CAPO D'AFRICA

EUGENIO

GESU' BAMBINO

BUENOS AIRES

STELLA STELLINA

TERRA E ACQUA

L'ULTIMA NAVE

VIVA L'ITALIA

 

Prodotto da Andrew Loog Oldham per la Because Productions

 

 

Arrangiamenti di David Sinclair Whitaker

 

Assistente alla produzione: Michael Kivana

 

Tecnico registrazione e missaggio: Phil Chapman

 

Recordista: Raffaele Cricchi

 

 

Registrato e missato nello studio "D" della BMG Ariola, Roma - 5 Settembre - 4 Ottobre 1979

 

 

 

CD Artwork: Mario Scardala

 

 


Ed. BMG Ariola/SERRAGLIO

Tommy Eyre

TASTIERE

 Francesco De Gregori

 VOCE, CHITARRA

Hanno inoltre collaborato:

 

 

Les Paranoia

 

 

Freddie De Hagen

 

 

David Sinclair Whitaker

 

 

The Tiburtina Chamber Orchestra

 

 

Pasta Pipe Orchestra & Chorus

 

 

Fregene

Caballeros

 

 

Foto: Luciano Costarelli e Fausto Ristori

 

Copertina di Francesco Logoluso

 

 

 

Jerry Shirley

BATTERIA

Freddie Kagen

TASTIERE

Mike Neville

BASSO

Lucio Dalla

FIATI

Phil Chapman

PIANO

Phil Spencer

 CHITARRA

TANKS

ll "Cast" di "Viva l'italla" ringrazia tutti gli amici della BMG Ariola e specialmente Angelina e i "Manila Cleaners" e poi, Michael Klvana per la sua collaborazione a livelli cosmici; Reg e Adrian, Philip de Havilland, Wally Karma, LB III i e tuffi quelli della Olympic Holding Company, Susan Duncan Smith ed Angelo Franchi, EFO, Bert O'Lucci, Guido Podestà, Gaetano Mariani, Ubaldo Consoli e "Eva Peroni" bionda, rinfrescante e di grande aiuto, R.B., la Fondazione di Via Bordighera e i Signori Melis, Zeppegno e Fanti.
Grazie anche a Lucio Dalla per la sua improvvisa e meravigliosa presenza negli studi e a tutti coloro che hanno collaborato con tutto il loro affetto insieme a Francesco e per Francesco.

 

 

Nel pallido sole di ottobre esce il disco del dopo Banana Republic. Dopo vari tentativi di realizzarlo con una band italiana, Francesco si affida (ma sempre in Italia) a quattro musicisti americani: Phil Spencer, Mike Neville, Jerry Shirley e Tommy Eire. I famosi degregorianizzati!

 

Ma prima di ottobre qualcosa è già successo: l’anno si apre con le uccisoni dell’operaio Guido Rossa, di Mino Pecorelli, del consigliere regionale Schettini e del colonnello dei carabinieri Varisco; ci governa Cossiga con una coalizione politica DC, PLI, PSDI; l’ayatollah Khomeini, costretto all'esilio in Francia sin dal 1963, rientra trionfalmente in Iran. Il nuovo Stato si caratterizza per una repressione del dissenso ancora più feroce di quella attuata dallo Scià, che intanto esilia in Marocco; in Sardegna vengono rapiti Fabrizio De Andrè e Dori Ghezzi; Elton John è la prima pop star ad esibirsi a Mosca; sangue artificiale realizzato da Ryoichi Naito; la Sony inventa il walkman e la Philips inventa il Compact Disc; viene assegnato il Nobel per la pace a Madre Teresa di Calcutta; Margaret Tacher viene eletta primo ministro inglese; nasce Rai Tre; pioggia radioattiva alla centrale di Three Mile Island in Pennsylvania, è il più grave disastro nucleare degli anni Settanta; un commando di "Prima linea" uccide a Milano il sostituto procuratore Emilio Alessandrini. Stava indagando sulla strage di Piazza Fontana e sui fondi neri del Banco Ambrosiano di Roberto Calvi; Nilde Jotti viene eletta Presidente della Camera. E' la prima donna a ricoprire una carica istituzionale; dopo le dimissioni di Paolo Baffi, viene nominato Governatore della Banca d'Italia Carlo Azeglio Ciampi; vengono assassinati a Palermo il capo della squadra mobile Boris Giuliano e l'ex parlamentare Pci Cesare Terranova; un gruppo di studenti islamici assale a Teheran l’ambasciata americana prendendo in ostaggio 66 persone per 444 giorni; L'URSS invade l'Afghanistan; muoiono John Wayne, Sid Vicious, Giuseppe Meazza, Ugo La Malfa, Demetrio Stratos, Rachele Mussolini, Amedeo Nazzari e Maurizio Arena.

