici, e lavorare con i produttori per me è sempre stata un po' un'anomalia. Io mi sono sempre più o meno autoprodotto, magari cercando qualche sponda, qualche amico che mi faceva da produttore, ma insomma, il vero produttore di me stesso tutto sommato sono quasi sempre stato io, invece in questo caso c'era un vero e proprio produttore. Anche quest'esperienza è stata piacevole, nuova... mi sono divertito! poi io sono anche un innamorato dell'America da sempre, ci sono andato varie volte, tantissime volte come turista o come viaggiatore, in questo caso ci sono andato come lavoratore, come emigrante musicale e quindi è stato un modo diverso di conoscerla, di vederla un po' più in profondità, di vederla non da turista

EDP: volevo chiederti... con l'uscita di questo album si è parlato molto... l'assenza da tanti anni dalle scene discografiche, probabilmente tu hai vissuto tutto questo in maniera completamente diversa rispetto a quello che poi dopo si dice o si racconta, ma hai trovato un periodo diverso della musica italiana? trovi qualcosa di differente rispetto all'ultima volta?

FDG: mah, certo tre anni sono tanti. La musica italiana cambia, cambia la musica del mondo, cambia la musica italiana... io non sono un osservatore così attento di quello che succede intorno a me, ti dico la verità... tre anni fa non cera... che ne so?! si, Jovanotti.. Jovanotti è uno di quelli che a me piace.. piace molto.. non era forse così... come dire.. non aveva cambiato pelle in maniera così decisa come l'ha cambiata oggi rispetto al Jovanotti degli inizi. Questa è forse la prima novità che mi viene in mente. Una volta tanto ho fatto il nome di un collega, di solito non li faccio ma questa volta lo faccio volentieri, perchè Jovanotti mi piace molto. E poi, insomma.. la musica cambia.. io spero, anzi sono sicuro di far parte di questo cambiamento, di stare nell'onda di questo cambiamento

EDP: ...non ti pare che accada frequentemente che poi qualsiasi tuo gesto musicale, qualsiasi tua scrittura venga presa e, diciamo, troppo sezionata?non ti pare che ogni volta ci sia sempre questo lavoro di bisturi da parte degli altri? cioè, come ci si sente poi come autore a...

FDG: mah, io direi che ci si sente bene, perchè vuol dire comunque - questo bisturi che tu dici - vuol dire attenzione verso il tuo lavoro, e quindi questo fa piacere, è segno comunque di stima, di considerazione insomma... il peggio sarebbe invece passare inosservati, o che la gente non si accorgesse nemmeno che hai fatto un disco, o lo ascoltasse e lo recensisse in maniera superficiale, insomma, quindi... ben venga questa attenzione a volte, si, molto capillare, molto.. esagerata

EDP: ecco, si, anche sa va fuori poi da quelle che sono le reali intenzioni di chi scrive?

FDG: mah, l'attenzione va sempre bene, poi, dopo, sai, chiunque può dare interpretazioni a capocchia, no? però qualsiasi opera dell'ingegno dell'uomo, qualsiasi opera o operina d'arte è tale proprio perchè si presta ad essere interpretata diversamente a seconda della sensibilità varia di chi la gode, di chi la fruisce. Quindi anche una canzone: tu la interpreti così, quell'altro la interpreta cosà, e questo vale per qualsiasi espressione artistica

EDP: coinvolgiamo anche Ambrogio (Sparagna), che partecipa nell'album in un solo brano. Invece in concerto che cosa succede?

Ambrogio Sparagna: ..succede che suono in più occasioni, perchè, devo dire, non è che è stata voluta questa cosa, è stata anche abbastanza fortuita, o meglio, molto naturale: abbiamo provato, abbiamo visto che la cosa funzionava, la cosa ci piaceva, e quindi da uno siamo andati...

