FRANCESCO DE GREGORI è tornato in concerto nelle principali location all’aperto della nostra penisola, con “DE GREGORI & BAND LIVE – GREATEST HITS”.  Tour che, a partire dal mese di luglio, lo ha visto protagonista sui palchi d’Italia per proporre al pubblico le canzoni più famose e significative del suo repertorio.

La band che ha accompagnato De Gregori sul palco è composta da Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Primiano Di Biase (hammond),  Simone Talone (percussioni), Luca Angelici (basso e contrabbasso)

Tutti gli spettacoli sono stati organizzati nel rispetto delle linee guida e dei protocolli atti a prevenire la diffusione del contagio da Covid-19.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

9 LUGLIO - ANFITEATRO DELL’ANIMA - CERVERE (CN). Un’emozione tornare sul palco”. Poi conclude il live con “Viva l’Italia”

Il cantautore ieri sera è stato il secondo ospite all’Anima Festival.

«Il posto è bellissimo. Siamo in pochi perché dobbiamo essere in pochi, ma c’è il vostro calore. E’ la prima volta che torniamo sul palco. Siamo felici ed emozionati». Lo ha detto ieri sera (venerdì 9 luglio) Francesco De Gregori, protagonista con la sua band del secondo concerto dell’Anima Festival, all’Anfiteatro dell’Anima di Cervere. Ad applaudirlo un migliaio di fans sotto un cielo terso che, come già martedì 6, per Venditti, ha collaborato al successo dell’evento organizzato con la direzione artistica di Ivan e Natascia Chiarlo.

Dopo un inizio quasi da music club, interpretando «Cose» con armonica e chitarra, seguito da «L’uccisione di Babbo Natale» e «La testa nel secchio», tutte in modalità «minimal acustica», la band al completo ha impresso un ritmo sostenuto al concerto: canzone dopo canzone, senza un attimo di pausa, De Gregori ha cantato, per quasi due ore, le sue «greatest hits» come preannunciava il tour.

Il pubblico ha fatto la sua parte: tanti applausi, ma rispettosi dello stile del cantautore romano che – come è noto – non ama i cori nè le interruzioni. Unica – piccola – eccezione l’entusiasmo dell’accoglienza alle prime note di «Pablo», «La donna cannone» e, nel bis finale, dell’attesissimo «Viva l’Italia».

https://www.lastampa.it/cuneo/2021/07/10/news/de-gregori-a-cervere-un-emozione-tornare-sul-palco-poi-conclude-il-live-con-viva-l-italia-1.40484019

 

 

12 LUGLIO - PIAZZA DUOMO - PISTOIA

Si è tenuto Lunedì 12 Luglio, in Piazza Duomo a Pistoia quello che già si preannunciava come un successo annunciato: era infatti sold out da giorni il concerto di Francesco De Gregori; un viaggio attraverso tutti i suoi anni di carriera, che ci ha accompagnati per due ore tra le righe di alcune delle poesie in musica più belle mai scritte.

Una platea gremita quindi, che ha avuto la fortuna di emozionarsi davanti ad una delle voci più longeve del panorama musicale italiano.

Le canzoni di De Gregori sono infatti un patrimonio impossibile da ignorare anche per chi non è avvezzo al cantautorato; un linguaggio il suo che oggi sembra raro, così ricco e perfettamente bilanciato da catturare completamente l’attenzione.

Non meno importante, l’eccellente accompagnamento musicale della sua band: ennesima dimostrazione di quanto l’esperienza faccia la differenza sul palco.

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La partenza è di classe, solo voce e chitarra per i primi brani, che raccolgono l’attenzione del pubblico come un preludio classico: così dopo “L’uccisione di babbo natale” e “A Pa‘”, il cantante chiede un applauso al pubblico per accogliere la band.

Inizia quindi il viaggio: “Scacchi e Tarocchi” e “La testa nel secchio” incalzano il pubblico che risponde in maniera eccellente, nonostante le misure di sicurezza che anche stasera lo tengono composto.

C’è da dire che la natura stessa del concerto non ha fatto sentire particolarmente pesante l’obbligo di stare seduti.

Si entra nel vivo dello spettacolo: “La storia siamo noi”, “E quell’angelo eri tu”, “Atlantide”, arrivano una dietro l’altra fino a “Titanic“, attualizzata dal cantautore, in una versione meno melodica e più parlata.

“Il cuoco di Salò”, “Nero” si alternano nella linea temporale ideale che scorre insieme alla scaletta, fino a portarci ad una bellissima Alice che, come prevedibile, è accompagnata dalla voce di tutto il pubblico.

https://www.insidemusic.it/la-poesia-si-francesco-de-gregori-incanta-al-pistois-storytellers/

 

 

 

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13 LUGLIO - CASTELLO SFORZESCO - VIGEVANO (PV). Ci si sente sempre un pò in soggezione quando si fotografano i mostri sacri della musica e Francesco De Gregori sicuramente lo è: dalle sue corde sono passate alcune delle pagine più belle della discografia italiana e il tour 2021 (De Gregori & Band Live The Greatest Hits) le ripercorre tutte. Una carriera lunga più di cinquanta anni, se si considerano gli esordi al Folkstudio, dove conosce altri artisti come Antonello Venditti, Giorgio Lo Cascio ed Ernesto Bassignano, celebrati da Venditti in Notte prima degli esami (“Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra e un pianoforte sulla spalla”). Le sue canzoni, oltre ad abbracciare musicalmente generi diversi, dal folk al rock e al blues, sconfinano nella poesia, per la bellezza dei versi e per l’uso di sinestesie e metafore, non a caso è tra i cantautori con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco.

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Non potevo quindi perdere l’occasione di vederlo per la prima volta nella spettacolare location del Castello di Vigevano, nell’ambito della rassegna Estate in Castello, martedì 13 luglio. La serata è di quelle fresche, le piogge abbondanti dei giorni precedenti hanno spazzato via l’afa della Pianura Padana, la coda all’ingresso fa capire la portata dell’evento e, difatti, i posti a sedere sono tutti occupati, ci sono i fedelissimi, ma, soprattutto, ci sono tanti giovani, a dimostrazione del fatto che il cantautorato di qualità mette d’accordo tutti e può rappresentare un punto di incontro tra diverse generazioni.

L’inizio è tutto acustico, De Gregori sale da solo sul palco con chitarra e armonica, comincia a ripercorrere gli inizi di carriera, ricordando di quando apriva per i gruppi rock e veniva bersagliato con oggetti vari, senza poter andare oltre il terzo brano: anche per questo ne propone tre in solitaria, Cose, L’uccisione di Babbo Natale e A Pà; la band però, composta da Guido Guglielminetti al basso, Carlo Gaudiello al pianoforte, Paolo Giovenchi alla chitarra, Alessandro Valle alla chitarra e mandolino, Simone Talone alla batteria e Primiano Di Biase alle tastiere, scalpita per entrare in scena e così la serata decolla.

Seguono Scacchi e Tarocchi e la Testa nel secchio, ma è con La Storia che il pubblico si scioglie definitivamente, lo aveva chiesto il Principe in persona di fare più casino, per compensare la distanza fisica dal palco e il fatto di dover stare tutti seduti, ed eccolo accontentato: non si può fare altrimenti, la bellezza della scaletta è tale che è vietato restare indifferenti.

 

Molte delle canzoni proposte nei minuti successivi (Caterina, Atlantide, Titanic, Il cuoco di Salò) risalgono ai miei primi anni di vita, eppure mi bastano poche note per riconoscerle, entrate di diritto nell’imprinting culturale di ogni appassionato di musica. Sarà che sto invecchiando e per questo mi godo i testi parola per parola, ma, lo confesso, quando canta Generale, dopo aver fatto Nero, Alice, Sangue su sangue e Pezzi di vetro, sono talmente emozionata che quasi mi scappano le lacrime.

Me lo avevano descritto come una persona dal carattere spigoloso De Gregori, a volte freddo con il pubblico e, invece, mi trovo davanti un artista che parla e si muove molto, con un’intesa perfetta con il suo gruppo, fatto di musicisti navigati, che “tutti vorrebbero, ma in pochi possono permettersi”, come giustamente sottolinea: impressionanti gli assoli di chitarra e il piglio rock blues che si riesce a dare anche alle canzoni d’autore! Nella seconda parte dello show si calano gli assi, come da tradizione, con: Rimmel, La leva calcistica della classe ’68, Buonanotte Fiorellino, il capolavoro La Donna cannone e Cercando un altro Egitto, da quello che viene considerato l’album più ermetico della sua produzione, passato alla storia come “l’album della pecora”, per via della copertina.

Il bis arriva dopo circa un’ora e quarantacinque minuti di musica senza interruzioni, eccezion fatta per i lunghi applausi del pubblico pagante, e chiude il concerto con Il vestito del violinista e Viva l’Italia.Una serata da incorniciare, per la bellezza del contesto in cui si svolge, per la grandezza del personaggio, per l’alto tasso di emozioni che i suoi testi sanno dare.

Articolo e fotografie di Stefania D’Egidio

https://offtopicmagazine.net/2021/07/15/francesco-de-gregori-vigevano-2021/

 

 

16 LUGLIO - CASTELLO DI LOMBARDIA - ENNA. Insieme alla sua Band il famoso cantautore Francesco De Gregori si esibirà all’interno del suggestivo Castello di Lombardia con il suo repertorio di testi e musiche che hanno accompagnato la sua lunga carriera.  Sarà il cantautore romano ad aprire ufficialmente la stagione estiva nel luogo simbolo della Città denominato anche “il teatro più vicino alle stelle”. Organizzato con la collaborazione del Comune di Enna, il concerto si terrà venerdì 16 luglio alle ore 21.00. I biglietti sono già in prevendita sui circuiti abituali o sul sito  www.puntoeacapo.uno. Saranno rispettate le linee guida e dei protocolli anti Covid-19 che comprendono il limite del numero dei partecipanti.

https://www.scoprienna.it/evento/francesco-de-gregori-al-castello/

 

 

 

 

 

 

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17 LUGLIO - TEATRO ANTICO - TAORMINA (ME)

Non sappiamo se sia stato il più bel concerto di Francesco De Gregori a Taormina, anzi sappiamo che non è così. Ma certamente sappiamo che è stato un bel concerto, bellissimo. Musica, note, capolavori italiani, applausi, ovazioni, segni di un ritorno alla normalità che normale non è ma di cui dopo un anno e mezzo si avvertiva la necessità. Non siamo ancora il Paese che eravamo prima, ma quel Viva l'Italia è più di una chiusura di concerto. E' musica che si fa speranza, è arte al servizio dei cuori.

