Il Capitano non tiene mai paura, dritto sul cassero fuma la pipa, in questa alba fresca e scura che rassomiglia un po' alla vita...

 

 

Non sarà il canto delle sirene che ci innamorerà.

Noi lo conosciamo bene,  l'abbiamo sentito già

e nemmeno la mano affilata,

 di un uomo o di una divinità.

Non sarà il canto delle sirene,

in una notte senza lume.

A riportarci sulle nostre tracce

 dove l'oceano risale il fiume,

dove si calmano le onde,

dove si spegne il rumore.

Non sarà il canto delle sirene.

 Ascoltaci o Signore, mio padre era un marinaio,

 conosceva le città. Mio padre era un marinaio,

 partito molti mesi fa.

Mio figlio non lo conosce,mio figlio non lo saprà.

Mio padre era un marinaio, 

 partito molti mesi fa.

Non sarà il canto delle sirene, 

nel girone terrestre, ad insegnarci quale ritorno,

 attraverso alle tempeste.

Quando la bussola si incanta,

 quando si pianta il motore.

Non sarà il canto delle sirene,

a addormentarci il cuore,

 

 

 

 

quando l'occhio di Ismaele 

si affaccia da dietro al sole,  

e nella schiuma della nostra scia, 

qualcosa appare e scompare.

Non sarà il canto delle sirene,

 che non ci farà guardare.

Mio padre era un marinaio, e andava a navigare.

se l'è portato il vento, se l'è mangiato il mare.

Mio padre era un marinaio, girava le città.

Mio figlio non le conosce, ma le conoscerà.

Non sarà il canto delle sirene

 che ci addormenterà,

l'abbiamo sentito bene, l'abbiamo sentito già.

Ma sarà il coro delle nostre donne,

 da una spiaggia di sassi.

Sarà la voce delle nostre donne

 a guidare i nostri passi,

i nostri passi nel vento

 e il vento ci prende per vela.

Sarà di ferro la sabbia, sarà di fuoco la sera

Ascoltaci o Signore, perdonaci la vita intera.

Mio padre era un marinaio, conosceva le città,

Partito il mese di febbraio, di mille mesi fa.

Mio figlio non lo ricorda, ma lo ricorderà.

Mio padre era un marinaio mio figlio lo sarà.

 

 

 

(fonte: wikipedia)

 

Nato il 4 aprile 1951 da Giorgio De Gregori, bibliotecario, e Rita Grechi, insegnante di lettere.
Trascorre alcuni anni della sua infanzia a Pescara per poi tornare a Roma sul finire degli anni cinquanta; frequenta il liceo classico al Virgilio, e tra i suoi compagni di classe vi è la figlia di Amintore Fanfani

Nel 1966, insieme al padre e al fratello Luigi, maggiore di sette anni, si reca a Firenze per prestare soccorso alla popolazione colpita dall'alluvione. Come ha raccontato egli stesso[6], nel 1966 impara a suonare alla chitarra la sua prima canzone, che è Il ragazzo della via Gluck di Adriano Celentano; il primo brano scritto interamente da lui è invece la storia di un disoccupato che sale sul Colosseo per avere un lavoro, ma scivola e muore.
È grazie al fratello che iniziò ad esibirsi in pubblico: Luigi infatti, con il nome d'arte di Ludwig, si esibiva ogni settimana al Folkstudio, presentando canzoni tradizionali statunitensi e propri brani. Un giorno, agli inizi del 1970, Francesco fece ascoltare al fratello una canzone che aveva appena scritto, intitolata Buonanotte Nina, i cui accordi erano presi da una canzone di Fabrizio De André ma eseguiti nella sequenza inversa. Luigi la imparò e la cantò al Folkstudio con successo, per cui propose al fratello di cantarla la domenica successiva, cosa che Francesco fece.
Al Folkstudio De Gregori conobbe molti musicisti, tra cui Caterina Bueno (che lo ingaggiò come chitarrista per un tour nel 1971, insieme al chitarrista Antonio De Rose, ed alla quale anni dopo dedicò la canzone Caterina, contenuta nell'LP Titanic), Antonello Venditti, Mimmo Locasciulli, Giovanna Marinuzzi (con la quale ebbe un breve flirt citato anni dopo nella canzone Niente da capire), Ernesto Bassignano e Giorgio Lo Cascio.

Per un breve periodo diede vita, insieme a quest'ultimo, ad un duo - Francesco e Giorgio - che per molti versi si rifaceva al duo statunitense Simon and Garfunkel; il loro repertorio comprendeva canzoni di Bob Dylan e Leonard Cohen. Sempre con Lo Cascio e la collaborazione di Antonello Venditti ed Ernesto Bassignano, Francesco si esibiva al Folkstudio in uno spazio del programma denominato "I giovani del folk", divenuta poi la denominazione usata dai quattro per le esibizioni nel resto d'Italia. Il quartetto è ricordato anche da Antonello Venditti nel celebre verso "Io mi ricordo quattro ragazzi con la chitarra, e un pianoforte sulla spalla" che apre la canzone Notte prima degli esami.
Alla fine del 1971 De Gregori e Lo Cascio ottengono un'audizione con la It di Vincenzo Micocci: sono indirizzati a questa etichetta da Giovanna Marini, alla quale avevano chiesto di metterli in contatto con I dischi del sole (cosa non possibile per il repertorio della casa discografica, molto politicizzato rispetto a quello dei due cantautori).
Giorgio Lo Cascio, Francesco De Gregori ed Antonello Venditti in sala d'incisioneDurante il provino realizzano una lacca con quattro canzoni: Il partigiano (cover in italiano di The partisan di Leonard Cohen) e Dolce signora che bruci cantate insieme, Ho cercato di dirti cantata da Lo Cascio e Signora Aquilone cantata da De Gregori, e Micocci, colpito dai brani, propone loro un contratto discografico.

