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BELLAMORE

TUTTO PIU' CHIARO CHE QUI

POVERO ME

SANGUE SU SANGUE

STELLA DELLA STRADA

LA BALLATA DELL'UOMO RAGNO

CHI RUBA NEI SUPERMERCATI?

VECCHI AMICI

ADELANTE! ADELANTE!

VIAGGI & MIRAGGI

RUMORE DI NIENTE

 

 

Prodotto

da 

Vincenzo 

Mancuso

 

 

 

In copertina: Santiago del Cile, gennaio 1991 – foto di Francesco De Gregori

Vincenzo Mancuso

CHITARRE

Francesco De Gregori

VOCE, CHITARRA

Hanno inoltre collaborato:

 

 

Luigi Grechi

AUTOARPA in La ballata dell'uomo ragno

 

 

Patrizia Giordano

VOCE in Bellamore

 

Orazio Maugeri

FIATI

Stefano Senesi

TASTIERE

Elio Rivagli

BATTERIA

Phil Palmer

CHITARRA

Lalla Francia

CORO

Lola Feghali

CORO

Guido Guglielminetti

BASSO

Lucio Bardi

CHITARRA, MANDOLINO

 

 

 

 

Avevate creduto davvero che avrebbe parlato d’amore? A leggere il titolo in copertina c’è da pensare “non è che sia diventato peggio di Iglesias?”. Se le intenzioni sono quelle di scoprirvi dentro vele senza vento o cuori in pena allora è meglio riporre il CD nel contenitore. In questo disco Francesco intende l’amore nel senso più globale del termine, anche attraverso la rabbia. Amore è anche la preoccupazione di un ragazzo che ricorda al padre che gli imbianchini, come la pelle del serpente, possono ridiventare assassini e lo prega di non far parlare nessuno, nemmeno gli indovini, in questo nostalgico rumore di niente privo di libri di storia. Amore è anche un ragazzo che chiede al padre cosa vede dall’alto dei suoi ricordi, ma da così alto che tutto è più chiaro rispetto a quello che “vedono” i suoi giovani occhi. Amore è anche apprensione per il proprio Paese, che continua a dire “andiamo avanti” nonostante l’autotreno viaggi per strade senza più legge da Torino a Palermo, dall'Olimpico al Quirinale, dal futuro al moderno, dal cielo all'inferno….Alt! Siamo andati troppo lontano.

 

Scendiamo a terra e vediamo che succede nel mondo: John Major viene eletto premier inglese. George Bush è il Presidente U.S.A.; ci governa Andreotti con una coalizione politica DC, PSI, PSDI, PLI. L’Etna minaccia Zafferana e si ferma a 200 metri dall’ingresso del paese; rivolta del popolo nero a Los Angeles e carestia in Somalia; con il dopo-Craxi arriva il Governo Amato con una coalizione politica DC, PSI, PSDI, PLI e ce le dà di santa ragione con una supermanovra da 93.000 miliardi per evitare la bancarotta dell’azienda Italia; in Serbia, un Mig abbatte un elicottero militare italiano; a Lisbona, la Cee riconosce le repubbliche di Slovenia e Croazia; a Maastricht, i ministri degli Esteri, dell’Economia e delle Finanze firmano l’accordo sul trattato dell’Unione europea; a Milano, il presidente socialista del "Pio albergo Trivulzio", Mario Chiesa, è arrestato mentre riceve una tangente di 7 milioni di lire, una rata di una tangente per concedere l'appalto ad una ditta di pulizie. E' l'inizio di "Tangentopoli”, un vero terremoto; a Palermo vengono uccisi dalla mafia l’europarlamentare Salvo Lima e il maresciallo Giuliano Guazelli; a Kabul è destituito e decapitato da militari islamici, il presidente Mohammed Najibullah; si dimette il Presidente della Repubblica Francesco Cossiga; in Afghanistan il governo dei mujaheddin impone alle donne l’uso del burqa; la mafia fa due regali a Totò Riina: sull’autostrada di Palermo vengono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo e in estate, con un’autobomba in Via D’Amelio, il giudice Paolo Borsellino e gli uomini della sua scorta: Agostino Catalano, Walter Cusina, Emanuele Loi, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina; viene eletto Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro; il "Wall Street Journal" scrive un articolo in prima pagina intitolato "Go for it /avanti/ Di Pietro"; il Senatore della Lega Nord Gianfranco Miglio propone di staccare la Sicilia dall’Italia; Bill Clinton viene eletto Presidente degli Stati Uniti; muoiono Gianni Brera, Franco Franchi, Augusto Daolio;

