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Non
sarà il canto delle sirene che ci innamorerà. Noi
lo conosciamo bene, l'abbiamo sentito già e nemmeno la mano affilata, di un uomo o di una divinità. Non sarà il canto delle sirene, in una notte senza lume. A riportarci sulle nostre tracce dove l'oceano risale il fiume, dove si calmano le onde, dove si spegne il rumore. Non sarà il canto delle sirene. Ascoltaci o Signore, mio padre era un marinaio, conosceva le città. Mio padre era un marinaio, partito molti mesi fa. Mio
figlio non lo conosce,mio figlio non lo saprà. Mio padre era un marinaio, partito molti mesi fa. Non sarà il canto delle sirene, nel girone terrestre, attraverso alle tempeste. Quando la bussola si incanta, quando si pianta il motore. Non sarà il canto delle sirene, a addormentarci il cuore,
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quando l'occhio di Ismaele si affaccia da dietro al sole, e nella schiuma della nostra scia, qualcosa appare e scompare. Non sarà il canto delle sirene, che non ci farà guardare. Mio
padre era un marinaio, e andava a navigare. se
l'è portato il vento, se l'è mangiato il mare. Mio
padre era un marinaio, girava le città. Mio
figlio non le conosce, ma le conoscerà. Non sarà il canto delle sirene che ci addormenterà, l'abbiamo
sentito bene, l'abbiamo sentito già. Ma sarà il coro delle nostre donne, da una spiaggia di sassi. Sarà la voce delle nostre donne a guidare i nostri passi, i nostri passi nel vento e il vento ci prende per vela. Sarà
di ferro la sabbia, sarà di fuoco la sera Ascoltaci
o Signore, perdonaci la vita intera. Mio
padre era un marinaio, conosceva le città, Partito
il mese di febbraio, di mille mesi fa. Mio
figlio non lo ricorda, ma lo ricorderà. Mio
padre era un marinaio mio figlio lo sarà.
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Ripercorrere non diciamo la storia ma
almeno le tappe più significative della carriera di Francesco De Gregori, è
come fare un affascinante viaggio che dalla Roma sessantottina – con le sue
contestazioni, certo, ma anche con i suoi fermenti straordinariamente fecondi
fino ai tormentati giorni nostri. Personaggio in grado di passare dal
successo popolare alla considerazione di culto, dalla contestazione anche
violenta all'accettazione senza mezzi termini, De Gregori ha caratterizzato
un’epoca importante del grande capitolo dei cantautori italiani, quelli degli
anni Settanta. Bisogna riconoscergli, però, che non si è ma fatto coinvolgere
fino in fondo, avendo saputo gestire le fasi di una transizione che riguardava
anche lui e gli altri suoi colleghi. Colto, raffinato fino all'eccesso nell'uso
delle parole, calibrato nel rapporto con i mezzi di comunicazione, ha sempre
dimostrato qualche anno in più della sua vera età. Senza aderire mai
totalmente a nessuna idea, ha saputo conservare una propria identità riempiendo
gli stadi, arrivando in testa alle classifiche dei dischi, apparendo in
televisione o anche soltanto prendendosi lunghe pause di silenzio e
ripensamento. Nato a Roma il 4 aprile dei 1951, trascorre parte della sua infanzia a Pescara, per poi fare rientro nella Capitale alla fine degli anni Cinquanta. A Roma frequenta il liceo classico Virgilio, dove vive in prima persona gli eventi dei movimento studentesco del ‘68. Appena sedicenne, inizia ad esibirsi al Folkstudio: nel piccolo locale di Trastevere esordisce come interprete, proponendo cover di Dylan e Leonard Cohen in italiano, brani di De Andrè e canzoni popolari italiane. A questo variegato repertorio aggiunge le sue prime canzoni che proprio in questo periodo comincia a scrivere. Il Folkstudio è frequentato da altri giovani cantautori come Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Stefano Rosso, Giorgio Lo Cascio, Paolo Pietrangeli; da jazzisti come Mario Schiano e Marcello Melis; da ricercatori ed interpreti di musica popolare come Giovanna Marini e Caterina Bueno (alla quale dedicherà, anni dopo, la canzone Caterina inserita nell'album “Titanic. Il 1970 è l'anno dell'esordio discografico, con “Theorius Campus", condiviso con l'amico Antonello Venditti (anche lui al primo disco). Nonostante il deludente riscontro commerciaie, l'anno successivo, grazie alla coraggiosa produzione di Edoardo De Angelis, realizza "Alice non lo sa". La titIe track Alice partecipa a "Un disco per l'estate", classificandosi ultima. Il disco ottiene, comunque, un discreto successo e lancia De Gregori come uno dei cantanti emergenti più amati dai giovani.