Da ricordare che la versione incisa in quest'occasione di Signora Aquilone[9] presenta il testo originale, così come veniva cantato da De Gregori dal vivo, e cioè con il verso " ...lui mi disse "fratello, è cattivo come Dio...." che verrà cambiato in:" ...è antico come Dio "
Ma, ancora prima di iniziare, il sodalizio artistico si scioglie: come racconta lo stesso Lo Cascio nel suo volume su De Gregori, i due avevano alcune divergenze sulla realizzazione degli arrangiamenti, però il pretesto per la separazione fu un viaggio premio in Ungheria (ottenuto come retribuzione per la registrazione di uno special televisivo magiaro realizzato a casa di Nanni Loy), a cui Lo Cascio rinuncia (perché in quel periodo sta organizzando il matrimonio); De Gregori propone il viaggio a Venditti (che ha anche lui firmato con la It all'insaputa dei due amici) che accetta, e durante il viaggio i due decidono di costituire un duo (scrivendo insieme la canzone In mezzo alla città), e realizzano l'album Theorius Campus, pubblicato nel giugno del 1972, in cui De Gregori include una canzone, La casa del pazzo, con la musica scritta da Lo Cascio.
Il titolo del disco è in realtà anche il nome del duo (non essendo presenti sulla copertina i nomi dei due cantautori): esso raccoglie alcuni brani già presentati al Folkstudio, tra i quali Signora aquilone e Dolce signora che bruci di De Gregori, La casa del pazzo di De Gregori/Lo Cascio, Roma capoccia, Sora Rosa e Ciao uomo di Venditti. L'album è stato ristampato negli anni successivi anche con il nome di Roma capoccia. L'esordio solista e gli anni settanta

Francesco De Gregori nel 1974, nella foto interna dell'album Francesco De GregoriSpinto dai meccanismi della promozione musicale (perché l'idea fu, in effetti, del cantautore), partecipa al Un disco per l'estate 1973 con la canzone Alice, classificandosi all'ultimo posto: l'operazione dà i suoi frutti e permette al suo disco d'esordio di avere una minima visibilità. Alice non lo sa è invece il titolo del primo album da solista di De Gregori, che esce nel 1973.
È un disco molto discusso dalla critica per la sua vena ermetica . Il De Gregori di questo esordio appare come una presenza fragile (rappresentata da una voce delicata e sognante) e al contempo partecipe delle emozioni che lo coinvolgono.
La voce flebile e insieme penetrante intona parole sfuggenti ma al contempo evocative: la storia del XX secolo sembra far da sfondo tanto alle canzoni che più espressamente fanno ad essa riferimento (1940 e più ancora Saigon), quanto alle canzoni di carattere più esistenziale (La casa di Hilde). De Gregori inizia, poi, ad utilizzare uno dei suoi cliché più riusciti, il ritratto femminile (Alice, Irene). Un album molto particolare, musicalmente leggero e insieme complesso, che però non trova consenso tra il pubblico.
Dalla IT, De Gregori passò alla RCA Italiana (con un contratto da 300.000 lire al mese), che pubblicò l'album Francesco De Gregori. All'assenza di un titolo specifico, si è spesso sopperito riferendosi ad esso come all'album della pecora. La copertina (opera di Gordon Fagetter, batterista dei Cyan Three e primo marito di Patty Pravo) ritrae un tipico agnello pasquale con le gambe raccolte a reggere un lungo bastone, che reca in cima, ben visibili, le iniziali di Francesco De Gregori.
Il disco continua a presentare, sulla linea del precedente, testi estremamente complessi e introspettivi, essendo nel contempo ancora più sperimentale. D'altra parte, gli arrangiamenti sono decisamente più curati e anche l'esecuzione risulta più riuscita. Spiccano le canzoni Bene, Souvenir, Dolce amore del Bahia, Chissà dove sei, la più intimista Giorno di pioggia e due classici: Cercando un altro Egitto (forse il bozzetto più ermetico dell'ermetismo degregoriano) e, soprattutto, Niente da capire.
De Gregori considerava all'epoca questo il suo disco peggiore: " Dopo aver firmato il contratto con la RCA, siamo nel '74, feci il disco con la Pecora, che secondo me è il disco più brutto che ho fatto (Francesco De Gregori)