Sul palcoscenico del Teatro Antico di Taormina è salito quel Francesco De Gregori che avevamo lasciato due anni fa, proprio in quel posto magico. Con quella voglia di stare con e tra la gente, che sino a qualche tempo fa non gli apparteneva, o quantomeno non in questo modo. In mezzo a questi due anni ci sono stati i suoi 70 anni e l'idea trasmessa è di una serenità contagiosa. Con la vastità dei suoi successi incredibilmente moderni per essere canzoni pensate cinquant'anni fa.

Voce sinfonica e quell'armonica che incanta con cui potrebbe reggere le due ore di concerto senza dire una parola. Francesco De Gregori ha fondato uno stile, imitatissimo ma irraggiungibile, ha scardinato le regole della composizione tradizionale e ha portato nei testi la sua cultura, trasfigurando nel linguaggio poetico la narrazione non lineare e il fluire della Storia.

 

       

Se dovesse fare un bilancio di quanto fatto finora potrebbe partire dalla certezza di aver prodotto dei capolavori indiscussi, album e canzoni che sono nell’immaginario di intere generazioni, di essere riuscito ad evitare il rischio del cliché, di rimanere intrappolato nelle formule, nelle etichette, anche a costo di sfidare il pubblico.

Pubblico - mille persone per i restringimenti legati al Covid - che a Taormina ha toccato la magia di momenti che non ritornano: talvolta inspiegabili.

E così accade che mentre "Ciccio" canta "Sangue su Sangue" e quel passaggio "O seduto a guardare la pioggia sull'orlo di questo vulcano" le gocce si manifestino come in un effetto speciale che di costruito non ha nulla.

Magia che solo alcuni luoghi possono regalare.

Il "Generale" che De Gregori consegna al pubblico sotto la pioggia è di più. In una notte che incanta. E ad agosto De Gregori tornerà a Siracusa (28), Ragusa (29) e Marsala (31). I concerti sono organizzati da Puntoeacapo con la direzione artistica di Nuccio La Ferlita.

https://messina.gazzettadelsud.it/

 

Sei concerti tutti destinati a raggiungere il sold-out. Con queste soddisfacenti premesse, il tour “De Gregori & Band Live – Greatest Hits” approda in Sicilia: oggi al Castello di Lombardia di Enna, l’indomani (sabato 17 luglio) al Teatro antico di Taormina, domenica 18 luglio in Piazza Stazione a Bagheria (ospite del GoGreen Festival), sabato 28 agosto al teatro Greco di Siracusa, la sera seguente (29 agosto) all’Arena Piazza libertà di Ragusa e martedì 31 agosto all’Arena Piazza della Vittoria di Marsala.

Nel corso degli anni, tra Francesco De Gregori e la Sicilia si è consolidato un prezioso legame.  Basti pensare alla pubblicazione di “Sotto il Vulcano”: l’album dal vivo del concerto tenuto il 27 agosto 2016 a Taormina.E chissà che sempre dalla Sicilia, fra un live e l’altro, possa scoccare anche la scintilla per nuove gemme del canzoniere degregoriano. Dai tempi di “Sulla Strada” (2012 ), infatti,  manca un album di inediti. Grazie a questo tour estivo, i fan di sempre rivivranno le emozioni di pagine storiche e i più giovani le scopriranno, nella dimensione ideale: il palcoscenico.

 “De Gregori & Band Live – Greatest Hits” è un viaggio nella bellezza senza tempo di colonne portanti della musica italiana come “Alice” (1973), “Rimmel” (1975), “Banana Republic (1979) “Titanic” (1982), “La donna cannone” (1983), il “Cuoco di Salò” e “Sempre e per Sempre” (2001),  e la rilettura di "4/3/1943" dell'amico Lucio Dalla.

De Gregori sarà affiancato sul palco da Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Primiano Di Biase (hammond) e Simone Talone (percussioni). Gli spettatori dovranno comunicare i propri dati di riconoscimento e indossare la mascherina  all’ingresso e all’uscita dalla venue e per tutti gli spostamenti all’interno della stessa. Informazioni sulla disponibilità di biglietti sul sito puntoeacapo.uno.

Giusy La Piana

https://palermo.repubblica.it/societa/2021/07/16/news/de_gregori_sei_date_in_sicilia_tutte_destinate_a_fare_il_sold-out-310547355/

 

foto by Alessandro Valle

 

“La Sicilia è un’isola straordinaria, siete figli dei Borboni, custodite un patrimonio artistico e culturale dal fascino unico, sappiate averne cura, sappiate negli anni a venire dare alla vostra terra quel calore e quell’affetto che merita, difenderne l’orgoglio e la tradizione”.

 

 

 

18 LUGLIO - PIAZZA STAZIONE - BAGHERIA (PA)https://www.iltitanic.com/2021/42.jpg

Una grande serata di musica ieri a Bagheria, nella bella cornice di piazza Stazione. Impeccabile l’organizzazione e la gestione dell’evento, nonostante le tante, giuste, limitazioni dovute alle regole di contenimento dell’epidemia. E l’evento e’ di quelli che non passa inosservato: il Principe della canzone italiana, Francesco De Gregori, per il suo tour estivo, il primo dopo la pausa forzata a causa della pandemia.

La piazza e’ strapiena, nei limiti consentiti, ma soprattutto e’ calda. C’e’ voglia di musica e di divertirsi. Sono stati mesi difficilissimi, inutile aggiugere altro.

E un artista del calibro di De Gregori lo sa. Ma il pudore e la riservatezza che da sempre contraddistinguono il Maestro, lo portano a non perdersi in inutili riferimenti retorici. De Gregori, in forma smagliante,  parla con la sua musica: la scaletta e’ ricca di riferimenti all’attualita’. Da Cose, che apre il concerto, al Vestito del violinista, che lo chiude, si rincorrono riferimenti a presenze inquietanti e non volute. E l’inquietudine, sappiamo essere divenuta non voluta compagna di viaggio di questo nostro scorcio di vita. Cosi’ come il Maestro lo e’ invece, voluto ed amato da oltre cinquant’anni, per i tanti che ieri hanno riempito la piazza, e anche per i tantissimi ragazzi presenti che hanno accompagnato l’esibizione con trasporto crescente. Gia’: quello tra De Gregori e i giovani e un rapporto che andrebbe indagato. La musica del Maestro solca la generazioni e le unisce, come dimostra la seconda parte del concerto che regala al pubblico i pezzi storici da Alice a Generale, da Nino a  Buonanotte Fiorellino, da Rimmel alla Donna Cannone cantati a squarcia gola dal “pubblico pagante”. Francesco impugna la chitarra, la sua musica ti culla e ti blandisce. L’immancabile armonica e’ potente e dolce allo stesso tempo. E’ un susseguirsi di emozioni che lascia gli spettatori estasiati. C’e’ tempo per qualche siparietto: qualcuno grida “sei ermejio!” e lui : ” e che noo so?!”

E’ proprio la voglia di divertirsi infatti che la fa da padrona,  anche per la scelta azzeccata di De Gregori di inserire in scaletta molti pezzi veloci : da Sangue su Sangue a Cercando un altro Egitto fino alla chicca da amatori Scacchi e Tarocchi passando per un’altra rarita’: Nero . Francesco parla con  il pubblico, racconta dei suoi esordi, si da.

E’ felice di tornare sul palco, di riprendere tra le mani i ferri del mestiere. Ci sono momenti di rara intensita’, come il Cuoco di Salo‘, dove la sua voce raggiunge vette ancora difficili da decifrare.

E c’e’ spazio pure per Caterina, Atlantide, A Pa’ e addirittura L’uccisione di Babbo Natale, pezzo bellissimo e davvero raro. C’e’ La testa nel Secchio e  poi c’e’ la Storia, citata dal Presidente Mattarella per la festa della Repubblica, poche settimane addietro.

Perche’ ormai e’ chiaro che l’opera artistica di De Gregori e’ un patrimonio nazionale riconosciuto. E chissa’ come si schernira’ lui nel leggere questa affermazione. Ma certo non potra’ esimersi dal riconoscere che Viva L’Italia, che chiude il concerto, oggi piu’ che mai riempie i cuori di tutti noi. Che facciamo ciascuno il possibile per venir fuori da questo periodo buio, che amiamo oggi piu’ di ieri questo Paese, a volte dimenticato e a volte da dimenticare, ma che ancora oggi, tra campagna vaccinale e paura del virus, lotta e resiste. 

E la musica, forse non sempre tutelata a sufficienza nelle pure comprensibili difficolta’ di questi mesi, quando rappresentata da artisti di questo calibro sa fare il proprio mestiere: ci rende piu’ felici.

Bufalo Bill, da Catania

 

https://www.palermotoday.it/cronaca/concerto-de-gregori-bagheria.html

                                                                                                                                                                                                

 

 

20 LUGLIO - PARCO LAMA BALICE - BITONTO (BA)

Una serata indimenticabile per il pubblico, giunto da tutta Italia, per ascoltare il suo Principe, che ha incantato tutti i presenti con il suo repertorio indimenticabile, ricevendo due standing ovation. Una conclusione col botto per il Luce Music Festival, che aveva appunto fatto di Francesco De Gregori - in questa quattro giorni bitontina - il suo artista di punta.

Cappellino, occhiali e immancabile maglietta nera, puntualissimo alle 21:30 comincia a cantare. Musica, note, capolavori della musica italiana, applausi, ovazioni, sembrano proprio un ritorno alla normalità - «comportiamoci bene» ha affermato il cantante «così non dovremmo preoccuparci» così quel Viva l'Italia è più di una chiusura di concerto, è un quasi mantra, è musica che diventa speranza.