A Città del Messico, Pietro Mennea diventa primatista mondiale nei 200 metri; Kevin Keegan vince il Pallone d’Oro e la domenica sera Tito Stagno ci racconta che il Milan vince lo scudetto della stella con Albertosi, Bet, Maldera, De Vecchi, Collovati, Turone, Novellino, Buriani, Chiodi, Rivera, Antonelli, (All. Liedholm). Gianni Rivera lascerà subito dopo.

Viaggiamo con la Talbot Horizon, la Peugeot 305, l’Opel Kadett.

Il Premio Strega va a Primo Levi con La chiave a stella e il Campiello va a Mario Rigoni Stern con Storia di Tönle.

Le emittenti televisive private diffondono a pieno ritmo la vecchia produzione cinematografica e ciò provoca una crisi che si abbatte ben presto sul cinema. Avendo questa nuova comodità a casa, andiamo di rado al cinema e quel poco che vediamo nelle poche sale rimaste sono Apocalypse now, Kramer contro Kramer, Sindrome cinese, Prova d'orchestra, All That Jazz, Cristo si è fermato ad Eboli, Manhattan, Hair, Il malato immaginario, 1941 allarme a Hollywood, Salto nel buio, Sinfonia d'autunno, Il Vizietto, Ciao nì.

Ci intossichiamo con Soflì, Biscotti Ringo, Pocket Coffee, Bikini Algida, gli intramontabili Baci Perugina, Caffè Paulista, Camillino gelato con biscotto Eldorado, Charms Alemagna. Mentre negli Stati Uniti aumenta il gradimento del cibo “made in Italy”, in Giappone c’è un vero e proprio boom dei ristoranti italiani. A casa nostra, al contrario, cominciano ad aprire le steak house e i primi fast-food in puro stile americano. Giochiamo con le micro-machines, la Famiglia felice, il Fiammiferino.

In televisione c’è la La Smorfia, Luna Park, Charlie's angels, The visitors, Fantastico con Loretta Goggi, Capitan Harlock. E’ l’inizio delle telepromozioni con sederini sudati che vibrano dalla mattina alla sera, ai primi cento una mountain bike con cambio Shimano a “centoventotto velocità” e … alzate la cornetta, Mondial Market vi aspetta.

Leggiamo Popster, Famiglia cristiana, Se una notte d'inverno un viaggiatore, Perduto amore, Un uomo.

Di moda vanno la macchina fotografica Pentax, il Bull Terrier e il Dogo Argentino, l’amplificatore Piooner, fare i figli delle stelle, i viaggi negli Stati Uniti e Canada, Montercarlo, Costa Azzurra, Kenia con la Range Rover.

Spot da ricordare sono “Kadonett, la lacca che si toglie con tre colpi di spazzola”; “Io crescerò, bellissimissimo sarò, con i Biscotti Plasmon per il mondo andrò…; “Potevamo stupirvi con effetti speciali e colori ultravivaci. Ma noi siamo scienza, non fantascienza”; la Philadelphia Light, con quella rompiballe formaggiodipendente di Kaori che per la sua linea vorrebbe sempre lasciare a bocca asciutta quei furbacchoni del nonno e del nipotino (e s’incazza pure quando non la trova!).

A Sanremo vince Mino Vergnaghi (ma chi era costui?) con Amare, allo Zecchino d’oro vince "Un Bambino" e al Festivalbar Alan Sorrenti con "Tu sei l'unica donna per me".

I ragazzi della contestazione ora vogliono solo ballare e divertirsi, sono stanchi di tirare sassi. Siamo nell’era di una musica che si misura in battute al minuto, tra 122 e 144 la chiamano "Disco". Tutto il mondo ha voglia di ballare.

Nasce il punk rock, risposta alternativa alla disco music. Ma se i Sex Pistols sputano sul palco, i Clash combattono la loro White Riot con toni più "morbidi". Come reazione al punk rock si affermano le ancora più morbide sonorità dei Dire Straits e il reggae-rock dei Police e dei Talking Heads, che producono testi e arrangiamenti più sofisticati.

Brian Eno, Larry Fast, Mickey Hart, Stomu Yamashta e molti altri musicisti assottigliano il confine tra il rock e l'avanguardia inventando il "meta-pop". Testimoni della transizione verso la nuova configurazione del rock duro sono i fratelli Van Halen per l'America e i Motorhead per l’Inghilterra. Altri esponenti di questo periodo sono Electric Light Orchestra, Supertramp, Alan Parsons Project, Kansas.