Il grande successo arrivò con Rimmel del 1975, uno dei dischi più venduti del decennio, contenente uno dei suoi ritratti più riusciti, l'omonima Rimmel, storia di un addio freddo e distaccato, Pablo (scritta insieme a Lucio Dalla), Quattro cani e Pezzi di vetro. Al disco collaborò Renzo Zenobi, che suona tutte le chitarre acustiche dell'album; così raccontò De Gregori la collaborazione: " Il mio primo "vero" chitarrista è stato Renzo Zenobi, che suonava tutto pulitino e mi diceva sempre che dovevo imparare a suonare meglio la chitarra. Lui eseguiva dei fingerpicking impeccabili, con tutte le note che suonavano allo stesso livello, mentre io arrancavo dietro di lui dimenticando pezzi di arpeggi. Mi ha dato una grossa mano negli album Alice non lo sa e Rimmel, dove suona tutte le chitarre acustiche"
Nello stesso anno, De Gregori produsse l'album di debutto di Zenobi, A Silvia. Sempre nel 1975 collaborò con Fabrizio De André per la realizzazione di Volume 8, passando un periodo nella sua villa in Gallura. Con il cantautore genovese pubblicò la sua canzone Le storie di ieri e collaborò per le canzoni Oceano (che sarebbe l'enigmatica risposta di De Gregori al perché Alice guarda i gatti, domanda che gli era stata fatta dal figlio di De André, Cristiano), La cattiva strada, Dolce Luna e Canzone per l'estate. Nelle note riportate in occasione dell'uscita dell'album Amore nel pomeriggio, De Gregori ha dichiarato che la collaborazione con Fabrizio De André fu abbastanza singolare: i due non si incontravano quasi mai perché mentre De Gregori lavorava all'album di giorno, Fabrizio - alzandosi molto tardi - lo faceva di notte.
A Rimmel seguì l'anno seguente Bufalo Bill, album in cui continua la collaborazione con Dalla (coautore della musica di Giovane esploratore Tobia) ed in cui partecipa Ivan Graziani (alla chitarra nella title track), non accreditato in copertina.
Durante la tournée del 1976, il 2 aprile, durante la seconda tappa al Palalido di Milano (il debutto era avvenuto a Pavia), alcuni ragazzi, appartenenti ai collettivi politici studenteschi (tra cui Gianni Muciaccia, leader e bassista del gruppo musicale Kaos Rock e Nicoletta Bocca, figlia del giornalista Giorgio Bocca), salirono sul palco ripetutamente, interrompendo il concerto, per leggere al pubblico un comunicato contro l'arresto, avvenuto a Padova, di un militante della sinistra extraparlamentare e per contestare il cantante colpevole, a loro dire, di frequentare alberghi lussuosi e soprattutto di strumentalizzare i temi cari alla sinistra per arricchirsi. De Gregori, dopo aver cantato qualche canzone di malavoglia e sottotono, abbandonò il palco.

Ma i ragazzi dei collettivi lo costrinsero a risalire. Circondatolo, inscenarono un vero e proprio "interrogatorio" (Quanto hai preso stasera? - Se sei un compagno, non a parole ma a fatti, lascia qui l'incasso. - Vai a fare l'operaio e suona la sera a casa tua). Dopo venti minuti di "interrogatorio" De Gregori riuscì a raggiungere il camerino. Dichiarò ai giornali: Non canterò mai più in pubblico. Stasera mancava solo l'olio di ricino, poi la scena sarebbe stata completa.
De Gregori concluse il tour, poi interruppe la sua carriera per due anni, progettando tra le altre cose di aprire una libreria. Ispirate a questo episodio sono le canzoni "Vaudeville (Ultimo Mondo Cannibale)" di Roberto Vecchioni, contenuta nell'album Samarcanda, pubblicato nel 1977. " E spararono al cantautore / in una notte di gioventù / gli spararono per amore /per non farlo cantare più / gli spararono perché era bello / ricordarselo com'era prima / alternativo / autoridotto / fuori dall'ottica del sistema " (Roberto Vecchioni, Vaudeville (ultimo mondo cannibale)) ed "Era una festa" di Edoardo Bennato, inserita nell'album "OK Italia" pubblicato nel 1987 " Francesco forse non se lo aspettava / vedeva intorno a se solo ragazzi come lui / gli dicono "Compagno sei in errore / la tua avventura adesso si conclude / noi invece andiamo avanti e non ci fermeremo mai " (Edoardo Bennato, Era una festa)
Nel 2010 l'episodio è stato citato da Luciano Ligabue nella canzone "Nel tempo", inserita nell'album Arrivederci, mostro! " C'ero nel settantasette / a mio modo e col mio passo, / il processo a De Gregori... "
Anni dopo, il cantautore ha dichiarato in merito: "Per come si erano messe le cose avrebbero anche potuto spararmi: è stato un piccolo momento della strategia della tensione"
Nel 1977 si sposa con Alessandra Gobbi, una sua compagna di liceo, e l'anno successivo nascono i due gemelli Marco e Federico.