Nel 1974 esce “Francesco De Gregori",
in cui trovano spazio canzoni personali, visionarie ed ermetiche. Tra i titoli,
spiccano Niente da capire, Bene, Cercando un altro Egitto. Allo stesso anno
risale la collaborazione con De Andrè: la firma di De Gregori appare in cinque
canzoni, fra cui La cattiva strada e Canzone per l'estate, che faranno parte di
«Volume VIII", il nuovo album del cantautore genovese. Il 1975 è l'anno
di "Rimmel", album che contiene canzoni destinate a diventare classici
della musica italiana: Rimmel e Pablo (scritta insieme con Lucio Dalla),
Buonanotte fiorellino, Pezzi di vetro.
“Buffalo Bill", del 1978, viene
definito dallo stesso autore come "il disco più riuscito”. Tra i brani
Atlantide, Santa Lucia, L'uccisione di Babbo Natale e la stessa Bufalo Bill.
Subito dopo l'uscita dell'album, De Gregori subisce, nel corso di uno spettacolo
a Milano, una violenta contestazione da parte di un gruppo politico di estrema
sinistra legat o ad
Autonomia Operaia. L’episodio va inserito nel clima di intolleranza creato in
quel periodo dalle frange estreme dei gruppi extrapariamentari che attraverso
l'azione violenta nei concerti di massa (analoghi episodi avvennero con Lou Reed,
Santana, Patti Smith, ecc.), perseguivano l'intento di coinvolgere il pubblico
giovanile e contemporaneamente di monopolizzare l'organizzazione e la gestione,
anche economica, dei concerti. Dopo un intervallo di due anni viene
pubblicato, nel 1978, un nuovo album. “De Gregori" contiene altre canzoni
memorabiii corne Natale, Raggio di sole, Due zinqari e Generale, destinata a
diventare famosissima. Un anno dopo De Gregori torna ad esibirsi in pubblico.
Insieme a Lucio Dalla e ad un giovanissimo Ron è protagonista di un tour di
grandissimo successo, Banana Republic. Dalla fortunatissima tournée vengono
tratti un disco (oltre 500.000 copie) e un film. A breve distanza di tempo viene
regisistrato in studio l'album "Viva l’Italia", per il quale si
avvale della produzione di Andrew Loog Oldham (ex produttore dei Rolling Stones)
e dell'apporto di ottimi
musicisti statunitensi.
Il 1982 è l'anno di “Titanic": La leva calcistica
della classe ‘68, Caterina, I muscoli del capitano e L'abbigliamento del
fuochista vanno così ad aggiungersi ad un repertorio ormai consolidato.
L’anno dopo pubblica la sua canzone forse più famosa: La donna cannone
(tratta dalla colonna sonora per il
film “Flirt” di Roberto Russo). Frutto della produzione di Ivano Fossati
è "Scacchi e Tarocchi” del 1985, album con il quale De Gregori conclude
il rapporto con la Rca. Al suo interno, tra le altre,
"La storia", la malinconica "Ciao ciao" e "A Pà", dedicata idealmente alla figura di Pasolini. Continua ad esibirsi fino al 1987, quando con “Terra di nessuno" inizia ad incidere per la Cbs. Il disco successivo è "Miramare 19.4.89", dell'attualissima "Bambini venite parvulos", di "Dottor Doberman" e "Cose".
Dopo i tre album live "Catcher in the sky",
"Musica leggera" e “Niente da capire” (usciti contemporaneamente
nel 1990), nel '92 l’autore romano si ripresenta con "Canzoni
d'amore", alternando momenti di grande poesia (Tutto più chiaro che qui,
Povero me, a episodi musicalmente più muscolari come “Adelante!Adelante!” e
“Viaggi & miraggi”. Dopo altri due dischi dal vivo, “Il
bandito e il campione" e “Bootleg”, giungono quattro lunghi anni di
silenzio durante i quali si improvvisa giornalista su L’Unità, diretta da
Veltroni. Il ritorno sul mercato è nel 1996, quando
nell'album "Prendere e lasciare" scopre nuove sonorità e
arrangiamenti più moderni. Dal tour immediatamente successivo viene tratto un
doppio cd impreziosito dall'inedita “La valigia dell'attore”, scritta per
Alessandro Haber, da “Dammi da mangiare” già cantata da Angela Baraldi e da
“Non dirle che non è così”, struggente versione di “lf you see her say
hello” che Bob Dylan aveva inserito nel suo “Blond On The Tracks" del
1975. La raccolta “Curve nella
memoria” (1998), destinata principalmente al mercato francese, comprende i
maggiori successi degli ultimi quindici anni.