Sono due ore bellissime ed emozionanti, De Gregori non parla molto, ma la sua musica basta a se stessa, ci sono tutti i suoi successi: Alice, Pezzi di Vetro, Generale, Rimmel, La leva calcistica della classe '68, Buonanotte Fiorellino e La donna cannone. Immancabile l'armonica, potente e dolce allo stesso tempo, che lascia gli spettatori estasiati. Canzoni pensate più di cinquant'anni fa ma incredibilmente moderne.

Il risultato si traduce in due standing ovation regalate dagli astanti. Perché De Gregori unisce ancora generazioni, tutti, ma davvero tutti, cantavano le sue canzoni.

https://www.bitontoviva.it/notizie/francesco-de-gregori-incanta-il-luce-music-festival/

 

 

 

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24 LUGLIO – SEQUOIE MUSIC PARK – BOLOGNA

Francesco De Gregori e la sua band arrivano a #SequoieMusicPark Bologna per un live unico in cui ci proporrà le canzoni più famose e significative del suo repertorio.

24 luglio 2021 - Parco delle Caserme Rosse - Bologna

Biglietti già in vendita 👉 http://bit.ly/DeGregoriBolognaTicketone

Francesco De Gregori torna finalmente live con “DE GREGORI & BAND LIVE – GREATEST HITS” per proporre al pubblico le canzoni più famose e significative del suo repertorio. 🤩

La band che accompagnerà De Gregori sul palco è composta da Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Primiano Di Biase (hammond) e Simone Talone (percussioni).

  

 

25 LUGLIO – Protagonista del gala del Premio Faraglioni nel chiostro grande di Capri con una performance live d’eccezione

È stata una serata speciale quella del ritorno dopo un anno di stop del Premio Faraglioni, ideato dalla Capri Arte dei fratelli Aldo e Bruno Damino. Protagonista della XXVI edizione Francesco De Gregori che, dopo un filmato che ha ripercorso le tappe della sua carriera, ha fatto il suo ingresso in scena nella meravigliosa cornice della Certosa di San Giacomo, accompagnato dalle note di un piano in una carrellata dei suoi successi, da Rimmel a Generale passando per La leva calcistica della classe ‘68. Un concentrato di brani storici che ha coinvolto il pubblico che, dopo il lungo periodo di stop per i grandi eventi, ha ritrovato il monumento trecentesco caprese sempre affascinante e gremito nei limiti della capienza, ridotta nel rispetto delle normative anti-Covid.

I fan del cantautore romano sono rimasti piacevolmente sorpresi dal talk show che ha visto protagonista De Gregori intervistato dalla presentatrice Benedetta Rinaldi. L’artista, proverbialmente schivo e riservato, si è lasciato andare parlando della sua carriera, fra ricordi intensi dei primi anni e di momenti significativi come il concerto al Bataclan di Parigi, pochi mesi dopo la sua riapertura dopo l’attacco terroristico, mostrando, poi, la sua simpatia e la verve raccontando aneddoti della sua vita quotidiana, del rapporto con i fan e con i colleghi e compagni di vita artistica. E come al solito il Premio Faraglioni riserva sempre qualche sorpresa.

 

Ecco a fare capolino dal parterre un ospite tenuto in gran segreto fino all’ultimo minuto, un altro grande nome della canzone italiana: Antonello Venditti, che fra simpatici scambi di battute, assieme al suo collega e amico De Gregori ha annunciato ai fan una serie di concerti che terranno insieme nel 2022.

A conclusione della serata, Francesco De Gregori, alla presenza del direttore della Certosa di San Giacomo, l’architetto Giacomo Franzese e di Roberto Damino, in rappresentanza della Capri Arte, ha ricevuto dalle mani del sindaco di Capri, Marino Lembo, il Premio Faraglioni, realizzato dai maestri orafi di Anacapri, che raffigura i simboli dell’isola azzurra. E prima di congedarsi con il pubblico,  De Gregori ha voluto regalare un ultimo bis chiudendo in bellezza la serata sulle note de La donna cannone.

https://isoladicapriportal.com/

 

 

 

28 LUGLIO –LAZZARETTO – BERGAMO

È salito sul palco del Lazzaretto e ha cantato per due ore di fila senza mai fermarsi. Non sono servite ulteriori parole per rendere speciale il concerto di Francesco De Gregori, ospite della rassegna “Lazzaretto-Estate 2021” nella serata di mercoledì 28 luglio.

Musica e versi che hanno fatto la storia. Il pubblico non aveva bisogno di altro. Il Principe, come fu soprannominato dal leggendario Lucio Dalla ai tempi di Banana Republic, ha iniziato il concerto come era abituato alle origini del suo viaggio, armato di voce e chitarra.

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 “Ho imparato che nei concerti non si devono fare più di tre pezzi con voce e chitarra – ha raccontato De Gregori – l’ho imparato quando ero agli inizi e mi pagavano per fare almeno tre pezzi prima dell’arrivo della band”.

E così è stato. Per il quarto brano l’intera band si è unita al cantautore. Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Primiano Di Biase (hammond) e Simone Talone (percussioni). Ciò che è seguito è stata magia, non c’è altro modo per dirlo. E questo sarebbe bastato per segnare la tappa bergamasca di “De Gregori & Band Live – The Greatest Hits” tra gli eventi più belli dell’estate.

Ma perché proprio Bergamo aveva così bisogno di questo concerto?

La risposta in tre sole parole: “La storia siamo noi”. Dal palco del Lazzaretto Francesco De Gregori ci ha ricordato come solo lui sa fare che la storia non è scritta solo dai grandi donne e uomini, ma da tutti noi. E in quanto a pagine che rimarranno per sempre scalfite nella memoria, i bergamaschi – nessuno escluso – hanno contribuito a scrivere quello che rimarrà di quest’ultimo anno e mezzo.

E continuano a farlo, nella vita di tutti i giorni. Anche decidendo di andare a sentire un concerto, nonostante le limitazioni e le regole che inevitabilmente devono essere osservate per il bene di tutti.

Francesca Lai

https://www.bergamonews.it/2021/07/30/perche-bergamo-aveva-bisogno-delle-canzoni-di-de-gregori/456528/

 

video di Mattia Ravioli

 

 

 

26 LUGLIO – PORTO ANTICO – GENOVA

Genova – Il concerto è iniziato alle 21.30, come da programma, spaccando il minuto. Ma l’inizio della performance dal vivo di Francesco De Gregori, al Porto Antico, non è stata seguita da tutti gli spettatori che hanno acquistato il biglietto (dai 74 ai 40 euro il costo dei ticket, come riportato dal sito della società Porto Antico) per seguire l’autore di capolavori come “Generale” e “Rimmel”.

Colpa di un black-out che si è verificato intorno alle 21.10 in zona, quando ancora decine di spettatori erano in coda per entrare nella zona concerti dell’Arena del Mare. La corrente elettrica è mancata per un breve periodo, tra i 10 e i 15 minuti, ma ha costretto la società organizzatrice dell’evento, la Joe&Joe, a sospendere momentaneamente gli ingressi per ragioni di sicurezza.

«C’è stato un black-out e per motivi di sicurezza, essendoci soltanto le luci d’emergenza, abbiamo dovuto sospendere gli ingressi per 10-15 minuti – spiega Marco Poggioni, della società Joe&Joe – Abbiamo quindi riaperto gli ingressi ma si era accumulata un po’ di coda, e l’artista ha scelto di iniziare comunque in orario il concerto».

https://www.ilsecoloxix.it/genova/2021/07/26/news/genova-de-gregori-inizia-il-concerto-ma-gli-spettatori-sono-ancora-fuori-1.40539020

 

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30 LUGLIO – PIAZZA DUOMO - TRENTO

TRENTO. ''La storia siamo noi, nessuno si senta offeso'', ha cantato ieri sera Francesco De Gregori nella straordinaria cornice di Piazza Duomo a Trento chitarra in spalla, armonica in mano e band ad accompagnarlo tra energia e ricordi, emozioni. E per chi c'era la sensazione era davvero quella: che si fosse parte, tutti insieme, di una piccola pagina di storia della città forse anche della provincia o di qualcosa di più perché, dopo un anno e mezzo di difficoltà, problemi, paure, lutti e dolore, ieri è andato in scena, finalmente, un evento in presenza bello, pieno, forte da tutto esaurito, nella piazza più bella di tutte, sotto un cielo di stelle, con i bar a fare da contorno e a rendere il tutto ancora più suggestivo, occupati da tante persone. E ovunque tutti erano seduti, distanziati, felici di godere di quello spettacolo nel rispetto delle regole e del buon senso.

D'altronde lo ha detto anche De Gregori: rispettiamo le regole che sono fondamentali, anche se in qualche caso pesanti, e facciamo quello che c'è da fare ''per rivederci la prossima volta in questa piazza ancora più vicini, più sereni, più felici''. Perché la pandemia è ancora qui, inutile giraci intorno, e anche ieri sera lo ricordavano le mascherine che qualcuno, precauzionalmente, indossava anche se si stava all'aperto in un contesto assolutamente tranquillo oltre che i dispenser all'ingresso e le attenzioni che tutti avevano.

De Gregori non si è risparmiato, fresco dei suoi 70 anni compiuti lo scorso aprile, ed ha eseguito pezzi straordinari che hanno fatto la storia della musica italiana: Generale, La Storia siamo noi, Rimmel, La Donna Cannone, Viva l'Italia, Il Cuoco di Salò, La Leva Calcistica del '68, Alice, Pezzi di Vetro e tante, tante altre. Ci sono stati momenti più cantautoriali (''fare la gavetta mi ha insegnato che massimo tre pezzi con chitarra e voce si possono eseguire consecutivamente'', ha detto agli spettatori rievocando alcuni aneddoti della giovinezza) e momenti più rock, emozioni ed energia.