Nello sport l'Italia vince la World League di pallavolo; il Moro di Venezia sconfigge New Zealand e giunge alla finale della Coppa America, verrà poi sconfitto in finale da “America 3”; a Crans Montana Alberto Tomba si aggiudica la Coppa del mondo nel gigante; Olimpiadi a Barcellona; Marco Van Basten vince il Pallone d’Oro e la domenica sera Gianni Minà ci racconta che il Milan vince lo scudetto con Rossi, Tassotti, Maldini, Reickhard, Costacurta, Baresi, Donadoni, Albertini, Van Basten, Gullit, Massaro. (All. Capello)

Di moda va l’autoradio Clarion, l’agenda Smemoranda, il Chow Chow e il cane Corso, i viaggi in Tunisia e Marocco, la dieta mediterranea. E soprattutto andar per mercatini cercando anticaglie, affamati di un sangue blu che non possediamo e sfamandoci con ritratti di illustri sconosciuti spacciati per nostri antenati.

Il Premio Strega va a Vincenzo Consolo con Nottetempo, casa per casa e il Campiello va a Sergio Maldini con La casa a Nord-Est

Al cinema vediamo Il ladro di bambini, Gli spietati, Assolto per aver commesso il fatto, Cattiva, Il muro di gomma, Maledetto il giorno che ti ho incontrato, Lanterne Rosse, Thelma e Louise, Jhonny Stecchino, Morte di un matematico napoletano, Casa Howard, Scent of a woman e un’infinità di vacanze di Natale dei fratelli Vanzina e di Neri Parenti. Ma assistiamo anche alla consacrazione di una nuova generazione di attrici italiane: Cucinotta, Golino, Neri, Buy e Ferilli.

Leggiamo L'età dei diritti, La casa a Nord-Est, Castelli di rabbia, Dylan Dog, Brendon, Focus, Newton, National Geographic Italia, Il Foglio.

In TV trasmettono I segreti di Twin Peaks, Non è la Rai, l'inviato al tribunale di Milano Paolo Brosio, Beverly Hills 90210, corride, ragazzi bagnati in piazza a stonare col Karaoke di Fiorello, processo Pacciani, processo Cusani, Sgarbi quotidiani, la Piova 38: baciamo le mani. E poi c’è il fantastico “Mai dire gol” della Gialappa’s, in cui vengono lanciati comici straordinari come Aldo, Giovanni e Giacomo (John Flanagan, Johnny Glamour, Nico, Rolando, I Bulgari, Rezzonico, Gervasoni e il poliziotto Huber), Antonio Albanese (Alex Drastico, Epifanio, Frengo e Stop, Pierpiero il giardiniere di Arcore), Paolo Hendel (Carcarlo Pravettoni), Daniele Luttazzi (Prof. Fontecedro, Panfilo Maria Lippi Tabloid), Francesco Paolantoni (Nipote di Benny Hill, De Lollis, Nonno virtuale, Robertino-Ho vinto quaccheccosa?), Teo Teocoli (il fantastico Caccamo, Peo Pericoli, Gianduia Vettorello).

Nella pubblicità i rasoi diventano ancora più micidiali. Se trent’anni fa il pelo aveva qualche possibilità di cavarsela, oggi per lui non c’è più scampo: appena tenta di uscire fuori dopo il primo taglio, arriva il secondo che lo scotenna facendolo ricadere giù, senza speranza. E se per caso accenna a dire “posso respirare?” c’è pronta la terza lama!

Spot da ricordare sono ”…e chi sono io, Babbo Natale?; “l’uomo Del Monte ha detto sì”; i Levi’s 501 col modello che va in lavanderia a lavare i suoi panni e resta ad aspettare in boxer; il Kinder bueno prima dell'era della "ciccia e brufoli"; il Pinguino De Longhi di Orso Grigio, e infine alcuni strafirmati, rampanti e ignoranti dirigenti che esultano perché l'INA è in possesso di Palazzo Strozzi! E allora? Che ce ne frega? Meglio cambiar canale, meglio Fantozzi o la Pozzi o, al limite, Don Mazzi.

