LA STORIA

CIAO CIAO

SOTTO LE STELLE DEL MESSICO A TRAPANAR

SCACCHI E TAROCCHI

POETI PER L'ESTATE

PICCOLI DOLORI

I COWBOYS

A PA'

TUTTI SALVI

MIRACOLO A  VENEZIA

 

 

Prodotto da F. De Gregori, tranne Scacchi e venezia, prodotti da Ivano Fossati

 

Registrazioni effettuate negli studi

Quattro uno di Roma (Poeti per l'estate e La storia) da Luciano Torani;

Studio Umbi di Modena (Scacchi e Taroccli, Ciao, ciao, A Pà, Piccoli Dolori, Tutti salvi, Miracolo a Venezia) da Maurizio Maggi;

Right Track Recording Studios di New York (I cowboys e Sotto le stelle del Messico a trapanar) da Dominick Maita e Robert Russo - assistente Bill Miranda.

Edizioni Serraglio S.r.l.

Un ringranziamento particolare (special thanks): Louise Mc Govern

CD Artwork Mario Scardala

 

Fotografie di Peppe d'Arvia.

Ivano Fossati

SYNT GUITAR

Francesco De Gregori

VOCE, CHITARRA

Missaggio realizzato negli studi Town House di Londra da Osven Davies, Ivano Fossati e Francesco De Gregori - assistente al missaggio Martin White.


Transfer realizzato negli studi Town House di Londra da lan Cooper

Ivano Fossati appare per gentile concessione della C.B.S. Records

Sly Dunbar e Robbie Shakespeare by courtesy of Island Records

Hanno inoltre collaborato:

Flavio Boltro (flicorno)

 Felice Reggio (tromba)

Gabriele Comeglio e Alfredo Ponissi (sassofoni)

Fred Zarr (piano e sybt)

Danilo Madonia (synt)

Pat Thrall (chitarra elettrica)

Bernie Worrel (piano e synt).

 

Organizzazione della Produzione e Management esclusivo: Filippo Bruni

Guido Guglielminetti

BASSO

Vincenzo Mancuso

 CHITARRA

Elio Rivagli

BATTERIA

Mario Scotti

BASSO

Stefano Senesi

PIANO, TASTIERE

Sly Dunbar

BATTERIA

Robbie Shakespeare

BASSO

Massimo Buzzi

BATTERIA

 

 

“Credo che questi dieci anni di piombo che abbiamo passato in Italia, i cosiddetti anni di piombo, siano stati poco chiariti. Non si sa come sono cominciati e non si sa nemmeno come sono finiti, perlomeno io non lo so, non riesco a immaginarmelo e sì che ho letto spesso i giornali. Mi sembra che rimanga avvolta nel misero un po’ la sostanza di quel che è successo e che ha molte sofferenze a tutti quanti noi, al paese, anche se adesso ce ne siamo un po’ dimenticati e abbiamo rimosso certe cose. E Scacchi e tarocchi è quindi dedicata a solutori più che abili perché un solutore medio come me non è riuscito a trovarla questa soluzione. Non è pubblica ma secondo me qualcuno lo sa.”.

Cambio della guardia nella band di De Gregori: Francesco racconta dopo l’uscita del disco: “I musicisti di adesso li ho conosciuti in buona parte tramite Fossati, al quale avevo chiesto di darmi una mano per realizzare Scacchi e tarocchi. Così lui ha portato con sé Rivagli, Guglielminetti e Martellieri, mentre io ho portato Mancuso, con cui avevo già inciso dei provini per l'occasione: lo conoscevo da tempo, me lo aveva presentato un bassista che aveva lavorato con me in passato, Mario Scotti, ed era nata una simpatia immediata. Fu così che ho conosciuto anche Lucio Bardi: lui si autodefinisce scherzosamente il secondo chitarrista, ma appena può tira fuori le unghie, come nell'assolo di chitarra acustica su “Caterina”.

Fra quelle persone ce ne è una che, insieme al suo fedelissimo Filippo Bruni (conosciuto qualche anno prima), d’ora in poi gli farà da angelo custode, amico, consigliere, impresario, produttore, fratello, capobanda: Guido Guglielminetti.

