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Produzione e realizzazione artistica a cura di Edoardo De Angelis
Arrangiamenti a cura di Edoardo Da Angelis e Francesco De Gregori
Archi diretti dal maestro Luigi Zito
Registrazioni effettuate presso lo studio 38 in Roma da Aurelio Rossitto e
Ivano Casoni
Mixages effettuati presso il re-recording 1 della BMG Ariola in Roma da Sergio
Patucchi con Edoardo Da Angelis e Francesco De Gregori
Fotografia di Giorgio Lo Cascio Realizzazione grafica e disegno di Alvise Sacchi
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Renzo Zenobi CHITARRA ACUSTICA |
Francesco De Gregori VOCE, CHITARRA |
Hanno inoltre collaborato:
Alvise Sacchi CAMPANELLI, BIRIMBAO Marcello Feliciani OBOE Massimo Rocci BATTERIA, BONGOS Luciano Ciccaglione CHITARRE Jimmi Tamborelli CHITARRA CLASS. Sandro Ponzoni BASSO Franco Di Lelio ARMONICA Aldo Pizzolo PIANO Maurizio Biglio CHITARRA 12 corde, banjo Baba Yaga CORO Ed. IT/BMG Ariola CD Artwork: Mario Scardala
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Alfredo Minotti BATTERIA,CEMBALI |
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Roberto Ciotti CHITARRE ELETT. |
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Maurizio Gianmarco FLAUTO |
Sandro Centofanti PIANO E TASTIERE |
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Edda Dell'Orso VOCE SOPRANO |
Piero Montanari BASSO |
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Mario Scotti BASSO |
Massimo Buzzi BATTERIA |
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Il Dott. Micocci mi disse che aveva intenzione di regalare a tutti i giornalisti una bambolina tipo Barbie vestita solo di un nastro intorno ai fianchi, per rappresentare la signora Aquilone esattamente come nel bel disegno di Alvise Sacchi nella busta intema, e realizzarla in modo da poter essere inserita sul pemo centrale del giradischi onde danzare soavemente durante l'ascolto delle canzoni di Francesco. |
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«Ma chi è 'sto Cesare? Ma chi lo conosce! Ma nun poi parlà come magni?». E Francesco, paziente, spiegava al tecnico del suono che non era necessario sapere per forza che si trattava di Cesare Pavese, che avrebbe potuto essere un Cesare qualsiasi, sotto la pioggia, ad attendere inutilmente il suo amore ballerina.”. Questo raccontava Lo Cascio del disco dove arrivano finalmente i violini.Quando esce “Alice non lo sa“, per Francesco è ancora fresca l’eliminazione dal “Disco per l’estate” del 1972, dove era arrivato ultimo con la sua Alice! Ma non gliene frega più di tanto: sente già che vento sta per tirare e quella sua partecipazione fu quasi una provocazione al mercato musicale italiano.Alla gara canora (perché di gara si tratta) partecipano, fra gli altri, i Nomadi con “Io vagabondo” (e non vincono nemmeno loro!), Giovanna con una canzone di Bennato “Perchè perché”, i Delirium di Fossati con "Haum”, Umberto Balsamo con “Se fossi diverso”, Stormy Six con “Sotto il bambu”, Nada con “Una chitarra e un’armonica”.Vincerà Gianni Nazzaro con "Quanto e' bella lei", staccando la seconda classificata Orietta Berti con “Stasera ti dico di no” e i terzi classificati, i compagni di scuderia della It “I Vianella” con “Semo gente de borgata”. Le giurie bocciano anche grossi calibri come Gianni Morandi (Principessa), Patty Pravo (Io), Sergio Endrigo (Angiolina), Equipe 84 (Pullman), Romina Power (Nostalgia), Tony Renis (Un uomo tra la folla) e addirittura un certo Dalla Lucio, con un capolavoro che si chiamava “Sulla rotta di Cristoforo Colombo”.