Un concerto con i fiocchi, in presenza, bello, pieno, forte e allora Viva l'Italia ''L'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura Viva l'Italia, l'Italia che non ha paura'' ''L'Italia con gli occhi aperti nella notte triste Viva l'Italia L'Italia che resiste''. E questa sera sarà la volta di Annalisa. Il Trento Summer Festival, quest'anno, ha avuto un valore sociale, oltre che culturale, fortissimo (lo ricordava a il Dolomiti l'organizzatore Alessandro Raffaelli di Radio Italia Anni 60: ''siamo entusiasti di questa sesta edizione dopo i due anni di stop”). La speranza è davvero quella di avere altri dieci, cento, mille eventi di questo tipo nei prossimi mesi per stare, come ha detto De Gregori, sempre più vicini, più sereni e più felici. In città, possibilmente, per tornare ad essere comunità.

https://www.ildolomiti.it/cultura/2021/de-gregori-incanta-trento-in-una-piazza-duomo-stupenda-e-dopo-mesi-di-dolore-si-torna-in-presenza-tra-emozioni-e-grandissima-musica

 

 

 

 

 

 

 

31 LUGLIO – ANFITEATRO - GARDONE RIVIERA (BS)

 

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1 AGOSTO - PARCO DELLE ROSE - GRADO (GO).

Grado si inchina al principe De Gregori

Emozionante concerto al Parco delle Rose con tutti i grandi successi del poeta cantautore De Gregori in concerto a Grado

Intenso, generoso e sorprendente: Francesco De Gregori a Grado ha dato prova di essere il grande cantautore e interprete di sempre, anzi di sapere invecchiare crescendo in poesia e sapienza interpretativa dei brani che lo hanno reso celebre e fatto amare da generazioni di italiani.

Tutto esaurito infatti per “De Gregori & Band live - Greatest Hits”, sotto il cielo stellato dell’Isola d’Oro che ha resistito alla voglia di pioggia, confermando la buona acustica dello spazio “teatro verde” per il concerto inserito nel programma del Festival Onde Mediterranee che quest’anno festeggia i 25 anni attività con un calendario di grandi nomi nazionali e internazionali.

Un tutto esaurito di generazioni trasversali, non solo di chi è cresciuto con lui cantando “Generale”; “Rimmel”, “Caterina”, “Alice”: tutti pezzi “storici” eseguiti per la gioia del pubblico.

 

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 “Sarei un ipocrita se dicessi che non mi emoziona più cantare “La donna cannone” o “Generale” – ha dichiarato – e l’emozione nei live, quando partono le prime note di questi pezzi, è assolutamente un qualcosa di condiviso con tutta la platea”.

Ed è un ritorno sensazionale il suo dopo il rinvio del 2020, a segnare la sua voglia e gioia di tornare a incontrare il pubblico, “Rispettando le regole per potersi ritrovare sempre più numerosi”, ha affermato salutando la platea.

Generoso per aver cantato per oltre un’ora e mezzo, concedendo un imprevisto bis, accompagnato da una super band di grandi musicisti, affiatati e capaci ognuno con il suo strumento di essere voce “definita” nella coralità: Guido Guglielminetti, basso e contrabbasso; Carlo Gaudiello, tastiere; Paolo Giovenchi, chitarre; Alessandro Valle, pedal steel guitar, mandolino; Simone Talone, percussioni e Primiano Di Biase all’organo Hammond.

Generoso per il dialogo che ha voluto creare con il pubblico, impensabile fino ad alcuni anni fa, ricorda Paolo un fan nato dopo il suo esordio negli anni Settanta, che da oltre 30 anni segue i suoi concerti.

Ironico con garbo, quando ricorda che nei primi anni ’70, dopo l'esordio discografico con Antonello Venditti al Folkstudio, presentato dal fratello musicista Luigi: “Per me era facile prendere la chitarra e partire in treno. Impossibile per Antonello che suonava il pianoforte”.

Margherita Reguitti

http://www.imagazine.it/notizie-trieste-gorizia-udine-friuli/10758

  

 

 

Cari amici, a causa di importanti problemi di salute devo passare (temporaneamente) il testimone ad un grande bassista e amico: Luca Angelici. Accoglietelo con il calore e l’affetto che avete sempre dimostrato a me. È un compito molto gravoso quello che Luca ha accettato di assumersi con così poco tempo di preavviso ed io gliene sarò sempre grato. So di affidare la Band in mani esperte e sicure.

Ultimamente non sono stato molto presente con voi, prima e dopo i concerti e me ne scuso, ma ora vi sarà chiaro il perché!

Voglio ringraziare tutta la  squadra che mi ha aiutato in questa difficile situazione: Francesco De Gregori, Vincenzo Lombi, Giovanni Chinnici, Fenia Galtieri, Orazio Caratozzolo, Paolo Giovenchi, Carlo Gaudiello, Alex Valle, Primiano Di Biase, Simone Federicuccio Talone, Lorenzo Tommasini, Gianluca Losi, Alessandro Morella, Domenico Colangelo.

 

 

 

Spesso mi avete sentito dire: “Per fermarmi mi devono sparare!” Per fortuna nessuno mi ha sparato, ma qualcosa non ha funzionato.

Ora devo fermarmi un attimo per rimettere in sesto il motore, ma tornerò presto.

Prendetela pure come una minaccia!!!!

Guido.

 

 

 

 

5 AGOSTO – CASTELLO - ROCCELLA JONICA (RC)

E’ sold out il primo dei due concerti che Francesco De Gregori terrà in Calabria ad agosto. La prima data, quella del 5 agosto, rientra nella programmazione del Roccella Summer Festival, il nuovo progetto targato Esse Emme Musica e realizzato insieme all’Amministrazione comunale di Roccella Jonica (Rc) e in queste ore ha già fatto registrare il tutto esaurito.

Ci sono ancora biglietti disponibili per la seconda data, prevista per il 6 agosto al Parco archeologico di Roccelletta di Borgia, organizzato dalla Esse Emme Musica grazie ad Armonie d’arte Festival che ospita gli eventi a Scolacium.

Entrambe le date fanno parte del suo nuovo tour “De Gregori & band live – greatest hits”, che sta portando il “principe” della canzone italiana in concerto nelle principali location all’aperto della nostra penisola. Il tour è partito nel mese di luglio e lo vede protagonista sui palchi d’Italia per proporre al pubblico le canzoni più famose e significative del suo repertorio: da “La donna cannone”, a “Rimmel”, passando per “Pezzi di vetro”, “Buonanotte fiorellino” e “Generale”, durante ciascun concerto, gli spettatori potranno ascoltare dal vivo i più importanti successi del grande cantautore romano, di fianco anche a brani più recenti come “Vivavoce” o “Il futuro”, traduzione italiana del brano “The future” di Leonard Cohen.

http://www.cn24tv.it/news/225970/sold-out-per-il-concerto-di-francesco-de-gregori-al-roccella-summer-festival.html

 

 

 

 

6 AGOSTO – PARCO SCOLACIUM – BORGIA (CZ). De Gregori si è presentato sul palco insieme ai suoi fidati Guido Guglielminetti al basso e contrabasso, Carlo Gaudiello alle tastiere, Paolo Giovenchi alle chitarre, Alessandro Valle alla pedal steel guitar e al mandolino, Primiano Di Biase all’hammond, e Simone Talone alle percussioni. Insieme hanno regalato intensi momenti di grande musica con i più grandi classici del repertorio del “principe” della canzone italiana, ma anche brani nuovi dell’ultimo album.

 

 

Se il concerto si era aperto con “Cose”, “L’uccisione di Babbo Natale” e “A pà”, la serata è stata poi scandita da perle musicali quali “Scacchi e tarocchi”, “La testa nel secchio”, “La storia”, “Caterina”, “Atlantide”. E’ stato con “Titanic” che il pubblico ha abbandonato ogni riserva e si è lasciato andare ai suoni de “Il cuoco di Salò”, “Il nero”, “Alice”, “Sangue su sangue”, per esplodere poi con le canzoni “Pezzi di vetro”, “Generale”, “Rimmel”. La scaletta è poi proseguita, avviandosi verso il finale con “Buonanotte fiorellino”, “La leva calcistica della classe ‘68”, “Sempre e per sempre”, “Cercando un altro Egitto”. Spazio ai saluti finali e agli encore con “Il vestito del violinista” e “Viva l’Italia”.

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Prima di salutare il pubblico, De Gregori, che nell’occasione dei concerti calabresi è stato premiato con un’opera del maestro orafo Michele Affidato, ha ringraziato gli organizzatori, complimentandosi per le location scelte, davvero suggestive. Il Roccella Summer Festival prosegue il 13 agosto con il concerto di Fiorella Mannoia.

Per quanto riguarda Scolacium, il prossimo evento targato Esse Emme Musica sarà il concerto di Gianna Nannini il 26 dicembre. I biglietti possono essere acquistati in prevendita sul circuito TicketOne. I posti sono tutti a sedere e numerati. Gli eventi si svolgeranno nel pieno rispetto delle norme anti-Covid e in assoluta sicurezza.

https://www.soveratoweb.com/roccella-summer-festival-grande-apertura-con-francesco-de-gregori/

  

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17-18 AGOSTO – ARENA RUGBY – ALGHERO (SS). «Ho cominciato così, voce e chitarra, in anni in cui molti di voi non erano ancora nati». Francesco De Gregori ritorna sul palco dal vivo, col desiderio più volte espresso di ritrovare il contatto col pubblico dopo un anno di stop, e lo fa alla grande. Ieri nell’arena del Campo Rugby Maria Pia di Alghero ha ricucito il filo di mezzo secolo di carriera, dall’album d’esordio “Theorius Campus” (1972) fino all’omaggio ( “Amore e furto”) al vate Bob Dylan del 2015. Decine di album (21 in studio, 15 dal vivo e 12 raccolte) che rimangono un monumento al cantaurato italiano.

Il live ad Alghero è stato definito perfettamente e senza fraintendimenti dal titolo: “The greatest Hits”. Grandi titoli in scaletta da “L’uccisione di Babbo Natale” a “Scacchi e tarocchi”, passando ovviamente per le pietre miliari degli anni Settanta: “Rimmel”, “Pablo”, “Niente da capire”, “Buonanotte fiorellino”, “Atlantide” e “Generale”. Pezzi della storia musicale italiana dove il cantautore romano ha espresso con grande successo le sue alte qualità di narratore.