Trova anche il tempo per fare il giornalista. Su l’Unità scrive bellissimi articoli relativi a fatti contemporanei: Un generoso manifesto contro ogni guerra, Una settimana da non dimenticare, Guai a creare barriere tra sani e sieropositivi, Se il mondo insanguina le fiabe, Che faremo dopo la domenica di silenzio?, La legalità nel paese senza regole, Le fughe di fine millennio e Mi manca la sua lucidità.

 

L’anno fa parte di quelli della rivoluzione tecnologica, dei laboratori politici, del risveglio economico e produttivo dopo gli anni di piombo, dei week end, delle vacanze esotiche, della seconda casa. Sono gli anni di un nuovo miracolo economico, del consumismo. Gli anni in cui tutti si arricchiscono in egual misura. In una parola: sono gli anni di una nuova, grande, generale abbuffata interrotta solo quando gli eccessi hanno iniziato a produrre tossine.

Ci governa Craxi con una coalizione politica DC, PSI, PSDI, PRI, PLI; Mikhail Gorbaciov viene eletto segretario generale del Pcus: "glasnost e perestrojka" (trasparenza e rinnovamento) sono due parole che mai si erano sentite pronunciare da un leader russo; il 24 giugno Francesco Cossiga è il nuovo presidente della Repubblica; vertice del disarmo a Ginevra fra Reegan e Gorbaciov: viene assegnato il Nobel per l’economia a Franco Modigliani; il 29 maggio, allo stadio Heysel di Bruxelles, prima della finale della Coppa dei Campioni fra Juve e Liverpool, i tifosi inglesi schiacciano sugli spalti 39 italiani. Le squadre inglesi pagheranno questa tragedia con l’esclusione dalle coppe per cinque anni; Vincenzo Muccioli, fondatore di San Patrignano, finisce sotto accusa per i metodi utilizzati nel suo centro; alcuni terroristi palestinesi sequestrano la nave da crociera Achille Lauro, con a bordo 454 persone, e si arrendono dopo aver ucciso e gettato in mare un turista americano invalido; un ciclone in Bangladesh uccide più di 10.000 persone e una gigantesca eruzione del vulcano Nevado del Ruiz provoca la morte di 25.000 persone in Colombia; vengono assolti tutti gli imputati del processo sulla strage di piazza Fontana; tutta la penisola da nord a sud viene coperta dalla neve. A Firenze la temperatura scende fino a 23 gradi e a Lucca per il freddo muoiono più della metà degli animali di un circo; in Val di Fiemme, a causa dell'incuria cede un bacino artificiale per il contenimento di acqua e fango di una miniera. Le acque travolgono i paesi di Stava e Tesero; vengono assassinati dalla mafia i commissario di polizia Giuseppe Montana e Ninni Cassarà, l'agente Roberto Antiochia e il pentito Salvatore Marino; terroristi del gruppo estremistico Abu Nidal con raffiche di mitragliatori e bombe a mano provocano una strage negli uffici box d'imbarco a Fiumicino uccidendo 13 persone; una coppia di fidanzati francesi viene assassinata mentre si trova appartata in una tenda canadese vicino Firenze. Si tratta dell’ultimo delitto attribuito al “mostro di Firenze”; muoiono Italo Calvino ed Elsa Morante.

Carovita: giornale £ 650, biglietto del Tram £ 500, Tazzina Caffè £.400, Pane £ 1200 al kg, Latte £ 780, Vino al litro £ 900, Pasta al kg £. 980, Riso al kg £.1150, Carne di Manzo al kg. £.11.000, Zucchero al kg £ 960, Benzina al litro £ 1329.

Si profilano nuovi modelli alimentari, anche di importazione (esotici, macrobiotici, naturali, dietetici, anglosassoni) mentre si affermano nuove modalità di consumo degli alimenti (mense aziendali, ristoranti, fast food, snack bar). Però ci intossichiamo con il vino al metanolo, artefatto con alcol metilico che provoca in Italia più di venti morti e consumiamo i biscotti di un pazzoide con i riccioli gialli vestito da romanista, che propone colazioni in tazzone giallorosse e di nome fa Mago Galbusera.

Il Premio Strega va a Carlo Sgorlon con L'armata dei fiumi perduti e il Campiello va a Mario Biondi con Gli occhi di una donna.