Torna sulla scena musicale nel 1978 con il riuscito De Gregori, album contenente la famosa canzone "Generale": l'8 luglio 1978, in occasione della promozione del disco, De Gregori tiene un concerto con Lucio Dalla, organizzato da Walter Veltroni (all'epoca responsabile della F.G.C.I.)[21], concerto che fa da preludio ad una tournée insieme che si terrà l'anno successivo.
A dicembre del 1978 De Gregori e Lucio Dalla pubblicano il 45 giri Ma come fanno i marinai, scritto dai due cantautori e nato in modo abbastanza casuale, come racconta il cantautore romano: "La canzone, forse la gente non ci crede, è nata a pranzo, quando, dopo il caffè, ci siamo messi a suonare insieme".
Ad esso fa seguito qualche mese dopo Banana Republic, tour dei due cantautori (realizzato con Ron e i futuri Stadio, e poi seguito da disco e film) che riempie nel 1979 gli stadi di tutta Italia, e che è lanciato da un concerto nel luglio dell'anno precedente allo stadio Flaminio di Roma, con ben quarantamila spettatori..
Dalla collabora anche all'album Viva l'Italia, che De Gregori pubblica in autunno, e che contiene tra le altre l'omonima canzone, una delle più celebri del cantautore romano, pubblicata su 45 giri.
Nel 1980 la collaborazione tra i due cantautori ha un'appendice: collaborano infatti all'album Una città per cantare di Ron, sia scrivendo con il cantautore pavese alcune canzoni (De Gregori scrive il testo di Nel deserto e testo e musica di Mannaggia alla musica) sia cantando insieme nell'ultima strofa della title-track.
Nel 1980 De Gregori ha la sua unica esperienza, come autore, al Festival di Sanremo: scrive infatti il testo di Mariù, su musica di Ron, che viene presentata alla manifestazione da Gianni Morandi.
Dopo una pausa De Gregori ritornò nel 1982 con il fortunato album Titanic, a cui seguì il successo de La donna cannone, Q Disc dell'anno successivo, che contiene tra gli altri tre brani utilizzati nella colonna sonora del film Flirt di Roberto Russo, con Monica Vitti (si tratta della title track e degli strumentali Flirt #1 e Flirt #2).
Ormai annoverato da critica e pubblico tra i maggiori cantautori italiani e soprannominato "Il Principe", prosegue la sua carriera negli anni successivi pubblicando altri lavori come Scacchi e tarocchi (1985) - che vede la collaborazione con Ivano Fossati e che comprende il noto brano La storia (inciso l'anno precedente da Gianni Morandi) e A Pa', dedicato a Pierpaolo Pasolini - e, passato alla CBS, Terra di nessuno (1987), contenente, fra le altre, Mimì sarà.
Pubblica nel 1989 Mira Mare 19.4.89 (la data di uscita dell'album), un lavoro che tiene insieme l'impegno civile e la poesia, la cronaca e la letteratura. Questi ultimi due album ottengono la Targa Tenco come migliori dischi nei rispettivi anni.
Nel 1990 De Gregori pubblica contemporaneamente tre album dal vivo, Niente da capire, Catcher in the Sky e Musica leggera, seguiti due anni dopo da un nuovo disco di inediti, Canzoni d'amore.
Nel 1993 pubblica un altro live, Il bandito e il campione, comprendente l'omonimo brano, scritto dal fratello Luigi Grechi, unico inedito in studio, e due cover, Vita spericolata di Vasco Rossi e Sfiorisci bel fiore di Enzo Jannacci; a questo segue un ulteriore live, Bootleg, in cui incide per la prima volta Mannaggia alla musica ed in cui omaggia Lucio Dalla, cantando la sua Anidride solforosa.
Nel 1996 pubblica Prendere e lasciare, con gli arrangiamenti curati da Corrado Rustici, seguito nel 1997 dal doppio live La valigia dell'attore, da cui è tratta la traccia omonima, uno dei tre inediti del disco (gli altri sono Dammi da mangiare e Non dirle che non è così, cover di If You See Her, Say Her Hallo di Bob Dylan), che nel 1998 si aggiudicò la Targa Tenco come miglior canzone dell'anno.
Il nuovo millennio [modifica]
Nel 2001 De Gregori pubblica Amore nel pomeriggio, in cui collaborano agli arrangiamenti artisti quali Franco Battiato (in Il cuoco di Salò) e Nicola Piovani (in Natale di seconda mano). Il disco ottiene la Targa Tenco come miglior opera dell'anno a pari merito con Canzoni a manovella di Vinicio Capossela.

Nel 2002 pubblica insieme a Giovanna Marini un disco di canti popolari e sociali italiani, Il fischio del vapore, ottenendo una inaspettata affermazione di vendite e la Targa Tenco nella categoria interpreti. Sempre nel 2002 è in tour con Fiorella Mannoia, Pino Daniele e Ron. I quattro si esibiscono nei più bei luoghi italiani, e da questa collaborazione nasce il CD live In tour.
Nel 2003 viene pubblicata la biografia "Quello che non so, lo so cantare", edita da Giunti e curata da Enrico Deregibus. Sempre nel 2003, De Gregori partecipa al film di Bob Dylan Masked and anonymous, in cui canta Non dirle che non è così, versione italiana (ad opera dello stesso De Gregori) di If you see her, say hello (da Blood on the tracks del 1975). Nelle note illustrative della colonna sonora di Masked and anonymous, Dylan lo definisce "la leggenda della musica leggera italiana". Sempre nel 2003 scrive il testo di Io e mio fratello, musica di Antonello Venditti, i due amici/nemici la cantano insieme. La canzone finisce nel disco di Venditti del 2003: Che fantastica storia è la vita.
Il cantautore romano ritorna nel marzo 2005 con un album di inediti, Pezzi, che si aggiudica nuovamente la Targa Tenco come miglior album dell'anno, mentre Gambadilegno a Parigi viene votata come miglior canzone dell'anno dai lettori del quotidiano La Stampa. La promozione dell'album riporta De Gregori sulla scena: partecipa infatti per la prima volta al Festivalbar e a Top Of The Pops, esibendosi anche al Concerto del Primo Maggio a Roma. Il 2 luglio 2005 ha l'onore di essere il primo musicista di tutto il mondo ad iniziare il Live8. Infatti, per il fusorario italiano, l'inizio della manifestazione avrebbe dovuto essere alle 15, ma a De Gregori viene concesso di iniziare un quarto d'ora prima.
Nel febbraio 2006, a soli undici mesi dall'uscita del suo ultimo disco, De Gregori pubblica un nuovo album, Calypsos, con nove brani inediti. Tra questi Cardiologia - brano in cui, a più di 30 anni di distanza da Pezzi di vetro, il cantautore torna ad usare le parole "Ti amo" - e Per le strade di Roma, un ritratto impietoso della Roma del terzo millennio, archetipo dell'Italia dei nostri tempi, che molti vedono come ispirato a Streets of Philadelphia, pubblicato nel 1994 da Bruce Springsteen.