Decennio chiuso nel 1979 con “Viva l’Italia” e “Banana Republic” con Lucio Dalla. Brani freschissimi che, come tutti i capolavori, mantengo intatta tutta la loro poesia. Il filo è stato ricucito e intessuto anche attraverso le generazioni: sugli spalti molti giovani e giovanissimi insieme ai tanti capelli grigi. La testimonianza tangibile che la musica e le parole di Francesco De Gregori vanno molto oltre l’età anagrafica e il segno della sensibilità che ha permesso a De Gregori di mutare il suo racconto di un mondo che in questo mezzo secolo è profondamente cambiato.

Sul palco ad accompagnare il cantautore romano la “De Gregori & Band Live – The Greatest Hits”con Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Primiano Di Biase (hammond) e Simone Talone (percussioni). Ensemble notevole per capacità espressiva “da palco” ma con la sensibilità nel lasciare intatti momenti poetici più intimi. Nessuno spazio, invece, alle polemiche sul concerto-rave improvvisato da Salmo a Olbia per ferragosto. Polemiche che hanno diviso il mondo degli artisti, e su cui Francesco De Gregori si era espresso in maniera chiara il giorno dopo l’evento sulla sua pagina fecebook: «Io sono comunque grato a Salmo per aver richiamato l’attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15 mila in uno stadio mentre per i concerti all’aperto c’è un limite di mille persone sedute e distanziate». Stasera, sempre a Maria Pia, secondo appuntamento con le canzoni di De Gregori.

https://www.lanuovasardegna.it/tempo-libero/2021/08/18/news/un-filo-tra-musica-e-poesia-con-le-canzoni-di-de-gregori-1.40613035

 

Alghero

Salmo: De Gregori sta con lui, "sollevato un problema reale". Il cantautore difende lo show/provocazione del rapper olbiese

Francesco De Gregori sta con Salmo. Alla vigilia delle due date in Sardegna, ad Alghero, dove il suo "De Gregori & Band Live - The greatest hits Tour" farà tappa domani 17 e dopodomani 18 agosto, il cantautore tralascia la forma e si concentra sulla sostanza del problema sollevato dal rapper sardo attraverso la sua performance a sorpresa di venerdì scorso a Olbia.

"Su Salmo dobbiamo riflettere e non semplicemente condannare la sua trasgressione alle regole", afferma De Gregori su Facebook.

"Io gli sono comunque grato per aver richiamato l'attenzione sul fatto che per una partita di calcio si possa stare in 15 mila in uno stadio mentre per i concerti all'aperto c'è un limite di mille persone sedute e distanziate", è la sua posizione. "A che serve allora il green pass? Tutte le polemiche e tutta la fatica per ottenerlo?", chiede uno dei principali protagonisti della scena musicale italiana. "Questa limitazione è profondamente ingiusta e mortifica la nostra dignità professionale", è il suo pensiero in linea con quello di Salmo. "Dimostra purtroppo ancora una volta che chi è chiamato a decidere non ha nessun rispetto - conclude De Gregori - e nessuna attenzione per la musica leggera e per il nostro pubblico".

 

 

 

20 AGOSTO - ARENA DELLA REGINA - CATTOLICA (RN) Adesso è tutto molto più chiaro: la grande rivelazione del concerto di Francesco “De Gregori & Band – Greatest Hits Live”, ospitato all’Arena della Regina di Cattolica (gremitissima) il 20 agosto sta tutta nella scaletta scelta dal Principe, sul palco in t-shirt e jeans bianchi  per circa due ore.

Ora il pubblico sa quali sono, per lui, le sue hits, i suoi pezzi più importanti.

Si parte alle 21.25 in punto, chitarra e armonica a bocca: De Gregori rompe il ghiaccio con “Cose” per poi raccontare qualche aneddoto degli esordi. “Ho cominciato tanti anni fa con la voce e la chitarra, uno strumento facile da trasportare. Antonello Venditti era svantaggiato perché suonava il pianoforte ed era difficile da trasportare”. Poi spazio ad uno dei suoi vertici, “Alice”.

Francesco racconta che agli inizi faceva da “apertura” di alcuni gruppi rock, tre o quattro pezzi prima di lasciare il palco agli (allora) più celebri musicisti. Una volta il pubblico gli ha risposto: “Ma se non lo sa Alice, che cazzo ne sappiamo noi?”.

 

fotografie di Enzo Memoli - clicca qui per le foto a risoluzione originale

 Dal parlato al cantato, De Gregori riabbraccia il suo strumento. E quindi arrivano “L’uccisione di Babbo Natale” e “A Pa’” (dedicata a Pasolini).

Poi la band entra sul palco, e ci si rimette in viaggio: “Scacchi e tarocchi”, “La testa nel secchio”, “La storia”, “Caterina”, “Atlantide”, “Titanic”, “Il cuoco di Salò”, “Nero”, “Alice” (che dal vivo, come fa sempre, è stata leggermente cambiata:  il passaggio “ha qualcosa nel cappello” diventa “ha un cancro nel cappello”), “Sangue su sangue”, “Generale”, “Pezzi di vetro”, “Rimmel”, “Buonanotte fiorellino”, “La leva calcistica della classe ‘68”, “La donna cannone”, “Cercando un altro Egitto”. Poi i bis, due. Il primo non lo conoscevo (e non lo conosco tuttora), il secondo è un inno, un auspicio alla ripartenza, alla voglia di rimanere in piedi nonostante la pandemia, “Viva l’Italia”.

Viva De Gregori.

Alessandro Carli

https://sanmarinofixing.com/2021/08/27/visto-per-voi-il-concerto-di-francesco-de-gregori-a-cattolica/

 

 

 

 

 

21 AGOSTO - SFERISTERIO - MACERATA

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23 AGOSTO – PIAZZA DUCA ABRUZZI - TAGLIACOZZO (AQ) Continua il tour estivo di Francesco De Gregori che con il “De Gregori & Band Live – Greatest Hits” sta toccando tutte le più importanti città italiane e porta in scena tutti i più grandi successi del cantautore romano. Brani senza tempo, diventati delle vere e proprie colonne portanti dal cantautorato nostrano e che uniscono più generazioni di fan che non vedono l’ora di tornare a godere dell’esperienza live.

Sul palco, per questa nuova avventura assieme al celebre cantautore, ci saranno anche: Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino) e Simone Talone (percussioni). I

l tour di Francesco De Gregori è stato uno degli eventi più attesi della precedente stagione e che, dopo molti rinvii e tanta incertezza, finalmente si concretizza con molte date in giro per il paese. Tra i brani in scaletta: La leva calcistica della classe ’68, Santa Lucia, 4 marzo 1943, Generale, Rimmel, Buonanotte fiorellino, Caterina, Sempre e per sempre, Bambini venite parvulos, La donna cannone,  Anema e core.

“E’ di certo l’evento di cui siamo più orgogliosi – dice Jacopo Sipari, direttore del Festival.

Ospitiamo il principe indiscusso della musica italiana, un artista che qualche anno fa avremmo solo sperato di avere. Siamo davvero felici di concludere la nostra 37° edizione in questo modo”.

 

 

Fra i più importanti cantautori italiani, De Gregori nelle sue canzoni si incontrano musicalmente sonorità varie, dal rock alla canzone d’autore, con a volte riferimenti anche alla musica popolare, mentre nelle liriche c’è un ampio uso della sinestesia e della metafora, spesso di non immediata interpretazione, con passaggi di ispirazione intimista, letterario-poetica ed etico-politica in cui trovano spazio riferimenti all’attualità e alla storia.

È spesso definito cantautore e poeta, sebbene egli preferisca essere identificato semplicemente come “artista”. Egli è, inoltre, uno tra gli artisti con il maggior numero di riconoscimenti da parte del Club Tenco, con sei Targhe Tenco e un Premio Le parole della musica.

Info su www.tagliacozzofestival.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

29 AGOSTO – ARENA P.ZZA LIBERTA’ – RAGUSA

Scherza Francesco De Gregori sul palco di piazza Libertà a Ragusa, raccontando come da giovane andasse in giro in treno con una chitarra a tracolla, a cercare locali dove cantare, e, ogni tanto farsi anche pagare. Vita comoda per lui, molto più complicata per Antonello Venditti, chehttps://www.iltitanic.com/2021/15.jpg come strumento musicale aveva scelto il pianoforte. E rivolgendosi al pubblico ragusano De Gregori chiede se vi siano coppie clandestine. A loro dedica Buonanotte Fiorellino.

Fonte Ragusa News

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Un concerto intenso, atteso e con un grande interprete come Francesco De Gregori non poteva che non essere un concerto anche stupendo. Ieri sera in piazza Libertà a Ragusa uno dei grandi eventi dell’Estate Iblea promossa dal Comune di Ragusa ed in particolare dall’Assessorato agli Spettacoli retto da Ciccio Barone (organizzazione locale di Giovanni Gambuzza). Un evento in musica con le più belle canzoni del repertorio di De Gregori, cantautore impegnato e ancora oggi dalle straordinarie doti interpretative. Bellissima la sua “La donna cannone” di cui vi proponiamo il VIDEO a fine di questo articolo.

“Grande entusiasmo e grande partecipazione in piazza Libertà trasformata in arena spettacolo – commenta l’assessore CicciO Barone – Ragusa merita questi grandi eventi e noi cerchiamo di promuoverli rendendoli anche fonte di attrattiva turistica. Molti spettatori sono venuti da altri Comuni e anche da fuori provincia e ne hanno approfittato per passare qualche giorno in città, visitare i luoghi, mangiare nei nostri ristoranti. SI prosegue con gli altri eventi dell’Estate Iblea tra cui, il prossimo 4 settembre, Enrico Grignano. Anche qui c’è molta attesa”.

https://www.ragusaoggi.it/francesco-de-gregori-ieri-a-ragusa-ecco-la-sua-bellissima-donna-cannone-video/

 

 

 

 

3 SETTEMBRE - PALAZZO TE - MANTOVA

Francesco De Gregori emoziona il pubblico di Palazzo Te e conferma di essere uno dei più grandi cantautori italiani di sempre, capace addirittura di crescere nell’interpretazione dei brani che più lo hanno reso celebre.