Molto spesso si cena fuori casa ed è ormai consuetudine festeggiare al ristorante eventi personali o familiari. Elemento che modifica le abitudini alimentari degli italiani è la paura di ingrassare. Inizia così il “tormentone” delle diete e dei regimi dimagranti che si possono reperire dappertutto, su giornali o riviste specializzate, in trasmissioni radio o televisive. Sono, questi, anni marcati da un sensibile aumento della dinamicità della vita sociale e dei consumi fuori casa. Cresce, infatti, la richiesta di pasti pronti da portare in tavola e si diffondono sempre più rosticcerie e ristoranti per alimenti ‘take away’, ma sgranocchiamo anche Kinder sorpresa, il Cono Atomic Motta, Ciocorì & Biancorì Motta, Ciao Crem ed Ergo Sprint.

Lo stipendio di un operaio è di circa 1.100.000 lire, un chilo di pasta costa 1280 lire e un litro di latte 1100.

Viaggiamo con la Volvo 740, la Panda, la Punto, la Renault Clio, Nissan Micra, Ford Mondeo, Renault Twingo.

A Sanremo vince Luca Barbarossa con Portami a ballare, il Premio Tenco lo vince Franco Battiato con Povera patria, allo Zecchino d’oro vince "Un Giallo In una mano" e al Festivalbar vince Luca Carboni con "Mare mare".

Esordio di Tori Amos con "Little Earthquakes"; Esplode il fenomeno del brit-pop (Blur, Oasis, Suede, Pulp & C.); viene inventato il formato Mp3 per archiviare i brani musicali nei computer; si afferma il movimento post-rock; gli Oval inventano la glitch music; Jeff Buckley pubblica "Grace" e diventa uno dei nuovi idoli del decennio.

L’anima del punk riemerge con il grunge dei Nirvana, mentre stili di dance music come la Techno si frammentano in un numero sempre più grande di sottogeneri nell’ambito della cultura rave. Dalla multimedialità fatta “in proprio” degli show underground si è passati a quella ipertecnologica dell'era del digitale, che coinvolge svariati gruppi di persone riuniti in contesti aziendali sovranazionali. Oggi, dietro le quinte delle pop-star, c’è una task force di manager, tecnici del suono, produttori, registi, tecnici informatici, stilisti, tutti facenti capo a multi-nazionali della musica, della moda e della cinematografia.

In Italia nascono gruppi (come 99 Posse, Almanegretta; Banda Bassotti, Cyclone, Pitura Freska; Articolo 31, Casinò Royale; Mau Mau, Torino Posse) che nascono e si trasformano, volutamente, nello spazio di pochi mesi. I loro ritmi mischiano in maniera originale il raggae e il rap e i loro testi sono prevalentemente orientati alla rivendicazione sociale e politica, contro il razzismo e il dominio del potere.

Ascoltiamo Don't let the sun go down on me, Why, Non amarmi, Mare mare, Please don't go, La forza della vita, One, Human touch, My name is Prince, In the closet, Better days, Ci vuole un fisico bestiale, Non m'annoio, Deeper and deeper, Jam, Knockin' on heaven's door, Brutta, Leap of faith, Come una Turandot, Do it to me.

Gli album più venduti in Italia sono Carboni, Greatest hits II Queen, Miserere, Hanno ucciso l'Uomo Ragno, The one, Dangerous, Achtung baby, Live at Wembley, I ricordi del cuore, Napoli punto e a capo, Back to front, Tears roll down, Love deluxe Sade, Human touch, Lorenzo 1992, Come l'acqua, The Freddie Mercury album, Unforgettable with love '86, Diva, CANZONI D'AMORE, Good as I Been to You, Lindbergh

Tormentone dell’estate: Hanno ucciso l’uomo ragno, degli 883

http://www.rimmelclub.it/storia/storia.htm

 

 

 