Nel novembre del 2006 la Sony pubblica una tripla antologia che raccoglie i suoi brani più rappresentativi e che contiene, oltre alla celebre Diamante (pezzo scritto per Zucchero e incluso nel suo album Oro, incenso e birra), un demo del 1979 di Mannaggia alla musica, scritta originariamente per Ron e già presente in versione live nell'album Bootleg, e il b-side del singolo Viva l'Italia, la celebre Banana Republic, cantata in studio senza Lucio Dalla.
A fine 2007 esce un nuovo CD-DVD live dal titolo Left & Right - Documenti dal vivo che racconta per suoni e immagini il tour invernale portato in giro per gli stadi italiani. Tra la fine del 2007 e i primi mesi del 2008, De Gregori è in tour teatrale. Nel corso dello spettacolo sono proposte due nuove canzoni: Finestre rotte, un rock-blues molto vibrato, e Per brevità chiamato artista[24] - titolo ripreso dalla definizione legale presente sul suo primo contratto firmato con la IT - che sono contenute nel nuovo album, Per brevità chiamato artista, pubblicato il 23 maggio e presentato il giorno successivo nella trasmissione Che tempo che fa, condotta da Fabio Fazio su Rai 3. Sempre nel 2008 il cantautore Mango incide una cover de La Donna Cannone nel suo album Acchiappanuvole, album di sole cover.
Il 30 settembre 2010 a Lampedusa sul palco della manifestazione O' Scià, si esibisce con alcuni dei più celebri brani tra cui Rimmel, cantata insieme a Claudio Baglioni. I due cantautori, coetanei ed entrambi romani, un tempo amici e compagni di viaggio, non avevano mai duettato sullo stesso palco in quarant'anni di carriera.
Il 2010 si apre con la notizia, che viene data il 2 gennaio, di un concerto insieme di De Gregori con Lucio Dalla, a trent'anni da Banana Republic, al Vox club di Nonantola, con la denominazione work in progress. Il concerto, che in breve tempo diventa "tutto esaurito" in prevendita fa da preludio ad una serie di concerti insieme che vengono annunciati proprio in occasione della data di Nonantola e che si svolgeranno nel mese di maggio a Milano e Roma; nel corso della serata i due presentano, oltre alle canzoni note, un inedito intitolato Non basta saper cantare ed annunciano l'uscita, in occasione del tour, di un album realizzato insieme, intitolato Work in Progress.
(fonte: wikipedia.it)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Così parlò il Comandante ............

 

  • Ci vorrebbe un grande poeta per raccontare la serenità, meglio raccontare i giorni storti Ci sono dei cialtroni che pensano che è poesia anche quella dei Baci Perugina 

  • Non so come nasce una canzone e non è importante saperlo.

  •  Il Titanic è una storia simbolica, tutti si fidavano troppo dell'ottimismo del capitano e della modernità della nave

  • La mia vita privata è distinta, anche temporalmente, da quella artistica. Non è reticenza; non ho nulla da nascondere ma non ho nulla da esibire

  • Le canzoni sono oggetti da consumare, da ascoltare piacevolmente senza costruirci sopra grandi ragionamenti

  • Le canzoni cambiano nella testa di chi le ha scritte molto di più e molto velocemente di quanto non accada nella memoria di chi le ascolta. Una buona canzone è tale quando è divertente 

  • Qualsiasi tipo di capacità tecnica di un politico risulta offuscata se dietro non c'è l'onestà, la trasparenza.

  • Faccio un lavoro da stupido. Non vado al festivalbar, ma neppure frequento i salotti letterari. Non sono un poeta, ma nemmeno un cantante da Sanremo. Spesso non capisco quello che sto facendo e chissà se lo capirò mai.

  • La scelta delle canzoni da presentare in concerto non è mai così pensata come si crede, ci sono dei brani che voglio assolutamente fare, ma gli altri dipendono dalle prove con i musicisti, arrivano più casualmente.

  • Frequentare il mio ambiente, quello della musica leggera, non è il massimo del godimento. Mi diverto di più a parlare con un dentista che con un cantante.

  • La televisione sembra essere diventata l’ombelico del mondo. Tutto quello che passa per il video diventa cultura e viene recensito come un successo. Vediamo un programma e sappiamo subito quanti miloni di persone l’hanno visto. Siamo una società che ha il mito dei grandi numeri. C’è l’Auditel, ci sono le classifiche di vendita dei dischi, dei libri, delle automobili e tutti sono prnti lì a sbatterti le cifre. E pensare che tutte le cose che negli anni hanno costruito la mia cultura non sono mai entrate in hit parade.

  • Se dodici milioni di persone guardano tutti insieme la stessa cosa vuol dire che amano questa cosa e la guardano in maniera acritica. La vedono perché non c’è n’è un'altra, intanto… noi, dopo vent’anni, il sabato sera ci ritroviamo con Topo Gigio. Sono queste le grosse minacce all’intelligenza, alla nostra voglia di parlare fra di noi. Il ritorno di Topo Gigio: questa, oggi, è la vera fantascienza.

  • Io devo far ogni volta un disco che mi somigli, non un disco che venda per forza. Se poi questo disco che mi somiglia vende mi fa molto piacere e se non vende mi dispiace, ma fino a un certo punto. Guai, invece, se dovessi vendere un disco fatto male, che non mi somiglia.

  • Io non ho mai scritto le canzoni pensando ad un pubblico, pur avendo un grande rispetto per il pubblico. E non mi fa paura la mancanza di un interlocutore preciso, perché non ce l’ho mai avuto. C’è chi ha creduto di sapere per chi cantavo, ma io non l’ho mai saputo.

  • Le mia canzoni fanno cultura, ma anche chi inventa una nuova ricetta per le uova al tegamino fa cultura. In senso antropologico tutti la fanno.

  • Se ho paura di venire dimenticato? No, diciamo che sono molto presuntuoso.

  • Scrivere una canzone è come fare un paio di scarpe...l'artista è come un artigiano.