"Amore nel pomeriggio", pubblicato nel gennaio dei 2001,
inaugura per De Gregori il quarto decennio di attività: l'album contiene undici
nuovi brani ed è prodotto da Guido Guglielminetti, da anni fedele collaboratore
del cantautore. In due brani ci sono collaborazioni eccellenti: in “Il cuoco
di Salò” quella di Franco Battiato nelle vesti di arrangiatore e produttore;
in “Natale di seconda mano” l'altra, non meno importante, di Nicola Piovani.
"Amore nel pomeriggio" conquista la Targa Tenco quale miglior album
del 2001. Dopo tre anni di assenza dai
palcoscenici
c'è anche un nuovo tour, che tocca con successo i maggiori teatri italiani e,
dopo una breve pausa, prosegue fino a settembre dando vita al live album
"Fuoco amico - Live 2001", pubblicato nel gennaio 2002. Nell'estate dello stesso anno, intraprende
una tournée eccezionale insieme con Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ron.
L’evento viene documentato dal doppio live album “In Tour", del novembre 2002. Nello stesso periodo esce nei negozi “Il fischio
del
vapore", l'album di De Gregori e Giovanna Marini contenente alcune tra le
più grandi canzoni popolari italiane riarrangiate per l'occasione ed
interpretate a due voci. Fra i titoli, oltre a “Bella ciao” nella versione
originale, anche “Sacco e Vanzetti”, “I treni per Reggio Calabria”,
“L'abbigliamento di un fuochista” e “Il tragico naufragio della Nave
Sirio”. L'album ottiene un grandissimo successo superando le 150.000 copie
vendute. Nel novembre dell’anno successivo escono in contemporanea
“Mix" e “Mix Film", un doppio cd e un dvd che offrono in 31 brani
per due ore e mezzo di musica e quasi altrettante immagini il ritratto forse più
completo e veritiero dell'artista nel pieno della sua maturità. "Mix"
contiene anche un nuovo tributo a Dylan: “Come il giomo”, cover di “I
shall be released”. Il 25 marzo del 2005 è uscito "Pezzi", il nuovo
atteso album a quattro anni di distanza da "Amore nel pomeriggio" e
trenta da "Rimmel". Tanti "pezzi" di un puzzle che
nell'ascolto si compongono e scompongono velocemente al ritmo serrato di una
voce sempre più corrosiva e di un'ispirazione che proietta una fortissima luce
di novità su dieci canzoni destinate ancora una volta a lasciare il segno. (a cura di Matteo Pappalardo) (breve biografia contenuta nel libretto distribuito al concerto di Taormina del 21 agosto 2005)
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Così parlò il Comandante ............
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Franco Califano |
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Cosa
pensa del recente successo di De Gregori? Francesco De Gregori è un grandissimo, è uno dei miei cantautori prediletti.