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Quando
esce "Alice non lo sa", per Francesco è ancora fresca
l'eliminazione dal "Disco per l'estate" del 1972, dove era
arrivato ultimo Vincerà Gianni Nazzaro con "Quanto e' bella lei", staccando la seconda classificata Orietta Berti con "Stasera ti dico di no" e i terzi classificati, i compagni di scuderia della It "I Vianella" con "Semo gente de borgata". Le giurie bocciano anche grossi calibri come Gianni Morandi (Principessa), Patty Pravo (Io), Sergio Endrigo (Angiolina), Equipe 84 (Pullman), Romina Power (Nostalgia), Tony Renis (Un uomo tra la folla) e addirittura un certo Dalla Lucio, con un capolavoro che si chiamava "Sulla rotta di Cristoforo Colombo". Gianni Nazzaro partecipava alla manifestazione per la seconda volta, e non era di ottimo umore. Si sentiva trascurato dalla casa discografica, a vantaggio del conterraneo Massimo Ranieri. "Siamo due scugnizzi nati e cresciuti a Napoli, tutti e due abbiamo fatto la fame, tutti e due siamo giunti al successo dopo aver molto tribolato, tutti e due interpretiamo suppergiù lo stesso genere di canzoni. Forse proprio per queste ragioni nella stessa casa discografica uno di noi è di troppo. E quell'uno sono io. In ogni occasione, chi va avanti è lui. Ed io sono il numero 13 in panchina, come si dice nel linguaggio calcistico". Ranieri replicò: "A Napoli si dice: 'C'è sole per tutti'". Nel giugno 1972, con Ranieri lontano dalla ribalta perché impegnato nel servizio militare, il "numero 13" riuscì ad affermarsi al Disco per l'Estate e in hit-parade. Ma quindici anni dopo, l'antico rivale si rifece con gli interessi: nel 1987 infatti Nazzaro si presentò alla commissione selezionatrice del Festival di Sanremo, e ne venne scartato. La canzone da lui presentata era 'Perdere l'amore': l'anno dopo sarebbe stata la vincitrice del Festival, cantata da Ranieri.
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ALICE
Alice guarda i gatti e
i gatti guardano nel sole e
accende un'altra sigaretta. sorride
e non ti dice la sua età Ma io non ci sto più gridò
lo sposo e poi oppure
ha bevuto e
lui lo sa e
i gatti muoiono nel sole, a
poco a poco si avvicina. il
suo amore, ballerina. a
bagnarsi ancora un po' Alice guarda i gatti e
i gatti girano nel sole fa
l'amore con la luna. ha
qualcosa nel cappello pane
o carità non
ce l'ha
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Quando ho scritto la prima strofa di "Alice" non sapevo da che parte avrebbe tirato l'ultima. Però volevo fare una canzone su una persona incoscienìe. Anche la scelta del nome non è una scelta a caso solo perchè Alice suona bene, è un riferimento letterario anche quello. E poi c'è l'episodio del "Cancro nel cappello" censurato dalla Rai; mi hanno chiesto esplicitamente di cambiare quella parola. Loro mi dissero: "se non la cambi, questa canzone noi non te la trasmetteremo mai", quindi lo chiesero. Mi dissero che siccome la canzone doveva andare in onda verso mezzogiorno, la gente che mangìava non aveva voglia di sentir parlare di cancri. La parola cancro infatti è una parola proibita, da noi non si usa. Fa paura, fa sgomento, ti fanno cantare culo ma cancro no; è peggio della sifilide. In una famiglia per bene non si dice. E la Rai, come tutti sanno, è una famiglia per bene. ______________________