Ascoltiamo: Soli, Tragedy, Pensami, Super superman, Buona domenica, Il carrozzone, Mi scappa la pipì, Cicciottella, Quella carezza della sera, Ricominciamo, Splendido splendente, Capito, Una donna per amico, I will survive, Comprami, E la luna bussò, I was made for lovin' you, Io canto, E tu come stai, Cogli la prima mela, Electric delights, Ma come fanno i marinai, Can you feel the force, September, Buk-in-hamme Palace, Honesty, In the Navy, Baby make love, Milano e Vincenzo, Signor giudice.

Gli album più venduti in Italia sono Lucio Dalla, BANANA REPUBLIC, Viva, Buona domenica, Spirits having flown, Breakfast in America, Sono un pirata sono un signore, E tu come stai, Soli, L.A. & N.Y., Erozero, Fabrizio De Andre' & PFM in concerto, Gloria, Cogli la prima mela, Discovery Electric Light Orchestra, Cafe', Live '78 Mina, E io canto, Plasteroid Rockets, Blondes have more fun.

Ma la puntina la poggiamo anche su dischi come Chick Corea & Gary Burton in Concert, Highway to Hell, Mingus, Into the Music, The Wall, Slow Train Coming, Breakfast in America, Live Rust, Joe's Garage, London calling, Drums and wires, Regatta de blanc, Just one night, Gelato al limon, I am, La mia banda suona il rock. Tormentone dell’estate: Gloria, di Umberto Tozzi.

http://www.rimmelclub.it/storia/storia.htm

 

 

 

"Viva l'Italia" è il disco che mi è costato più fatica. L'ho fatto e buttato via un paio di volte. Forse era una congiunzione astrale negativa o che so io: fatto sta che a casa ho uno scatolone pieno di nastri con gli arrangiamenti scartati di tutte queste canzoni. Poi venne Andrei Loog Oldham portandosi appresso questa band mezza inglese e mezza americana e in un paio di settimane facemmo tutto il disco. La canzone che mi piace più di tutte è sicuramente "Gesù Bambino", anche se a un sacco di gente ha dato fastidio questo titolo. Anche la canzone "Viva l'Italia" all'inizio lasciava tutti un po' perplessi; molti si lasciavano influenzare dal titolo e dicevano che era una canzone revanscista, oppure pensavano che il titolo fosse ironico. Una giornalista durante una conferenza stampa di presentazione del disco mi si mise a inveire contro accusandomi di aver abusato dei buoni sentimenti della gente per fare una canzone spudoratamente commerciale. Così va il mondo. Poi c'è stato questo fatto antipatico che questa canzone l'hanno voluta usare un po' tutti, dai comizi dei partiti più svariati ai filmati in televisione sulla Nazionale di calcio ai tempi del Mundial; insomma, un sacco di cose avrebbero potuto portarmi ad odiare questa canzone che invece continuo ad amare così come continuo ad amare quella parte, non piccola, di "Italia che resiste". Segue una foto di una lacca di lavorazione del disco in cui la sequenza dei brani non è definitiva e in cui compare un brano (o altro) chiamato "Cofazzo".

 

 

 

BUENOS AIRES

(De Gregori-Viva l'Italia)

 

Le donne vanno e vengono nel porto di Buenos Aires, hanno le ali ai piedi, ai piedi per

do                             sol7            do                          sol7

 

volare, hanno le ali al cuore, al cuore per camminare. Le donne vanno e vengono nel

do       sol                     fa/sol           sol     do

 

porto di Buenos Aires.

sol7             do

 

Amore ragazzino, amore volato via, ho messo il tuo cappello per farmi compagnia. Ho

fa                do7+                re-                        fa-

 

messo il tuo cappello per non sentirmi sola. Ho avuto un altro uomo ma però ti aspetto

do                        sol7                   do                       sol7

 

ancora, ho avuto un altro uomo ma però ti aspetto ancora.

do                               sol7                 do    do4 do d4 do

 

Le donne vanno e vengono nelle case di Buenos Aires, hanno le chiavi in mano, le chiavi

do                            sol7              do                                 sol7

 

per provare. Hanno le gambe lunghe e dolci, le gambe per amare. Le donne si sorridono

      do     sol                             fa/sol       sol    do

 

nelle case di Buenos Aires.

sol7                  do

 

Amore dimenticato, amore con la pistola, chissà dove sei stato e chissà dove sei ora,

fa                  do7+                 re-                      fa-

 

amore da ringraziare e da tenersi stretto, amore da guardare e da portare a letto, amore

do                     sol7                do                      sol7    do

 

da guardare e da portare a letto.

              sol7           do

 

Le donne vanno e vengono sul corso di Buenos Aires, fiori tra le dita, fiori da

do                            sol7            do                         sol7

 

regalare, matita sotto gli occhi, occhi da incatenare, le donne si organizzano sul corso

do       sol                    fa/sol          sol       do                     sol7

 

di Buenos Aires.