Il concerto si intitola “De Gregori & Band Live – Greatest Hits” ma per le prime tre canzoni il cantautore si presenta da solo sul palco con la sua chitarra. Spiega al pubblico, con la sua tradizionale ironia garbata, che negli anni ’70 ha iniziato così. “Per me era facile prendere la chitarra e partire. Molto meno per Venditti con il pianoforte”.

E così De Gregori ricorda che “spesso faceva anche da spalla a una band che oggi chiameremmo di metallari che aveva un rapporto di natura fisica col suo pubblico: tiravano vari oggetti dalla platea al palco e poi il chitarrista li raccoglieva e li ributtava verso il pubblico”.

De Gregori spiega che quando andava bene veniva ignorato.

Ero pagato per fare 3,4 pezzi e il mio manager di allora mi diceva che se piacevo potevo anche andare avanti, ma non sono mai arrivato a fare il quarto brano”

 

 

E allora ecco dal quarto brano in poi sul palco arriva la band composta da Luca Angelici (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino) e Simone Talone (percussioni). Con loro l’artista dà spazio ai grandi singoli di successo che costellano i suoi quasi cinquant’anni di carriera.

I suoi testi però sembrano non invecchiare mai e sono amati da tante generazioni. Lui sul palco non si riparmia e, brano dopo brano, con slancio e anche parecchia energia, ridà forza alle emozioni generate da sempre dalle sue canzoni, come le celeberrime  ‘Buonanotte fiorellino’, ‘La leva calcistica della classe del ’68’ , ‘La donna cannone’, ‘Generale’ e ‘Rimmel’. Una musica che è anzitutto poesia e che arriva dritta al cuore in un crescendo di emozioni.

https://mantovauno.it/cultura-e-spettacolo/una-serata-di-emozioni-e-poesia-con-de-gregori-a-palazzo-te/

 

Potrebbe essere un'immagine raffigurante 1 persona e persona che suona uno strumento musicale

 

5 SETTEMBRE - STADIO DEL MARE - PESCARAhttps://www.iltitanic.com/2021/39.jpg

PESCARA – Sarà lo Stadio del Mare di Pescara a ospitare domani, domenica 5 settembre, alle ore 21, il concerto di Francesco De Gregori, il primo dei big della musica italiana catapultati nel mondo del Vate per la terza giornata del Festival dannunziano, giunto alla sua terza edizione.

Ma prima dell’appuntamento serale saranno tanti i momenti che infiammeranno la giornata, a partire dall’incontro all’Aurum, con Maria Teresa Montanarella, unica nipote diretta ancora in vita di Gabriele d’Annunzio.

“Ormai siamo entrati pienamente nel vivo delle iniziative dannunziane che sono partite col botto sia in termini di ospiti d’eccellenza che di presenze del pubblico – ha sottolineato il presidente del Consiglio della Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri, promotore della kermesse – .

Da ieri pomeriggio le rose di d’Annunzio e del Vittoriale dimorano anche nel giardino dell’Aurum al quale il presidente Giordano Bruno Guerri ha donato i bulbi che abbiamo piantumato con il sindaco di Pescara Carlo Masci nel corso di una cerimonia ufficiale.

Puntuali si sono aperti i tavoli di confronto e dibattito per dare spazio alle tante voci di letterati, giornalisti, esperti dannunzisti che negli anni hanno studiato l’uomo, il personaggio, lo scrittore e il poeta, tante anime che ci offrono molteplici punti di vista.

E poi lo spettacolo straordinario che nella prima serata ha visto protagoniste Vanessa Gravina e Franca Minnucci, con il sold out di piazzale Michelucci, segno della bontà del cartellone presentato e del pieno apprezzamento del pubblico”.

 https://www.virtuquotidiane.it/cultura/de-gregori-e-la-nipote-di-dannunzio-a-pescara-per-la-festa-della-rivoluzione.html

 

PESCARA - Non ha deluso le aspettative il concerto di Francesco De Gregori che si è tenuto ieri sera allo stadio del mare per il Festival Dannunziano. L'artista ha intrattenuto il pubblico presente scambiando battute (fatto non scontato per lui) e proponendo diverse chicche, compresi alcuni brani del suo repertorio poco noti o che non cantava live da anni. I primi tre pezzi hanno visto De Gregori da solo sul palco: "armato" di chitarra acustica e armonica, ha eseguito "Cose", "L'uccisione di Babbo Natale" e "A Pa'". Poi, su "Scacchi e tarocchi", è entrata in scena anche la band, dove spiccava l'assenza dello storico bassista Guido Guglielminetti, sostituito per l'occasione da Luca Angelici.

Il gruppo che ha accompagnato il 'Principe' si è lanciato a tratti in sonorità rock, come nel caso di "Sangue su sangue". Suggestivi i momenti in cui il cantautore romano ha intonato "La storia" o la meno conosciuta "Il cuoco di Salò", pubblicata esattamente 20 anni fa. Non sono comunque mancati i grandi successi come "Generale", "Alice", "Rimmel", "Buonanotte fiorellino", "La leva calcistica della classe '68" e "La donna cannone", quest'ultima letteralmente da brividi. Pregevole inoltre la performance di "Pezzi di vetro". E nel finale è arrivata "Viva l'Italia", che ha mandato tutti a casa.

"La prima cosa che mi ha detto è stata: "Pescara è bellissima, con questo lungomare favoloso, che bello suonare sulla spiaggia a due passi dal mare".

Ha ricordato di quando nel 1975 ha cantato alle Naiadi e mi ha anche fatto la battuta: "Tu non puoi ricordartelo che non eri nato". Ho dovuto confessargli che quel concerto l'ho ascoltato da fuori. Abbiamo parlato anche della nostra pineta incendiata. Mi ha fatto molto piacere conversare con lui, in genere non è così loquace, evidentemente ha ancora nel cuore la Pescara della sua infanzia".

Massimo Giuliano

https://www.ilpescara.it/eventi/concerti/francesco-de-gregori-festival-dannunziano-foto.html

 

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7 SETTEMBRE – PIAZZA DUOMO – CREMONA

CREMONA - Francesco De Gregori sul palco di piazza del Comune canta e si racconta. E riavvolge il nastro del tempo fino agli anni degli esordi: "Era comodo questo fatto che uno prende la chitarra e la carica in macchina, in treno, dove vuole... Poi suona e viene pagato. Quasi sempre. Venditti invece aveva il piano e per lui era tutto più problematico", scherza il Principe, subito dopo aver offerto alla platea una versione in solitaria di Cose, brano recuperato dall’album Mira Mare 19.4.89. Poi si lancia in un aneddoto che somiglia a un apologo: "Facevo anche da spalla ad artisti più famosi di me. Mi ricordo un gruppo in particolare, con un chitarrista straordinario che suonava ad un volume pazzesco: tipo strano, affascinante, vestito in maniera stravagante, anche un po' fluido diremmo oggi. Col pubblico aveva un rapporto di natura fisica. La gente tirava di tutto sul palco: pezzi di panini, pallette di carta, sigarette accese...".

"Io, alle prime armi, mi sentivo abbastanza imbarazzato con questi selvaggi. Di solito durante le mie esibizioni c'era un brusio di disattenzione in cui galleggiava qualche insulto. Come mi dicessero: se non lo sa Alice, che ca**o ne sappiamo noi? Ma loro, d'altra parte, erano indaffarati a mettere da parte i proiettili da tirare ai loro beniamini".

 

Poi prosegue: "Il mio impresario mi diceva: minimo devi fare tre canzoni, se no non ti paghiamo. Ma se il pubblico è entusiasta puoi fare anche la quarta. Non l'ho mai suonata. Così ho imparato una cosa: mai fare più di tre canzoni per chitarra e voce, se sei da solo in scena". De Gregori rimane sul palco in compagnia della sua Gibson acustica per eseguire L’uccisione di Babbo Natale e  A pà, prima dell'ingresso della band. Nella scaletta si srotolano cinquant'anni di carriera con Scacchi e tarocchi, La testa nel secchio, La storia siamo noi, Caterina, Atlantide e poi classici come Titanic, Il cuoco di Salò, Alice, Sangue su sangue, Generale, Pezzi di vetro e Rimmel. Una serata memorabile.

https://www.laprovinciacr.it/video/cultura-e-spettacoli/364706/de-gregori-mai-fare-piu-di-tre-canzoni-con-chitarra-e-voce.html

 

 

alla guida Simona Simoni e, dietro, le tre fans Marisa Luppino, Antonella Tartaro e Gisella Forato.

 

 

9 SETTEMBRE - PIAZZA DEI CAVALIERI - PISA Ultimo evento questa sera in piazza dei Cavalieri per la rassegna “Summer Knights”, promossa dall'amministrazione comunale. Alle 21.30 salirà sul palco Francesco De Gregori, in concerto con la “De Gregori & Band Live – Greatest Hits”, uno spettacolo live portato in giro per l’Italia nelle principali location all’aperto e che stasera arriverà anche a Pisa. Un evento dove De Gregori propone al pubblico le canzoni più famose e significative del suo famoso repertorio. La band sul palco che accompagnerà il grande cantautore italiano è composta da Guido Guglielminetti (basso e contrabasso), Carlo Gaudiello (tastiere), Paolo Giovenchi (chitarre), Alessandro Valle (pedal steel guitar e mandolino), Primiano Di Biase (hammond) e Simone Talone (percussioni). L'accesso alla piazza è consentito come sempre con Green pass alla mano con posto a sedere numerato.

 

 

 

 Pochi i posti rimasti e chi volesse prenotare è sempre possibile tramite i siti www.ticketone.it, www.legsrl.net o contattare il 3924308616. Si conclude così con De Gregori l'iniziativa che ha portato in piazza dei Cavalieri quattro grandi nomi dello spettacolo e della musica italiana, partendo da Gianna Nannini, proseguendo con Panariello e la grintosa Loredana Bertè. Tutte le serate sotto le stelle hanno visto una grandissima partecipazione di pubblico. Una esperienza che ha soddisfatto in pieno l'assessore alla cultura Pierpaolo Magnani, intenzionato, il prossimo anno, a replicare l'esperienza in piazza dei Cavalieri con molti eventi in più, coinvolgendo anche piazza del Duomo.