FDG: vogliamo fare brevemente la storia dall'inizio dei nostri rapporti? dunque abbiamo cominciato a suonare insieme la prima volta tipo due anni e mezzo fa, tre anni fa, per uno spettacolo fatto in radio, in Rai, dedicato al problema dell'intolleranza, e io ero stato invitato, e era stato invitato anche lui insieme ad altri artisti. Sapendo che lui ci sarebbe stato, io desideravo molto avere un contatto con lui, e allora ci siamo sentiti, l'ho chiamato e gli ho chiesto: "senti perchè non facciamo una cosa diversa da quella che la gente si aspetterebbe da me? a me non mi va di andare a cantare due canzoni di De Gregori, in questo contesto. Prendiamo due canzoni popolari relative al tema dell'immigrazione, che è un tema molto controverso". Detto fatto, abbiamo provato brevemente un pomeriggio e poi la sera siamo andati a fare questo spettacolo, che secondo me, e anche secondo Ambrogio, è venuto bene insomma. E quindi da li sono nate poi altre collaborazioni, altri contatti, e quando io ho scritto questa canzone, che poi sta nel disco, "Fine di un killer", mi sembrava normale che dovesse suonarla anche Ambrogio, perchè è molto sui temi popolari. E' una canzone che ricalca molto i moduli della canzone popolare. E infatti così è stato, lui è stato molto buono, è venuto fino a San Francisco a suonarla, ha preso l'aereo e ha fatto un'andata-ritorno di 3 giorni, cosa abbastanza faticosa, ma comunque di questo non finirò mai di ringraziarlo, e poi adesso è anche abbastanza normale che lui mi segua in tournée. Cioè, normale: sempre bontà sua.. però ci divertiamo, e il repertorio che facciamo insieme sta crescendo di sera in sera, capito? all'inizio facevamo solo un pezzo, poi abbiamo cominciato a farne 2, 3, stasera ne faremo 5, poi probabilmente ne faremo 7, 8, abbiamo un progetto di fare un vero mini-concerto insieme a Torino, al Lingotto quando ci sarà il salone del disco il 10 ottobre e divideremo proprio soltanto io e lui il palcoscenico e penso, speriamo che venga una cosa degna, ecco.

EDP: stavi aggiungendo qualche cosa? (a Ambrogio)

AS: no, dico che... la sensazione immediata è quella di trovarmi molto molto a mio agio, quindi di conseguenza tutto avviene con molta naturalezza, scioltezza e franchezza. Questa credo sia la cosa più importante, suoniamo.. io suono in questi pezzi di Francesco come se suonassi nei pezzi miei, e lui altrettanto fa...

FDG: si sembra un po' come se avessimo suonato insieme da un sacco di tempo, questa è l'impressione che viene fuori

EDP: sul tema della musica e della canzone popolare, magari vi potete incrociare, probabilmente le generazioni più giovani, i ragazzi più giovani hanno saputo in una maniera o in un'altra riscoprirla, anche se indirettamente, attraverso dei punti di partenza diversi. Ma vi pare che si stia comunque ritornando a una valutazione sana, anche a una conoscenza, rispetto a un periodo in cui probabilmente era un po' depositata a lato del percorso musicale cantautorale?

AS: senza dubbio quest'ultima parte degli anni '90 sta diventando più ricettiva per il recupero della memoria musicale tradizionale, di quella che io chiamo la "musica contadina", i canti popolari che comunemente vengono definiti. E certo però il problema del rapporto con la musica popolare, con la tradizione contadina, è un rapporto molto complesso, non è facile da risolvere. Ci vuole un'adeguata struttura dietro per poter affrontare comunque questo confronto. Intanto, il problema fondamentale bisogna conoscerlo, e le generazioni credo che lo conoscano poco questo repertorio. E poi comunque bisogna affrontarlo sempre con una certa dose di affetto nei confronti di questo materiale. Bisogna affrontarlo con l'idea che non è un materiale... non sono canzoni come le altre canzoni, pensate per esser prodotte per esempio discograficamente, pensate per essere scritte su un pentagramma, su dei canzonieri. E' materiale spesso di tradizione orale, quindi come tale è molto debole sul piano della comunicazione continuativa, secondo i parametri che sono quelli più comuni. Di conseguenza, qualsiasi lavoro che uno va a fare su questo patrimonio va organizzato con un progetto abbastanza chiaro. Francesco ha un rapporto con questo repertorio devo dire molto affettuoso, lui da sempre ha cantato e ha impiegato le formule della musica tradizionale, e devo dire che lo fa sempre, appunto come dicevo prima, con grande affetto. Perchè credo che oggi quest'esperienza, il lavoro sulla musica di tradizione orale è un elemento di grande importanza e chi lo fa deve avere sempre questa coscienza, anche perchè è una parte che esiste, che è dentro di noi, spesso sopita, è all'interno di una memoria sotterranea, no? ed è difficile poi farla emergere sempre in tutte le situazioni. Spesso ci capita, anche recentemente, di vedere questo repertorio abbastanza manipolato, piegato ad altre funzioni, ad altri interessi. Qui non si tratta di fare i puristi per forza, però comunque vanno fatti dei distingui, comunque vada chi lavora su questo materiale deve sapere di che cosa sta trattando insomma, perché mi sembra che con questa cosiddetta moda della "world music" si è anche un po' abusato di questo repertorio. Però è meglio farlo conoscere che negarlo, in sostanza. Non sono una persona che sostiene che bisogna essere puristi per forza, non è che tutto quello che succede è negativo. E' positivo ma va osservato, va confrontato, va sostenuto con una seria e attenta analisi del materiale che uno va a proporre.