        Do

 

Amore interminabile, amore di poche ore, entra dalla finestra e senza far rumore, amore

fa                    do7+               re-                  fa-                 do

 

di mezzanotte, amore con gli occhi belli, entra dalla finestra e scioglimi i capelli,

               sol7                        do                   sol7          do

 

entra dalla finestra e scioglimi i capelli.

do                      sol7          do

 

 

The Tiburtina Chamber Orchestra arrangiata e diretta da David Sinclair Whitaker
piano solo: Tommy Eyre
mariboard: Freddie De Hagen

 

E' una canzone su un paese e su una città molto lontani da qui, un paese molto strano, un paese in cui i mariti, gli uomini, escono di casa la sera dicendo alla moglie :"cara, io vado a comprar le sigarette, 5 minuti e torno", e non si vedono più; ma non perchè abbiano trovato un' avventura migliore della moglie, ma perchè... perchè come escono dal portone di casa, arriva una macchina, di solito nera, e se li cucca; e questi spariscono... è il paese di quelli che non tornano e di quelli che spariscono: dei desaparecidos...

 

 

 

 

 

 

 

 

CAPO D'AFRICA

(De Gregori-Viva l'Italia)  

 

Capo d'Africa stanotte, si parte e si va via, lontani quel tanto che basta per

       do                    fa                   do

 

guadagnarsi la nostalgia. Stanotte notte bianca che nessuno la può dormire, c'è qualcosa

 sol7                      do           do7          fa                          do

 

che ci manca che non sappiamo definire. Notte bianca, notte strana, con la riva che si

                        sol                 do               do7             fa

 

allontana, capo d'Africa è la voce di una donna che ci ama e che abbiamo abbandonato in

                do                         sol          mi/sol#    la-

 

un grande appartamento, ci ha lasciati per un bacio, per uno stupido tradimento.

      do                        re7                            sol

 

Capo d'Africa è un dolore, è la fine della luna, sulla nave ci sta chi fuma mentre

     do                          fa                do

 

passano le prime ore ed i giorni, i mesi e gli anni, come perle e diamanti di vetro,

sol                       do                   do7           fa

 

come orrori commessi da giovani che vorremmo lasciarci dietro. Come libri lasciati

      do                                sol                    mi/sol# la-

 

cadere all'inizio della metà o come un fratello dimenticato che vive in un'altra città.

              do                re7                              sol

 

fa/sol   mi-/sol re-/sol  la

 

 

Capo d'Africa per favore, non farci morire d'amore, se possibile facci sognare con il

        re                      sol                      re

 

ritmo di questo motore. Una spiaggia tranquilla, una terra promessa, l'inferno e il

 la7                        re                                          sol

 

Paradiso, dove un giorno potremmo sbarcare a cavallo di un nuovo sorriso e fumare a

                    re                          la7                     fa#   si-

 

mezzogiorno con il cuore che batte leggero, e guardare la vita che è intorno dove la

                     re                         mi7

 

vita è bella davvero.

la7

 

 

fiati: Lucio Dalla
organo: Jeny Shirley
marimbas: Les Paranoia 

 

 

 

VIVA L'ITALIA DIVENTA UN INNO DI RESISTENZA
Oggi la cantano i Modena City Ramblers con Paolo Rossi, Pelù, Morgan, Gang, Bandabardò e Africa Unite.
A sessant'anni dalla liberazione, i Modena City Ramblers festeggiano a loro modo l'evento con un nuovo album, "Appunti partigiani" (vedi spazio recensioni), e una versione di "Viva l'Italia" di Francesco De Gregori in cui si coaugula lo sforzo dei musicisti che partecipano al progetto: Paolo Rossi, Piero Pelù, Morgan, Ginevra Di Marco, Marino Severini (Gang), Erriquez (Bandabardò), Bunna (Africa Unite), Luca Lanzi (Casa del Vento).

"Terminare il disco con 'Viva l'Italia'" afferma il cantante Cisco "assume un particolare significato politico: è la riaffermazione dei valori nati dalla Resistenza, degli ideali che animavano coloro che hanno combattuto contro il nazifascismo. Vorremmo rilanciare il messaggio che il Paese civile nato dalla Resistenza non esclude nessuno e che valori come la patria e la bandiera, che col tempo hanno assunto una connotazione di destra, possono essere assunti, debitamente svuotati dal loro aspetto retorico, anche dalla sinistra".