  • La politica non è un gioco che si fa con l’eliminazione; vorrei che la gente intendesse il suo ruolo politico come una partecipazione alla vita sociale cercando di coinvolgere gli altri.

  • Io credo che qualsiasi “bella canzone” sia una canzone di sinistra. 

  • Credo che dove ci sia un microfono o una farmacia o una serie di resistenze elettriche in parallelo o una proliferazione di cellule bizzarre ed esibizioniste… lì ci sia politica.

  • La politica è una speranza di libertà, come è anche vero che la libertà è una scienza esatta. 

  • Io amo la gente che è disposta in qualsiasi momento a prestarmi il suo spazzolino da denti; non amo quelli che pretendono che io abbia sempre i denti puliti, ma amo la gente che è disponibile a chiarirmi le idee; chiarezza e denti puliti sono due concetti violenti ed ermetici.

 

 

 

Franco Califano

Cosa pensa del recente successo di De Gregori?

Francesco De Gregori è un grandissimo, è uno dei miei cantautori prediletti.

 

Fabrizio

De Andrè

 

Dell'altra corrente invece, che è poi quella che cerca di fare della canzone una forma d'arte all'altezza dei tempi che corrono (seguendo perciò le nuove tecniche poetiche), penso che Francesco De Gregori sia il miglior esponente

Giorgio Lo Cascio

Da De Gregori, cosa ci si può aspettare? Ci si può sperare che continui a far canzoni. Tutto lì. Che non si stanchi. Perché comunque, ogni volta che escono i suoi dischi è sempre una cosa bella. Sempre.

Michele Straniero

De Gregori piace ai giovani perché non è grossolano, e questo ha la sua importanza in tempi che vedono imperare la grossolanità. Poi, credo, per come si presenta, per la sua serietà, il suo pudore, la sua fragilità emotiva, il suo impegno non fasullo che lui dimostra non già facendo di ogni canzone un comizio, ma facendo belle canzoni oneste, pulite. Quanto ai testi, ttrovo assurdo che lui li debba spiegare.

Luca Barbarossa

Per me Francesco è anche un bravissimo chitarrista acustico, ha uno stile asciutto, bello, una chitarra ritmica con una grande personalità, un graffio, un segno. Ho sentito la sua positività. E' uno con i piedi per terra, che non si compiace della sua grandezza.

Giorgia

Mi fa impazzire la sua maniera di cantare tirando le parole. Un intellettuale che emana fascino anche se sta zitto.

Fiorella Mannoia

Un giorno Francesco mi chiamò per dirmi che aveva scritto questa canzone per me. So che sono stata io ad ispirarlo.: una volta cantavamo insieme in un concerto, lui era arretrato rispetto a me e vedendomi in un fascio di luce con questi capelli rossi, non so per quale motivo, ha pensato a Giovanna d'Arco. Questa canzone è un capolavoro, ed è difficile che altri la possano scrivere.

"Francesco all'inizio incute soggezione, sarà la sua autorevolezza, la sua altezza o il fatto che ha un carattere un pochino spigoloso qualche volta", prosegue la Mannoia, "La prima volta che l'ho incontrato ero imbarazzatissima, quasi intimorita. Ma poi si è sciolto e ho capito che è un uomo simpatico, divertente e gioviale, anche se spesso è piuttosto umorale".

Lalla

Francia

Ricordo con piacere anche tutta una serie di tournée fatte con degli artisti che ho scoperto essere delle persone fantastiche, 

tipo Francesco De Gregori

Vasco Rossi

Non sto più a dire cos'è per me De Gregori, perchè lo sanno tutti. Se non mi fosse venuto in mente di aprire il concerto con questa canzone, forse non avrei mai fatto questo concerto, perchè "Generale dietro la collina, perchè la guerra è dietro la collina..."

Antonello Venditti

Io voglio bene a Francesco e lui ne vuole a me. La nostra amicizia è più matura di quando avevamo trent’anni di meno. Direi che la nostra è un’amicizia che col tempo si è raffinata. Le nostre canzoni sno il dritto e il rovescio della stessa medaglia. E’ passato tanto tempo, tante persone, e oggi più nulla può ostacolare la nostra amicizia e entrambi sappiamo che prima o poi suonereme ancora insieme. Sappiamo che quella è la porta del Paradiso.

 

 

Ennio Melis

Mi ricordo quando in riunione feci ascoltare il disco di De Gregori Rimmel. Il direttore delle vendite disse:"Nessuno ci capirà niente". Ma io gli controbattei:"Prova ad ascoltarlo come un racconto, come impressioni che risvegliano la tua memoria, e vedrai che capirai il senso". Lui lo sentì con attenzione e osservò: "E' vero, ma alla gente chi lo spiegherà?". "La gente è più intelligente di noi. Vedrai, anche piano piano capirà" gli risposi.

Gaetano Curreri

Ho un ricordo bellissimo di quel tour invernale, abbiamo fatto due mesi in teatri tenda e palasport. Era la prima volta che suonavo con qualcuno che non fosse Dalla. De Gregori mi ha insegnato la coerenza anche in campo musicale, lui ha gusti ben precisi e una cultura molto profonda per un certo genere musicale, coccolarselo, curarselo.  Mi ha insegnato questo, e quando mi sono messo a scrivere canzoni ne ho fatto tesoro.

Luca Carboni

"Il cantautore che ha sempre qualcosa di nuovo da dirle? "Fin da ragazzino, Francesco De Gregori".