Indossiamo pantaloni a sigaretta con colori elettrici, minigonne scozzesi. Il blu elettrico, il fucsia e il giallo sono padroni indiscussi dei tessuti. Indossiamo anche le scarpe sportive "Canguro" o "Soldini", il piumino Moncler, le scarpe Timberland, le felpe Best Company e Naj oleari, la cintura El Charro, le Nike bianche in pelle con il baffo azzurro, le calze Burlington, le scarpe Adidas “Stan smith” che al posto dei lacci hanno due fiocchi di tulle, nella migliore tradizione del look madonnaro.

Nella pubblicità degli anni Ottanta, troviamo la donna sempre impegnata fra merende per ragazzi, in ambienti con pareti colorate di verde pisello e pavimenti così puliti che sarebbe un peccato calpestarli. In cucina i tradizionali ruoli femminili vengono ricoperti da mariti un po' goffi e impacciati (solo pizzette?) Lei, al massimo, prepara qualcosa di surgelato. La massaia comincia a cedere il passo alla donna in carriera, che per la casa e la famiglia ha sempre meno tempo a disposizione.

Spot da ricordare sono anche "Gusto pulito.... colore chiaro...." pronunciato dall’amico antipatico Michele, intenditore di whisky che sorseggia, bendato, un Glen Grant (e quelli che lo ascoltano e ridono divertiti per la sua imbecille esibizione non scherzano per antipatia!) e "Per una parete grande non occorre un pennello grande, ma un grande pennello”.

Giochiamo con Gira la Moda, l'Isola di Fuoco, i Transformers, i Popples, gli Angelorsi, gli Orsetti del Cuore, i Wuzzles.

Nello sport il diciassettenne Boris Becker è il più giovane vincitore di Wimbledon della storia; i fratelli Abbagnale sono, come al solito, campioni del mondo di canottaggio; Michel Platini nuovamente vince il Pallone d’Oro e la Coppa intercontinentale con la Juve. La domenica sera Marino Bartoletti ci racconta che il Verona vince lo scudetto con Garella, Brighel, Marangon, Marchetti, Fontolan, Tricella, Fanna, Volpati, Galderisi, Di Gennaro, Heilcker. (All. Bagnoli).

Di moda sono parole come look e must. Era infatti "must" andare a Cortina, avere la Jeep, il Tuareg o l'Arizona; di moda sono anche il dalmata e lo spaniel Inglese, i viaggi a Ibiza e in Jugoslavia, gli occhiali da sole Persol, i legging e i braccialetti punk, il graffitismo.

Leggiamo Vita standard, L'uomo che guarda, La notte della cometa, La città della gioia

Mentre tutti si domandavano se le donne delle spiagge californiane sono davvero tutte come Pamela Anderson, in tv guardiamo Celeste, Love boat, Quelli della notte, Ok il prezzo giusto, Parola mia, Operazione five, M’ama non m’ama, Il gioco delle coppie, Bim bum bam, La schiava Isaura, Il diritto di nascere, Veronica il volto dell'amore.

Viaggiamo con Opel Corsa, Autobianchi Y10, Citroen Visa, Ford Scorpio, Wolkswagen Golf, Opel Omega, Fiat Tipo.

Al cinema vediamo Cocoon, L'onore dei Prizzi, La mia Africa, Il colore viola, Pensavo fosse amore invece era un calesse, 9 settimane e mezzo, La messa è finita e La storia infinita, Piccoli fuochi, La rosa purpurea del Cairo, Top Gun, Amadeus, Urla del silenzio, Così parlò Bellavista, Casablanca Casablanca, Pizza Connection.

A Sanremo vincono I Ricchi e Poveri con “Se m'innamoro”, Il Premio Tenco lo vince Paolo Conte con Sotto le stelle del Jazz, allo Zecchino d’oro vince "Riprendiamoci la fantasia" e al Festivalbar i Righeira con “L'estate sta finendo”.

Bob Geldof, per raccogliere fondi per l’Etiopia colpita dalla carestia, riunisce in 16 ore di musica le più importanti rockstar del mondo, raccogliendo più di 70 milioni di dollari nei due concerti "Live Aid" tenuti in contemporanea il 13 luglio a Wembley e al JFK Stadium di Philadelphia. Partecipano Who, Led Zeppelin. Black Sabbath, U2, Dire straits, Queen, Santana e Pat Metheny in duo, Elton John, Madonna, Paul McCartney, Mick Jagger, Tina Turner, Elton John, David Bowie, Bob Dylan, Keith Richards e Ron Wood dei Rolling Stones. Gli artisti americani che non partecipano contribuiscono con il disco "We are the world", che dominerà le classifiche. Intanto, con “Like a virgin”, la signorina Veronica Ciccone in arte Madonna diventa sempre più un oggetto di culto.