L’Esperanto, la lingua universale vagheggiata e mai (per fortuna) realizzata, comprensibile a tutti. Nell’ultima canzone De Gregori spiega il suo percorso, come attraversa il suo tempo difficile, con le domande (quelle con cui si apre la canzone)  senza risposta. Ed è la musica, dice, quella "musica che abbiamo sentito già" a dare la forza. Canzoni d’amore arriva dopo la prima trilogia (del 1990) che raccoglie le canzoni di De Gregori che nell’esecuzione dal vivo si arricchiscono dell’interpretazione sia vocale che strumentale: Chatcher in the sky, Niente da capire, Musica leggera. E non è un caso che affidi alla musica tanto valore. Ma qui, come nei momenti difficili e come altre volte ha già fatto, De Gregori si affida alle parole di un bambino per trovare la strada. Come Pinocchio che invoca il babbo quando incontra gli assassini, così il bambino di Rumore di niente chiama il padre ("babbo" come aveva già detto Stella in Babbo in prigione) per esorcizzare la paura: "Babbo c’è un assassino, non lo fare bussare./Babbo c'è un indovino, non lo fare parlare./Babbo c'è un imbianchino, vestito di nuovo,/C’è la pelle di un vecchio serpente, appena uscita dall’ uovo". Nella figura dell’imbianchino Hitler, De Gregori raccoglie l’orrore del Novecento, del Nazismo che ha la pelle di un serpente uscito dall’uovo. Un orrore che può rinascere e rigenerarsi come la pelle di un serpente. Proprio come nel film di Ingmar Bergman L’uovo di serpente del 1976, un film sull’orrore del nazismo dove ogni inquadratura incute terrore. Attenzione, dice Bergman, a non illudersi. Quell’embrione nell'uovo, l'embrione del nazismo, è ancora vivo, quel grembo che lo ha nutrito è ancora fecondo. Una paura che ricorre anche in Rumore di niente.La necessità che sulla barbarie, soprattutto su quella barbarie che fu il nazismo, si debba dare continuamente testimonianza per impedire che si riproduca (l’insegnamento di Primo Levi, chi non ricorda il proprio passato è costretto a riviverlo), è avvertita da De Gregori anche in un intervento molto bello scritto due anni dopo per il sito dell’Aned, l’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti. Un sito "dedicato ai 40.000" italiani che soffrirono e morirono nei campi nazisti". "Diamo alla memoria un futuro" era il titolo dell’iniziativa del 1994 che nel sito era presentata così: "La proposta di invitare i giovani a partecipare alle manifestazioni commemorative dell'anno prossimo nei campi nazisti: L'adesione dei presidenti delle Camere, Giovani Spadolini e Giorgio Napolitano". De Gregori scrive un intervento dedicato ai giovani che visitano i campi di sterminio dal titolo: "Sarà per molti la gita scolastica più importante di tutta la vita":

<< "Solo rendendoci disponibili ancora una volta anche dopo cinquecento o cinquanta anni a farci scandalizzare nuovamente potremo dire di aver fatto un buon uso del nostro passato".

Perché abbia un senso la memoria del passato deve essere intimamente connessa al presente, deve essere un utensile per la sua decodifica, uno strumento per preparare, per quanto è possibile, il futuro. Una memoria del passato che non sia "operativa" in questo senso avrebbe al massimo un valore documentario e probatorio indispensabile dal punto di vista storiografico, certo, ma altrettanto certamente inutile e inagibile dal punto di vista storico e politico.

Chi attraversa oggi la linea d’ombra dei quarant’anni o li ha da poco superati appartiene a quella generazione, la prima, che non ha conosciuto la guerra e il dopoguerra se non dai racconti dei fratelli maggiori, dei padri o delle madri. Le città che hanno accolto l’infanzia di quelli come me, nati negli anni cinquanta, già cominciavano a cancellare le ferite dei bombardamenti. Dove una volta era crollato un palazzo ora vedevamo piantare le tende di un circo o di un Luna Park. Finivano sulle cronache dei giornali (anche se non erano casi troppo rari) coloro che giocando su un prato di una periferia venivano dilaniati da una bomba inesplosa. La guerra guerreggiata era ormai un residuato e l’Italia, anche se forse non lo sapeva, aveva già preso la sua rincorsa per quello che da lì a qualche anno si sarebbe chiamato "boom". Avevano già cominciato a parlare e a camminare, e a leggere e a scrivere, tutti quelli nati dopo il ’45, tutti quelli nati dopo la Liberazione dei vari ampi di concentramento nazisti sparsi in Europa, tutti quelli che hanno superato da poco i quaranta e si avviano oggi verso i cinquant’anni di età. E chi oggi non ha ancora vent’anni? Cosa sa (cosa gli è stato insegnato) di quella guerra e di quei campi?  DELL’AMORE DI ALTRE CANZONI – MONTI – 2004)

 

 

 

ADELANTE! ADELANTE!