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Fabrizio De Andrè
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Dell'altra corrente invece, che è poi quella che cerca di fare della canzone una forma d'arte all'altezza dei tempi che corrono (seguendo perciò le nuove tecniche poetiche), penso che Francesco De Gregori sia il miglior esponente |
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Giorgio Lo Cascio |
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Da De Gregori, cosa ci si può aspettare? Ci si può sperare che continui a far canzoni. Tutto lì. Che non si stanchi. Perché comunque, ogni volta che escono i suoi dischi è sempre una cosa bella. Sempre. |
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Michele Straniero |
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De Gregori piace ai giovani perché non è grossolano, e questo ha la sua importanza in tempi che vedono imperare la grossolanità. Poi, credo, per come si presenta, per la sua serietà, il suo pudore, la sua fragilità emotiva, il suo impegno non fasullo che lui dimostra non già facendo di ogni canzone un comizio, ma facendo belle canzoni oneste, pulite. Quanto ai testi, ttrovo assurdo che lui li debba spiegare. |
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Luca Barbarossa |
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Per me Francesco è anche un bravissimo chitarrista acustico, ha uno stile asciutto, bello, una chitarra ritmica con una grande personalità, un graffio, un segno. Ho sentito la sua positività. E' uno con i piedi per terra, che non si compiace della sua grandezza. |
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Giorgia |
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Mi fa impazzire la sua maniera di cantare tirando le parole. Un intellettuale che emana fascino anche se sta zitto. |
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Fiorella Mannoia |
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Un giorno Francesco mi chiamò per dirmi che aveva scritto questa canzone per me. So che sono stata io ad ispirarlo.: una volta cantavamo insieme in un concerto, lui era arretrato rispetto a me e vedendomi in un fascio di luce con questi capelli rossi, non so per quale motivo, ha pensato a Giovanna d'Arco. Questa canzone è un capolavoro, ed è difficile che altri la possano scrivere. |
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Lalla Francia |
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Ricordo con piacere anche tutta una serie di tournée fatte con degli artisti che ho scoperto essere delle persone fantastiche, tipo Francesco De Gregori |
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Vasco Rossi |
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Non sto più a dire cos'è per me De Gregori, perchè lo sanno tutti. Se non mi fosse venuto in mente di aprire il concerto con questa canzone, forse non avrei mai fatto questo concerto, perchè "Generale dietro la collina, perchè la guerra è dietro la collina..." |
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Antonello Venditti |
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Io
voglio bene a Francesco e lui ne vuole a me. La nostra amicizia è più
matura di quando avevamo trent’anni di meno. Direi che la nostra è
un’amicizia che col tempo si è raffinata. Le nostre canzoni sno il
dritto e il rovescio della stessa medaglia. E’ passato tanto tempo,
tante persone, e oggi più nulla può ostacolare la nostra amicizia e
entrambi sappiamo che prima o poi suonereme ancora insieme. Sappiamo che
quella è la porta del Paradiso.
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| Ennio Melis |
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Mi ricordo quando in riunione feci ascoltare il disco di De Gregori Rimmel. Il direttore delle vendite disse:"Nessuno ci capirà niente". Ma io gli controbattei:"Prova ad ascoltarlo come un racconto, come impressioni che risvegliano la tua memoria, e vedrai che capirai il senso". Lui lo sentì con attenzione e osservò: "E' vero, ma alla gente chi lo spiegherà?". "La gente è più intelligente di noi. Vedrai, anche piano piano capirà" gli risposi. |
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Gaetano Curreri |
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Ho un ricordo bellissimo di quel tour invernale, abbiamo fatto due mesi in teatri tenda e palasport. Era la prima volta che suonavo con qualcuno che non fosse Dalla. De Gregori mi ha insegnato la coerenza anche in campo musicale, lui ha gusti ben precisi e una cultura molto profonda per un certo genere musicale, coccolarselo, curarselo. Mi ha insegnato questo, e quando mi sono messo a scrivere canzoni ne ho fatto tesoro. |
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Luca Carboni |
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"Il cantautore che ha sempre qualcosa di nuovo da dirle? "Fin da ragazzino, Francesco De Gregori". |
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Ivano Fossati |
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Francesco è uno di quegli artisti che mi piacciono sempre. Ha la caparbietà di voler sembrare sempre uguale a se stesso ma niente a che vedere con l'ottusa coerenza. Credo che sia più facile leggere questo segno artistico guardando tutto l'arco della sua carriera piuttosto che i singoli episodi. Francesco è un esempio di comportamento artistico come se ne sono stati pochi in Italia. |
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Jovanotti |
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Senza Rimmel non ci sarebbe stato in Italia un certo modo di scrivere le canzoni d'amore |
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Zucchero |
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Trovo che i testi di Francesco siano unici, perché lui è capace di dipingere una situazione con pochi tratti di pennello, come un pittore. Ha scritto dei versi bellissimi: la differenza nelle canzoni di Francesco la fanno proprio i testi, che lo rapprentano totalmente, perché lui è una persona trasparente, che dice sempre quello che pensa, senza peli sulla lingua. Come anche altri grandi artisti che ho conosciuto, è una persona che non ha bisogno di fingere: è così come lo vedi. Non devi mai aspettarti nulla di negativo, ma sempre di diretto, di franco. Fra noi c’è un bel rapporto, di amicizia e di stima, in piena sintonia. |
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Massimo Bubola |
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Non
sto dicendo che vent'anni fa non si volessero vendere dischi, ma
certamente non si facevano discorsi a medio e breve termine. Se
ragionavamo con questa mentalità, penso che De Gregori, per esempio,
che ha avuto successo al terzo disco, non sarebbe mai esistito |
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Roberto Vecchioni |
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Il
testo in canzone sviluppa da De Gregori in poi, un linguaggio tutto suo
dove simboli, allegorie, metafore non appartengono al mondo della
“poetica” in poesia, ma distinguono una precisa “poetica” in
canzone. |
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Enrico Ruggeri |
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Quali
sono i suoi colleghi che più apprezza? "Fabrizio De Andrè e
Francesco De Gregori. Loro sono quelli che più di altri scavano
nell'animo umano".