Roberta Galli

https://iltirreno.gelocal.it/tempo-libero/2021/09/09/news/summer-knights-si-chiude-col-concerto-di-de-gregori-in-piazza-dei-cavalieri-1.40685817

 

 

 

10 SETTEMBRE - PIAZZA DEI SIGNORI - VICENZA

“Così sentimmo nell'aria forte la ridondanza delle campane, come un ricordo che faceva piangere, come l'odore del pane, come vedere spuntare il sole dall'altra parte del muro e falegnami e filosofi fabbricare il futuro”. (Il vestito del violinista”)

Menomale che c'è sempre qualcuno che canta e la tristezza ce la fa passare. E ieri sera la tristezza ce l'ha fatta passare Francesco De Gregori in persona, splendido settantenne per la prima volta di scena in piazza dei Signori. Proprio lì, dove è stato allestito il palco di questo scintillante settembre vicentino, una vita fa si esibiva un menestrello in certi sabati sera anni Novanta: chissà che nome aveva, chissà che fine ha poi fatto. Noi studenti con pochi quattrini tasca e mille passioni nel cuore stavamo sui gradini della Loggia ad ascoltare un po' di Cat Stevens, qualcosa di Simon & Garfunkel e tanto di De Gregori, scambiandoci baci appassionati sulle note di Rimmel, giurando amori eterni fra le pagine chiare e le pagine scure. E ora che invece un quarto di secolo dopo siamo rimasti “buoni amici” come “i tuoi quattro assi bada bene di un colore solo”, almeno ci consoliamo ascoltando ancora e sempre Rimmel, in questa stessa piazza sì, ma questa volta cantata da chi quei versi e quegli accordi li ha scritti su un pentagramma.

Entra in scena proprio come un menestrello, il Principe, da solo, voce e chitarra, come per sciogliere la ruggine e riprendere confidenza con il palco dopo due anni di pandemia, come se sentisse l'urgenza di tornare ai fondamentali, ai primi ferri del mestiere. Indossa l’abito solista per tre pezzi, non uno di più. Racconta che da giovanissimo cantautore veniva spesso chiamato a scaldare il pubblico per i concerti di altre band acclamate. Veniva pagato dopo tre brani: se il pubblico apprezza fai anche la quarta, non una di più, gli diceva il manager. «Non ne feci mai quattro, anzi spesso dovevo accelerare con l’esecuzione del terzo tagliando strofe. Di quei tempi ricordo questa lezione: voce e chitarra è bello, ma per non più di tre canzoni». Si chiama ironia, anzi, meglio: autoironia e la dovrebbero prescrivere in almeno due dosi, a volte anche tre, come vaccino ai veleni e all’odio di questi tempi.

Intona “Cose” per scaldarsi e scaldarci, e senza dirlo inizia a colorare questa notte sospesa come sono tutte le notti nell’era virus. “Come l'apocalisse in un racconto di fantascienza - graffia con l'armonica - come da un nocciolo di un'esplosione, come dal chiuso di una nazione”. Porta occhiali e berretto su una barba in disordine, una maglietta scura e pantaloni chiari, ha l'aria del lupo di mare sorpreso a scrutare l'orizzonte incerto dal molo di un porto in un'isola lontana, per decidere se restare o salpare.

Mare è una di quelle parole che più ama modellare in coda alle strofe, come se fosse di creta. Ritorna spesso in una scaletta che, a dispetto di un tour intitolato “Greatest hits”, tra i classici lascia cadere come petali piccole gemme meno note o meno frequentate. È un mare che odora, che profuma, che prende a schiaffi in faccia, oppure è un mare nero come il petrolio, il mare di Titanic, qui messa in vetrina con l'abito della festa, canzone che dà il titolo a un album disseminato di presagi per l'incombere di disastri a tinte scure.

A rileggere oggi certi guizzi in rima sembrano profetici, come “La storia”, che innesca senza preavviso, liberando una scossa elettrica in piazza: «La storia siamo noi, siamo noi queste onde nel mare, questo rumore che rompe il silenzio, questo silenzio così duro da raccontare». Nemmeno il tempo di emozionarsi, che un tappeto di basso e percussioni porta quell’idea di storia aperta, popolare, partecipata, sul lago di Garda con Il cuoco di Salò: «Anche un cuoco può essere utile in una bufera, anche in mezzo a un naufragio si deve mangiare». Ancora barche, ancora acqua, ancora tempesta.

È strano e bello trovarsi qui, in questa notte pettinata da sbuffi di vento timido che passano tra ciuffi e chiome ingrigite: la piazza è la fotografia di due generazioni di italiani cresciuti con il suo canzoniere, ci sono madri e figli, ci sono cinquant’anni di Italia nutrita da Generale, che mio padre cantava quand’ero bimbetto mentre si radeva la barba la domenica mattina, o La leva calcistica del ’68, luogo letterario di un Paese eternamente nel pallone. Dedica “Buonanotte fiorellino” alle coppie clandestine, «qualcuna ce ne sarà anche in questa bellissima città», poi schiude il grappolo di note che fanno volare quell’enorme mistero della Donna cannone e lì Vicenza non regge più, si illuminano anche le ultime finestre dietro il palco, dai tetti spuntano teste e telefoni, si sente cantare fino alle contrade più lontane «e con le mani amore, per le mani ti prenderò, e senza dire parole nel mio cuore ti porterò».

Però questa è anche la vigilia dell’Undici settembre, sono giorni terribili, in cui la storia si raggomitola in un gigantesco gioco dell’oca, riportando le pedine al punto di partenza di vent’anni fa, quando il terrore entrò in diretta attraverso gli schermi delle tv nelle case di tutti. “Il vestito del violinista” è la delicata dedica alle vittime del Bataclàn, una preghiera blues che si spegne sulla parola futuro, prima di salutare la piazza con parole che ci siamo ripetuti infinite volte in questo anno e mezzo di tunnel: “Viva l’Italia, l’Italia che resiste”.

Ps: il Green pass è una gran cosa. Siamo ancora nell’occhio del ciclone della pandemia, eppure è possibile godere di serate come questa, grazie a un pubblico ordinato, grazie alla collaborazione di tutti, grazie all’organizzazione di Comune e “Due punti”. Senza Green pass non sarebbe stata la stessa cosa. Forse non sarebbe stata cosa, punto.

Gianmarco Mancassola

https://www.ilgiornaledivicenza.it//argomenti/spettacoli/la-scossa-di-francesco-de-gregori-attraversa-vicenza-tra-ricordi-e-futuro-la-storia-siamo-noi-1.8890314

 

 

Commentare o raccontare un concerto di Francesco De Gregori è per me opera ardua se non impossibile. Vuoi per la assenza di competenza, (vuoi per Faith che salta addosso a me ed alla tastiera mentre scrivo), vuoi per la mancanza di distacco emotivo.

Parliamo di un gigante (un GIGANTE!) e quindi partiamo sgomberando il campo da ogni possibile dubbio. Allo stesso modo mi son sempre chiesto come mai non si parli mai della sua voce e del suo suadente timbro vocale, affascinante come poche altre volte ho avuto il piacere di ascoltare, come chi ha avuto il piacere di assistere al concerto di Piazza dei Cavalieri, potrà confermare. Era, anche a detta dei musicisti che ho incontrato dopo il concerto, in splendida forma nonostante un tour agli sgoccioli che ne potrebbe minare la carica.

Il concerto parte con 3 pezzi acustici in cui narra le sue origini di musicante (stavo per scrivere menestrello, sorry!) dotato soltanto di una chitarra, e di come si svolgevano i suoi primi spettacoli.

Al quarto pezzo, come raccontato nella sua overture narrativa, l’esibizione voce-chitarra deve necessariamente finire e quindi sale sul palco la band per 2 canzoni rock che quasi servono soltanto ad introdurre il suo greatest hits, parliamo di una sequenza quale:

La storia (non ci sono mai troppi applausi per questo manifesto Nazionale), Caterina (sempre strano comprendere come le storie degli altri diventino nostre commuovendoci), Atlantide (che gli vuoi dire?), Titanic (gioiosa come sempre), Il cuoco di Salò (trattato di storia della morente dittatura), Nero (l’unica che non mi è piaciuta), Alice (provate a non cantarla), Sangue su sangue (un po di sano rock), Generale (mi si è fermato il respiro, il perché lo so io), Pezzi di vetro (per la prima volta full band), Rimmel (“santa voglia di vivere”), Buonanotte Fiorellino (sempre bellissima), La leva calcistica della classe '68 (voi non lo sapete, ma parla di me!), La donna cannone (con il “pubblico pagante” in estasi), e Cercando un altro Egitto a terminare il primo set con i bis Il vestito del violinista e Viva l’Italia.

Ma arrivo al punto per confermare l’aggettivo “Gigante” usato in precedenza e per l’imperdonabilmente termine greatest hits.

Quando finisce il concerto hai, oltre alle lacrime trattenute e non trattenute, la sensazione che siano rimaste fuori dalla scaletta (di 23 canzoni) almeno un centinaio di capolavori. Dai dischi di esordio alle ultime pubblicazioni. Da Santa Lucia a Cardiologia, da La valigia dell’attore a Parole a memoria, da Povero me a Due zingari, da I muscoli del capitano a Mimì sarà, per non parlare della mia preferita: L’abbigliamento di un fuochista che ieri è stato meglio non ascoltare (vedi lo stesso motivo di Generale).

Questo tanto per ricordare chi abbiamo avuto la fortuna di trovarci davanti.

Poi, in altri luoghi e su altre pagine potrete leggere parole più interessanti di quelle da me riportate. Chi sono io per parlare di quel gigante?

Ps. Voglio a titolo personale ringraziare Luca Angelici per la sua gentilezza, per avermi presentato Alex Valle  e per la possibilità di concedermi di giocare il Jolly in ogni conversazione musicale, quando potrò dire in tono solenne con spocchia e altezzosità “io ho un caro amico che suona con De Gregori”.