La Disco frana improvvisamente su un mondo musicale che aveva assistito anche alla morte del progressive rock. Tutto spazzato via da canzonette nelle quali bastava fare il verso a Paperino (Disco duck) per vendere milioni di copie! Il CD s’impone nel mercato ed è dunque indispensabile un canale di promozione musicale totalmente nuovo: il videoclip o lo spot pubblicitario di una canzone da scaricare su supporto magnetico. Il supporto video diventa fondamentale.

I ragazzini vanno matti per Simon Le Bon. Ma l’impatto sociale dei Duran non è paragonabile a quello delle star degli anni ’60, nemmeno quando vendono un gran numero di dischi. Altre meteore come gli Spandau Ballet e Wham tramontano velocemente.

La nascita di MTV, la televisione musicale non stop, si inserisce perfettamente in un rinnovato clima di euforia elettronica. Il video,assicura diffusione e fama mondiale ad altre indimenticabili voci, come quella di Freddie Mercury dei Queen, protagonista di una musica sopravvissuta alla sua morte. La TV e il walk-man rendono individuale la fruizione della musica.

Ascoltiamo We are the world, Wild boys, Into the groove, Noi ragazzi di oggi, Questione di feeling, Una Storia importante, La vita è adesso, The Neverending story, The Power of love, Ghostbusters, I'll fly for you, This is not America, L'Ultima poesia, If you love somebody set them free, Mixing, Imagination, Sole papà, Crazy for you, Acqua, No time no space, La Pappa non mi va, Like a virgin

Gli album più venduti in Italia sono La vita e' adesso, The dream of the blue turtles, Born in the U.S.A., Arena, Parade, Cosa succede in citta', Like a virgin, We are the world, Make it big Wham!, Promise, Quelli della notte, I miei americani, Our favourite shop, SCACCHI E TAROCCHI, Vanoni/Paoli...insieme, Finalmente ho conosciuto il conte Dracula, Once upon a time, No jacket required, Boys and girls, So red the rose, Brothers in arms. Ma sui nostri walkman infiliamo anche CD come Empire Burlesque, The Dream of the Blue Turtle, Aura, Vocalese, Rain Dogs, Helloween. Tormentone dell’estate: L'Estate sta finendo, dei Righeira.

http://www.rimmelclub.it/storia/storia.htm

 

 

 

 

 

 

"Scacchi e tarocchi" sembra anche un disco molto polemico..."Lo era, anzi, molto incazzato... questo invece non è polemico, anche perché non si può polemizzare ogni due anni, se no si diventa anche schiavi di un clichè, di quelle che Dylan chiama le "fingerpointed songs" le canzoni col dito puntato, quelle che lui ha scritto nei primi dischi e poi ha superato per andare avanti. Io le mie "fingerpointed songs" le ho scritte a 36 anni, poi basta... anzi in futuro vorrei scrivere delle belle canzoni commerciali, da Sanremo...". Come "La donna cannone"? "Naturalmente scherzo. Come La donna cannone va ancora bene. Ma, in un certo senso, anche quello è stato un po' un incidente. Certe aperture melodiche mi imbarazzano. Mi autocensuro, perchè si sta sul filo del rasoio...". DE GREGORI: CONTINUERO' A NON ESSERE D'ACCORDO - DI GINO CASTALDO - 21 GENNAIO 1988)  

 

 

 

 

 

Fu proprio tra le nebbie dell'invemo milanese che mi giunse SCACCHI E TAROCCHI, simile a un richiamo, con la bellissima canzone dedicata a Pasolini. (…) La storia. Credo che nessuno abbia mai, prima di lui, scritto una canzone d’amore per la storia, dichiarando ciò che in questa canzone è chiaramente espresso. E’ come un canto augurale per l’incredibile evoluzione che stava per cadere su questo nostro vecchio e arruginito mondo. E, se penso alle altre canzoni italianiste scritte dopo Viva l’Italia, avrei preferito che nessuno ne scrivesse dopo di lui, lasciandogli simpaticamente questo grande privilegio di esclusiva.DE GREGORI – LO CASCIO – MUZZIO 1990)