"...alla fine "Alice" cominciai a non sopportarla più perché durante le serate tutti me la chiedevano dall'inizio alla fine, come se fosse l'unica canzone che avessi mai scritto... io invece pensavo che anche tutte le altre fossero delle buone canzoni... e così a poco a poco cominciai ad odiare il fatto che la gente voleva sentire "Alice" solo perché l'aveva sentita un paio di volte alla radio e questo era l'unico motivo per cui gli piaceva. Ecco, mi dava fastidio questa grande forza che aveva la radio (o la televisione) nel determinare i gusti della gente. Poi in realtà io credo che "Alice" sia una bella canzone ma mi seccava passare per "quello che cantava Alice". Oltretutto non era nemmeno una di quelle canzoni che si dicono scritte di getto; avevo fatto la musica sei mesi prima di riuscire a metterci le parole e questa cosa non mi piaceva. Ancora adesso credo che le canzoni non andrebbero scritte in quel modo, salvo eccezioni. ...Anche adesso non è una canzone che faccio volentieri nei concerti. Troverei assurdo rifarla come è nel disco, ma non credo che possa sopportare altri arrangiamenti e allora forse è giusto che se ne stia lì, dove chi vuole se la può andare a sentire ...Credo che nacque in quel periodo questa storia dell'"ermetismo". Io non l'ho mai capita questa storia, mi sembra una forzatura critica un po' grossolana: se proprio dovessi dire che "Alice" somiglia a qualcosa direi che somiglia a una poesia Dada o a un quadro cubista." .....Siamo andati al bar e il tecnico del suono, che quindi aveva lavorato su tutto il disco, per il bene del whiskey diceva: <<Ma perché devi parlare così? Ma perché non mi devi far capire quello che stai dicendo?>>, diceva: <<Ma chi è 'sto Cesare? Ma chi lo conosce? Ma se io non ho studiato non so che è Cesare Pavese>>, perché qualcuno gliel'aveva detto. <<Ma come faccio a capirlo?>>. E Francesco diceva: <<Ma non è importante che sia Cesare Pavese. Cesare Pavese lo è perché io l'ho presa da lì la storia >>.
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1940 (Francesco De Gregori)
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Non
è facile spiegare come si scrive una canzone; in realtà non lo so
nemmeno io. È un prodotto artistico, e come tutti i prodotti artistici
nasce dall'ispirazione. L'ispirazione è misteriosa, chissà da dove
viene e perché viene... A volte viene perché qualcuno ti dice una
frase, ti racconta qualcosa, a volte perché hai letto un libro, hai
visto un film. Direi che nel mio caso alla base c'è questa mia |

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BUONANOTTE FRATELLO
adesso
si che sto crescendo e invece era soltanto una stazione, per liberarmi da un vestito stretto
ed indossarne uno un po' più largo. Tu mi stavi ammazzando... |
Buonanotte fratello, che riprendeva e trasfigurava il contenuto di alcune nostre discussioni nelle quali Francesco mi metteva in guardia circa il mio atteggiamento verso il prossimo. Sosteneva infatti che dietro la mia estrema disponibilità non vi fosse una reale capacità di partecipare alla vita interiore dei miei amici, e che pertanto in caso di necessità non ero in grado di fornire un vero aiuto. Scherzosamente mi diceva che se fossi stato un farmaco sarei stato un anestetico e non un lassativo. (Giorgio Lo Cascio)
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Proprio
in questo periodo Comencini stava girando il film Pinocchio, con attori
magnifici, un Manfredi in splendida forma e di grande umanità, Franchi e
Ingrassia la cui bravura e il cui spessore ancora erano ignoti a tutti a
causa del genere di film che li avevano portati al successo e molti altri,
per uno dei Eccone il testo:
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(De
Gregori-Alice non lo sa)
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I
MUSICANTI I
musicanti accordano il violino, se
la gente del caffè la
loro anima,
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(De
Gregori-Alice non lo sa)
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IL RAGAZZO
e
non si sente solo mai. sopra
un albero e sa. forse
anche più in la. |
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(De
Gregori-Alice non lo sa)
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IRENE
com'è grande il cielo... con le mani aperte
il
cuore aperto Irene guarda giù.