Ivano Fossati

Francesco è uno di quegli artisti che mi piacciono sempre. Ha la caparbietà di voler sembrare sempre uguale a se stesso ma niente a che vedere con l'ottusa coerenza. Credo che sia più facile leggere questo segno artistico guardando tutto l'arco della sua carriera piuttosto che i singoli episodi. Francesco è un esempio di comportamento artistico come se ne sono stati pochi in Italia.

Jovanotti

Senza Rimmel non ci sarebbe stato in Italia un certo modo di scrivere le canzoni d'amore

Zucchero

Trovo che i testi di Francesco siano unici, perché lui è capace di dipingere  una situazione con pochi tratti di pennello, come un pittore. Ha scritto dei versi bellissimi: la differenza nelle canzoni di Francesco la fanno proprio i testi, che lo rapprentano totalmente, perché lui è una persona trasparente, che dice sempre quello che pensa, senza peli sulla lingua. Come anche altri grandi artisti che ho conosciuto, è una persona che non ha bisogno di fingere: è così come lo vedi. Non devi mai aspettarti nulla di negativo, ma sempre di diretto, di franco. Fra noi c’è un bel rapporto, di amicizia e di stima, in piena sintonia.

Massimo Bubola

Non sto dicendo che vent'anni fa non si volessero vendere dischi, ma certamente non si facevano discorsi a medio e breve termine. Se ragionavamo con questa mentalità, penso che De Gregori, per esempio, che ha avuto successo al terzo disco, non sarebbe mai esistito  

Roberto Vecchioni

Il testo in canzone sviluppa da De Gregori in poi, un linguaggio tutto suo dove simboli, allegorie, metafore non appartengono al mondo della “poetica” in poesia, ma distinguono una precisa “poetica” in canzone.

Enrico Ruggeri

Quali sono i suoi colleghi che più apprezza? "Fabrizio De Andrè e Francesco De Gregori. Loro sono quelli che più di altri scavano nell'animo umano".

 

 

Gianni Mura (1978)

Molti dicono che è poco chiaro. Altri lo chiamano ermetico, e già questa potrebbe ssere un’etichetta culturale. Ma a Francesco de Gregori le critiche interessano fino a un certo punto. La sua coerenza, nei testi, è quasi sfrontata. Due anni fa è stato processato pubblicamente, invitato a suicidarsi come Majakovski, oppure a lavorare in fabbrica e a suonare in casa, la sera. “Mancava solo l’olio di ricono, per il resto gli ingredienti c’erano tutti”, commenta lui. Gli amici  dicono che è stata un’esperienza drammatica e che Francesco non meritava di passare sotto le forche caudine degli autonomi più duri, quelli di Quarto Oggiaro. Però è successo.  

Paola Turci

 

De Gregori ci ha insegnato a interpretare questo mestiere con dignità, pensando soprattutto alla qualitaà delle canzoni

Iva Zanicchi

Ho sempre espresso tanta solidarietà a De Gregori già sette anni fa, quando ebbe la denuncia, e sono sincera davvero quando dico che ho una grandissima ammirazione per lui e che è ridicolo pensare che un De Gregori, un poeta meraviglioso, vada a copiare il capoverso di "Zingara". Era solo una citazione. A me faceva piacere che lui ricordasse questa mia vecchia canzone, perché era davvero un omaggio.

Lui è un gran signore, è una persona che io non conosco personalmente, ma che stimo molto. I suoi atteggiamenti sono proprio da gran signore, mi telefonò sette anni fa, al momento della denuncia, e anche ora si è fatto vivo in modo molto carino. E' una persona deliziosa, straordinaria davvero, molto attenta e a me ha fatto molto piacere sentirlo"  

 

Vincenzo Micocci

De Gregori era una specie di Leopardi, con la differenza che il poeta di Recanati era piccolo e brutto, mentre lui era alto e bello, con una figura ieratica che sprigionava mistero e imponeva rispetto. Cosa pensi della musica italiana? Penso: Meno male che c'è De Gregori!

 

Ligabue

 

Una sera ero a cena con De Gregori e gli ho confessato di essere da sempre un fan della canzone Atlantide, anche perché non avevo capito niente e mi piaceva moltissimo poter pensare di continuare a non capire niente. Lui purtroppo mi ha spiegato cosa vuol dire, e dico purtroppo perché adesso mi piace meno.

Gino Castaldo

E’ anche vero che se il bambino-picaro-cantautore ha scoperto terre lontane, in realtà non si è mai mosso dall’Italia. Ma chi è, se non proprio De Gregori queso eroe negativo che vince e ha successo, che è stato sempre accusato di rimanere sconfitto nella più importante delle battaglie: quella di essere capito.

Giovanna Marini (1989)

Una cosa che mi ha colpito molto è il valore etico di queste sue canzoni. Io questi testi li farei studiare nelle scuole elementari. In alcune cose sembra, pur senza nessun intento didattico, sembra quasi La Fontaine, o un grande dell’800. I suoi sono testi che danno il senso dei valori della vita. Vi senti sempre presente il gusto dell’anima intensa in senso antropologico: gli affetti, le emozioni, l’amicizia, la solidarietà, il rispetto, la stima. Tu pensa alla canzone per Caterina, pensa a quanta stima e a quanto affetto ci sia in quella canzone. E così per tutte le canzoni. E sono canzoni in cui i valori fondamentali della vita son tutti preservati.  

Edoardo De Angelis

Nel mondo dello spettacolo quali sono gli amici veri?

Il più grande e sincero, Sergio Endrigo... Poi, quelli con i quali ho diviso la mia "infanzia" musicale, De Gregori e Minghi su tutti. Vivevamo quasi tutto il giorno assieme, chi aveva (per caso) i soldi pagava per gli altri... Una vera, bellissima "Boheme"...