 

  

I musicisti di adesso li ho conosciuti in buona parte tramite Fossati, al quale avevo chiesto di darmi una mano per realizzare Scacchi e tarocchi. Così lui ha portato con sé Rivagli, Guglielminetti e Marteffleri, mentre io ho portato Mancuso, con cui avevo già inciso dei provini per l'occasione: lo conoscevo da tempo, me lo aveva presentato un bassista che aveva lavorato con me in passato, Mario Scotti, ed era nata una simpatia immediata. Però non ci avevo ancora suonato insieme, sapevo che difficilmente sarebbe venuto a suonare fuori dalla Sicilia. Quando poi ho bisogno di altri musicisti, come d'altronde è accaduto, è a questo nucleo di collaboratori che mi affido per un consiglio. Del resto non conosco bene il mondo dei musicisti, alcuni li conosco di fama, ma non mi va di chiamarli soltanto in funzione del nome. In linea di massima, preferisco che siano i musicisti con cui suono a suggerirmi altri musicisti. Fu così che ho conosciuto anche Lucio Bardi: lui si autodefinisce scherzosamente il secondo chitarrista, ma appena può tira fuori le unghie, come nell'assolo di chitarra acustica su "Caterina". "CHITARRE" - INTERVISTA A FRANCESCO DE GREGORI (DICEMBRE 1990) - DI GIUSEPPE BARBIERI E ANDREA CARPI)

 

 

 

A PA '

(De Gregori-Scacchi e tarocchi)  

 

Non mi ricordo se c'era luna, e nè che occhi aveva il ragazzo, ma mi ricordo quel sapore

re                la4   re                           la4        re   sol

 

in gola e l'odore del mare come uno schiaffo.    A pà.

  re                  la7                re    la4  re    sol re sol re la4 re

 

E c'era Roma così lontana, e c'era Roma così vicina, e c'era quella luce che li chiama,

        la7          re                        la7       re        sol      re

 

come una stella mattutina. A pà.     A pà.  Tutto passa, il resto va.

         la7         re    la4 re   la4 re  sol     re     la4    re

 

E voglio vivere come i gigli nei campi, come gli uccelli del cielo campare, e voglio

re       la4           sol        re                         sol   la4      re

 

vivere come i gigli dei campi, e sopra i gigli dei campi volare.

sol            re                        la4             re

 

 

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Mario Scotti (basso)
Massimo Buzzi (batteria)

Vincenzo Mancuso (chitarra elettrica)
Stefano Senesi (tastiere)
Francesco De Gregori (armonica)

 

 

 

 

 

 


A PA', FIRMATO FRANCESCO

In concerto De Gregori omaggia l'intellettuale a 30 anni dalla morte. Storia di un'affinità dalle radici antiche. di Giommaria Monti

"Una canzone dedicata al più grande poeta del Novecento". Poi l'armonica avvia lenta e struggente "A Pà", scritta nel 1985, dieci anni dopo la morte di Pasolini. Così De Gregori apre lo showcase di presentazione di "Pezzi" a Milano, ai Magazzini Generali lo scorso 22 marzo. Così, spiega nelle interviste, aprirà i concerti della prossima tournée che partirà il 17 maggio da Palermo. Trent'anni dopo la morte del grande poeta, ucciso all'idroscalo di Ostia la notte tra l'1 e il 2 novembre 1975.

Perché Pier Paolo Pasolini è stato innanzitutto questo: un grande poeta prima ancora che narratore, regista, autore di teatro,  saggista, polemista e perfino paroliere con Domenico Modugno (sue sono le parole di "Che cosa sono le nuvole", canzone musicata da Modugno per l'omonimo episodio pasoliniano del film "Capriccio all'italiana" del 1968).