"'Viva l'Italia'" continua il cantante "ci è sembrata la scelta perfetta per trasmettere come valore nazionale il senso della libertà e della democrazia che appartengono alla Resistenza e il cantarli tutti insieme ha accresciuto il significato simbolico perché ha dato il senso della collettività. Ci è sembrato importante ribadirli a un quarto di secolo di distanza dall'uscita della canzone di De Gregori perché a quei tempi una certa parte politica cercò di strumentalizzarla volgendo ambiguamente la lettura di certi passi a suo favore. Il fatto che ora l'abbiano ripresa i Ramblers ha restituito alla canzone lo stesso significato che De Gregori voleva affermare nel momento in cui la incise.

Proprio per questo, quando abbiamo parlato a Francesco della nostra intenzione di rivisitarla, ci ha dato volentieri il suo consenso".

L'album "Appunti partigiani" assembla una quindicina di canzoni che hanno come denominatore comune il periodo storico relativo all'ultima guerra mondiale e alla Resistenza. "Abbiamo voluto a nostro modo ricordare un momento fondamentale della nostra storia in modo da salvaguardarne la memoria".

Roberto Caselli

 

 

 

EUGENIO

(De Gregori-Viva l'Italia)  

 

Chissà che fine ha fatto Eugenio, barba da mascalzone, sotto che stelle si fa la notte,

do                                      mi-                  re-                 sol

 

sotto che sole fa colazione. Lui che c'ha gli occhi così tranquilli, chissà che mare

          do                                                                    mi-

 

avrà incontrato, se le onde avevano i capelli bianchi quando l'ha attraversato.

                           re-                sol             do

 

E quanti amici avrà incontrato già, e quante belle signorine al chiar di luna.

re-                          sol     re-                               sol

 

Chissà che fine ha fatto Eugenio, barba portafortuna, chissà che sogni che si inventa

do                                mi-                            re-          sol

 

e sogni che si fuma.

        do

 

E lontano lontano, in qualche altro paese, certamente avrà comprato un diamante ed un

la        re-      si              mi-     fa              do

 

turchese da portare a chi è rimasto qua.

re7         fa              sol     do

 

Chissà che fine ha fatto Eugenio, anima da pirata, che si è lasciato dietro le spalle

re                                        fa#-              mi-                  la7

 

una città sbagliata, e che ha viaggiato con le scarpe e con le orecchie e con il cuore.

    re                                                         fa#-

 

Chissà che fine ha fatto Eugenio disteso in mezzo al sole.

           mi-           la7                re

 

E lontano lontano, in qualche altro paese, certamente avrà comprato un diamante ed un

si         mi-     do#             fa#-   sol              re

 

turchese da portare a chi è rimasto qua.

mi          sol             la      re

 

 

chitarre acustiche: Mike Neville, Les Emor and Michael Kivana
congas: Jerry Shirley
clairini: Lucio Dalla
cori: Francesco De Gregori e Andrew Loog Oldham

 

 

GESU' BAMBINO

(De Gregori-Viva l'Italia)  

 

Gesù piccino piciò, Gesù Bambino, fa che venga la guerra prima che si può. Fa che sia

do                       sol7      re-            sol7                do

 

pulita come una ferita piccina piciò, fa che sia breve come un fiocco di neve. E fa che

                sol7                  re-         sol7                    do      re7

 

si porti via la malamorte e la malattia, fa che duri poco e che sia come un gioco.

                sol                      re-7       sol                      do

 

Tu che conosci la stazione e tutti quelli che ci vanno a dormire, fagli avere un giorno

do                                 sol7                           re-

 

l'occasione di potere anche loro partire. Partire senza biglietto, senza biglietto

sol7           do                                                  sol7

 

volare via, per essere davvero liberi non occorre la ferrovia.

            re-                sol7       do

 

E fa che piova un pò di meno sopra quelli che non hanno ombrello e fa che dopo questa

re7                                sol                             re-

 

guerra il tempo sia più bello.

sol7                    do      do sol7 re- sol# sol do

 

Gesù piccino piciò, Gesù Bambino comprato a rate, chissà se questa guerra potrà finire

do                          sol7                  re-                     sol7

 

prima dell'estate, perchè sarebbe bello spogliarci tutti e andare al mare e avere dentro

           do                                       sol7                    re- 

 

agli occhi, dentro al cuore, tanti giorni ancora da passare. E ad ogni compleanno

            sol7                   do                             re7

 

guardare il cielo ed essere d'accordo e non avere più paura, la paura è soltanto un

            sol7                        re-