EDP: Francesco, volevo tornare un attimo alle canzoni. Quando le canzoni sono terminate, depositate sui dischi, sui dischetti o sui cd o quello che è, poi appartengono realmente alla gente? l'autore che cosa sente andando avanti nel tempo? anche quando le ripropone, o si trova davanti a dire "adesso devo organizzare la scaletta di una serata, e ho alle spalle un numero alto di dischi, devo cominciare a scegliere"...

FDG: beh, l'organizzazione della scaletta è il momento in cui queste canzoni ritornano veramente ad essere vive nella mente di chi le ha scritte, perchè il disco in effetti una volta messo nei negozi, una volta licenziato diventa improvvisamente meno tuo. Intanto perchè tu l'hai dovuto ascoltare talmente tanto nelle fasi della lavorazione che quando finalmente è finito ormai lo conosci perfettamente, conosci tutti i suoi segreti, non lo riascolti più. Materialmente non ti ricapita più di rimettere il disco per ascoltarlo, no? e questo vale per tutti i dischi. Per quelli più vecchi come anche in questo caso per quest'ultimo disco. Dov'è che invece uno riascolta le canzoni che ha scritto, le riascolta, le ricanta, le rifà sue? è proprio quando decide di sceglierle tra le tante che ha scritto per metterle in quelle due ore di musica che si fanno sul palco. Qui scatta un meccanismo di scelta, a volte anche dolorosa, no? ma anche però piacevole. Intanto perchè puoi riarrangiare, puoi rivedere, magari cambiare anche un po' il testo, puoi dare una sequenza che ha un senso per te, per quello che vuoi dire. Il momento del concerto è un momento di resurrezione del repertorio

EDP: tu hai composto ultimamente anche in coppia con qualcuno?Ho letto di un pezzo sul disco di un'artista, Bracco di Graci la domanda è uno spunto poi per parlare della collaborazione, di come si può scrivere o non scrivere, collaborare o non collaborare

FDG: è casuale la condizione indispensabile è che mi piaccia il materiale sul quale devo intervenire, però sicuramente non c'è che è un momento della mia giornata in cui mi dico "adesso mi metto a fare metodicamente qualcosa per altri". Però sono un autore, quindiperchè no? l'ho fatto sempre, ho cominciato a farlo con De Andrè, e poi.. tantissimi anni fa.. l'ho fatto con Dalla, l'ho fatto con Fossati, insomma abbiamo collaborato sempre.. ho sempre collaborato con tutti. Non in maniera continuativa

EDP: senti, ti faccio un ultima domanda, questa vale per tutti e due. Domanda da radio: vi chiedo di fare una piccola scaletta, 3 canzoni. Una tua nel mezzo, una prima e una dopo.

FDG: una scaletta radiofonica?

EDP: radiofonica. Dove però nel mezzo c'è un brano tuo, e quello che c'è prima e dopo sia indicativo, cioè, crei un flusso sonoro

FDG: mah... è una domanda molto difficile, perché ... sai, io non sono un uomo di radio, cioè, non sto dalla parte tua della radio

EDP: a tuo, proprio, completo piacimento: sei in radio e ti dico metti una tua canzone, ma prima e dopo quello che ti pare

FDG: mah, guarda, io metterei una canzone di Vasco Rossi come inizio. metterei "Vita Spericolata" di Vasco Rossi, poi metterei "Generale" mia perché c'è un legame, perché io ho fatto "Vita Spericolata" in un mio disco e Vasco Rossi ha fatto "Generale" in un concerto. Poi, non saprei che fare... metterei...

EDP: anche roba che non c'entra nulla

FDGD: metterei... un pezzo di Lou Reed, che mi è sempre piaciuto tanto. Un pezzo qualsiasi di Lou Reed

EDP: sentiamo Ambrogio, sempre un pezzo suo e...