(F. De Gregori-Canzoni d'amore)  

 

 

Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale.

la-                       mi-         mi               la-

 

Adelante! Adelante! C'è un uomo al volante, ha due occhi che sembra un diavolo.

la-       fa               do          la-          mi-       fa          do     sol

 

Adelante! Adelante! L'arrivo è distante, è alla fine di questo tavolo.

la-       fa           do          la-           mi-     fa       sol

 

Di questo cavolo di pianura, di questa terra senza misura, che già confonde la notte e

            la-        mi-               fa           do               sol

 

il giorno, e la partenza con il ritorno, e la ricchezza con il rumore, ed il diritto con   

fa  do          sol7         fa   do         sol7           fa  do           sol7

 

il favore, e l'innocente col criminale ed il diritto col Carnevale.

   fa  do         sol7        fa   do          sol7       fa     do    mi7

 

Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale.

la-                       mi-         mi               la-

 

Da Torino a Palermo, dal cielo all'inferno, dall'Olimpico al Quirinale.

la-         fa            do           la-        mi-    fa   do      sol

 

Da Torino a Palermo, dal futuro al moderno, dalle fabbriche alle lampare.

la-        fa             do         la-           mi-      fa       sol

 

In questa terra senza più fiumi, in questa terra con molti fumi, tra questa gente senza

           la-            mi-               fa             do               sol

 

più cuore, e questi soldi che non hanno odore, e queste strade senza più legge e queste

    fa  do           sol                fa  do            sol           fa  do

 

stalle senza più gregge, senza più padri da ricordare e senza figli da rispettare.

 sol             fa  do             sol      fa   do         sol        fa    do

 

Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale.

la-                     mi-        mi              la-

 

Adelante! Adelante! C'è un uomo al volante, c'è un'ombra sulla pianura.

la-       fa               do         la-         mi-    fa       do    sol

 

Adelante! Adelante! Il destino è distante, è alla fine dell'avventura.

la-       fa              do         la-        mi-       fa       sol

 

E si nasconde in un polverone, nell'orizzonte di un acquazzone e nei vapori della

       la-             mi-            fa               do            sol

 

benzina, diventa musica nella mattina e meraviglie Sudamericane e companatico senza

fa  do             sol        fa   do        sol          fa do     sol  

 

pane, arcobaleno sotto le scale, e Paradiso nel temporale.

fa do     sol             fa  do      sol           fa  do

 

Passa correndo lungo la statale un autotreno carico di sale.

la-                     mi-          mi                la-

 

 

 

  

 

BELLAMORE

(F. De Gregori-Canzoni d'amore)

 

Bellamore Bellamore non mi lasciare,    Bellamore Bellamore non mi dimenticare. Rosa di

re                          sol re  la  si-                            sol  re

 

Primavera, isola in mezzo al mare,   lampada nella sera, Stella Polare.

                            sol re la  si-                      sol re

 

Bellamore Bellamore, fatti guardare,   nella luna e nel sole fatti guardare. Briciola

mi                         la    mi si do#-                        la   mi

 

sulla neve, lucciola nel bicchiere,    Bellamore Bellamore, fatti vedere.

                         la    mi  si  do#-                         la mi

 

E vieniti a sedere, vieniti a riposare,    su questa poltroncina a forma di fiore.

            re                sol  re  la4  si-           sol               la7  re

 

Questa notte che viene non darà dolore, questa notte passerà, senza farti del male.