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Gianni Mura (1978) |
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Molti
dicono che è poco chiaro. Altri lo chiamano ermetico, e già questa
potrebbe ssere un’etichetta culturale. Ma a Francesco de Gregori le
critiche interessano fino a un certo punto. La sua coerenza, nei testi,
è quasi sfrontata. Due anni fa è stato processato pubblicamente,
invitato a suicidarsi come Majakovski, oppure a lavorare in fabbrica e a
suonare in casa, la sera. “Mancava solo l’olio di ricono, per il
resto gli ingredienti c’erano tutti”, commenta lui. Gli amici
dicono che è stata un’esperienza drammatica e che Francesco
non meritava di passare sotto le forche caudine degli autonomi più
duri, quelli di Quarto Oggiaro. Però è successo. |
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Paola Turci
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De Gregori ci ha insegnato a interpretare questo mestiere con dignità, pensando soprattutto alla qualitaà delle canzoni |
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Iva Zanicchi |
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Ho
sempre espresso tanta solidarietà a De Gregori già sette anni fa,
quando ebbe la denuncia, e sono sincera davvero quando dico che ho una
grandissima ammirazione per lui e che è ridicolo pensare che un De
Gregori, un poeta meraviglioso, vada a copiare il capoverso di
"Zingara". Era solo una citazione. A me faceva piacere che lui
ricordasse questa mia vecchia canzone, perché era davvero un omaggio. Lui
è un gran signore, è una persona che io non conosco personalmente, ma
che stimo molto. I suoi atteggiamenti sono proprio da gran signore, mi
telefonò sette anni fa, al momento della denuncia, e anche ora si è
fatto vivo in modo molto carino. E' una persona deliziosa, straordinaria
davvero, molto attenta e a me ha fatto molto piacere sentirlo"
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Vincenzo Micocci |
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De Gregori era una specie di Leopardi, con la differenza che il poeta di Recanati era piccolo e brutto, mentre lui era alto e bello, con una figura ieratica che sprigionava mistero e imponeva rispetto. Cosa pensi della musica italiana? Penso: Meno male che c'è De Gregori! |
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Ligabue
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Una sera ero a cena con De Gregori e gli ho confessato di essere da sempre un fan della canzone Atlantide, anche perché non avevo capito niente e mi piaceva moltissimo poter pensare di continuare a non capire niente. Lui purtroppo mi ha spiegato cosa vuol dire, e dico purtroppo perché adesso mi piace meno. |
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Gino Castaldo |
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E’ anche vero che se il bambino-picaro-cantautore ha scoperto terre lontane, in realtà non si è mai mosso dall’Italia. Ma chi è, se non proprio De Gregori queso eroe negativo che vince e ha successo, che è stato sempre accusato di rimanere sconfitto nella più importante delle battaglie: quella di essere capito. |
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Giovanna Marini (1989) |
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Una cosa che mi ha colpito molto è
il valore etico di queste sue canzoni. Io questi testi li farei studiare
nelle scuole elementari. In alcune cose sembra, pur senza nessun intento
didattico, sembra quasi La Fontaine, o un grande dell’800. I suoi sono
testi che danno il senso dei valori della vita. Vi senti sempre presente
il gusto dell’anima intensa in senso antropologico: gli affetti, le
emozioni, l’amicizia, la solidarietà, il rispetto, la stima. Tu pensa
alla canzone per Caterina, pensa a quanta stima e a quanto affetto ci
sia in quella canzone. E così per tutte le canzoni. E sono canzoni in
cui i valori fondamentali della vita son tutti preservati. |
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Edoardo De Angelis |
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Nel
mondo dello spettacolo quali sono gli amici veri? Il più grande e sincero, Sergio Endrigo... Poi, quelli con i quali ho diviso la mia "infanzia" musicale, De Gregori e Minghi su tutti. Vivevamo quasi tutto il giorno assieme, chi aveva (per caso) i soldi pagava per gli altri... Una vera, bellissima "Boheme"...