Pasolini aveva già incrociato la vita di Francesco De Gregori nel febbraio del 1945, quando il fratello del poeta friulano fu ucciso insieme allo zio di De Gregori, il comandante Bolla che portava il suo nome. Partigiani uccisi da partigiani filo titini nelle malghe di Porzus, in Friuli, in una delle pagine più orrende della storia partigiana. Nel lavoro artistico di De Gregori, Pasolini lo si incontra dovunque: negli espliciti riferimenti di "A Pà" ("Voglio vivere come i gigli dei campi / Come gli uccelli del cielo campare" è una citazione da "Trasumanar e organizzar"); in immagini come quella de "La leva calcistica della classe '68", col ragazzino che gioca a pallone nei campi impolverati della periferia; nella sfida coraggiosa del "Canto delle sirene" che ricorda il pasoliniano "gettare il proprio corpo nella lotta".

Perfino nell'ultimo disco in "Vai in Africa, Celestino!" si può leggere quell'invocazione "Africa! Unica mia alternativa" del "Frammento alla morte". Ma soprattutto Pasolini nelle canzoni di De Gregori è presente nella forza di puntare lo sguardo dove è più difficile guardare, nella capacità di attraversare storie senza enfasi, nella lucidità nel raccontare il mondo. Proprio la lucidità è quello che di Pasolini forse oggi manca di più, come ha perfettamente spiegato De Gregori in un articolo pubblicato il 28 ottobre del 1995 su "L'Unità". Si intitolava "Mi manca la sua lucidità". Scriveva nell'articolo: "Mi manca soprattutto la sua opinione su ciò che è avvenuto dopo la sua morte, in questi vent'anni. Pasolini e l'Aids. Pasolini e le lettere di Moro. Pasolini e Berlusconi. Pasolini e Internet".

Forse è per questo che De Gregori rende così visibile e palmare il riferimento a Pasolini, per quella lucidità. Aprire i concerti con "A Pà" non è solo un omaggio al poeta, è una chiave di lettura di ciò che si ascolterà dopo. Un modo per segnare la propria strada e indicare la direzione.

 

 

 

CIAO CIAO

(De Gregori-Scacchi e tarocchi)

 

Ciao ciao, andarmene è un peccato, però ciao ciao. Bella donna alla porta che mi saluti.

do                      do7+             fa                    fa7+        do

 

E baci, abbracci e sputi, e io che sputo amore, io che non sputo mai.

                   sol                    fa                     do    sol fa

 

Ciao ciao, andarsene era scritto perciò ciao ciao. Bella ragazza che non m'hai capito

 do                       do7+          fa                      fa7+

 

mai. Già parte il treno, sventola il fazzoletto, amore mio, però piangi di meno.

do                 sol7               fa                           do   sol fa

 

Ciao ciao, ciao amore ciao, amore ciao. Guarda che belli fiori in quella città. Ciao

do          do7+                  fa                                        do

 

amore ciao, amore come va? Ciao amore, amore mio, amore ciao.

      do7+             fa                               do

 

Ciao ciao, guarda che belli i fiori in quella città, che mai mi ha vinto e mai nemmeno

do                        do7+                fa

 

mi vedrà. Guarda che mare! Guarda che barche piccole che vanno a navigare.

  do               sol4    sol7              fa                   do

 

Guido Guglielminetti (basso)
Gilberto Martellieri (tastiere)
Ivano Fossati (emulator)

 

 

 

I COWBOYS

(De Gregori-Scacchi e tarocchi)  

 

I cowboys vanno a cavallo per i canyons della vita, la loro gloria è una cintura d'oro

re                                             la           re            sol

 

e una fibbia arrugginita. Il deserto è la loro stella, la loro stella non ha famiglia,

      la             re                                                   la

 

e il futuro per loro non ha mattino, il loro vino non ha bottiglia.

      re                    sol             re      la     re

 

Il deserto è la loro stella, la loro stella fa che non tramonti, e il futuro per loro

re                                                      la             re   re7

 

è una cosa bella, che quando arriva ci si fanno i conti. I cowboys sono animali veloci,

          sol                re           la      re       re

 

quando ritornano già vanno via, le loro strade non hanno incroci, la loro vita è una

                          la            re         re7   sol              re

 

ferrovia.

la   re

 

Che quando riparte il treno, tutti armati fino ai denti. Ti salutano coi fucili, a

sol                          re                   la       re            sol

 

cavalcioni dei respingenti.

mi            la       re

 