                               sol  re          la      si-                   sol re

 

Questa notte passerà, o la faremo passare.

              mi7      la4    la7     re

 

Bellamore Bellamore, non te ne andare. Tu che conosci le lacrime e le sai consolare.

fa                           do sol do  sib              fa           sib       do

 

Bellamore Bellamore non mi lasciare, tu che non credi ai miracoli ma li sai fare.

sol                  fa    mi-re-la- fa                    do     mi-        sol  fa

 

Bellamore Bellamore fatti cantare,  nella pioggia e nel vento, fatti cantare. Paradiso

mi                        la   mi si do#-                             la  mi

 

e veleno, zucchero e sale,   Bellamore Bellamore, fatti consumare.

                     la mi si do#-                       la   mi

 

E vieniti a coprire, vieniti a riscaldare,  su questa poltroncina a forma di fiore.

              re               sol     re la si-            sol            la7   re

 

Questo tempo che viene non darà dolore, questo tempo passerà, senza farci del male

                       sol  re         la7     si-                   sol re

 

Questo tempo passerà o lo faremo passare.

                mi7    la4    la7    re

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CHI RUBA NEI SUPERMERCATI?

(F. De Gregori-Canzoni d'amore)  

 

 

Oggi è un giorno che vale la pena guardarsi alle spalle,e anche uno specchio può andare

do                           fa                  mi-  sol  do       fa       

 

bene. Per liberarsi dalle catene, dalle montagne venire a valle, anche uno specchio va

mi-  sol    do  fa          mi-           sol              do              fa

 

bene. Così vediamo dove stiamo e dove stiamo andando, così impariamo ad imparare e a

mi- sol fa    sol         do     fa  sol         do    fa        sol         do

 

sbagliare sbagliando.

fa             sol

 

Tu dove vai fratello? Sei partito che era tutto fermo e adesso già la terra sotto ai

sol

 

tuoi piedi si sta spostando.

                      do

 

Tu cosa credi bello? Che davvero sia una buona stella, questa stella nera che ci sta

sol                  do                         sol                  do    sol

 

accompagnando?

       do

 

E se non fosse per sentirmi vivo adesso, io nemmeno probabilmente, starei cantando.

    sol                                                     do      sol        do

 

Tu da che parte stai? Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati? O di chi li ha

sol                   sol7                                    do    fa

 

costruiti? Rubando?

    mi-  sol   do     fa mi- sol do

 

Oggi è un giorno da stare in coperta a guardare le onde arrivare, su tutti i lati di

do                           fa                   mi-           sol  do      fa

 

questa nave. E non c'è spiaggia dove nascondersi, e non c'è porto dove scampare, al

      mi- sol  do        fa              mi-                sol           do

 

tribunale del mare.

fa            mi-  sol

 

Sarà sereno e se non  sarà sereno, si rasserenerà. In quale notte ci perderemo? Quale

fa     sol                  do      fa   sol   do   fa      sol          do

 

futuro ci raccoglierà?

fa             sol

 

Tu dove vai fratello? Sei partito che era ancora notte, e adesso già l'asfalto sotto ai

sol

 

tuoi piedi si sta squagliando. Tu cosa credi bello? di sapere veramente il prezzo e il

                       do      sol                           do                  

 

nome, e il nome e il prezzo che ti stanno dando? Ma se non fosse per sentirmi vivo

sol                                       do     sol

 

adesso, io nemmeno per tutto l'oro del mondo, starei gridando. Tu da che parte stai?

                                                      do       sol

 

Stai dalla parte di chi ruba nei supermercati? O di chi li ha costruiti? Rubando?

sol7                                    do     fa               mi-    sol    do

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

"Ma come si fa a dire "i cantautori"? A parte il fatto che è una parola spuria (come diceva Michele Straniero), bruttissima, come "doppiobrodo" o "maxicono". Poi, è come dire "i giornalisti" o "i magistrati". E invece ciò che è vero per alcuni non lo è per altri. Questa generalizzazione la dice lunga sul grado di approssimazione con cui ci si accosta, in genere, al mondo della musica leggera. La buona canzone è come la buona letteratura: rimane come il segno del tempo".

Così la pensa Francesco De Gregori, cantante e autore fra i più importanti della scena italiana dell'ultimo quarto di secolo. Che anche su un altro argomento va controcorrente. Dice infatti: "Non sopporto chi dice che la canzone è poesia. A volte ti puoi sbarazzare di uno dandogli del poeta Un conto è dirgli che è comunque un narratore, un altro è pretendere che i suoi versi conservino un senso anche se avulsi dalla musica".