Nello Corrado

 

 

 

L'ULTIMA DATA DEL TOUR

 

 

12 SETTEMBRE - FESTIVAL “CREONTI" - ACQUASPARTA (TR) . 

De Gregori insegna come si fa musica dal vivo nell'Italia del Covid

E allora andiamola a cercare questa molto vilipesa musica dal vivo nell’Italia del Covid, per vedere come si fa, come vanno le cose, che aria tira. Ci spingiamo dentro al cuore dell’Umbria, nella nobile Acquasparta, paese reale e identità forte, perché al campo sportivo suona Francesco De Gregori, l’organizzazione collettiva è esemplare e tanta gente ha macinato chilometri per salutare il beniamino in questa confortante cornice provinciale. De Gregori quest’estate non ce l’ha fatta più a star fermo, lui che da tempo s’è messo nei dintorni del concetto “neverending tour” battezzato dal mentore Bob Dylan: suonare per vivere, oltre che per campare, per dare un senso al tutto, a dispetto del reticolato di precauzioni che ha narcotizzato la musica in Italia, al punto che adesso diventa difficile farla risvegliare.

https://www.ilfoglio.it/musica/2021/09/14/news/de-gregori-insegna-come-si-fa-musica-dal-vivo-nell-italia-del-covid-2923183/

 

Buonanotte fiorellino dedicata agli ‘amanti’. Grande successo ad Acquasparta

Tanta voglia di musica e di ritornare a una situazione di normalità, ieri sera 12 settembre, Francesco De Gregori in concerto ad Acquasparta, ha regalato al pubblico quasi due ore di spettacolo. Anche De Gregori è sembrato colpito dalla risposta del pubblico ternano, intrattenendosi sul palco più di quanto non sia solito fare e interagendo ‘a colpi di battute con i fan’.

Le prime tre canzoni solo chitarra e voce, perché come ha spiegato De Gregori facendo riferimento agli esordi della sua carriera “Ho imparato che più di tre canzoni con chitarra e voce non si devono fare. Con me sono stati sempre carini gli spettatori – ha detto scherzando – qualche sommesso ‘vattene’ dal fondo che mi spingeva a concludere velocemente il pezzo, saltando anche qualche strofa”. Poi entra la band e la musica ‘cambia’.

 

Nessuno è rimasto deluso dalla scaletta di De Gregori che ha scelto un crescendo di emozioni, infilando una dietro l’altra “Sangue su sangue”, “Titanic”, “Alice”, “Generale”, “La leva calcistica della classe ’68”, “La donna cannone”, “Rimmel”, “La Storia”, guidando il pubblico con la sua consueta spontaneità, semplicità ed empatia, senza fronzoli, orpelli e manierismi. Bastano i testi e la musica, la presenza discreta e allo stesso tempo piena di De Gregori sul palco che è sembrato più a suo agio nella maturità dell’esperienza.

Tra i successi particolarmente sentita l’interpretazione dei “Buonanotte fiorellino”. “Ci sono amanti tra il pubblico?” – ha chiesto De Gregori ai presenti prima della canzone. Solo una signora ha timidamente alzato la mano e il cantante “Voglio dedicare questa canzone e quella signora e a tutti gli amanti presenti, anche se non hanno avuto il coraggio di ammetterlo”.

De Gregori ha anche concesso il bis, richiamato più volte e con insistenza dal pubblico sul palco: “Siete bellissimi” – ha detto De Gregori rivolti agli spettatori, regalando come brano di congedo “Viva l’Italia”, un messaggio di speranza che sulle note della musica di De Gregori è arrivato potente e definito al pubblico che ha ricambiato con amore e sincero affetto, abbracciando De Gregori con un fragoroso applauso finale.

Luca Biribanti

https://tuttoggi.info/concerto-de-gregori-buonanotte-fiorellino-dedicata-agli-amanti-grande-successo-ad-acquasparta/644524/

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il tour appena concluso, De Gregori & band live 2021 - greatest hits - resterà nella memoria di molti come un evento straordinario.

E´ il tour della ripartenza, delle location mozzafiato, della gente che torna a riempire le piazze di luoghi ricchi di storia, sicuramente  il più atteso di sempre dal pubblico (per alcune date i biglietti erano stati acquistati più di un anno e mezzo fa!).

La parte iniziale con i tre brani voce e chitarra, è stata forse  quella più coinvolgente dal punto di vista emotivo.

Sarà che, dopo il lunghissimo stop,  la metafora della scena vuota e l’ ingresso solitario del Principe silenzioso nel buio,  rendeva bene l’idea di un nuovo inizio. L’impianto scenografico sembrava voler stabilire un rapporto  più  intimo  con  la  platea,  un  modo   per riallacciare  un contatto troppo a lungo interrotto, accorciando la distanza interpersonale con il pubblico.

Abbandonato il contesto sinfonico del tour 2019 - l’orchestra con 40 elementi, i cori, il quartetto d’archi,  - si torna all’essenziale, ad un palco volutamente sobrio.

È un De Gregori che sembra venuto a vedere lo strano effetto che fa tornare in scena  e “se stasera si alza una lira”…

E infatti si torna agli esordi, con gli aneddoti, il ricordo degli inizi e la “regola dei tre pezzi” quando giovanissimo suonava come spalla di un gruppo rock pagato fare per 3/4 pezzi e non  riusciva  mai  ad  arrivare al quarto brano per l’ intemperanza del pubblico. Si torna alle origini della sua ispirazione musicale,  l’atmosfera del folk Studio, i grandi folk singers, l’armonica e Bob Dylan.

L’allusione non  esplicita  alla notte più cupa per lo spettacolo corre sottile lungo tutto l’arco della serata . Tutte le regole e i divieti ancora in vigore sono lì a ricordare che qualcosa è cambiato.

Non a caso il concerto si apre con “Cose”,  versi particolarmente evocativi:

 È come un giorno che cammina

Anzi è come la notte che si trascina

Come una nuvola sulla coscienza

Come l'apocalisse, in un racconto di fantascienza

Come da un nocciolo di un'esplosione

Come dal chiuso di una nazione”…

Un testo che se non fosse dell’ ‘89 potrebbe essere stato scritto durante il lock down.

La voglia di fare musica e tornare a recuperare il contatto con la gente si legge negli sguardi, nell’energia ininterrotta del Principe, nel clima di grande complicità della band.

Non è una festa, non potrebbe esserlo. E’ un ritorno a quel mestiere di musicisti che non è riconosciuto come professione, con lo sguardo rivolto a chi ha vissuto questi mesi come il peggiore degli incubi…”Come il passato in una radiografia”

Si volta pagina e nel turbinio degli effetti luce il racconto prosegue con l’ingresso entusiasmante della band,i collaudatissimi compagni di viaggio Giovenchi, Valle, Gaudiello, Di Biase, impreziosita dalle percussioni e batteria dell’imperdibile Simone Talone e della new entry,  Luca Angelici (in alcune tappe al basso in sostituzione di Guido Guglielminetti ).

 

video di Folletto691

 

 La scaletta alterna in modo equilibrato greatest hits e canzoni  meno note al grande pubblico. Fra i  brani inseriti a sorpresa i temi sono tutti politici  e sociali. Ripercorrere la sua produzione,  è un pò come rileggere la storia del paese : l’Italia schierata dalla parte sbagliata de “il Cuoco di Salô”, sogni e disillusioni del ‘68 in “l’uccisione di Babbo Natale”; l’ immensa poesia sull’omicidio di Pasolini nel ‘75,  “a Pà”; le ambiguità degli anni di piombo raccontate in  “Scacchi e Tarocchi”, “Sangue su Sangue” e i primi anni ‘80 di una nazione chiusa in una scatola nera, prigioniera dei propri misteri;  l’insorgere di nuovi conflitti sociali e nuove forme di discriminazione razziale, con l’immigrazione degli anni ‘90 in “Nero”. Infine la guerra,  le guerre…”Cercando un altro Egitto”, “il Vestito del violinista”.

Di “Nero”,  amavo molto la vecchia versione un pò straniante, per il contrasto con la musica vivace da musical, mentre appare più dolente nel nuovo arrangiamento che sottolinea la drammaticità del testo.

Alcuni brani, come “La testa nel secchio” forse ripescati per il live grazie alla pubblicazione nel Libro di Enrico De Regibus.

De Gregori torna ad occupare prepotentemente il suo spazio sul palco e lo fa in modo anche fisico,  riempiendolo tutto, gironzola, scherza e racconta aneddoti, interagisce con la band, suona l’armonica, gesticola sollecitando il pubblico a partecipare; è il suo nuovo volto teatrale, che ormai conosciamo bene dai tempi della Garbatella.

Si arriva al bis, il pubblico è già in piedi ad applaudire.  La narrazione aperta con “Cose” si chiude emblematicamente sulle note di “Viva L’Italia”, finale sempre emozionante. Restituita finalmente al suo significato reale,  dopo essere stata abusata e piegata alla peggior retorica da balcone durante il lock down, (come non ricordare il  video stucchevole del dimenticabile passaggio TV a Canale5? ), l 'Italia dimenticata, il Principe se la riprende nella sua essenzialità e ci chiude il concerto, spogliandola del superfluo,  L'Italia nuda, come sempre.

Daniela Spaziani Gregori

 

 

 

 

 

          https://www.iltitanic.com/2021/51b.jpg

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Durante questo Tour, Francesco De Gregori è stato prodotto da Giovanni Chinnici; organizzato da Fenia Galtieri; assistito da Vincenzo Lombi; amplifiicato, microfonato, illuminato, accordato e collegato da Lorenzo Tommasini, Gianluca Losi, Giulio Tortoli, Maurizio Magliocchi, Alessandro Morella, Domenico Colangelo e Stefano De Maio; accompagnato da Maurizio Degni; trasportato da Loreto Margani.

 

 

 

 

 

 

A conclusione e a ricordo del Tour, come sempre il Titanic mette in cambusa l’ultima crociera straordinaria.

Buon proseguimento di navigazione.