AS: beh.. metterei un pezzo che facciamo nello spettacolo: "L'abbigliamento del fuochista" certamente. Aprirei non con quello però. Aprirei con un canto popolare, proprio per rimanere nel tema. Aprirei con un canto popolare, forse uno del repertorio delle mondine anzi no: "Venezia", o "Gorizia", canti di questo genere, di grande respiro melodico. Poi, se c'è da mettere un pezzo mio, non lo so.. un pezzo del mio ultimo disco. E poi finirei col pezzo di Francesco. Tre pezzi li abbiamo fatti."

 

 

 

L'AGNELLO DI DIO

(De Gregori-Prendere e lasciare)

 

 

 

Ecco l'agnello di Dio che toglie peccati del mondo. Disse la ragazza slava

do

 

venuta allo sprofondo. Disse la ragazza africana sul raccordo anulare. Ecco

 

l'agnello di Dio che viene a pascolare. E scende dall'automobile per

                                            fa

contrattare. Ecco l'agnello di Dio all'uscita dalla scuola. Ha gli occhi come

 

due monete,  il sorriso come una tagliola. Ti dice che cosa ti costa, ti dice

 

che cosa ti piace. Prima ancora della tua risposta ti dà un segno di pace. E

 

intanto due poliziotti fanno finta di non vedere.

 

Oh, aiutami a fare come si può, prenditi tutto quello che ho. Insegnami le

sol                        mi-                         sol

 

cose che ancora non so, non so. E dimmi quanto maschere avrai e quanto

          mi-             re                             la

 

maschere avrò.

         Re

 

Ecco l'agnello di Dio vestito da soldato, con le gambe fracassate, con il

 

naso insaguinato. 

 

Si nasconde dentro la terra, tra le mani ha la testa di un  

 

uomo. Ecco l'agnello di Dio venuto a chiedere perdono. Si ferma ad

 

annusare il vento ma nel vento sente odore di piombo. Percosso e benedetto

 

ai piedi di una montagna. Chiuso dentro una prigione, braccato per la

 

campagna. Nascosto dentro a un treno, legato sopra un altare. Ecco

 

l'agnello che nessuno lo può salvare. Perduto nel deserto, che nessuno lo

 

può trovare. Ecco l'agnello di Dio senza un posto dove stare. Ecco l'agnello

 

di Dio senza un posto dove stare.

 

E dimmi quanto maschere avrò. Se mi riconoscerai, dovunque sarò, sarai.

                         la                  re   sol           la  re

 

_______________________________________________  

David Sancious (tastiere)

Steve Smith (batteria)

Benny Rietvel (basso)

Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione)

 

 

 

 

 

 

A ricomporre la frattura è stato l'incontro di lunedì (21.10.96) tra il cardinale E. Tonini e FDG al Roxybar. Alla fine di un lungo faccia a faccia il cardinale e il cantautore si sono abbracciati, tra l'altro dopo che Tonini aveva esclamato: "Posso ringraziare Dio di aver fatto uno come te". Lo storico faccia a faccia è servito per toccare alcuni argomenti "scottanti" di cui si discute in questi giorni. Ad esempio "Può un ateo usare il nome di Dio, senza passare per blasfemo?" ha chiesto DG a Tonini, mentre il cardinale tentava di spiegare al antautore che "la voce poetica" e "le mani che scrivono canzoni" sono un autentico dono. Un punto di vista non compreso da chi "Non ha fede", ha osservato DG. E mentre Red e DG lo incalzavano Tonini ha specificato "Posso ringraziare Dio di aver fatto uno come te" frase alla quale ha fatto seguito l'abbraccio. L'Osservatore Romano alcuni giorni fa aveva criticato l'utilizzazione che alcuni autori (Venditti De Andrè e altri) fanno di Dio nei loro testi pur essendo dichiaratamente atei. Lo stesso Dg aveva attirato su di sè qualche critica per "Agnello di Dio". "A fine trasmissione hanno chiacchierato a lungo racconta" R. Ronnie. Non è quindi molto difficile intuire il punto d'incontro tra Tonini e DG : "Ognuno è alla ricerca del perchè della vita. ognuno cerca di capire, chi nella fede chi no, ma tutti cercano un confronto. (PACE FATTA TRA CHIESA E CANTAUTORI – 23.10.96)

 

 

BACI DA POMPEI

(De Gregori - Prendere e lasciare)

 

 

 

 

MIb                            LAb   

 Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna

 

SIb         MIb                        LAb

 Che tramontò, non fu la stella che schiarì la notte

 

SIb            SOL                 LAb

 La notte che arrivò e che s'illuminò

 