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Franco Simone |
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E
quali sono gli artisti internazionali che si distinguono? Mi
piacciono gli artisti coraggiosi, che sanno anche rischiare
l’impopolarità, pur di esprimersi. In questo senso trovo grande Peter
Gabriel e, tra gli italiani, Francesco De Gregori.
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Claudio Lolli |
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C'è
una canzone altrui che ogni tanto si pente di non aver scritto lei? "Beh,
lo ripeto da anni ormai: adoro La storia di Francesco De Gregori.
"La storia siamo noi…", ha presente? Un verso meraviglioso:
peccato non esserci arrivato prima io…"
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Max Gazzè |
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Ho conosciuto anche De Gregori di recente. Lui segue poco la scena musicale, però mi ha detto: "Ho sentito una canzone che mi ha colpito, si intitola 'Su un ciliegio esterno' ". Insomma... De Gregori!
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Sting |
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Se ascolto musica italiana? Si mi piace molto De Gregori! |
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Davide Van De Sfroos |
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Poi, se un grande musicista come Francesco De Gregori mi regala il suo Calypsos, non posso fare altro che conservarlo tra i dischi più cari |
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Samuele Bersani |
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Anche io non capivo le canzoni di Francesco De Gregori, ma ero felice di stare in quel labirinto |
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Claudia Gerini |
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Caro
Francesco, le
tue canzoni richiedono tempo. Per questo mi hanno dato tanto: la passione
per la pace e per la libertà, ma anche la capacità di cogliere il
senso della vita in un tubetto di rimmel. |
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Gherardo Gentili |
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Ivan Della Mea |
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Ho sempre pensato che in quelle mie risposte ci fosse più invidia che sinistra coerenza di un sinistro di sinistra; ho anche pensato, poi, che fossero un po' sciocche e questo non perché, negandomi, mi fossi giocato Dio sa quale occasione, ma perché la storia di Francesco De Gregori, per quel che ne sapevo, mi diceva di ascoltarlo: epperò era quella una stagione, a mio avviso, in cui lui era tutto un po' troppo bravo, un po' troppo giusto, giusto in tutti i sensi, e io un po' troppo sbagliato in quasi tutti e lui tirava fuori una canzone dopo l'altra e tutte piuttosto belle alcune anche troppo come la donna cannone e titanic e viva l'Italia sempre alla grande, canzoni sciorinate all'aria come le lenzuola bianche stese di Ordet di Dreyer, canzoni che hanno tutti gli orizzonti, i quattro compresi che. Per dirla con George Brassens, crocifiggono il mondo. |
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Vincenzo Spampinato |
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“Un
giorno Francesco de Gregori mi disse che esiste una cosa tra la
perfezione e lo sgarro, e quella cosa si chiama capolavoro. Ed è questo
il punto: di ogni cosa dovremmo farne un capolavoro.”
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Simone Cristicchi
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La cover che vorresti incidere? "Sempre e per sempre", di De Gregori. |
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Rosy Bindi |
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Ringrazio Francesco De Gregori per le parole di apprezzamento e stima nei miei confronti. E' da sempre il mio cantautore preferito e il suo sostegno mi onora e mi commuove. |
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Bruce Springsteen |
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Tra i Beach Boys e i
Calexico, nelle preferenze di Bruce c'è anche Francesco De Gregori con
"Non dirle che non è così" |
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David Zard
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De Gregori? «Gli ho presentato Bob Dylan a Roma, e per lui era come toccare il cielo. De Gregori è un extraterrestre, non ha niente dell'uomo d'oggi che si comporta pensando al suo tornaconto. |
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Paola Turci Ritorno al presente - 1990
FRANCESCO (Rizzo-Righini)
Ascolta
il vento che va. ma una presente vera vita. Ma in fondo questa libertà
per noi non è che una canzone. Francesco, sai... che cambierà l’impegno, il mondo nelle tasche, la mia felicità Perduta sì ma con la possibilità che resti una
canzone |