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Una volta avevo ascoltato in una discoteca una canzone che mi era rimasta in testa, mi era piaciuta tantissimo, ed era "Alice" di Francesco De Gregori. Nello stesso tempo mi era rimasta in testa una domanda: ma perché Alice guarda i gatti e non può guardare quel lampione là o non può guardare qualsiasi altra cosa, un sasso piuttosto che un cespuglio, un albero? E volevo chiederglielo, però non sapevo come, non lo conoscevo e avevo questa domanda da fargli... L'estate successiva scopro che sta iniziando a lavorare con mio padre ad un album che era "Volume ottavo". Figurati, impazzisco, vado in Sardegna e me lo trovo lì, a casa. In pigiama. Che lavora con mio padre, seduto sul mio divano, con la chitarra, giovane, con la barba rossa, un po' fricchettone, era un grande e lo è tuttora, è una persona che stimo moltissimo, non soltanto a livello artistico, ma anche umano... E allora io prendo coraggio e vado da lui. Questo è il figlio di Fabrizio, Cristiano; piacere Francesco. Comincio alla larga, poi piano piano mi convinco e un giorno: Francesco, perché Alice guarda i gatti? Lui mi guarda con un occhio aperto e l'altro chiuso... Non mi risponde. E non mi ha mai risposto. Anzi mi ha risposto, però in un modo abbastanza inconsueto: cioè scrivendo una canzone, con mio padre. Si chiama "Oceano", e devo dire che io sono orgoglioso di questa canzone perché è stata dedicata a me. E' la risposta di perché Alice guarda i gatti. Al che non mi sono più sognato di fargli domande di questo genere.
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(De
Gregori-De Angelis-De Gregori -
Alice non lo sa)
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LA
CASA DI HILDE due
volte la mia ad
ascoltare il tramonto e
mio padre dormiva di
alzare le mani solo
una foto ricordo e
tirò fuori i diamanti incontrammo una capra che
era curiosa di noi e
venne con noi.
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La scrissi per Edoardo De Angelis perché una sera a cena mi raccontò di questa gita in montagna che aveva fatto con suo padre ed è esattamente come dice la canzone, tranne il fatto che il contrabbandiere non era suo padre ma una persona che loro incontrarono in questa casa di Hilde dove loro dormirono, e naturalmente non contrabbandava diamanti ma orologi. E quella notte mentre lui e suo padre dormivano, nell'altra stanza c'era questo contrabbandiere che credo scopasse con Hilde; arrivò la Guardia di Finanza che lo perquisì ma non trovò niente perché Hilde aveva nascosto gli orologi da qualche parte. Così mi raccontò Edoardo e io poi scrissi la canzone; infatti la firmò anche lui che mi aveva dato l'idea..
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LE STRADE DI LEI
il
tuo filo d'aquilone
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Le
strade di lei è al
contrario indiscutibilmente un'overdose di metafore.
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MARIANNA
AL BIVIO ed
ogni giorno è sempre festa. non
le riconosco più che
cammina mi
da la mano come prima. suonava
un pianoforte. un
po' più forte. con
un uomo che gridava sembrava
una patata, con
il sole nei capelli ne
toccava la sorgente due
esistenze parallele cosa
fosse veramente che
stringeva nella mano la
seguiva da lontano. ma
che Dio lo benedica e
una bistecca mi diverte.
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SAIGON
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SONO TUO
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SUONATORI DI FLAUTO
e
al di là della pietà. e
al di là della realtà. e del povero che chiama, la
sua povertà, vestiti
di cielo, che
ti portano lontano. che
ti fa morire piano. in cui fabbrichi il tuo mondo, che
ti tradirà, vestiti
di cielo,
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Il
mio primo fìglio, che chiamai Francesco in memoria del mio amatissimo
nonno matemo, De Gregori fu (Giorgio Lo Cascio)
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