                       MIb

 E non fu lei che disse "no"

 

        SIb       MIb

 E non fu lui che disse

 

        MIb7                 LAb

 E non fu lei che disse "no"

 

        SIb            Mib

 E non fu lui che disse "no"

 

E non fu la nuvola che passò, non fu la nuvola

 Che si fermò e congelò il vapore dell'estate

 E le parole liberate

 Senza fretta

 E non fu lei che disse "aspetta"

 E non fu lei che disse

 E non fu lei che disse "aspetta"

 E non fu lei che disse "aspetta"

 

REb        SOLb  SOLb/LAb    

 Che passi il segno della piena

 

REb       SOLb     SOLb/LAb

 

 Su questo cuore e su questa schiena

 

REb      SOLb  SOLb/LAb

 E si addormentino gli amanti

 

REb  SOLb  SOLb/LAb

 All'ombra del vulcano

 

REb     REb7                     SOLb6

 Possa bruciare sempre la tua mano

 

LAb  LAb/DO  SIbm7

 Nella mia mano

 

               LAb           SOLb6

 E consumarsi il mio destino

 

MIbm7/9           REb

 Col tuo destino

 

DOb7+/9                        REb REb4#

 E questa pioggia ritorni vino

 

REb     SOLb    REb/FA LAb4  REb MIb7/9

 E questa cenere diventi vino

 

 Non fu il coltello che tagliò, non fu la luna

 Che si inabissò, non fu la stella che sparì, non fu la notte

 Quando si squagliò

 E non fu l'aurora

 E non fu lei che disse "ancora"

 E non fu lui che disse

 E non fu lei che disse "ancora"

 E non fu lui che disse

 E non fu lei che disse "ancora"

 E non fu lui che disse "ora"

Che passi il segno della piena

 Su questo cuore e su questa schiena

 E si addormentino gli amanti

 All'ombra del vulcano

 Possa bruciare sempre la tua mano

 Nella mia mano

 E consumarsi il mio destino

 Col tuo destino

 E questa pioggia ritorni vino

 E questa cenere diventi vino

 

 

 

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David Sancious (tastiere)

Steve Smith (batteria)

Benny Rietvel (basso)

Corrado Rustici (chitarra elettrica, tastiere e programmazione)

Bruce Kaphan (chitarra dobro)

Francesco De Gregori (chitarra acustica)

 

 

Un ricordo delle gite scolastiche che si facevano alle medie. I ragazzi in visita a Pompei vanno a cercare gli elementi più conturbanti, come il calco dei due innamorati colti dall'eruzione del Vesuvio durante un amplesso. Lo spunto è questo calco, ma non ne ho voluto fare una canzone archeologica e il brano prende tutta un'altra direzione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

 

BATTERE E LEVARE

(De Gregori-Prendere e lasciare)

 

 

Lo vedi tu com'è... bisogna fare e disfare. Continuamente e malamente e

sol           do   re                 sol                         do

 

con amore, battere e levare. Stasera guardo questa strada e non lo so

            re        sol             sol7           do

 

dove mi tocca andare. Lo vedi, siamo come cani. Senza collare.

re              sol                       do    re       sol

 

Lo vedi tu com'è... è prendere e lasciare. Inutilmente e crudelmente e per

sol          do       re             sol     sol7              do

 

amore, battere e levare. Ma non lo vedi come passa il tempo?

       re          sol             sol7      do

 

Come ci fa cambiare? E noi che siamo come cani. Senza padroni.

 re           sol                       do      re      sol

 

So che tu lo sai perfettamente, come ti devi comportare. Abbiamo avuto

re                re7            sol     do      sol       re

 

tempo sufficiente per imparare.

      re7       sol   do    sol

 

E poi lo sai che non vuol dire niente dimenticare. E tu lo sai che io lo so

re            re7                     sol  do  sol    re            re7

 

e quello che non so lo so cantare.

   sol         do           re

 

Lo vedi tu com'è... come si deve fare. Precisamente e solamente, battere e

sol         do      re            sol                  do        re

 

levare. Vedo cadere questa stella e non so più cosa desiderare. Lo vedi,

sol           sol7          do                 re         sol

 

siamo come cani. Di fronte al mare.

           do         re        sol

 

P.S. Il Re va fatto come un Do, in 3° capotasto senza barrè.

 

 

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David Sancious (tastiere)

Benny Rietvel (basso)

Corrado Rustici (tamburello)

Francesco De Gregori (chitarra acustica)