 

Franco Simone

E quali sono gli artisti internazionali che si distinguono?

Mi piacciono gli artisti coraggiosi, che sanno anche rischiare l’impopolarità, pur di esprimersi. In questo senso trovo grande Peter Gabriel e, tra gli italiani, Francesco De Gregori.  

 

Claudio Lolli

C'è una canzone altrui che ogni tanto si pente di non aver scritto lei?

"Beh, lo ripeto da anni ormai: adoro La storia di Francesco De Gregori. "La storia siamo noi…", ha presente? Un verso meraviglioso: peccato non esserci arrivato prima io…"

 

 

Max Gazzè

Ho conosciuto anche De Gregori di recente. Lui segue poco la scena musicale, però mi ha detto: "Ho sentito una canzone che mi ha colpito, si intitola 'Su un ciliegio esterno' ". Insomma... De Gregori! 

 

 

Sting

Se ascolto musica italiana? Si mi piace molto De Gregori!

Davide Van De Sfroos

Poi, se un grande musicista come Francesco De Gregori mi regala il suo Calypsos, non posso fare altro che conservarlo tra i dischi più cari

Samuele Bersani

Anche io non capivo le canzoni di Francesco De Gregori, ma ero felice di stare in quel labirinto

Claudia Gerini

Caro Francesco, le tue canzoni richiedono tempo. Per questo mi hanno dato tanto: la passione per la pace e per la libertà, ma anche la capacità di cogliere il senso della vita in un tubetto di rimmel.
La prossima volta, se ti salta in mente di pubblicare due album in meno di un anno, dillo subito. Così mi organizzo!

Gherardo Gentili

Nel nostro ambiente, fatto anche di cartapesta e di burattini della vanità (chiamarle “fiere” è troppo) si usa dare del tu ai personaggi e chiamarli con il loro nome di battesimo: Lucio, Ornella, Nicoletta, Gianni, Antonello…ma chiamare De Gregori “Francesco” è qualcosa di più che una vanità: è un dovere.

 

Ivan Della Mea

Ho sempre pensato che in quelle mie risposte ci fosse più invidia che sinistra coerenza di un sinistro di sinistra; ho anche pensato, poi, che fossero un po' sciocche e questo non perché, negandomi, mi fossi giocato Dio sa quale occasione, ma perché la storia di Francesco De Gregori, per quel che ne sapevo, mi diceva di ascoltarlo: epperò era quella una stagione, a mio avviso, in cui lui era tutto un po' troppo bravo, un po' troppo giusto, giusto in tutti i sensi, e io un po' troppo sbagliato in quasi tutti e lui tirava fuori una canzone dopo l'altra e tutte piuttosto belle alcune anche troppo come la donna cannone e titanic e viva l'Italia sempre alla grande, canzoni sciorinate all'aria come le lenzuola bianche stese di Ordet di Dreyer, canzoni che hanno tutti gli orizzonti, i quattro compresi che. Per dirla con George Brassens, crocifiggono il mondo.

Vincenzo Spampinato

“Un giorno Francesco de Gregori mi disse che esiste una cosa tra la perfezione e lo sgarro, e quella cosa si chiama capolavoro. Ed è questo il punto: di ogni cosa dovremmo farne un capolavoro.”

 

Simone

Cristicchi

 

La cover che vorresti incidere?

"Sempre e per sempre", di De Gregori.

Rosy

Bindi

Ringrazio Francesco De Gregori per le parole di apprezzamento e stima nei miei confronti. E' da sempre il mio cantautore preferito e il suo sostegno mi onora e mi commuove. 

Bruce

Springsteen

Tra i Beach Boys e i Calexico, nelle preferenze di Bruce c'è anche Francesco De Gregori con "Non dirle che non è così"

David

Zard

 

De Gregori? «Gli ho presentato Bob Dylan a Roma, e per lui era come toccare il cielo. De Gregori è un extraterrestre, non ha niente dell'uomo d'oggi che si comporta pensando al suo tornaconto.

 

 

Goran

Kuzminac

 

Francesco De Gregori è quello che ha ‘veramente’ buttato un sasso nel mio stagno musicale generando onde che fino ad ora non si sono mai calmate.

Elisabetta

Canalis

 

De Gregori ha già messo in chiaro che lui a Sanremo non verrà mai e che potrebbe fare

un’eccezione solo perché c’e’ Bélen? Avrei voluto uccidermi.

 

 

 

 

Paola Turci

Ritorno al presente - 1990

 

FRANCESCO

(Rizzo-Righini)


Ascolta il vento che va.
Sui tetti corre, come va questa serata mi promette bene.
Sento un odore di stagioni nuove,
poi giro il disco, così cancello piano ogni opinione.
Tutto è un ricordo di liceo e di vita che manda l’eco per le scale.
E tutto per Francesco e me ora è più facile.
Francesco chi la canterà questa realtà nelle poesie, lontane verità.
Perdute, sì ma con la possibilità che non siano ricordo

ma una presente vera vita.
Francesco guarda la città, manda rumori al mio balcone
La vita dietro le finestre chiuse sembra cambiata, dicono migliore.

Ma in fondo questa libertà per noi non è che una canzone.
La puoi sentire avvicinarsi al cuore ma è solo un'eco per le scale
Francesco, la risposta, sai, soffia nel vento.

Francesco, sai... che cambierà l’impegno, il mondo nelle tasche, la mia felicità

Perduta sì ma con la possibilità che resti una canzone
come un qualunque lieto fine.
Francesco chi la fermerà questa realtà nelle poesie, lontane verità.
Perdute sì, ma con la possibilità che non siano parole
ma che diventino la vita.