I cowboys vanno a cavallo, nell'Arizona dei nostri cuori. Non hanno figli e non hanno

re                                          la                       re    re7

 

padri, non hanno armi e non hanno amori. All'avventura vanno da soli, così si perdono

sol               re        la    re

 

raramente. Sono cuori nella deriva, sono anime nella corrente.

la             re     re7   sol         re     la    re

 

E quando ritorna il treno che è sera, e il futuro si fa presente, prima dei cowboys

sol                                        re           la                 re

 

chissà se c'era, ma dopo i cowboys non c'è più niente.

          sol              mi          la       re

 

 

Robbie Shakespeare (basso)
Sly Dunbar (batteria)
Ivano Fossati (chitarra elettrica)
Pat Thrall (chitarra elettrica)
Bernie Worrel (piano e synt)
Francesco De Gregori (chitarra acustica)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA STORIA

(De Gregori-Scacchi e tarocchi)  

 

 

 

La storia siamo noi, nessuno si senta offeso, siamo noi questo prato di aghi sotto il

do                                             re-

 

cielo. La storia siamo noi, attenzione, nessuno si senta escluso.

        sol                                               do

 

La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare, questo rumore che rompe il

   sol          la-        re-                       sol

 

silenzio, questo silenzio così duro da masticare.

                 do

 

E poi ti dicono "Tutti sono uguali, tutti rubano alla stessa maniera". Ma è solo un modo    mi                                      la-                                        mi

 

per convincerti a restare chiuso dentro casa quando viene la sera. Però la storia non

                                                    la-             sol

 

si ferma davvero davanti a un portone, la storia entra dentro le stanze, le brucia, la

  sol7                         do                sol                        sol7

 

storia dà torto e dà ragione. La storia siamo noi, siamo noi che scriviamo le lettere,

           do                                      re-                   

 

siamo noi che abbiamo tutto da vincere, tutto da perdere.

  sol                          sol7      do

 

E poi la gente, (perchè è la gente che fa la storia) quando si tratta di scegliere e di

         mi                                                     la-

 

andare, te la ritrovi tutta con gli occhi aperti, che sanno benissimo cosa fare.

                      mi                                     la-

 

Quelli che hanno letto milioni di libri e quelli che non sanno nemmeno parlare, ed è per sol                                sol7                    do

 

questo che la storia dà i brividi, perchè nessuno la può fermare.

sol                       sol7              do              la7

 

La storia siamo noi, siamo noi padri e figli, siamo noi, bella ciao, che partiamo.

           re-            sol                 do                         la-

 

La storia non ha nascondigli, la storia non passa la mano.

    re-                 sol       do               la-

 

La storia siamo noi, siamo noi questo piatto di grano.

 re-            sol        sol7                   do    sol la- re- fa sol do  

 

 

 

Francesco De Gregori (pianoforte e voce)

 

 

Una mattina, uscendo da casa, ho visto che il marciapiede era pieno di siringhe. Ho pensato: non mi riguarda finchè mio figlio non si punge lì, giocando. Così è nata “La storia”, pensando che se non siamo noia a fare la storia è lei che fa noi, che ci toglie la sedie da sotto il culo, brucia le nostre stanze, ci dà ogni giorno torto o ragione. Ecco tutto: c’è un disinteresse che la gente crede di potersi permettere, ma poi si scopre sempre che non è vero. (L’Unità – gennaio 1988

 

 

 

 

 

 

MIRACOLO A VENEZIA

(De Gregori-Scacchi e tarocchi)  

 

 

Venezia sta sull'acqua, manda cattivo odore, la radio e i giornalisti dicono sempre

 

"Venezia muore". Cadono tutte le stelle, si spengono ad una ad una, e sembrano caramelle

 

che si sciolgono nella laguna. Cadono tutte le stelle e tu lasciale cadere, lascia che

  

si nascondano se non le vuoi vedere.

 

Venezia sta sull'acqua e piano piano muore, il cielo sopra le fabbriche cambia colore,

  

le nuvole sono fumo sopra Marghera, dove non c'è nessuno, nessuno esce la sera, mentre

  

al Lido davanti al Cinema pastori ed operai, fanno a gara su quelle gondole che non

  

avevano preso mai. E navigano fino all'Africa senza motore, fino a che finisce il Cinema

 

e ricomincia il rumore.

  

Venezia sta sull'acqua e muore piano piano, un uomo sotto il cappotto nasconde un